Libero professionista o ditta individuale?

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(Last Updated On: 16 novembre 2018)
Libero professionista o ditta individuale?

Libero professionista o ditta individuale?

Vita da… Freelance! Il web ha aumentato a dismisura l’interesse verso questo tipo di attività, ma qual è la forma giuridica più corretta per la tua attività?

Ditta individuale o libero professionista? Ecco tutto quello che occorre sapere per rispondere a questa domanda.

La scelta tra le due diverse forme giuridiche assume una certa rilevanza dal punto di vista fiscale, amministrativo e previdenziale. Vediamo nel dettaglio.

Le attività di lavoro autonomo o indipendente si possono suddividere principalmente, secondo le norme civilistiche e fiscali, in due macro categorie:

  • attività di impresa (ad es. ditte individuali di artigiani o commercianti);
  • attività di lavoro autonomo intellettuale (ad es. liberi professionisti come notai e avvocati o artisti).

Cosa si intende per attività di impresa?

Secondo il codice civile l’attività di impresa (ditte individuali) consiste nell’esercizio professionale di una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi. Di conseguenza, affinchè ci sia un’impresa occorre l’attività abbia i seguenti requisiti:

√ sia diretta alla produzione o allo scambio di beni e di servizi;
√ trattasi di attività organizzata ovvero consista nella gestione e il coordinamento dei beni e delle risorse;
√ sia abituale e prevalente ovvero un’attività avente il “requisito della professionalità”, della sistematicità, e che non sia sporadica (ad es. uno studente universitario che occasionalmente vende un oggetto su E-Bay non svolge attività professionale, quindi non è considerato imprenditore).

Da un punto di vista prettamente pratico, sono imprenditori individuali gli artigiani (e quindi per esempio idraulici, falegnami, muratori, gelatai, pasticceri, pastai, imbianchini, fabbri, elettricisti, meccanici, estetiste, parrucchieri, ecc.) o i commercianti (ad esempio e-commerce grossisti, dettaglianti, ambulanti, venditori porta a porta, etc…).

Chi è il libero professionista?

Il libero professionista, anche detto lavotaro autonomo intellettuale, è colui che esercita un’attività con le seguenti caratteristiche:

  • che preveda l’esecuzione di un’opera o di un servizio dietro pagamento di un corrispettivo;
  • che sia organizzata con il lavoro prevalentemente proprio;
  • senza vincoli di subordinazione nei confronti del committente.

Il libero professionista si differenzia dalle ditte individuali principalmente per la prevalenza del suo lavoro rispetto al capitale investito (inteso, appunto, come “organizzazione”).

I liberi professionisti si suddividono in:

  • liberi professionisti che esercitano le professioni protette (giornalisti, notai, medici, ecc. – cfr.
    in proposito l’art. 2229 c.c.);
  • liberi professioni che esercitano una professione libera come ad esempio consulenti
    d’azienda, consulenti informatici, ecc..

Quali sono le principali differenze tra i liberi professionisti e le ditte individuali?

La principale differenza tra ditta individuale e libero professinista riguarda l’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese ai cui sono tenuti solo le ditte individuali (cfr. obbligo iscrizione registro imprese).

Di contro i liberi professionisti appartenenti alla sfere delle c.d. professioni protette devono iscriversi al proprio albo di appartenenza dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione (ordine dei dottori commercialisti, ordine degli avvocati, ordine dei medici, notai, geometri, agronomi, consulenti del lavoro, psicologi, giornalisti, architetti, ingegneri, dentisti, ecc.).

Quale la differenza dal punto di vista fiscale?

La contabilità dei professionisti segue il principio di cassa: la deduzione dei costi e la tassazione dei compensi effettivamente è stato incassati o pagati.

La contabilità delle ditte individuale segue il principio di competenza: la deduzione dei costi e ricavi nel periodo di competenza (di attribuzione), a prescindere dalla data di effettivo incasso o pagamento.

Quanto costa iscriversi Registro delle Imprese?

Come anticipato, dal punto di vista amministrativo le ditte individuali, a differenza dei liberi professionisti, sono tenute ad iscriversi nel Registro Imprese tramite la presentazione della Comunicazione Unica (ComUnica). Tale iscrizione comporta i seguenti costi:

  • diritti di segreteria Euro 18,00;
  • diritto camerale annuale pari ad euro 57;
  • marca da bollo pari ad euro 17.50.

E dal punto di vista previdenziale?

Le ditte individuali sono tenute ad iscriversi alla Gestione IVS per Artigiani e Commercianti dell’INPS, versando i contributi fissi sul minimale pari ad euro 3.600 circa; superato il reddito minimale di euro 15.548 occorre versare i contributi in forma percentuale con un aliquota del 21% circa fino al raggiungimento del reddito massimale.

La La Legge di Stabilità per il 2016 ha introdotto la possibilità per coloro che adottano il regime forfettario di usufruire di uno sconto contributivo pari al 35% dei contributi fissi. Per effetto di tale sconto, i contributi fissi sul minimale da versare per i contribuenti forfetari sono pari ad euro 2.400 circa.

I libero professionisti sono tenuti da iscriversi alla propria Cassa di appartenenza (INARCASSA, Cassa forense, etc.) ovvero, in assenza di una cassa specifica, alla gestione separata INPS.

Il contributo previdenziale dovuto alla gestione separata INPS è calcolato sull’utile percepito (UTILE = COMPENSI INCASSATI – COSTI PAGATI) in misura in forma percentuale con un aliquota del 27,72% .

Da precisare che il professionista iscritto alla gestione separata ha la facoltà di addebitare in fattura una rivalsa del +4% del suo compenso lordo, ribaltando in tal modo una parte del proprio onere contributivo direttamente sul cliente.

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22 commenti
  1. Julie Depasse
    Julie Depasse dice:

    Buongiorno,
    sono residente (fiscale) in Italia. Prima di aprire una partita IVA, vorrei provarci. Cerco quindi di capire se c’è una soluzione intermedia tipo una partita IVA “limitata”? L’importante è che possa lavorare con delle aziende fuori dall’Italia ma sempre nell’Unione europea. Vi ringrazio in anticipo.
    Saluti,
    Julie

    Rispondi
  2. Maria Elena Ronquillo
    Maria Elena Ronquillo dice:

    Buongiorno vorrei aprire uno sportello caf e mi hanno consigliato di aprire una partita Iva ma nel l’agenzia dell’entrata ci sono tantissimi codici quale devo mettere? Va bene consulenza amministrativa? ma io ho un lavoro a tempo indeterminato….devo pagare due volte L’inps? Oppure no visto che il mio contratto e full time….. Grazie mille

    Rispondi
  3. Francesco
    Francesco dice:

    Buongiorno,
    dovrei avviare un’attività di portierato con p. Iva, codice attività 81.10.00. La Camera di Commercio mi ha riferito che non è un attività artigiana e che dovrei essere iscritto nel Registro Imprese nella sezione piccolo imprenditore.
    Ora, ai fini contributivi a quale gestione dovrei essere iscritto, Commercianti o Separata?
    Grazie per la gentile collaborazione.
    Francesco

    Rispondi
  4. Valentina
    Valentina dice:

    Buonasera,

    Sono un’artista ed oltre alle mie opere vorrei provare a vendere degli abiti ed oggetti disegnati da me. Non ho aperto la partita IVA perché non ho guadagnato ancora 5000 euro annui. Come dovrei comportarmi livello fiscale? A quale categoria appartengo? Un’amica mi ha parlato una ditta individuale da registrare nella categoria “altre creazioni artistico letterarie”. Volevo sapere in quali casi sia consigliabile farlo e quali costi comporta. A quale ufficio pubblico potrei rivolgermi? Finora son sempre rientrata nella categoria degli hobbisti…
    Grazie mille per il vostro aiuto!

    Rispondi
  5. Daniele
    Daniele dice:

    Buongiorno,
    Medico titolare di p. Iva in regime forfetario (art. 1. commi 54 – 89, L. 190/2014) che svolge l’attività di guardia medica mediante rapporto di collaborazione professionale con l’U.S.L.
    L’U.S.L. trattiene direttamente in fattura la ritenuta previdenziale ENPAM (7,625% per il 2016) a carico del soggetto percipiente, così come stabilito dal Fondo Speciale di Previdenza ENPAM per gli addetti ai servizi di continuità assistenziale (ex guardia medica).
    Detta ritenuta previdenziale viene applicata sul totale compenso lordo corrisposto.
    Esempio:
    Onorario professionale: € 2.500
    Ritenuta Enpam: € 190,63
    Netto percepito: € 2.309,37

    Le ritenute previdenziali, € 190,63, applicate dal sostituto d’imposta (Azienda U.S.L.) possono essere portate in deduzione in dichiarazione dei redditi e quindi riportate nel rigo LM35 (contributi previdenziali ed assistenziali)?
    Pertanto, il totale dei componenti positivi (rigo LM22) su cui applicare il coefficiente di redditività (78%) e su cui individuare il limite massimo dei compensi annui (30.000 €) per la permanenza nel regime agevolato, sarà dato dall’ammontare lordo € 2.500?
    Riassumendo:
    LM22, Componenti positivi, 2.500
    LM34, Reddito Lordo, 1.950
    LM35, Contributi previdenziali, 191
    LM36, Reddito netto, 1.759

    E’ corretto il mio ragionamento?

    La ringrazio anticipatamente per la gentile collaborazione.

    Daniele

    Rispondi
  6. Daniele
    Daniele dice:

    Sia i componenti positivi,€ 2.500, che i contributi Enpam trattenuti, € 191, sono stati certificati mediante CU2017 dall’Azienza U.S.L. di Parma.
    Pertanto mi pare di capire che detti contributi possono essere dedotti in dichiarazione dei redditi, rigo LM35?
    Nel ringraziarLa nuovamente le invio i miei più cordiali saluti.

    Daniele

    Rispondi
  7. Alessandro
    Alessandro dice:

    Sto cercando di ottenere l’ISEE per l’iscrizione al nido di mio figlio. Ho prodotto tutti i documenti tranne uno: mi viene infatti chiesto, in quanto libero professionista (psicologo), di compilare un modulo intitolato “prospetto di bilancio”, in cui si dichiara “il patrimonio netto per l’anno”.
    Ma proprio in apertura viene richiesto di indicare “in qualità di: Titolare di ditta individuale / Socio della società”. In quanto psicologo non sono né titolare di ditta individuale né socio di società… E’ possibile che come libero professionista questo modulo non debba produrlo e il caf cui mi sono rivolto mi chieda un documento di troppo?
    Grazie a chi mi risponderà…

    Rispondi
    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela
      Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela dice:

      Gentile Alessandro,
      per i lavoratori autonomi occorre compilare il patrimonio netto risultante dall’ultima dichiarazione presentata inteso come la somma delle rimanenze finali (pari a 0 nel suo caso) e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti.
      Cordialità

      Rispondi
  8. Fede
    Fede dice:

    Salve, sono un geometra non iscritto all’ordine. Ho aperto P.IVA come impresa individuale e sono iscritto al registro delle imprese con codice ateco 42.99.09 con attività prevalente “Costruzioni di impianti sportivi, strutture di impianti industriali ect” e come attività secondaria “Servizi di consulenza imprenditoriale ed altra consulenza”. Attualmente sto prestando servizi di consulenza a delle aziende che però sollevavano il dubbio sulla regolarità della mia figura in quanto “piccolo imprenditore”. Vi chiedo, posso fatturare in tranquillità o possono presentare dei conflitti tra imprese? Nel ringraziarvi anticipatamente, spero di essere stato sufficientemente chiaro.

    Rispondi
    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela
      Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela dice:

      Gentile Fede,
      il problema riguarda la cassa di previdenza che in questa maniera non viene versata e se presta tale tipo di consulenza tecnica effettivamente qualche problema potrebbe esserci. Se invece le consulenze da lei effettuate non rientrano in quelle per cui è richiesta l’iscrizione nessun problema.
      Cordialità

      Rispondi
  9. LUIGI
    LUIGI dice:

    Salve, sono un artigiano che ha avviato da poco l’attività di imbianchino in regime forfetario.
    Quando le materie prime di consumo (vernice, solvente, stucco ecc.) vengono acquistate da me con fattura intestata alla mia ditta, come le devo riaddebitare al cliente? Ovvero, sono da considerare dei ricavi e dunque soggette ad imposta sostitutiva oppure è possibile inserirle come rimborso spese anticipate non soggette a tassazione?
    A titolo esemplificativo: costo acquisto materie prime € 200,00, costo manodopera € 400
    Emissione della mia fattura sarà:

    Ipotesi 1)
    Manodopera e materie prime 600 €

    Totale a ricevere 600 €

    Imposta di bollo su Euro 600 2,00 €

    Ipotesi 2)
    Manodopera 400 €

    Rimborso spese anticipate materie prime 200 €

    Totale a ricevere 600 €

    Imposta di bollo su Euro 400 2,00 €

    Nel caso in cui sono da considerare come ricavi, nella fattura di riaddebito al cliente si richiede la sola base imponibile (163,93 €) o il totale del costo sostenuto comprensivo dell’Iva (200,00 €)?

    Materie prime 163,93

    Iva 22% 36,07

    Totale 200,00

    Si ringrazia anticipatamente.

    Luigi

    Rispondi
    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela
      Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela dice:

      Gentile Luigi,
      la soluzione migliore sarebbe quella di intestare direttamente al cliente la fattura di acquisto materie prime.
      Se le rifattura sono considerati ricavi. Consideri che lei non può emettere fattura e nel suo esempio deve riaddebitare euro 200 come spese anticipate.
      Cordialità

      Rispondi
  10. Vale
    Vale dice:

    Buonasera, le volevo gentilmente chiedere da infermiere libero professionista, posso denominare la mia p.iva nel seguente modo: ‘nomedifantasia di nome cognome mio’? oppure devo per forza denominarla soltanto con ‘nome cognome mio’? grazie mille anticipatamente per la risposta

    Rispondi
  11. Daniele
    Daniele dice:

    Salve dott.ssa Michela
    nel caso di attività di Pasticceria che opta per il regime forfettario:

    1- l’iva indetraibile sugli acquisti si trasforma in un costo per il contribuente da comunicare nel quadro RS degli obblighi informativi?
    ad es. acquisto materie prime 100 € + Iva (4%) 4 €, nel quadro RS376 del Mod. Unico occorre indicare 100 oppure 104?

    2- l’ammontare dei ricavi è quello che risulta dagli scontrini fiscali senza scorporo dell’IVA?

    3- il registratore di cassa deve essere adattato alla dicitura del regime forfettario in modo che non venga addebitata l’iva oppure si potrà continuare ad emettere scontrini fiscali come sempre fatto in passato?

    La ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.

    Daniele

    Rispondi
    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela
      Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela dice:

      Salve Daniele,
      il costo per un forfetario, anche se non deducibili, è rappresentato dal totale fattura comprensivo di iva (nell’esempio 104).
      L’ammontare dei ricavi è quello scontrinato senza necessità di scorporare nulla e al registratore di cassa non occorre apportare modifiche.
      Cordialità

      Rispondi
  12. Alessandro Bracchi
    Alessandro Bracchi dice:

    Salve
    Sono un artista , e vorrei aprire un sito web per la vendita dei miei quadri e aprire la partita iva a regime forfettario, vorrei sapere, se il mio lavoro rientra nella categoria libero professionista o ditta individuale?

    Rispondi

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