Limiti prestazione occasionale: i dettagli per il 2019

Prestazione occasionale 2019 e limiti
 
(Last Updated On: 9 Agosto 2019)

La prestazione occasionale, pur con i limiti che persistono anche nel 2019, resta il contratto più adeguato per retribuire le attività saltuarie e non continuative, a patto che non esista vincolo di subordinazione.

La collaborazione occasionale permette di svolgere un’attività professionale, in modo saltuario e sporadico, senza aprire partita IVA. Trattasi di attività svolta in modo non abituale e continuativo. Nell’articolo di oggi cerchiamo di comprendere quali siano i limiti prestazione occasionale.

Sulla “Prestazione occasionale” spesso c’è molta confusione rispetto ai limiti sia temporali che economici oltre al tipo di contratto vero e proprio. Partiamo subito con il definire quali sono i tipi di lavoro occasionale attualmente esistenti, e proseguiamo con l’analizzare i limiti e gli adempimenti fiscali e previdenziali necessari per la prestazione occasionale 2019.

Quali sono i contratti di lavoro occasionale?

I contratti occasionali attualmente esistenti si suddividono in:

  • LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE ex art. 2222 e seguenti del Codice Civile, ovvero quelle prestazioni che sono sporadiche e non sono assoggettate al coordinamento del committente; trattasi di redditi che sotto il profilo fiscale sono qualificati come redditi diversi e sotto il profilo previdenziale invece non sono assoggettati alla Gestione Separata per importi inferiori a € 5.000 nell’anno solare, considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.
  • LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO, ovvero quelle prestazioni meramente occasionali non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo, i cui compensi sono del tutto esenti ai fini fiscali e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato. Per tali prestazioni il D.Lgs 276/03 aveva introdotto un meccanismo di tutela assicurativa e previdenziale, grazie al sistema dei cosiddetti buoni lavoro, ora aboliti e sostituiti dai PrestO. Per maggiori info consultare inps lavoro accessorio.

L’elemento sostanziale che distingue i due istituti è il requisito dell’autonomia – essenziale nel lavoro autonomo occasionale – che esclude il vincolo di subordinazione e di coordinamento e l’inserimento nell’organizzazione del committente.

Proviamo a capire le differenze attraverso un esempio pratico.

Per compiere una consulenza informatica come attività autonoma occasionale per il vicino di casa, dovrai utilizzare le prestazioni occasionali, attraverso il rilascio di una ricevuta per prestazione occasionale. Mentre, se occasionalmente lavori come cameriere, bagnino, colf, baby sitter, o in ogni altra attività assimilabile al lavoro dipendente, potrai utilizzare il Libretto Famiglia o il PrestO.

Se supero il tetto di € 5.000 devo aprire p. IVA?

Assolutamente no. Non esiste un importo superato il quale è necessaria l’apertura della partita IVA. Il famigerato tetto dei € 5.000 rappresenta esclusivamente la soglia di esenzione dal versamento della gestione separata INPS. Ancora, la prestazione occasionale non è alternativa alla partita IVA e quindi non rappresenta una comoda e veloce soluzione per svolgere attività professionali o commerciali. La Partita IVA si apre quando una attività professionale diventa abituale e continuativa nel tempo a prescindere dai guadagni conseguiti.

Quando aprire partita IVA: esempi

CASO 1 – Un lavoratore dipendente che per pura passione ripara il PC del vicino di casa. Trattasi di un’attività professionale occasionale. E quindi, considerando l’occasionalità dell’attività, è possibile utilizzare la prestazione occasionale senza aprire partita IVA.

CASO 2 – Soggetto che vende oggetti su Ebay. In questo caso trattasi di un’attività commerciale e non professionale. Di conseguenza le prestazioni occasionali non sono applicabili e potrà essere emessa una ricevuta non fiscale di vendita. Sempre che l’attività di vendita sia del tutto occasionale e non continuativa nel tempo.

Limiti prestazione occasionale: quelli quantitativi

Con prestazione di lavoro autonomo occasionale si intende “qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione”. La disciplina delle prestazioni occasionali è stata introdotta dalla Legge n. 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro), modificata dalla “Legge Biagi” e in ultimo rivisitata dalla “Legge Fornero”.

Con la Legge Biagi venivano introdotti i seguenti limiti prestazione occasionale quantitativi:

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a € 5.000 da ogni committente.

Tali limiti quantitativi sono stati abrogati a partire dal 25 giugno 2015 con l’entrata in vigore del “Jobs Act“. L’unica disciplina che da un punto di vista civilistico applicabile è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile.

CHI SI OBBLIGA A COMPIERE, DIETRO CORRISPETTIVO, UN’OPERA O UN SERVIZIO CON LAVORO PREVALENTEMENTE PROPRIO SENZA VINCOLO DI SUBORDINAZIONE, NE POTERE DI COORDINAMENTO DEL COMMITTENTE ED IN VIA DEL TUTTO OCCASIONALE”

Anche se sono stati abrogati i limiti quantitativi, restano i limiti qualitativi. Vediamo come funzionano.

Limiti prestazione occasionale: qualitativi

Un’attività di lavoro autonomo, affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale, è necessario che rispetti alcuni limiti prestazione occasionale qualitativi. E quindi è necessario che si tratti di:

  • prestazione di lavoro autonomo svolta in maniera occasionale e non abituale. Purtroppo non esiste una definizione della abitualità e nella prassi un’attività abituale è considerata come un’attività duratura e prolungata nel tempo. È necessario comunque fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • prestazione autonoma senza il coordinamento del committente.

Quando la prestazione occasionale perde i requisiti qualitativi, occorrerà applicare la disciplina di:

  • lavoro dipendente;
  • lavoro autonomo (con partita IVA), nel caso di più committenti e per più prestazioni autonome abituali.

Contratto per prestazione occasionale

Nella prassi, quando si svolge una prestazione occasionale spesso ci si accorda verbalmente senza stipulare alcun contratto. È sempre consigliabile stipulare un contratto di collaborazione occasionale scritto prestando attenzione ad inserire:

  • una dettagliata descrizione dell’attività in modo puntale;
  • il compenso e le tempistiche di pagamento;
  • la possibilità di recesso anticipato.

Ricevuta per lavoro autonomo occasionale

A seguito del pagamento, il soggetto che effettua la prestazione occasionale di lavoro autonomo è tenuto a rilasciare al committente una ricevuta non fiscale cosiddetta impropriamente ritenuta d’acconto o fattura senza partita IVA. Nella ricevuta occorre riportare i seguenti elementi:

  • I propri dati personali;
  • Le generalità del committente;
  • La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato;
  • La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
  • L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione e deve essere applicata solo quando il committente è un sostituto di imposta (i contribuenti forfettari non sono sostituti di imposta).

Trattandosi di una ricevutanon fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da € 2,00 quando l’importo della prestazione superi la soglia di 77,47.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta per evitare sanzioni. L’importo della marca da bollo può essere riaddebitato al committente della prestazione inserendolo nella ricevuta.

FAC SIMILE RICEVUTA PRESTAZIONE OCCASIONALE

Nome Cognome
Indirizzo
CAP Città
Codice Fiscale

Spett.le Nome Cliente
Indirizzo
Cap Città
Partita Iva
Codice fiscale

Ricevuta n. _________ del ________
Oggetto: _______________________________________________________________

(specificare nel dettaglio il tipo di attività svolta riportando eventualmente anche gli estremi del contratto)

Compenso lordo ______ €
A dedurre ritenuta d’acconto di ______ €
Compenso netto ______ €

La prestazione è di natura occasionale ed è esclusa dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972.

Data Firma

SCARICA MODELLO EDITABILE RICEVUTA PER LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE SENZA PARTITA IVA

Prestazioni occasionali: disciplina fiscale

Il reddito derivante da prestazioni occasionali rientra nella categoria dei redditi diversi” ex articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86.

I redditi da lavoro autonomo sono dati dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione ex articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86. Tali redditi vanno dichiarati attraverso il modello 730 oppure il modello Redditi ex Unico.

Attraverso la certificazione unica, in sede di dichiarazione dei redditi, è possibile recuperare le ritenute d’acconto subite. Infatti, in fase di dichiarazione dei redditi si procederà al conguaglio delle imposte dovute e si stabilirà se quanto versato a titolo di acconto è sufficiente, poco, o troppo rispetto al dovuto. Se trattasi di un unico reddito, con oneri deducibili e/o detraibili da recuperare (spese mediche, scolastiche, di cui ovviamente dobbiamo conservare scontrini, bollettini, etc.), sicuramente quanto versato risulterà maggiore al dovuto e sarà possibile chiedere un rimborso oppure procedere ad una compensazione con altre imposte dovute.

Esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi

Non occorre presentare la dichiarazione dei redditi quando in un periodo di imposta sono stati percepiti soltanto redditi da prestazione occasionale sotto i € 4.800 lordi annui.

Attenzione, potrebbe comunque essere conveniente presentare la dichiarazione dei redditi anche se esonerati, quando le ritenute d’acconto subite sono maggiori dell’IRPEF dovuta in quanto dalla dichiarazione emergerà un credito di imposta.

Prestazione occasionale: contributi INPS

Quando i compensi occasionali percepiti nell’anno superano la soglia di € 5.000 lordi occorre iscriversi alla Gestione Separata INPS versando i relativi contributi dovuti.

La soglia di € 5.000 lordi deve essere calcolata considerando:

  • le sole prestazioni occasionali;
  • sommando tutti gli importi lordi incassati nell’anno fino a quel momento;
  • escludendo tutti i redditi di altre categorie (es. lavoro dipendente).

I contributi previdenziali devono essere versati sulla quota di reddito eccedente la soglia dei € 5.000. I contributi dovuti alla Gestione separata INPS sono per 1/3 a carico del lavoratore e per 2/3 a carico del datore di lavoro.

A seguito del superamento della soglia dei € 5.000, nella ricevuta il lavoratore dovrà applicare, oltre alla ritenuta d’acconto, anche la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto. E il restante 2/3 di contributo è dovuto dal committente.

Al fine di permettere al committente di effettuare le trattenute previdenziali, è necessario che il lavoratore comunichi che a breve supererà la soglia annua di €5.000 per tutti i committenti. In mancanza di tale comunicazione, il committente non sarà responsabile del mancato versamento dei contributi INPS ed il lavoratore dovrà versare tutti i contributi previdenziali dovuti (compresi i 2/3 a carico del committente) nella dichiarazione dei redditi.


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4 Comments

  1. Avatar for davide

    Buongiorno, suppongo di fatturare 10000 euro come prestazione occasionale nel 2019,
    quindi ritenuta fiscale 10000*20/100 = 2000 euro come ritenuta di acconto da parte del committente.
    L’eccedenza dei 5000 euro sono 10000 – 5000 = 5000 euro su questi 5000 euro verso il 24% di cui 1/3 io e 2/3 il committente per cui avro 1200 euro da versare all’inps come gestione separata. Lordo riconosciuto
    10000 – 2000 – 1200 = 6800 euro di questi 6800 euro dovro ancora pagarci irpef in base all’aliquota di reddito. E’ corretto questa procedura?

    Grazie mille

    • Avatar for Douglas

      Salve Davide, anch’io ho il tuo stesso dubbio. Tra le tante cose lette, c’è anche chi sostiene che occorre aggiungere anche la ritenuta d’acconto del 20%. Hai ottenuto dei chiarimenti in questi mesi?

    • Avatar for Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela

      Salve Davide,
      si certo corretto per l’irpef deve procedere all’eventuale saldo in dichiarazione. Per l’inps controlli la percentuale.
      Cordialità

  2. Avatar for Toya

    Buongiorno, ho ricevuto quest’anno pagamenti da inps per conto di due committenti e anche soldi per il pagamento delle ricevute di debito che ho emesso con ritenuta d’acconto del 20%. Vorrei sapere se va considerato l’importo lordo complessivo di tutte le entrate per il superamento della soglia dei 5mila lordi oppure no. Grazie


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