Aprire Partita IVA:
guida completa 2026
In questa guida, ti forniremo una panoramica completa su come APRIRE LA TUA PARTITA IVA in modo corretto, RIDUCENDO TASSE E CONTRIBUTI. Dalla comprensione dei requisiti e dei vantaggi della partita IVA, alla presentazione della documentazione e alle scadenze da rispettare.
Ti guideremo passo dopo passo verso il tuo obiettivo di aprire la partita IVA con successo! 😉
SOMMARIO
- Dott.ssa Michela Vernieri Cotugno
- Aggiornato il 12/06/2026
Stai pensando di aprire una Partita IVA ma non sai da dove iniziare, sei nel posto giusto.😉
Probabilmente ti stai chiedendo quali siano i costi, quali tasse dovrai pagare, quale regime fiscale scegliere e se il regime forfettario sia davvero la soluzione più conveniente per la tua attività.
La buona notizia è che aprire una Partita IVA oggi è più semplice di quanto molti pensino. Tuttavia, una scelta sbagliata del codice ATECO, del regime fiscale o della forma giuridica può comportare maggiori tasse, contributi più elevati e costi inutili fin dall’inizio.
In questa guida scoprirai passo dopo passo come aprire una Partita IVA, quali sono gli adempimenti da rispettare, quanto costa avviare un’attività e quali errori evitare per partire con il piede giusto.
Le decisioni da prendere prima di aprire una Partita IVA
Prima ancora di scegliere il regime fiscale o il commercialista, è importante capire quale sia la soluzione più adatta alla tua situazione.
Molti aspiranti professionisti, freelance e imprenditori commettono errori già in questa fase, iniziando un’attività senza aver chiarito alcuni aspetti fondamentali. Di conseguenza rischiano di pagare più tasse del necessario o di adottare una struttura non adatta alle proprie esigenze.
Per aiutarti a fare chiarezza, abbiamo raccolto qui sotto tre approfondimenti dedicati ai dubbi più frequenti di chi vuole aprire una Partita IVA.
👉 Cliccando su uno dei riquadri qui sotto potrai accedere alla guida di approfondimento dedicata all’argomento che ti interessa.
DEVO APRIRE LA PARTITA IVA?
Posso emettere una ricevuta per prestazione occasionale oppure sono tenuto ad aprire Partita I V A?
LIBERO PROFESSIONISTA O DITTA INDIVIDUALE?
La mia attività rientra nella sfera delle ditte individuali o delle libere professioni?
PARTITA IVA O SRL?
Meglio una partita IVA o una SRL? Quasi sono i vantaggi di una SRL? E i costi?
Come capire se devi aprire una Partita IVA
Molte persone credono che esista una regola semplice:
“Se supero 5.000 euro devo aprire la Partita IVA.”
In realtà, non è così.
L’obbligo di aprire una Partita IVA non dipende solo dall’importo incassato, ma soprattutto da come svolgi l’attività: continuità, organizzazione e abitualità sono spesso più importanti del fatturato.
Per aiutarti a capire quando la Partita IVA è davvero obbligatoria, abbiamo preparato questa semplice guida visuale.
⚠️ Attenzione: superare 5.000 euro non fa automaticamente scattare l’obbligo di aprire una Partita IVA. La soglia è spesso collegata agli aspetti previdenziali, mentre l’obbligo di apertura dipende principalmente dalle modalità con cui viene svolta l’attività.
Perché scegliere la forma giusta può farti risparmiare tasse, contributi e burocrazia?
La scelta tra libero professionista, ditta individuale o società non determina soltanto quante tasse pagherai. Può influenzare anche i contributi INPS, gli adempimenti amministrativi e i costi di gestione della tua attività.
Prima di prendere una decisione è quindi importante valutare questi tre aspetti fondamentali.
FISCALE
Determina quante tasse pagherai e quale regime fiscale potrai utilizzare (forfettario, semplificato o altri regimi agevolati).
CIVILISTICO
Determina gli adempimenti da rispettare, come l'eventuale iscrizione alla Camera di Commercio, l'apertura della posizione INPS e altre pratiche amministrative.
PREVIDENZIALE
Determina quali contributi INPS dovrai versare e a quale gestione previdenziale sarai iscritto (Gestione Separata, Artigiani o Commercianti).
Ditta individuale o Libera Professione?
Una delle prime decisioni da prendere quando apri una Partita IVA è capire se la tua attività rientra tra quelle svolte come libero professionista oppure come ditta individuale.
In linea generale, il libero professionista svolge un’attività prevalentemente intellettuale basata sulle proprie competenze personali, come ad esempio consulenti, grafici, ingegneri, avvocati, commercialisti, psicologi e professionisti del web.
- gli adempimenti amministrativi da effettuare;
- l’iscrizione alla Camera di Commercio;
- la gestione previdenziale di riferimento;
- alcuni obblighi fiscali e contabili.
In molti casi scegliere la forma sbagliata può comportare migliaia di euro di contributi INPS in più o adempimenti non necessari.
Se non sei sicuro della forma più adatta alla tua attività, ti consigliamo di approfondire il tema nella nostra guida dedicata alle differenze tra ditta individuale e libero professionista.
Partita IVA o SRL?
Partita IVA o SRL? È una delle domande più frequenti per chi vuole avviare un’attività. La risposta dipende da fatturato previsto, rischio dell’attività, presenza di soci e obiettivi di crescita.
Aprire una SRL troppo presto può comportare costi inutili.
Aprirla troppo tardi può invece limitare la crescita del business.
Nella maggior parte dei casi chi inizia una nuova attività sceglie una Partita IVA individuale, una soluzione generalmente più semplice da gestire e caratterizzata da costi iniziali contenuti.
La SRL può invece essere presa in considerazione quando il volume d’affari previsto è significativo, si desidera separare il patrimonio personale da quello dell’attività oppure si prevede l’ingresso di soci e collaboratori.
Non esiste una soluzione migliore in assoluto. La scelta dipende da diversi fattori, tra cui il fatturato atteso, il livello di rischio dell’attività, gli investimenti programmati e gli obiettivi di crescita.
Per capire quale soluzione è più adatta al tuo caso, leggi il nostro approfondimento: Aprire Partita IVA o costituire una SRL? Pro e contro.
- quando è necessario aprire una Partita IVA
- quale forma giuridica scegliere
- quando può essere opportuno valutare una SRL
Il prosieguo di questa guida è dedicato esclusivamente all’apertura della Partita IVA individuale e ai principali adempimenti da conoscere per iniziare la propria attività.
Se invece stai valutando la costituzione di una società, ti consigliamo di consultare la nostra guida dedicata alle SRL, dove approfondiamo costi, vantaggi, svantaggi e procedure di costituzione.
Vediamo ora, passo dopo passo, come aprire una Partita IVA.
Il prosieguo di questa guida è dedicato esclusivamente all’apertura della Partita IVA individuale e ai principali adempimenti da conoscere per iniziare la propria attività.
Se invece stai valutando la costituzione di una società, ti consigliamo di consultare la nostra guida dedicata alle SRL, dove approfondiamo costi, vantaggi, svantaggi e procedure di costituzione.
Vediamo ora, passo dopo passo, come aprire una Partita IVA.
5 Step per aprire una Partita IVA in sintesi
Se hai deciso di avviare un’attività, questi sono i 5 passaggi fondamentali da seguire per partire con il piede giusto ed evitare errori che potrebbero costarti tempo e denaro.
🎁 Prima di aprire la Partita IVA, scarica questa guida gratuita
- quale regime fiscale scegliere
- quanto pagherai di tasse
- quali contributi INPS dovrai versare
- quali errori evitare
🔵 1. Libero professionista o ditta individuale?
Il primo passo per aprire una Partita IVA consiste nell’individuare la forma più adatta alla tua attività.
La scelta tra libero professionista e ditta individuale influisce su tasse, contributi INPS, adempimenti amministrativi e costi di gestione.
Nella maggior parte dei casi chi lavora in autonomia può operare come libero professionista oppure come ditta individuale.
I liberi professionisti svolgono attività prevalentemente intellettuali basate sulle proprie competenze personali, come consulenti, grafici, ingegneri, avvocati, commercialisti, psicologi e professionisti del web.
La ditta individuale è invece la forma generalmente utilizzata per attività commerciali, artigianali e di vendita di beni o servizi, come commercianti, e-commerce, installatori e artigiani.
In alcuni casi, soprattutto quando si prevedono investimenti importanti, l’ingresso di soci o un fatturato elevato, potrebbe essere opportuno valutare la costituzione di una SRL.
La scelta della forma giuridica è importante perché influisce sugli adempimenti amministrativi, sulla gestione previdenziale e sugli obblighi fiscali.
Una volta individuata la forma più adatta alla tua attività, il passo successivo consiste nello scegliere il regime fiscale.
🔵 2. Scegli il regime fiscale
Dopo aver individuato la forma della tua attività, occorre scegliere il regime fiscale da applicare.
Regime Forfettario
Il regime forfettario è il regime agevolato dedicato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professione e rispettano i requisiti previsti dalla normativa.
Può essere applicato da chi rispetta specifici requisiti e consegue ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro annui.
Tra i principali vantaggi troviamo:
- imposta sostitutiva del 5% o 15%
- nessuna IVA in fattura
- contabilità minima
- minori adempimenti fiscali
Il reddito imponibile non viene calcolato deducendo i costi effettivi, ma applicando al fatturato un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO.
⚠️ Il regime forfettario non è sempre la scelta più conveniente. In presenza di costi elevati, potrebbe risultare più vantaggioso il regime fiscale ordinario (regime contabile semplificato o ordinario).
Regime Semplificato
Quando non è possibile accedere al regime forfettario oppure quest’ultimo non risulta conveniente, è possibile adottare il regime semplificato, il regime fiscale più utilizzato da imprese individuali e professionisti che superano i limiti del forfettario o sostengono costi elevati.
In questo regime:
- si applica l'IVA sulle fatture emesse;
- è possibile dedurre i costi effettivamente sostenuti;
- la tassazione avviene secondo gli scaglioni IRPEF;
- gli adempimenti contabili sono generalmente più complessi rispetto al forfettario.
La scelta tra regime forfettario e regime semplificato può incidere significativamente su tasse, contributi INPS e liquidità aziendale.
Vuoi approfondire? Leggi la nostra guida completa sul Regime Forfettario.
🔵 3. Individua il codice ATECO corretto
Ogni attività economica deve essere identificata attraverso uno specifico codice ATECO.
La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale, perché può influenzare il regime fiscale applicabile, i contributi INPS dovuti e le eventuali autorizzazioni necessarie per svolgere l’attività.
Il codice ATECO serve a classificare l’attività svolta e viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, dall’INPS e da altri enti pubblici per individuare il corretto trattamento fiscale e previdenziale.
La scelta del codice corretto è importante perché può influenzare:
- il coefficiente di redditività nel regime forfettario;
- l'inquadramento previdenziale INPS;
- eventuali autorizzazioni amministrative richieste per l'attività;
- l'accesso a incentivi, agevolazioni e contributi.
Per questo motivo è consigliabile verificare attentamente il codice più adatto prima di procedere con l’apertura della Partita IVA.
Un codice ATECO errato può comportare il versamento di contributi INPS non dovuti oppure l’applicazione di un coefficiente di redditività meno favorevole.
Scopri come scegliere il codice ATECO corretto.
🔵 4. Apri la Partita IVA
Dopo aver individuato la forma dell’attività, il regime fiscale e il codice ATECO, è possibile procedere con l’apertura della Partita IVA.
Nella maggior parte dei casi l’apertura della Partita IVA è gratuita e può essere effettuata telematicamente.
Gli adempimenti necessari per aprire una Partita IVA cambiano in base all’attività svolta.
Per i liberi professionisti l’apertura avviene generalmente mediante presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.
Per artigiani, commercianti e ditte individuali in genere sono necessari ulteriori adempimenti, tra cui l’iscrizione alla Camera di Commercio e alle relative gestioni INPS.
Nella tabella seguente trovi una sintesi dei principali adempimenti richiesti in base alla tipologia di attività che intendi svolgere.
🔵 5. Iscriviti all'INPS
L’iscrizione all’INPS o alla Cassa professionale è uno degli aspetti più importanti da valutare prima di aprire una Partita IVA. L’ente previdenziale di riferimento varia in base all’attività svolta e può incidere in modo significativo sui contributi da versare ogni anno.
Gestione Separata INPS
Generalmente destinata ai liberi professionisti senza una propria cassa previdenziale, come consulenti, professionisti del web, grafici, informatici e molte altre professioni non ordinistiche.
Gestione Artigiani INPS
Riguarda chi svolge attività artigianali, come installatori, falegnami, elettricisti, idraulici e altre attività manuali organizzate in forma d’impresa.
Gestione Commercianti INPS
Destinata a chi esercita attività commerciali, come negozi, e-commerce, intermediari del commercio e altre attività di vendita di beni e servizi.
Casse Professionali
Alcune professioni ordinistiche, come avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti e consulenti del lavoro, dispongono di una propria cassa previdenziale autonoma.
Due attività con lo stesso fatturato possono pagare contributi molto diversi a seconda dell’inquadramento previdenziale scelto.
La corretta iscrizione previdenziale è fondamentale perché determina i contributi da versare e le future tutele pensionistiche.
Approfondisci come funzionano i contributi INPS per la Partita IVA.
Quanto costa aprire una Partita IVA?
Quanto costa aprire una Partita IVA? È una delle domande più frequenti di chi vuole iniziare un’attività come libero professionista, artigiano o commerciante.
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, aprire una Partita IVA come libero professionista è gratuito, poiché è sufficiente presentare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Per artigiani, commercianti e ditte individuali, possono essere previsti ulteriori costi legati all’iscrizione alla Camera di Commercio, all’INPS e, in alcuni casi, all’INAIL.
Oltre ai costi iniziali, è importante considerare anche le spese di gestione dell’attività, come i contributi previdenziali, le imposte e l’eventuale compenso del commercialista.
⚠️ Attenzione: il costo di apertura è spesso molto inferiore ai costi di gestione successivi, come contributi INPS, imposte e compenso del commercialista.
Vuoi conoscere nel dettaglio tutti i costi, gli adempimenti e le procedure? Consulta la nostra guida completa su quanto costa aprire una Partita IVA.
Quanto tempo serve per aprire una Partita IVA?
Nella maggior parte dei casi, un libero professionista può aprire una Partita IVA in 24-48 ore. Per artigiani, commercianti e attività soggette ad autorizzazioni i tempi possono essere più lunghi.
I tempi per aprire una Partita IVA dipendono dal tipo di attività che intendi svolgere e dagli adempimenti richiesti.
In generale, per un libero professionista l’apertura può avvenire anche in giornata mediante presentazione telematica della pratica all’Agenzia delle Entrate.
Per artigiani, commercianti e ditte individuali, invece, oltre all’apertura della Partita IVA è normalmente necessario completare ulteriori adempimenti presso la Camera di Commercio e gli enti previdenziali competenti. In questi casi i tempi possono variare da pochi giorni a qualche settimana, soprattutto se sono richieste autorizzazioni o comunicazioni al Comune.
Partita IVA Online: si può aprire da soli?
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile aprire una Partita IVA online senza recarsi fisicamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.
Per i liberi professionisti, infatti, l’apertura avviene generalmente mediante la presentazione telematica del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Una volta completata la procedura, il numero di Partita IVA viene attribuito gratuitamente.
La situazione può essere più complessa per artigiani, commercianti e ditte individuali. In questi casi, oltre all’apertura della Partita IVA, è spesso necessario procedere anche con ulteriori adempimenti, come l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’apertura della posizione previdenziale INPS e, in alcuni casi, la richiesta di autorizzazioni o comunicazioni al Comune competente.
Sebbene sia possibile svolgere queste pratiche in autonomia, è importante prestare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali:
- scelta del codice ATECO corretto;
- individuazione del regime fiscale più conveniente;
- corretta iscrizione all'INPS o alla Cassa professionale;
- verifica di eventuali autorizzazioni o comunicazioni obbligatorie.
💡 Aprire una Partita IVA è semplice. Scegliere il corretto inquadramento fiscale e previdenziale è la parte più importante
⚠️ Un errore in fase di apertura può comportare contributi INPS più elevati, un regime fiscale meno conveniente o la necessità di successive variazioni della Partita IVA.
PARTITA IVA COMUNITARIA: Quando è necessario iscriversi al VIES?
Devi iscriverti al VIES se acquisti o vendi beni o servizi a soggetti titolari di Partita IVA stabiliti in altri Paesi dell’Unione Europea.
La Partita IVA comunitaria consente di effettuare operazioni con imprese e professionisti stabiliti in altri Paesi dell’Unione Europea. Per poter effettuare queste operazioni è generalmente necessario richiedere l’iscrizione al VIES.
L’iscrizione al VIES (VAT Information Exchange System) permette di essere riconosciuti come operatori intracomunitari e di effettuare correttamente operazioni con soggetti IVA stabiliti negli altri Paesi UE.
L’iscrizione al VIES (VAT Information Exchange System) è necessaria quando prevedi di effettuare operazioni commerciali con soggetti passivi IVA stabiliti in altri Paesi dell’Unione Europea.
In particolare, l’iscrizione è generalmente consigliata o necessaria se:
- acquisti servizi da fornitori UE come Meta, Google, Canva, Notion, Stripe, Shopify o software europei;
- vendi servizi a clienti titolari di Partita IVA residenti in altri Paesi UE;
- effettui acquisti o cessioni intracomunitarie di beni;
- lavori con marketplace o piattaforme europee che richiedono una Partita IVA abilitata alle operazioni intracomunitarie.
⚠️ Se acquisti servizi da fornitori esteri senza essere iscritto al VIES potresti dover regolarizzare l’operazione con adempimenti fiscali aggiuntivi.
Domanda frequente: devo iscrivermi al VIES se acquisto pubblicità su Facebook o Instagram?
Nella maggior parte dei casi sì, poiché il servizio viene acquistato da un soggetto stabilito in un altro Paese dell’Unione Europea.
Se vuoi approfondire come funziona la Partita IVA comunitaria e come richiederla, leggi la nostra guida completa: Partita IVA comunitaria: cos’è e come ottenerla.
Di seguito trovi le risposte alle domande più frequenti di chi vuole aprire una Partita IVA. Clicca sulle frecce per leggere gli approfondimenti.
FAQ apertura Partita IVA
Se stai pensando di avviare un'attività in proprio, una delle prime domande che potresti porti riguarda il funzionamento della Partita IVA. Capire cos'è, a cosa serve e quando è obbligatorio aprirla è fondamentale per evitare errori e iniziare la propria attività nel modo corretto. In questa sezione rispondiamo alle domande più frequenti sulla Partita IVA e sui principali obblighi previsti dalla normativa.
Cos'è la Partita IVA?
La Partita IVA è il numero identificativo utilizzato da professionisti, lavoratori autonomi, ditte individuali e società per svolgere un’attività economica in modo abituale e continuativo.
Viene utilizzata per emettere fatture, dichiarare i redditi e adempiere agli obblighi fiscali previsti dalla normativa.
Se hai bisogno di verificare i dati di un professionista o di un’azienda, puoi leggere la nostra guida su come effettuare una ricerca della Partita IVA e controllarne la validità.
A cosa serve la Partita IVA?
La Partita IVA serve a svolgere legalmente un’attività economica in modo abituale e continuativo. Consente di emettere fatture, incassare compensi, versare imposte e contributi previdenziali e adempiere agli obblighi fiscali previsti dalla normativa italiana. È inoltre il numero che identifica il contribuente nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate.
Chi è obbligato ad aprire la Partita IVA?
Deve aprire la Partita IVA chi svolge un’attività economica in modo abituale, professionale e continuativo.
Tuttavia, non è sempre facile capire quando una prestazione occasionale si trasforma in un’attività che richiede l’apertura della Partita IVA. La valutazione deve essere effettuata caso per caso, considerando la continuità, l’organizzazione e le modalità con cui viene svolta l’attività.
Se hai dubbi, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento sulle 7 cose da sapere per capire quando aprire la Partita IVA, dove analizziamo i principali criteri utilizzati per distinguere un’attività occasionale da un’attività professionale.
Posso lavorare senza Partita IVA?
Sì, ma solo in alcuni casi.
Le prestazioni occasionali possono essere svolte senza Partita IVA quando manca il requisito dell’abitualità e dell’organizzazione dell’attività.
Tuttavia, se il lavoro diventa continuativo, professionale o organizzato, potrebbe essere necessario aprire una Partita IVA. Per evitare errori è sempre consigliabile valutare attentamente la propria situazione.
Approfondimento: Leggi la guida sulle prestazioni occasionali e Partita IVA.
Posso aprire una Partita IVA online?
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile aprire una Partita IVA online senza recarsi presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.
Per i liberi professionisti la procedura avviene generalmente tramite presentazione telematica della pratica.
Per artigiani e commercianti possono essere necessari ulteriori adempimenti, come l’iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS.
Scopri di più nel paragrafo Partita IVA Online: si può aprire da soli?
Quanto tempo serve per aprire una Partita IVA?
Nella maggior parte dei casi un libero professionista può ottenere la Partita IVA in 24-48 ore.
I tempi dipendono dal tipo di attività. Per un libero professionista l’apertura può avvenire anche in giornata, mentre per artigiani e commercianti possono essere necessari ulteriori adempimenti e tempi più lunghi.
👉 Approfondisci nel paragrafo Quanto tempo serve per aprire una Partita IVA
Posso aprire una Partita IVA gratuitamente?
Sì. L’attribuzione del numero di Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate è gratuita.
Tuttavia, alcune attività possono richiedere costi aggiuntivi legati all’iscrizione alla Camera di Commercio, ad autorizzazioni amministrative, all’iscrizione ad Albi professionali o ad altri adempimenti previsti dalla normativa.
👉 Leggi il paragrafo Quanto costa aprire una Partita IVA?
Quali documenti servono per aprire una Partita IVA?
Per aprire una Partita IVA sono generalmente necessari un documento di identità valido, il codice fiscale e le informazioni relative all’attività che si intende svolgere.
In generale sono richiesti:
- documento di identità in corso di validità;
- codice fiscale;
- indirizzo della sede dell’attività;
- descrizione dell’attività da svolgere;
- eventuali iscrizioni ad Albi professionali;
- eventuali autorizzazioni richieste dalla normativa di settore.
Per artigiani e commercianti possono inoltre essere necessari ulteriori dati per l’iscrizione alla Camera di Commercio e agli enti previdenziali competenti.
Serve il commercialista per aprire una Partita IVA?
No, la legge non obbliga a rivolgersi a un commercialista per aprire una Partita IVA.
Tuttavia, la fase di apertura richiede alcune valutazioni importanti, come la scelta della forma dell’attività, del regime fiscale, del codice ATECO e della corretta gestione previdenziale.
Una scelta errata può comportare tasse più elevate, contributi INPS non dovuti o la necessità di successive variazioni della posizione fiscale.
Per questo motivo molte persone preferiscono affidarsi a un professionista già nella fase iniziale, così da partire con un corretto inquadramento fiscale, previdenziale e amministrativo.
FAQ costi e tasse partita IVA
Uno dei dubbi più frequenti di chi vuole aprire una Partita IVA riguarda i costi, le tasse e i contributi INPS da versare. Oltre alle eventuali spese di apertura, è importante conoscere le imposte, i contributi INPS e i costi di gestione che potrebbero essere dovuti nel corso dell'anno.
Quanto costa aprire una Partita IVA?
Nella maggior parte dei casi, aprire una Partita IVA come libero professionista è gratuito.
Possono tuttavia esserci costi aggiuntivi in caso di iscrizione a un albo professionale, a una cassa previdenziale o se ci si affida a un professionista per la gestione della pratica.
Per artigiani e commercianti, oltre all’apertura della Partita IVA, possono essere necessari ulteriori adempimenti, come l’iscrizione alla Camera di Commercio e alle relative gestioni INPS, con costi variabili in base all’attività svolta.
L’importo effettivo può inoltre variare a seconda che la pratica venga gestita autonomamente oppure tramite un commercialista o altro professionista abilitato.
Scopri di più nel paragrafo Quanto costa aprire una Partita IVA?
Quando si pagano le tasse con la Partita IVA?
Le imposte non vengono normalmente pagate ogni mese, ma attraverso il sistema di saldo e acconto.
In linea generale, le tasse relative a un determinato anno vengono versate l’anno successivo con la dichiarazione dei redditi. Contestualmente possono essere richiesti anche gli acconti sulle imposte dell’anno in corso.
Per questo motivo chi apre una Partita IVA non versa immediatamente le imposte sul reddito prodotto, ma le pagherà alle scadenze previste dalla normativa fiscale.
Approfondisci nel paragrafo dedicato a tasse e contributi della Partita IVA.
Perché il primo anno si pagano più tasse?
Molti contribuenti hanno l’impressione di pagare “tasse doppie” al primo versamento. In realtà non si tratta di una doppia tassazione.
Quando presenti la prima dichiarazione dei redditi, infatti, devi generalmente versare:
- il saldo delle imposte relative all’anno precedente;
- il primo acconto delle imposte dovute per l’anno in corso.
Questo meccanismo prende il nome di saldo e acconto ed è previsto per la maggior parte delle Partite IVA.
Di conseguenza il primo pagamento può risultare più elevato rispetto a quanto ci si aspetta, soprattutto se non si è pianificata correttamente la liquidità necessaria.
👉 Approfondisci nella nostra guida dedicata a saldo e acconto delle imposte.
Quanto si paga di INPS con la Partita IVA?
I contributi INPS variano in base all’attività svolta e alla gestione previdenziale di appartenenza.
I liberi professionisti senza una propria cassa professionale sono generalmente iscritti alla Gestione Separata INPS e versano contributi calcolati in percentuale sul reddito prodotto.
Artigiani e commercianti, invece, sono iscritti alle relative gestioni INPS e sono normalmente tenuti al versamento di contributi fissi annuali, oltre a una quota variabile sul reddito che supera determinate soglie.
Alcuni professionisti iscritti ad albi specifici versano invece i contributi direttamente alla propria cassa professionale e non all’INPS.
Approfondisci nella nostra guida sui contributi INPS della Partita IVA.
Si pagano tasse anche se non fatturo?
Dipende dal regime fiscale e dalla posizione previdenziale.
Se non produci reddito, generalmente non sono dovute imposte sul reddito. Tuttavia, artigiani e commercianti possono essere tenuti al versamento dei contributi INPS fissi anche in assenza di fatturato.
Per questo motivo è importante valutare correttamente l’inquadramento fiscale e previdenziale prima di aprire la Partita IVA.
Posso aprire una Partita IVA senza pagare l'INPS?
Nella maggior parte dei casi no.
Chi esercita un’attività economica abituale è normalmente tenuto all’iscrizione a una gestione previdenziale e al versamento dei relativi contributi.
L’importo e le modalità di calcolo dipendono dall’attività svolta e dall’ente previdenziale competente.
Alcuni professionisti iscritti a specifici albi versano i contributi alla propria cassa professionale anziché all’INPS.
FAQ partita IVA e dichiarazioni fiscali
Aprire una Partita IVA non significa soltanto emettere fatture e incassare compensi. Ogni titolare di Partita IVA deve infatti rispettare una serie di adempimenti fiscali e previdenziali, tra cui la presentazione delle dichiarazioni, la conservazione dei documenti e il versamento delle imposte dovute.
Quali dichiarazioni deve presentare una Partita IVA?
Gli obblighi dichiarativi dipendono dal regime fiscale adottato e dall’attività svolta.
In generale, chi possiede una Partita IVA deve presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi e, nei casi previsti, la dichiarazione IVA.
Possono inoltre essere richiesti ulteriori adempimenti fiscali in presenza di particolari attività, operazioni con l’estero o regimi fiscali specifici.
Quando si pagano le tasse?
Le imposte non vengono pagate ogni volta che si emette una fattura, ma alle scadenze previste dalla normativa fiscale.
Generalmente il contribuente versa il saldo delle imposte relative all’anno precedente e gli acconti per l’anno in corso secondo il meccanismo del saldo e acconto.
Le scadenze possono variare in base alle proroghe eventualmente previste e alla tipologia di contribuente.
👉 Approfondisci nella nostra guida dedicata a saldo e acconto delle imposte.
È obbligatoria la fattura elettronica?
Nella maggior parte dei casi sì.
Oggi la fattura elettronica è obbligatoria per quasi tutti i titolari di Partita IVA e deve essere trasmessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo riguarda sia i contribuenti in regime ordinario sia, nella maggior parte dei casi, quelli in regime forfettario.
👉 Approfondisci nella nostra guida completa sulla fattura elettronica.
Devo conservare le fatture?
Sì. Le fatture emesse e ricevute devono essere conservate per il periodo previsto dalla normativa fiscale.
La conservazione può avvenire in formato elettronico, purché vengano rispettate le regole previste dalla legge.
Conservare correttamente la documentazione è fondamentale in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
👉 Approfondisci nella nostra guida sulla conservazione delle fatture elettroniche.
Cosa succede se non presento la dichiarazione dei redditi?
La mancata presentazione della dichiarazione dei redditi può comportare sanzioni amministrative, interessi e, nei casi più gravi, ulteriori conseguenze fiscali.
L’Agenzia delle Entrate può inoltre procedere con accertamenti e richieste di pagamento delle imposte dovute.
Per questo motivo è importante rispettare le scadenze fiscali e verificare ogni anno i propri obblighi dichiarativi.
👉 Approfondisci nella guida dedicata a dichiarazione dei redditi omessa: sanzioni e conseguenze.
FAQ comuni partita IVA
Chi sta pensando di aprire una Partita IVA ha spesso dubbi su compatibilità con il lavoro dipendente, pensione, regime forfettario e procedure di apertura o chiusura. Di seguito trovi le risposte alle domande più frequenti.
Posso aprire una Partita IVA se sono dipendente?
Nella maggior parte dei casi si un lavoratore dipendente può aprire una Partita IVA e svolgere un’attività autonoma parallelamente al proprio impiego.
Occorre tuttavia verificare che il contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva e che l’attività autonoma non sia in concorrenza con quella del datore di lavoro. Particolare attenzione deve essere prestata dai dipendenti pubblici, per i quali possono essere previste specifiche limitazioni o autorizzazioni preventive.
Inoltre, per accedere o permanere nel regime forfettario occorre verificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Approfondimento: Lavoro dipendente e Partita IVA: quando è possibile?.
Posso avere una Partita IVA da pensionato?
Sì, nella maggior parte dei casi un pensionato può aprire una Partita IVA e svolgere un’attività autonoma.
La compatibilità dipende però dal tipo di pensione percepita e dalla normativa applicabile. Alcune prestazioni previdenziali possono infatti prevedere limitazioni, obblighi di comunicazione o particolari modalità di calcolo.
Anche i pensionati devono valutare il corretto inquadramento fiscale e previdenziale dell’attività, verificando l’eventuale iscrizione all’INPS o a una Cassa professionale.
Approfondimento: scopri quando è possibile aprire una Partita IVA da pensionato e quali aspetti verificare prima di iniziare.
Approfondimento: Aprire una Partita IVA da pensionato.
Posso avere due Partite IVA?
No. Una persona fisica può avere una sola Partita IVA.
Con la stessa Partita IVA è però possibile svolgere più attività differenti, indicando uno o più codici ATECO corrispondenti alle attività esercitate.
Se nel tempo inizi una nuova attività, non sarà necessario richiedere una nuova Partita IVA, ma potrebbe essere sufficiente comunicare l’aggiunta del nuovo codice ATECO all’Agenzia delle Entrate e, se necessario, agli altri enti coinvolti.
Approfondimento: scopri come gestire più attività con la stessa Partita IVA.
Posso aprire una Partita IVA se ho già una SRL?
Sì. Essere socio o amministratore di una SRL non impedisce automaticamente l’apertura di una Partita IVA personale.
Occorre però valutare attentamente il rapporto tra le due attività, il regime fiscale applicabile e gli eventuali obblighi previdenziali derivanti dai diversi ruoli ricoperti.
In alcuni casi possono inoltre emergere valutazioni specifiche legate al regime forfettario, alla partecipazione societaria o all’attività svolta dalla società.
Prima di procedere è quindi consigliabile analizzare la propria situazione per verificare l’inquadramento fiscale e previdenziale più corretto.
Posso chiudere la Partita IVA gratuitamente?
Sì, nella maggior parte dei casi la chiusura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita.
Tuttavia, se l’attività è iscritta alla Camera di Commercio o ad altri enti, potrebbero essere necessari ulteriori adempimenti amministrativi prima della cessazione definitiva.
È inoltre importante chiudere correttamente tutte le posizioni fiscali e previdenziali per evitare costi o comunicazioni future.
👉 Approfondisci nella guida dedicata a come chiudere una Partita IVA.
Come chiudere la partita IVA?
Per chiudere una Partita IVA è necessario comunicare la cessazione dell’attività all’Agenzia delle Entrate e, se presenti, agli enti previdenziali e alla Camera di Commercio.
A seconda dell’attività svolta potrebbero essere necessari ulteriori adempimenti, come la chiusura della posizione INPS o la cancellazione dal Registro delle Imprese.
Anche dopo la cessazione possono rimanere alcuni obblighi fiscali, come la presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi.
👉 Consulta la guida completa su come come chiudere la Partita IVA: procedura e costi.
Cos'è la Partita IVA comunitaria?
La Partita IVA comunitaria è una particolare abilitazione che consente di effettuare operazioni commerciali con soggetti residenti in altri Paesi dell’Unione Europea.
È necessaria quando si acquistano o si vendono beni e servizi a clienti o fornitori stabiliti in altri Stati membri. Per poter effettuare queste operazioni occorre essere iscritti al sistema VIES (VAT Information Exchange System), che permette alle amministrazioni fiscali europee di verificare la validità delle Partite IVA abilitate agli scambi intracomunitari.
L’iscrizione non modifica il numero di Partita IVA, ma amplia le operazioni che possono essere effettuate a livello europeo.
Approfondimento: leggi la guida completa sulla Partita IVA comunitaria e sul funzionamento del VIES.
Quando è necessario iscriversi al VIES?
L’iscrizione al VIES è necessaria quando prevedi di effettuare operazioni intracomunitarie con soggetti titolari di Partita IVA stabiliti in altri Paesi dell’Unione Europea.
In particolare, l’iscrizione è generalmente richiesta se acquisti servizi da fornitori europei (ad esempio piattaforme pubblicitarie o software esteri) oppure se vendi beni o servizi a clienti con Partita IVA comunitaria.
Se svolgi esclusivamente operazioni in Italia, l’iscrizione al VIES non è normalmente necessaria.
Poiché alcune attività digitali e professionali possono comportare rapporti con fornitori esteri fin dall’inizio dell’attività, è opportuno valutare attentamente la necessità di richiederla già in fase di apertura della Partita IVA.
Approfondimento: scopri quando richiedere l’iscrizione al VIES.
Come funziona la NASPI anticipata?
La NASpI anticipata consente ai lavoratori che percepiscono l’indennità di disoccupazione di richiedere il pagamento in un’unica soluzione delle mensilità residue per avviare un’attività autonoma.
L’importo può essere utilizzato per aprire una Partita IVA, avviare una ditta individuale o entrare come socio lavoratore in una cooperativa.
La domanda deve essere presentata all’INPS entro i termini previsti dalla normativa e l’attività deve essere effettivamente avviata. In caso di successiva assunzione come lavoratore subordinato prima della scadenza del periodo coperto dalla NASpI, possono essere previste particolari conseguenze e obblighi di restituzione.
Approfondimento: NASpI anticipata: come ottenerla per aprire Partita IVA.
Cos'è la ragione sociale?
La ragione sociale è il nome con cui viene identificata un’impresa o una società nei rapporti commerciali, fiscali e amministrativi.
Per le società deve essere indicata nell’atto costitutivo e compare nei documenti ufficiali, nelle fatture e nelle comunicazioni con clienti e fornitori. Nelle ditte individuali, invece, la denominazione coincide generalmente con il nome dell’imprenditore, eventualmente accompagnato da un nome commerciale.
La scelta della ragione sociale è importante perché rappresenta l’identità dell’attività e consente di distinguerla dalle altre imprese presenti sul mercato.
Approfondimento: leggi la guida completa su Cos’è la ragione sociale e come sceglierla.
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