Aprire partita IVA 2018: Qual è il costo apertura partita iva? Dove andare per aprire partita IVA? E’ possibile aprire partita IVA online?

Aprire partita IVA per molti equivale a dire “Sono un malato terminale”, per tanti rappresenta un’opportunità da cogliere al volo. Considerando che, soprattutto riguardo alla convenienza, dipende da caso a caso, in realtà aprire partita IVA è gratis oltre che molto semplice. Tuttavia, è fondamentale evitare errori in questa fase per non appesantire il nuovo business in termini di imposte, contributi e sanzioni. Ecco la nostra breve guida per saperne di più su come fare e quanto costa aprire la partita IVA.

Quando occorre aprire partita IVA?

L’obbligo di aprire partita IVA nasce quando si svolge un’attività di lavoro autonomo in maniera abituale, anche se in modo non esclusivo o continuativo (art. 5 DPR 633/72).

La determinazione dell’abitualità va valutata caso per caso; infatti, non esiste una soglia di compensi, superata la quale, sorge l’obbligo di aprire la partita Iva, né regole che permettono di individuare in maniera univoca le differenze che distinguono le attività abituali da quelle occasionali.

Ad esempio, se l’attività esercitata consiste nella creazione e nella vendita di vestiti per bambini, di fatto l’attività rientra nella sfera delle attività artigianali. Quindi lo svolgimento di una tale attività comporta l’apertura della partita IVA, giusto? Sbagliato! Perché se trattasi di un hobby e quindi un’attività del tutto occasionale non occorre aprire partita IVA; se invece trattasi di attività svolta in maniera abituale è necessario aprire la partita IVA ed iscriversi al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL.

Come aprire la partita IVA?

Aprire partita IVA è molto semplice ed assolutamente gratuito, infatti occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio della propria attività, entro 30 giorni, con un apposito modulo (modello AA9/12 per le ditte individuali e i liberi professionisti, modello AA7/10 per le società). Gli stessi modelli vengono utilizzati anche per la chiusura della partita IVA.

In sede di apertura occorre scegliere il codice ATECO più appropriato nonché il tipo di regime fiscale da adottare: regime forfettarioo regime fiscale ordinario. A seguito della presentazione del modello compilato e firmato, presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, inviato tramite lettera A/R, viene assegnato il numero di partita IVA, che rimarrà sempre lo stesso fino alla chiusura dell’attività.

Fondamentale in questa fase è inquadrare correttamente la propria attività e stabilire se trattasi di una ditta individuale o di un libero professionista, al fine di effettuare tutte le necessarie iscrizioni ed evitare aggravi in termini fiscali e contributivi.

Come aprire una partita IVA online?

La richiesta della partita IVA può avvenire anche direttamente online gratis con le seguenti modalità:

  1. compilazione del modello di inizio attività (modello AA9/12, modello AA7/10);
  2. registrazione a Fisconline: per inviare telematicamente il modulo per aprire la partita IVA.

In alternativa, è possibile affidarsi direttamente ad un professionista abilitato, esperto di queste procedure e che successivamente si occupi anche della gestione contabile.

Come fare per aprire partita IVA comunitaria?

La partita IVA comunitaria può essere richiesta in sede di avvio dell’attività (mediante il modello AA9/12, se si tratta di imprese individuali e lavoratori autonomi, ovvero AA7/12 se si tratta di soggetti diversi dalle persone fisiche) ovvero, se l’attività è già avviata, la domanda deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate di competenza verificando, trascorsi 30 giorni dalla ricezione, se l’iscrizione nel registro VIES è stata accettata o rifiutata.

Solo quando la partita IVA sarà iscritta nel Registro VIES potranno essere effettuate le operazioni con altri paesi della Comunità Europea. Per maggiori info consultare il nostro articolo che trovi qui.

Quanto costa aprire una partita IVA?

I costi per aprire una partita IVA dipendono dal tipo di attività che si vuole avviare. Vediamo insieme perchè.

Un libero professionista che esercita una attività libera (ad esempio un consulente informatico o aziendale) per avviare il proprio business dovrà semplicemente aprire partita IVA presentando gratuitamente il modulo all’agenzia delle entrate. Eventualmente in questo caso i costi potrebbero essere connessi al compenso del professionista che si occupa di gestire la pratica.

Per aprire partita IVA libero professionista che esercita una attività protetta (ad es. architetti, Notai, Commercialisti, Avvocati, etc.) oltre a presentare la richiesta all’Agenzia delle Entrate, dovrà anche iscriversi all’albo di appartenenza in base alla professione svolta, sostenendo i relativi costi di iscrizione che variano da albo ad albo.

Diverso il caso delle ditte individuali, per le quali i costi di apertura sono connessi principalmente all’iscrizione nel Registro delle Imprese. In questo caso, infatti, l’inizio dell’attività è subordinata alla presentazione della Comunicazione Unica (ComUnica) alla competente Camera di Commercio, che permette di:

  • iscriversi al Registro delle Imprese;
  • aprire partita IVA;
  • presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al competente ufficio SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) per le attività soggette a tale adempimento (come ad es. e-commerce);
  • iscriversi all’INPS e all’INAIL quando richiesto.

Un requisito obbligatorio per poter inviare ComUnica, è possedere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata necessario per ricevere le comunicazioni dai vari Enti.

Quanto costa aprire partita iva per una ditta individuale?

L’apertura di una partita IVA come ditta individuale comporta l’iscrizione in Camera di Commercio con il sostenimento dei seguenti costi:

  • diritti di segreteria pari ad Euro 18,00;
  • diritto camerale annuale pari ad euro 57;
  • marca da bollo pari ad euro 17.50.

Conviene aprire partita IVA?

In tanti chiedono informazioni sulla convenienza dell’apertura della partita IVA e cosa succede in caso di fatturato pari a zero.

Molto brevemente, la valutazione sulla convenienza va effettuata caso per caso calcolando il guadagno netto ovvero l’eventuale fatturato atteso a cui occorre sottrarre gli eventuali costi, le tasse e i contributi da versare.

E’ tuttavia possibile consultare degli esempi pratici sulla convenienza dell’apertura della partita in regime forfetario o regime ordinario consultabili al seguente link: Regime Forfettario o Regime Ordinario?

Inoltre, sul nostro blog è possibile consultare un articolo Aprire Partita IVA: Cosa Succede Se Non Fatturo Nulla? nel quale sono elencate le “spese fisse” dovute anche in caso di fatturato pari a zero.

Quanto costa mantenere una partita IVA?

Aprire partita IVA è gratis, ma vi sono da considerare le spese di mantenimento. A titolo meramente esemplificativo si riportano due esempi:

  • Regime di contabilità semplificata: l’apertura di una partita IVA come ditta individuale in regime di contabilità semplificata comporta l’iscrizione alla Camera di Commercio, e quindi, il versamento del diritto camerale annuo pari ad euro 57; occorre inoltre considerare i contributi fissi INPS pari ad euro 3.600 circa ed il compenso del commercialista. Infine, occorre aggiungere le imposte Irpef e Irap, calcolate in percentuale sul reddito.
  • Regime forfettario: l’apertura di una partita IVA di un professionista iscritto alla gestione separata non comporta spese fisse annue, ma esclusivamente l’imposta sostitutiva da applicare ai compensi e il versamento dei contributi in percentuale sul reddito (cfr. Ebook Gratuito Regime Forfetario 2016).

Per ulteriori informazioni è possibile consultare gratuitamente il nostro eBook “Ditta Individuale o Liberi Professionisti?” cliccando sul bottone sottostante:




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Costi aprire la partita iva 2020
Partita iva agevolata 2020 - Regime Forfettario 2020

Commenti

  1. Leonardo 09/02/2021 at 09:04 - Reply

    Buongiorno,
    Sono un lavoratore dipendente con 30 anni di esperienza nel settore funebre e mi piacerebbe fare il consulente Funerario, pratiche per conto delle famiglie e/o aziende, Preparazione delle salme tanatoestetica.
    I miei dubbio sono
    1) il codice Ateco più idoneo
    2 ) se devo necessariamente avere una sede fisica oppure posso farlo da libero professionista.
    3) se ho l’obbligo di iscrivermi alla camera di commercio.
    4) se rientro nel regime forfettario

    Cordiali Saluti

  2. Laura Caruso 11/01/2021 at 14:20 - Reply

    buon pomeriggio,
    Sono una chinesiologa e operatrice shiatsu e vorrei aprire la partita Iva ma non riesco a trovare i codici ATECO affini a entrambe le attività, posso sapere quali sono? Inoltre esistono degli Albi specifici per entrambe le attività con relative casse previdenziali? grazie
    Cordiali saluti

    • Dott.ssa Michela Vernieri Cotugno 12/01/2021 at 15:40 - Reply

      Salve Laura,
      i codici ateco da utilizzare potrebbero essere questi
      – 96.09.09 : “ Attività di servizi per la persona n.c.a. (non classificabili altrove) ”
      – 96.04.10 : cioè “ Servizi di Centri per il Benessere Fisico ”
      Le spiego come funziona il nostro servizio. In caso di situazioni simili alla Sua offriamo un servizio di consulenza personalizzata direttamente tramite skype o telefono con un esperto per capire quale è la soluzione più appropriata per avviare il Suo business.

      La consulenza via skype o telefono è della durata di 30 minuti ed ha un costo di euro 47 iva inclusa.

      Consideri, che acquistando la consulenza, se decidesse di diventare nostro cliente avrebbe le pratiche di start-up in omaggio e quindi sarebbero gratuite l’apertura della partita IVA, l’iscrizione / attivazione in Camera di Commercio. Pagherebbe solo le spese dovute all’ente.

      Se vuole maggiori informazioni o acquistare la consulenza può trovarle in questa pagina
      http:s//www.ilcommercialistaonline.it/consulenza-skype/

      Resto a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

      Cordialità

  3. Vincenzo 18/11/2020 at 07:42 - Reply

    per non perdere il diritto alla pensione di invalidità il reddito non deve superare i 4.500 euro annui, ma devo comprendere anche le 280,00 di invalidità oppure non viene conteggiata nel reddito?

  4. Alessandro Giovannini 06/04/2018 at 16:11 - Reply

    Buongiorno, sto compilando il modello AA9_12 per la dichiarazione di inizio attività e la successiva attribuzione di partita IVA. Ho una perplessità riguardo il Quadro I “Altre informazioni in sede di inizio attività”, dove la classificazione dell’immobile scelto come sede è limitata a P (possesso) o D (detenzione). Avendo io scelto come sede il mio domicilio, che è proprietà di mio padre e non mio, quale lettera dovrei indicare? È prevista la possibilità di lasciare in bianco questo campo?

    Grazie per l’attenzione.
    Alessandro Giovannini

  5. Luigi 11/09/2017 at 00:53 - Reply

    Sono invalido 80%vorrei ospitare Delle persone nella casa in cui vivo, perché non c’è la faccio a vivere con 298 € visto che le medicine che uso sono tutte a pagamento e alcune con tiket. Come posso fare senza perdere la pensione di invalidità.poi vorrei sapere se basta la ricevuta fiscale senza partita iva.

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