Regime Forfettario e calcolo delle tasse

calcolo imposte regime forfettario
 
(Last Updated On: 5 Aprile 2019)

Quali sono le imposte che devono versare i contribuenti forfettari? E i contributi INPS? Come viene determinato il reddito nel Regime Forfettario 2018?

Nel post di oggi parliamo di Regime forfettario e tasse. Scoprirai effettivamente quanto devono versare i contribuenti forfettari in relazione al fatturato.

Come si calcola il reddito nel regime Forfettario?

La principale novità introdotta dal regime forfettario rispetto ai precedenti regimi fiscali agevolati riguarda proprio la modalità di determinazione del reddito da assoggettare a tassazione.

A differenza infatti dei regimi agevolati abrogati, il reddito da assoggettare ad imposta sostitutiva si calcola applicando ai ricavi e ai compensi percepiti nel periodo d’imposta il coefficiente di redditività che varia a seconda dei diversi codici attività ATECO 2017. Al reddito imponibile, detratti i contributi previdenziali versati nell’anno di riferimento, si applica l’imposta sostitutiva.

In merito, le principali caratteristiche del regime forfettario sono le seguenti:

  • reddito calcolato in maniera forfettaria. I costi non sono deducibili analiticamente, anche se inerenti l’attività svolta dal contribuente. Gli unici oneri deducibili sono i contributi previdenziali versati in ottemperanza alle disposizioni di legge;
  • i ricavi sono tassati quando effettivamente incassati;
  • il reddito è soggetto ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Nel caso di imprese familiari l’imposta sostitutiva è dovuta esclusivamente dal titolare dell’impresa ed è calcolata sul reddito dell’impresa stessa prima dell’imputazione della quota ai familiari. Sono deducibili i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, oppure, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi.

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Quali le aliquote dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF?

Per calcolare l’imposta dovuta, occorre applicare al reddito imponibile un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 15%.

Tuttavia, quando ricorrono determinati requisiti, al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro anni successivi, l’aliquota sostitutiva scende al 5%. I requisiti richiesti per l’applicazione dell’aliquota ridotta al 5% sono i seguenti:

  • contribuente che non abbia esercitato, nei tre anni precedenti all’apertura della partita IVA, un’altra attività di impresa, artistica o professionale (anche in forma associata o familiare);
  • attività da esercitare non costituisca – in nessun modo – una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività precedente consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del suddetto beneficio, non sia superiore ai limiti previsti per l’accesso al regime in oggetto.

TASSE REGIME FORFETTARIO – CASO PRATICO

Consideriamo un’attività di eCommerce con incassi lordi di € 30.500 e INPS versata per € 3.529,06:

  • Compensi percepiti € 30.500
  • Percentuale di Redditività 40%
  • = Reddito € 12.200
  • Oneri deducibili (INPS) € 3.529,06
  • = Imponibile Fiscale € 8.670,94
  • Imposta Sostitutiva 15% € 1.301

Attenzione, i ricavi dei contribuenti forfettari non sono soggetti a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta e, a tale fine, occorre rilasciare un’apposita dichiarazione nella fattura emessa.

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Quali sono i contributi INPS nel regime forfettario da versare?

Per le ditte individuali è obbligatoria l’iscrizione alla gestione IVS artigiani e commercianti che prevede:

  • il pagamento di contributi dovuti sul reddito minimale stabili per l’anno di riferimento, da versare indipendentemente dal reddito prodotto ovvero € 3.529,06 (3.521,62 IVS + 7,44 maternità) di contributi fissi che coprono un minimale di circa € 15.548 di utile;
  • il pagamento di contributi a percentuale dovuti sul reddito che eccede il minimale, qualora il reddito effettivo dichiarato per l’anno di riferimento sia superiore al reddito minimale; i contributi sono determinati sulla base delle aliquote previste (circa 23%) entro un massimale annuo.

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto, per i contribuenti forfettari, una riduzione pari al 35% dei contributi INPS complessivamente dovuti (e quindi contributi fissi sul minimale per effetto della riduzione risultano essere pari a circa € 2.700).

Tuttavia, non è previsto uno sconto contributivo per i Liberi Professionisti, iscritti alla propria Cassa di appartenenza (INARCASSA, Cassa forense, etc.). Tantomeno è previsto uno sconto per i professionisti senza cassa specifica, iscritti alla gestione separata dell’INPS anche se adottano il regime forfettario.

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