Come fare per aprire Partita IVA Online: costi e procedure

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(Last Updated On: 4 luglio 2018)

Aprire Partita IVA online

Aprire partita IVA 2018: quanto costa? Dove andare per aprire partita IVA? E’ possibile farlo direttamente online? E’ possibile aprire una partita IVA agevolata? Oppure è possibile emettere solo una ricevuta per prestazione occasionale?

Aprire partita IVA per molti equivale a dire “Sono un malato terminale”, per tanti rappresenta un’opportunità da cogliere al volo. Considerando che, soprattutto riguardo alla convenienza, dipende da caso a caso, in realtà aprire partita IVA è gratis oltre che molto semplice. Tuttavia, è fondamentale evitare errori in questa fase per non appesantire il nuovo business in termini di imposte, contributi e sanzioni. 

Ecco la nostra breve guida per saperne di più.

Quando è possibile emettere una ricevuta per prestazione occasionale?

Una delle principali domande in questa fase è: “Sono obbligato ad aprire partita IVA oppure è sufficiente una ricevuta per prestazione occasionale (c.d. ritenuta d’acconto)?” Quando l’attività svolta è di tipo occasionale non occorre aprire la partita IVA ed è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo occasionale.

Quando invece occorre aprire partita IVA?

L’obbligo di aprire partita IVA nasce quando si svolge un’attività di lavoro autonomo in maniera abituale, anche se in modo non esclusivo o continuativo (art. 5 DPR 633/72).

La determinazione dell’abitualità va valutata caso per caso; infatti, non esiste una soglia di compensi, superata la quale, sorge l’obbligo di aprire la partita Iva, né regole che permettono di individuare in maniera univoca le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali.

Ad esempio, se l’attività esercitata consiste nella creazione e nella vendita di vestiti per bambini, di fatto rientra nella sfera delle attività artigianali. Quindi lo svolgimento di una tale attività comporta l’apertura della partita IVA, giusto? Sbagliato! Perché se trattasi di un hobby e quindi un’attività del tutto occasionale non occorre aprire partita IVA; se invece trattasi di attività svolta in maniera abituale è necessario aprire la partita IVA ed iscriversi al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL.

Professionista iscritto all’albo e Ricevuta per prestazione occasionale

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è intervenuto con una nota, stabilendo che, per le professioni che hanno un proprio albo di appartenenza (ingegneri, avvocati, notai, commercialisti, etc.), è sempre obbligatoria l’apertura della partita IVA, per ogni tipo di prestazione professionale, anche occasionale, sempre che trattasi di un’attività per la quale è richiesta l’iscrizione ad un albo. Ad esempio un ingegnere che effettua una ripetizione occasionale non deve aprire la partita iva in quanto per l’attività di insegnamento non occorre iscriversi ad alcun albo. Invece, quando un ingegnere deve redigere un progetto è necessario aprire la partita IVA anche se trattasi di un’unica operazione, non essendo possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo occasionale emettendo una ricevuta per prestazione occasionale .

Cosa fare per aprire partita IVA?

Aprire partita IVA è molto semplice ed assolutamente gratuito, infatti occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio della propria attività, entro 30 giorni, con un apposito modulo (modello AA9/12  per le ditte individuali e i liberi professionisti, modello AA7/10  per le società). Gli stessi modelli sono utilizzati anche per la chiusura della partita IVA.

In sede di apertura occorre scegliere il codice ATECOFIN appropriato nonché il tipo di regime fiscale da adottare: regime fiscale agevolato forfettario o regime semplificato. A seguito della presentazione del modello compilato e firmato, presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate o inviato tramite lettera A/R, viene assegnato il numero di partita IVA, che rimarrà sempre lo stesso fino alla chiusura dell’attività.

Fondamentale in questa fase è inquadrare correttamente la propria attività e stabilire se trattasi di una ditta individuale o di un libero professionista, al fine di effettuare tutte le necessarie iscrizioni ed evitare aggravi in termini fiscali e contributivi.

Come aprire partita IVA online?

La richiesta della partita IVA può avvenire anche direttamente online gratis con le seguenti modalità:

  1. compilazione del modello di inizio attività (modello AA9/12, modello AA7/10);
  2. registrazione a Fisconline: per inviare telematicamente il modulo per aprire la partita IVA. 

In alternativa, è possibile affidarsi direttamente ad un professionista abilitato, esperto di queste procedure e che successivamente si occupi anche della gestione contabile.

Come fare per aprire una partita IVA comunitaria?

La partita IVA comunitaria può essere richiesta in sede di avvio dell’attività (mediante il modello AA9/12, se si tratta di imprese individuali e lavoratori autonomi, ovvero AA7/12 se si tratta di soggetti diversi dalle persone fisiche) ovvero, se l’attività è già avviata, la domanda deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate di competenza verificando, trascorsi 30 giorni dalla ricezione, se l’iscrizione nel registro VIES è stata accettata o rifiutata.

Solo quando la partita IVA sarà iscritta nel Registro VIES potranno essere effettuate le operazioni con altri paesi della Comunità Europea. Per maggiori info consultare il nostro articolo che trovi qui.

Un libero professionista deve iscriversi in Camera di Commercio?

Per avviare la propria attività un libero professionista deve semplicemente aprire partita IVA ed eventualmente iscriversi all’albo di appartenenza in base alla professione svolta (Notai, Commercialisti, Avvocati, etc.) e non deve iscriversi in Camera di Commercio.

Un libero professionista deve iscriversi all’INPS?

Sono obbligati ad iscriversi alla propria Cassa di appartenenza i liberi professionisti con albo (INARCASSA, Cassa forense, etc.) ovvero, in assenza di una cassa specifica, alla gestione separata INPS (la gestione separata INPS prevede il versamento dei contributi del 25% dell’utile conseguito). Da segnalare che il professionista iscritto alla gestione separata ha la facoltà di inserire in fattura una rivalsa del +4% del suo compenso lordo (quindi possiamo dire che una parte dei contributi previdenziali sono, di fatto, immediatamente pagati dal cliente).

Le aliquote della Gestione separata Inps a fini previdenziali e assistenziali variano a seconda del tipo di attività svolta.

Una ditta individuale deve iscriversi al Registro delle Imprese? 

Per le ditte individuali, invece, l’inizio dell’attività è subordinata alla presentazione della Comunicazione Unica (ComUnica) alla competente Camera di Commercio, che consente di assolvere gli adempimenti richiesti dai vari enti con un’unica trasmissione. Più precisamente, Comunica permette:

  • di iscriversi al Registro delle Imprese;
  • di presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al competente ufficio SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) per le attività soggette a tale adempimento (come ad es. e-commerce);
  • di iscriversi all’INPS e all’INAIL quando richiesto.

Un requisito obbligatorio per poter inviare ComUnica, è possedere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata necessario per ricevere le comunicazioni dai vari Enti.

Quali sono i costi per l’apertura di una ditta individuale?

L’apertura di una partita IVA come ditta individuale comporta liscrizione in Camera di Commercio con il sostenimento dei seguenti costi:

  • diritti di segreteria pari ad Euro 18,00;
  • diritto camerale annuale pari ad euro 57;
  • marca da bollo pari ad euro 17.50.

Una ditta individuale deve iscriversi all’INPS?

Le ditte individuali sono soggette ad iscriversi alla  Gestione IVS per Commercianti e Artigiani INPS, versando i contributi fissi sul minimale pari a circa 3.600 euro annui

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto la possibilità, per artigiani e commercianti che hanno aderito al regime forfetario, di usufruire di un regime agevolato anche ai fini contributivi con l’abbattimento del 35% dei contributi fissi (per effetto dell’agevolazione i contributi sul minimale scendono a circa 2.400 euro annui).

I lavoratori dipendenti che aprono una ditta individuale sono esonerati dal versamento INPS?

Un lavoratore dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato full time (ovvero con un contratto part- time prevalente) che apre partita IVA come ditta individuale, fintanto che l’attività prevalente risulti quella di lavoro dipendente sia in termini di tempo che in termini reddituali (reddito annuo come lavoratore dipendente maggiore del reddito derivante dall’attività commerciale), è esonerato dal versamento dei contributi fissi sul minimale dovuti per la Gestione IVS Commercianti e Artigiani INPS.

Per maggiori informazioni su Partita IVA e lavoro dipendente cliccare qui.

Conviene aprire partita IVA?

In tanti chiedono informazioni sulla convenienza dell’apertura della partita IVA e cosa succede in caso di fatturato pari a zero.

Molto brevemente, la valutazione sulla convenienza va effettuata caso per caso calcolando il guadagno netto ovvero l’eventuale fatturato atteso a cui occorre sottrarre gli eventuali costi, le tasse e i contributi da versare.

E’ tuttavia possibile consultare degli esempi pratici sulla convenienza dell’apertura della partita in regime forfetario o regime ordinario consultabili al seguente link:

Regime Forfettario o Regime Ordinario?

Inoltre, sul nostro blog è possibile consultare un articolo Aprire Partita IVA: Cosa Succede Se Non Fatturo Nulla? nel quale sono elencate le “spese fisse” dovute anche in caso di fatturato pari a zero.

Quanto costa mantenere una partita IVA? 

Aprire partita IVA è gratis, ma vi sono da considerare le spese di mantenimento. A titolo meramente esemplificativo si riportano due esempi:

  • Regime di contabilità semplificata: l’apertura di una partita IVA come ditta individuale in regime di contabilità semplificata comporta l’iscrizione alla Camera di Commercio, e quindi, il versamento del diritto camerale annuo pari ad euro 57; occorre inoltre considerare i contributi fissi INPS pari ad euro 3.600 circa ed il compenso del commercialista. Infine, occorre aggiungere le imposte Irpef e Irap, calcolate in percentuale sul reddito.
  • Regime forfettario: l’apertura di una partita IVA di un professionista iscritto alla gestione separata non comporta spese fisse annue, ma esclusivamente l’imposta sostitutiva da applicare ai compensi e il versamento dei contributi in percentuale sul reddito (cfr. Ebook Gratuito Regime Forfetario 2016).

E’ tutto chiaro fin qui?

Per ulteriori approfondimenti su come avviare correttamente la tua attività in proprio risparmiando imposte e contributi scarica il nostro E-BOOK GRATUITO Ditta individuale o Libero Professionista?

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4 commenti
  1. Luigi
    Luigi dice:

    Sono invalido 80%vorrei ospitare Delle persone nella casa in cui vivo, perché non c’è la faccio a vivere con 298 € visto che le medicine che uso sono tutte a pagamento e alcune con tiket. Come posso fare senza perdere la pensione di invalidità.poi vorrei sapere se basta la ricevuta fiscale senza partita iva.

    Rispondi
  2. Alessandro Giovannini
    Alessandro Giovannini dice:

    Buongiorno, sto compilando il modello AA9_12 per la dichiarazione di inizio attività e la successiva attribuzione di partita IVA. Ho una perplessità riguardo il Quadro I “Altre informazioni in sede di inizio attività”, dove la classificazione dell’immobile scelto come sede è limitata a P (possesso) o D (detenzione). Avendo io scelto come sede il mio domicilio, che è proprietà di mio padre e non mio, quale lettera dovrei indicare? È prevista la possibilità di lasciare in bianco questo campo?

    Grazie per l’attenzione.
    Alessandro Giovannini

    Rispondi

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