Ritenuta d’acconto: cos’è e come funziona

Come funzionano le ritenute d'acconto
 
(Last Updated On: 19 Marzo 2019)

La ritenuta d acconto, questa (semi)sconosciuta.

Quali titolari di partita IVA sono tenuti ad indicare in fattura l’importo della ritenuta d’acconto, trattenuta dal committente e riversata all’Erario a titolo di acconto sulle tasse? Quando la ritenuta è obbligatoria? Nel post di oggi analizziamo come funziona, come si versa e come si calcolano le
ritenute d’acconto sui redditi di lavoro autonomo.

Cos’è la ritenuta d’acconto?

La ritenuta d’acconto rappresenta un anticipo sulle imposte dovute. Viene trattenuta una quota percentuale dell’imponibile dal compenso dovuto per la prestazione professionale (ad esempio di un commercialista, avvocato o notaio).

La ritenuta d’acconto generalmente applicata dal professionista in fattura è pari al 20% del compenso spettante, con modalità di calcolo che vedremo in seguito. La percentuale varia quando la prestazione è svolta da soggetti non residenti ed è pari al 30%.

Calcolo ritenuta d’acconto

Il calcolo della ritenuta d’acconto spetta al professionista e deve essere indicata in fattura o nella ricevuta. Ai fini della corretta determinazione dell’importo da trattenere, ricordiamo che concorrono a formare la base imponibile per il calcolo della ritenuta del 20 o del 30%:

  • il compenso, ossia l’onorario, del professionista per la prestazione svolta;
  • la rivalsa facoltativa INPS del 4% applicata in fattura dai soggetti iscritti alla Gestione Separata INPS, ossia i professionisti senza cassa. La rivalsa, da un punto di vista fiscale deve essere assoggettata ad IVA, sommata al corrispettivo, è imponibile ai fini IRPEF ed assoggettata a ritenuta d’acconto. Attenzione, nel caso di professionisti iscritti ad una cassa previdenziale, la rivalsa obbligatoria addebitata in fattura è esclusa dalla ritenuta d’acconto;
  • le eventuali spese sostenute dal professionista per viaggi, vitto e alloggio e le spese anticipate, ad esclusione di quelle sostenute in nome e per conto del cliente e che non concorrono alla produzione del reddito di lavoro autonomo.

Ritenuta d’acconto e regime forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario sono esonerati dell’applicazione delle ritenute d’acconto sui compensi percepiti, pertanto non ci sarà alcuna trattenuta da parte del committente, che dovrà al professionista il compenso senza applicazione dell’IVA e della ritenuta.
Ugualmente il committente forfettario che si avvale della prestazione di un professionista non sarà tenuto a versare la ritenuta all’Erario.

Come si versa la ritenuta d’acconto?

Il versamento delle ritenute d acconto spetta al committente il quale, una volta pagata la fattura del professionista, dovrà versare la ritenuta d’acconto operata del 20%. Il versamento avviene tramite modello f24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è avvenuto il pagamento del compenso oppure il primo giorno lavorativo successivo se cade di domenica o in un giorno festivo.

Il sostituto di imposta ovvero il committente della prestazione è tenuto a versare all’Erario le ritenute d’acconto trattenute nel periodo utilizzando il modello F24 in modalità telematica con l’indicazione del codice tributo 1040, riportando il mese e l’anno in cui è avvenuto il pagamento. Quindi, se per esempio, la prestazione verrà pagata il 10 febbraio, il termine ultimo per il versamento sarà il 16 marzo.

Per quali compensi è obbligatoria la ritenuta di acconto?

In generale l’applicazione della ritenuta a titolo d’acconto è obbligatoria per le prestazioni di natura professionale svolte da un lavoratore autonomo nei confronti di un committente ed in particolare per le seguenti tipologie di compensi:

  • prestazioni di lavoro autonomo abituale e occasionale;
  • cessione di diritti d’autore;
  • assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere;
  • cessione di opere di ingegno, brevetti e marchi;
  • partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori.

Ritenuta d’acconto e certificazione unica

Quando viene trattenuta la ritenuta d’acconto occorre rilasciare una certificazione c.d. certificazione unica al soggetto che l’ha subita entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state corrisposte le somme. Nella certificazione occorre indicare:

  • l’importo totale delle somme corrisposte;
  • l’importo delle ritenute d’acconto e delle detrazioni di imposta effettuate, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali;
  • altre eventuali informazioni non obbligatorie (esempio l’IVA).

Ritenuta d’acconto e dichiarazione dei redditi

Attravero la certificazione unica, in sede di modello 730 o modello Redditi ex Unico, è possibile recuperare le ritenute d acconto che costituiscono appunto un acconto della tassazione dovuta. Infatti, in fase di dichiarazione dei redditi si procederà al conguaglio delle imposte dovute e si stabilirà se quanto versato a titolo di acconto è sufficiente, poco, o troppo rispetto al dovuto. Se trattasi di un unico reddito, con oneri deducibili e/o detraibili da recuperare (mediche, scolastiche, di cui ovviamente dobbiamo conservare scontrini, bollettini, etc.), sicuramente quanto versato risulterà maggiore al dovuto e sarà possibile chiedere un rimborso oppure procedere ad una compensazione con altre imposte dovute.

Per un approfondimento sulle spese che possono essere “scaricate” in dichiarazione consultare il nostro post di approfondimento Redditi 2017: Ecco come risparmiare sulle tasse

Esempi pratici calcolo ritenuta d’acconto e fattura

Professionista iscritto alla cassa (calcola fatture avvocato)

Calcolo fattura avvocato – Un avvocato che svolge una prestazione per un proprio cliente, titolare di partita IVA, dovrà calcolare la ritenuta d’acconto nel modo seguente:

  • Compenso € 1.000;
  • Contributo per la cassa di € 40 pari al 4% del compenso
  • Onorario per la prestazione svolta € 1.268,8 (€ 1.040 + IVA al 22%)

Ritenuta di € 200 (pari al 20% del compenso)
Compenso spettante al professionista al netto della ritenuta d’acconto pari a 1.068,8 €

Si riporta un fac simile di fattura per professionista senza cassa.

Avv.to Tizio e Caio
Via Montenapoleone 1
20100 Milano
P. IVA e Codice Fiscale

Mario Bianchi
Via dei Rossi 1
Roma
Partita IVA e C.F.

Fattura nr. 1 del 2 marzo 2019
Compenso per attività di consulenza legale
Cassa Forfense 4% € 40,00
Totale imponibile € 1.040,00
IVA 22% (su € 1.040) € 228,80
Totale fattura € 1.268,80
-Ritenuta d’acconto (20% su € 2.080) – € 200,00
Netto a pagare € 1.060,80

Professionista senza cassa

Un consulente o un fisioterapista iscritto alla Gestione Separata INPS si troverà nel seguente caso:

  • Compenso € 1.000
  • Rivalsa INPS € 40 (4% su 1.000)
  • Compenso per prestazione svolta di € 1.268,8 (€ 1040 + IVA al 22%)
  • Ritenuta d’acconto di € 208 calcolata nella misura del 20% su € 1.040, ossia compenso comprensivo di cassa al netto dell’IVA.

Pertanto il professionista riceverà € 1.060,8.

Si riporta un fac simile di fattura per professionista senza cassa.

Tizio e Caio
Via Montenapoleone 1
20100 Milano
P. IVA e C. Fiscale

Mario Bianchi
Via dei Rossi 1
Roma
Partita IVA e codice fiscale

Fattura nr. 15 del 28 marzo 2018

Compenso per attività di consulenza SEO € 1.000,00
Rivalsa Inps 4% € 40,00
Totale imponibile € 1.040,00
IVA 22% (su € 1.040) € 228,80
Totale fattura € 1.268,80
-Ritenuta d’acconto (20% su € 2.080) – € 208,00
Netto a pagare € 1.060,80

Ritenuta d’acconto prestazione occasionale

Anche i lavoratori autonomi che svolgono prestazioni occasionali devono emettere una ricevuta al committente comprensiva della ritenuta d’acconto sulla prestazione occasionale effettuata.
In questo caso il calcolo è molto semplice in quanto la prestazione è esclusa dall’IVA, per cui la ritenuta del 20% va applicata direttamente sul compenso. Si riporta un fac simile di ricevuta per prestazione occasionale.

Fac simile ricevuta per prestazione occasionale (c.d.
ritenuta d acconto prestazione occasionale)

Nome Cognome
Indirizzo
CAP Città
Codice Fiscale

Ragione sociale o Nome e Cognome
Indirizzo
Cap Città
Partita Iva
Codice fiscale

Ricevuta n. _________ del ________
Oggetto: _______________________________________________________________

(specificare nel dettaglio il tipo di attività svolta riportando eventualmente anche gli estremi del contratto)

Compenso lordo ______ €
A dedurre ritenuta d acconto di ______ €
Compenso netto ______ €

La prestazione è di natura occasionale ed è esclusa dall’applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972.

Data
Firma

Per approfondire il funzionamento delle ricevute per prestazioni occasionali e quando è possibile utilizzare consultare il nostro post al link di seguito

Limiti prestazione occasionale: i dettagli per il 2019


Vuoi ricevere maggiori informazioni? Clicca il bottone qui sotto!
Facebook Comments

Post consigliati

Nessun commento, aggiungine uno!


Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *