Di Categorie: Fatturazione e modi d'usoPubblicato il: 29/07/2021Last Updated: 29/07/2021

Come funziona la ritenuta d’acconto?
Quali titolari di partita IVA sono tenuti a indicare in fattura l’importo della (semi)sconosciuta ritenuta d’acconto? Quando la ritenuta d’acconto è obbligatoria?

 

Facciamo chiarezza sulle tipologie di ritenute d’acconto che esistono, come si calcolano,
come funzionano e come si versano le ritenute dacconto sui redditi di lavoro autonomo.

Ritenuta d’acconto e ritenuta d’imposta

La ritenuta fiscale applicata può essere:

  • a titolo di acconto
    si tratta di un acconto sulle imposte dovute dal percettore, il quale dovrà adempiere agli ordinari obblighi dichiarativi per determinare le imposte dovute detraendo le ritenute subite
  • a titolo di imposta
    si tratta del totale delle imposte dovute dal percipiente; ne consegue l’esonero dall’adempimento degli obblighi di dichiarazione e versamento a saldo

Soffermiamoci sul funzionamento della ritenuta a titolo di acconto anche detta brevemente ritenuta d’acconto.

Come funziona la ritenuta d’acconto?

In generale l’applicazione della ritenuta a titolo d’acconto è obbligatoria per le prestazioni di natura professionale svolte da un lavoratore autonomo nei confronti di un committente (c.d. sostituto di imposta). Nello specifico si applica sulle seguenti tipologie di compensi:

  • prestazioni di lavoro autonomo abituale e occasionale
  • cessione di diritti d’autore
  • assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere
  • cessione di opere di ingegno, brevetti e marchi
  • partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori

La ritenuta d’acconto rappresenta un anticipo sulle imposte dovute dal percepiente. Si tratta di una trattenuta IRPEF sui compensi, effettuata dai clienti titolari di partita IVA. Non è applicabile dai clienti privati o in regime forfettario.

Viene trattenuta una quota percentuale dell’imponibile dal compenso dovuto per la prestazione professionale (per esempio di un commercialista, avvocato o notaio).

La ritenuta d’acconto generalmente applicata dal professionista in fattura è pari al 20% del compenso spettante, con modalità di calcolo che vedremo nei prossimi paragrafi. La percentuale varia quando la prestazione è svolta da soggetti non residenti ed è pari al 30%.

Calcolo ritenuta d’acconto

Il calcolo della ritenuta d’acconto spetta al professionista quando emette la fattura e deve essere indicata nel documento, in diminuzione del totale.
La ritenuta d’acconto corrisponde a una percentuale dell’importo lordo, che normalmente è del 20% (anche se come abbiamo visto può avere un’aliquota diversa).

Ai fini della corretta determinazione dell’importo da trattenere, ricordiamo che concorrono a formare la base imponibile per il calcolo della ritenuta del 20 o del 30%:

  • il compenso, ossia l’onorario, del professionista per la prestazione svolta
  • la rivalsa facoltativa INPS del 4% applicata in fattura dai soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia i professionisti senza cassa. La rivalsa, da un punto di vista fiscale deve essere assoggettata a IVA, sommata al corrispettivo, è imponibile ai fini IRPEF e assoggettata a ritenuta d’acconto.
    ATTENZIONE: in caso di professionisti iscritti ad una cassa previdenziale, la rivalsa obbligatoria addebitata in fattura è esclusa dalla ritenuta d’acconto
  • le eventuali spese sostenute dal professionista per viaggi, vitto e alloggio e le spese anticipate, a esclusione di quelle sostenute in nome e per conto del cliente e che non concorrono alla produzione del reddito di lavoro autonomo.

Riportiamo qui di seguito alcuni esempi pratici calcolo ritenuta d’acconto e compilazione della fattura.

Per approfondire le modalità di calcolo della ritenuta di acconto, puoi leggere il nostro articolo: Calcolo ritenuta d’acconto: tutti i dettagli.

Professionista iscritto alla cassa (calcola fatture avvocato)

Calcolo fattura avvocato
Un avvocato che svolge una prestazione per un proprio cliente, titolare di partita IVA, dovrà calcolare la ritenuta d’acconto nel modo seguente:

  • Compenso 1.000 euro
  • Contributo per la cassa di 40 euro (ossia il 4% del compenso)
  • Onorario per la prestazione svolta 1.268,80 euro (ossia 1.040 euro + IVA al 22%)

Ritenuta di 200 euro (pari al 20% del compenso)
Compenso spettante al professionista al netto della ritenuta d’acconto pari a 1.068,80 euro

Si riporta un fac simile di fattura per professionista senza cassa.

Avv.to Tizio e Caio
Via Montenapoleone 1
20100 Milano
P. IVA e Codice Fiscale

Mario Bianchi
Via dei Rossi 1
Roma
Partita IVA e C.F.

Fattura nr. 1 del 2 marzo 2021
Compenso per attività di consulenza legale: 1.000,00 euro
Cassa Forense 4%: 40,00 euro
Totale imponibile: 1.040,00 euro
IVA 22% (su 1.040 euro): 228,80 euro
Totale fattura: 1.268,80 euro
-Ritenuta d’acconto (20% su 1.040 euro): -200,00 euro
Netto a pagare: 1.068,80 euro

Professionista senza cassa

Un consulente o un fisioterapista iscritto alla Gestione Separata INPS si troverà nel seguente caso:

  • Compenso: 1.000 euro
  • Rivalsa INPS (4% su 1.000 euro): 40 euro
  • Compenso per prestazione svolta di 1.268,8 euro (1040 euro + IVA al 22%)
  • Ritenuta d acconto di 208 euro calcolata nella misura del 20% su 1.040 euro, ossia compenso comprensivo di cassa al netto dell’IVA

Pertanto il professionista riceverà 1.060,80 euro

Si riporta un fac simile di fattura per professionista senza cassa.

Tizio e Caio
Via Montenapoleone 1
20100 Milano
P. IVA e C. Fiscale

Mario Bianchi
Via dei Rossi 1
Roma
Partita IVA e codice fiscale

Fattura nr. 15 del 28 marzo 2021

Compenso per attività di consulenza SEO: 1.000,00 euro
Rivalsa INPS 4%: 40,00 euro
Totale imponibile: 1.040,00 euro
IVA 22% (su 1.040 euro): 228,80 euro
Totale fattura: 1.268,80 euro
-Ritenuta d’acconto (20% su 2.080 euro): –208,00 euro
Netto a pagare 1.060,80 euro

Ritenuta d’acconto prestazione occasionale

Anche i lavoratori autonomi che svolgono prestazioni occasionali devono emettere una ricevuta al committente comprensiva della ritenuta d’acconto sulla prestazione occasionale effettuata. In questo caso il calcolo è molto semplice in quanto la prestazione è esclusa dall’IVA, per cui la ritenuta del 20% va applicata direttamente sul compenso. Il contratto di lavoro autonomo occasionale è spesso impropriamente definito ritenuta d’acconto. Si riporta di seguito un fac simile di ricevuta per prestazione occasionale.

Fac simile ricevuta per prestazione occasionale (c.d. ritenuta d acconto prestazione occasionale)

Nome Cognome
Indirizzo
CAP Città
Codice Fiscale

Ragione sociale o Nome e Cognome
Indirizzo
Cap Città
Partita Iva
Codice fiscale

Ricevuta n. _________ del ________
Oggetto: _______________________________________________________________

(specificare nel dettaglio il tipo di attività svolta riportando eventualmente anche gli estremi del contratto)

Compenso lordo ______ €
A dedurre ritenuta d acconto di ______ €
Compenso netto ______ €

La prestazione è di natura occasionale ed è esclusa dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972.

Data
Firma

Per approfondire il funzionamento delle ricevute per prestazioni occasionali, i limiti e quando è possibile utilizzarle leggi il nostro articolo: Limiti prestazione occasionale: i dettagli

Ritenuta d’acconto e regime forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario sono esonerati dell’applicazione delle ritenute d’acconto sui compensi percepiti, pertanto non ci sarà alcuna trattenuta da parte del committente, che dovrà versare al professionista il compenso senza applicazione dell’IVA e della ritenuta.
Ugualmente il committente forfettario che si avvale della prestazione di un professionista non sarà tenuto a versare la ritenuta all’Erario.

Ritenuta d’acconto: adempimenti del committente

Il sostituto di imposta è colui che, all’atto del pagamento di una fattura, è obbligato a trattenere le ritenute d’acconto previste dalla normativa fiscale e

  • versare le ritenute operate a scadenza
  • rilasciare la certificazione unica ai percepienti
  • presentare il modello 770

Come si versa la ritenuta d’acconto?

Il versamento delle ritenute d’acconto spetta al committente il quale, una volta pagata la fattura del professionista, dovrà versare la ritenuta d’acconto operata del 20%. Il versamento avviene tramite modello f24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento del compenso oppure il primo giorno lavorativo successivo se cade di domenica o in un giorno festivo.

Quindi, se per esempio, la prestazione verrà pagata il 10 febbraio, il termine ultimo per il versamento sarà il 16 marzo.

Ritenuta d’acconto e certificazione unica

Quando viene trattenuta la ritenuta d’acconto, il committente deve rilasciare la certificazione unica, al soggetto che l’ha subita entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state corrisposte le somme. Nella certificazione unica occorre indicare:

  • l’importo totale delle somme corrisposte
  • l’importo delle ritenute dacconto e delle detrazioni di imposta effettuate, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali
  • altre eventuali informazioni non obbligatorie (esempio l’IVA)

Ritenuta d’acconto e dichiarazione dei redditi

Il professionista che ha subito una ritenuta d’acconto può recuperarla, attraverso la certificazione unica, in sede di modello 730 o modello Redditi ex Unico.

In sede di dichiarazione dei redditi occorrerà procedere al conguaglio delle imposte dovute e stabilire se quanto già versato a titolo di acconto è sufficiente, poco, o troppo rispetto al dovuto. In caso di un unico reddito, con oneri deducibili o detraibili da recuperare (spese mediche, scolastiche, etc), sicuramente quanto versato risulterà maggiore al dovuto e sarà possibile chiedere un rimborso oppure procedere a una compensazione con altre imposte dovute.

Per un approfondimento sulle spese che possono essere scaricate in dichiarazione leggi il nostro articolo Come pagare meno tasse con partita IVA.


 

Nella seguente tabella riepiloghiamo i tipi di ritenute fiscali esistenti.

Reddito soggetto a ritenuta d’acconto Aliquota ritenuta d’acconto Base imponibile Codice tributo
Lavoro autonomo occasionale 20% 100% 1040
Compensi amministratori di condominio 20% 100% 1040
Compensi per servizi resi a condomini da persone fisiche e società di persone soggetti ad IRPEF 4% 100% 1019
Compensi per servizi resi a condomini da società di capitali ed enti soggetti ad IRES 4% 100% 1020
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule, ecc. 30% 75% 1040
Utili da contratto di associazione in partecipazione (quota lavoro) 20% 100% 1040
Redditi per cessione diritti d’autore 20% 60% 1040
Redditi da vendite porta a porta 23% 78% 1038
Provvigioni percepite da agenti e rappresentanti di commercio 23% 50% 1038
Redditi di lavoro autonomo di soggetti non residenti (anche occasionale o sotto forma di partecipazione agli utili) 30% 100% 1040
Compensi per levata protesti esercitata dai segretari comunali 20% 85%

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Commenti
  1. Max 18/08/2021 at 09:31 - Reply

    Salve
    Desideravo sapere se, la ricevuta fiscale possa essere prodotta con ritenuta d’acconto, anche ai committenti non possessori di partita IVA. Attendo risposta. Grazie

  2. Lorenzo 29/07/2021 at 12:47 - Reply

    Buongiorno,
    è possibile operare una ritenuta d’acconto superiore? Ossia il 30% anzichè del 20%?

  3. Lorenzo 29/07/2021 at 12:45 - Reply

    Buongiorno,
    è possibile operare una ritenuta d’acconto superiore? Ossia il 30% anzichè del 30%?

  4. Simona Mariotti 09/06/2020 at 16:11 - Reply

    Buongiorno,
    un lavoratore autonomo occasionale che presta i suoi servizi a privati (senza p.Iva) non deve quindi pagare la ritenuta d’acconto? E comunque necessario rilasciare una ricevuta affinchè poi, nel calcolo annuale dei redditi, si possa tener conto se son stati superati i 5000 € e quindi occorra iscriversi alla gestione Separata INPS?

    Nel caso in cui i clienti a cui offre il servizio hanno p.iva deve fargli pagare la ritenuta d’acconto?

    Grazie

  5. Gianluca 31/07/2019 at 17:49 - Reply

    Salve…..vorrei un chiarimento…..il mio reddito imponibile per lo scorso anno è stato di 25000 (ma ovviamente in fattura mi è stata detratta la RDA, ed ho oneri deducibili per circa 5000,00 : l’irpef viene calcolata su 25000 o su 20000? Ed in entrambe i casi, dall’imposta dovuta deve essere detratto l’importo che il committente ha versato per la RDA, per cui se l’imposta dovuta sarà pari alla RDA, non dovrò pagare nulla, mentre se è superiore pagherò solo la differenza ed, infine, se inferiore, dovrei maturare un credito d’imposta? Ho inteso correttamente?
    Grazie

    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela 07/08/2019 at 09:48 - Reply

      Salve Gianluca,
      l’irpef viene calcolata su 25.000 e la ritenuta d’acconto subito rappresenta un acconto sulle imposte da pagare. Nel caso l’irpef risulterà inferiore alle ritenute subite allora andrà a credito.
      Cordialità

  6. vittoria 04/05/2019 at 12:51 - Reply

    Buongiorno, se ho un compenso di 3700 al netto della ritenuta d’acconto ma io la ritenuta non la pago perché sono in regime forfettario. come dovrà essere fatta la fattura?

  7. vittoria 04/05/2019 at 12:13 - Reply

    Se mi offrono un compenso di 3700 al netto della ritenuta d’acconto, vuol dire che io in fattura non devo sottrare il 20% di ritenuta?

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