INPS E PARTITA IVA

INPS e Partita IVA: come funzionano i contributi?

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La questione contributiva è il dilemma più pressante per chi si accinge ad aprire Partita IVA, unitamente al tipo di gestione INPS a cui si è tenuti ad iscriversi. Proviamo a scioglierlo limitatamente alle persone fisiche.

Tra i tanti questo è sicuramente il dubbio principale che attanaglia coloro che si accingono ad aprire Partita IVA o che ancora non hanno intrapreso questa strada a causa del timore dei versamenti dovuti all’INPS.

Questo articolo vuole essere una guida per aiutare a comprendere il funzionamento dei contributi INPS dovuti dai titolari di Partita IVA, limitando il discorso alle persone fisiche e tralasciando le società, partendo dall’iscrizione alla forma previdenziale appropriata fino al versamento, per evitare errori che in questa fase possono compromettere seriamente il nuovo business.

I contributi sono uguali per tutti?

La risposta è decisamente negativa e il versamento dei contributi INPS varia a seconda dell’attività svolta, della forma giuridica e di determinati requisiti personali del titolare.
Innanzitutto possiamo suddividere le Partite IVA in 4 macrocategorie ovvero:
  • Artigiani;
  • Commercianti;
  • Lavoratori autonomi “senza cassa“;
  • Professionisti con cassa autonoma.

Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi per ciascuna categoria.

Come funziona l’INPS per Artigiani e Commercianti?

Rientrano in questa categoria sia gli artigiani che esercitano in forma individuale (elettricisti, muratori, falegnami, estetiste, etc.) che i commercianti che acquistano e rivendono beni di consumo quali abbigliamento, mobili, oppure svolgono attività di servizi per le quali è necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese.

Sia gli artigiani che i commercianti devono iscriversi alla Gestione IVS Artigiani e commercianti versando due tipologie di contributi:

  • Contributi fissi sul reddito minimale di € 15.548 a prescindere dal reddito percepito pari ad € 3.600 circa annui (da evidenziare che tali contributi sono sempre dovuti anche in caso di reddito pari a 0).
  • Contributi a percentuale sul reddito eccedente il minimale secondo le aliquote riportate nella tabella sottostante

Come si versano i contributi fissi INPS?

Il pagamento dei contributi fissi deve essere effettuato in 4 rate entro il:

  1. 16 maggio
  2. 20 agosto
  3. 16 novembre
  4. 16 febbraio (dell’anno successivo)

Come si effettua il versamento dei contributi a percentuale? 

Il calcolo delle eventuali eccedenze contributive dovute oltre il reddito minimale di € 15.548 viene effettuato in dichiarazione ed i versamenti seguono quelli IRPEF e IRAP con il metodo del saldo per l’anno precedente e di acconto per l’anno in corso.

I contributi a percentuale, a differenza di quelli fissi, devono essere versati in due sole tranche:

  • 30 giugno anche a rate
  • 30 novembre 

Come funziona il cosiddetto massimale contributivo?

Le eccedenze sul minimale sono dovute fino ad un tetto massimo,  il cosiddetto massimale contributivo, ovvero fino al limite di € 76.872. I contributi previdenziali INPS dovuti da commercianti e artigiani a percentuale hanno un tetto massimo sul quale si applicano, che è fissato alla soglia di € 76.872. Di conseguenza la quota di reddito che supera la menzionata soglia è esente da contributi INPS.

Come funziona l’INPS per i professionisti “senza cassa”?

I professionisti che non sono tenuti ad iscriversi in appositi albi e che non hanno una cassa previdenziale autonoma (come ad esempio i freelance, i consulenti d’impresa, i consulenti informatici,  e comunque tutti gli altri professionisti senza Albo), sono tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata INPS e al pagamento dei relativi contributi.

L’aliquota dovuta dagli iscritti alla Gestione Separata INPS è del 25,72% da applicare al reddito lordo effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.

  • Il lato positivo è che non ci sono contributi fissi, ma si paga solo in percentuale al reddito e quindi, se si guadagna poco, si paga poco.
  • Il lato negativo è che se non si raggiunge un reddito di € 15.548 l’INPS non accrediterà un anno di contributi validi ai fini della pensione.

Il tetto oltre il quale non si applicano i contributi è di € 100.324 (massimale contributivo).

Come si effettua il versamento dei contributi dovuti per la gestione separata? 

Il calcolo dei contributi dovuti sul reddito per l’iscrizione alla gestione separata viene effettuato in dichiarazione ed i versamenti seguono quelli IRPEF e IRAP con il metodo del saldo per l’anno precedente e acconto per l’anno in corso.

I contributi a percentuale devono essere versati in due sole tranches:

  • 30 giugno anche a rate
  • 30 novembre 

Come funziona per i Professionisti con Cassa previdenziale autonoma?

Le considerazioni che abbiamo appena fatto non si applicano ai professionisti che hanno una specifica cassa di previdenza come Avvocati, Commercialisti, Notai, Medici, etc.
Per ogni cassa esiste un regolamento specifico e le regole del gioco cambiano dall’una all’altra.

I contribuenti forfetari hanno particolari agevolazioni?

Per i contribuenti che iniziano un’attività commerciale o artigianale adottando il regime forfetario è previsto uno sconto contributivo pari al 35% dei contributi fissi INPS da pagare alla Gestione Commercianti o Artigiani. Mentre per i contribuenti forfetari iscritti alla gestione separata INPS non è prevista alcuna riduzione.

Ulteriori info?

Hai bisogno di aiuto per aprire la Partita IVA o vuoi affidare a noi la tua contabilità? Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci compilando il form che trovi nella pagina Preventivi oppure lasciando un commento qui sotto.

 

 

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