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Contributi INPS Partita IVA 2026: quanto si paga?

SOMMARIO

Quanto si paga di contributi INPS con una Partita IVA nel 2026? La risposta dipende dall’attività svolta, dalla gestione previdenziale e dal reddito prodotto.

Chi decide di aprire una Partita IVA deve considerare non soltanto le imposte, ma anche i contributi previdenziali. Si tratta di versamenti destinati a finanziare la futura pensione e, nei casi previsti, altre prestazioni di tutela sociale.

La differenza più importante riguarda gli artigiani e commercianti, che generalmente pagano contributi minimi anche senza fatturato, e i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, che versano contributi proporzionali al reddito.

In questa guida scoprirai gli importi INPS aggiornati al 2026, le aliquote, le scadenze, le agevolazioni disponibili e alcuni esempi pratici per capire quanto mettere da parte.

Contributi INPS o Cassa previdenziale privata?

Non tutti i titolari di Partita IVA versano i contributi alla stessa gestione previdenziale.

L’inquadramento dipende dall’attività effettivamente svolta e dalle regole previste per la categoria professionale.

Professionisti con Cassa previdenziale autonoma

Alcune professioni regolamentate prevedono l’iscrizione a una Cassa previdenziale specifica.

È il caso, ad esempio, degli avvocati iscritti alla Cassa Forense, degli ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa e di altre categorie professionali dotate di un proprio ente previdenziale.

In queste situazioni i contributi vengono generalmente versati alla Cassa professionale, secondo il relativo regolamento. Occorre comunque valutare eventuali altre attività che potrebbero determinare obblighi previdenziali differenti.

Professionisti e imprese iscritti all’INPS

Per chi non è soggetto a una Cassa professionale autonoma, le principali gestioni previdenziali sono:

  • Gestione Artigiani INPS, per le attività artigianali soggette all’obbligo di iscrizione.
  • Gestione Commercianti INPS, per le attività commerciali e le altre attività soggette alla relativa iscrizione.
  • Gestione Separata INPS, per i liberi professionisti senza Cassa autonoma e altre categorie previste dalla legge.

Non basta quindi scegliere un codice ATECO o applicare il regime forfettario per determinare automaticamente la gestione previdenziale corretta.

Per approfondire puoi consultare anche la nostra guida completa su come aprire una Partita IVA.

Contributi INPS artigiani e commercianti 2026

Chi svolge un’attività artigianale o commerciale ed è soggetto all’iscrizione alla relativa gestione INPS deve generalmente versare due tipologie di contributi:

  • Contributi fissi, calcolati sul reddito minimale annuale.
  • Contributi variabili, calcolati sulla quota di reddito che supera il minimale.

Rientrano frequentemente in queste gestioni, quando ne ricorrono i requisiti, attività come eCommerce, negozi, parrucchieri, estetisti, idraulici, elettricisti e altre imprese artigianali o commerciali.

Per il 2026, la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 ha stabilito un reddito minimale di €18.808.

Quanto si paga di contributi INPS fissi nel 2026?

VoceArtigianiCommercianti
Reddito minimale 2026€18.808,00€18.808,00
Aliquota ordinaria24%24,48%
Contributi minimi annui€4.521,36€4.611,64
Contributi minimi mensili equivalenti€376,78€384,31

Gli importi indicati riguardano la contribuzione ordinaria per un intero anno e comprendono il contributo fisso di maternità.

La differenza tra artigiani e commercianti dipende principalmente dall’aliquota aggiuntiva dello 0,48% prevista per questi ultimi.

Attenzione: i contributi minimi sono generalmente dovuti anche se il reddito è inferiore a €18.808 o se l’attività non produce utili, salvo specifiche agevolazioni o situazioni che escludono l’obbligo contributivo.

Per ulteriori approfondimenti leggi la nostra guida dedicata ai contributi INPS per artigiani e commercianti 2026.

Contributi INPS variabili: quando si pagano?

Se il reddito d’impresa supera il minimale di €18.808, ai contributi fissi si aggiungono quelli calcolati sulla quota eccedente.

Le aliquote 2026 sono le seguenti:

Fascia di redditoArtigianiCommercianti
Fino a €56.22424%24,48%
Quota superiore a €56.22425%25,48%

La contribuzione percentuale aggiuntiva decorre dalla parte di reddito superiore al minimale di €18.808 e viene calcolata fino ai massimali previdenziali applicabili.

Per il 2026, il massimale è pari a €93.707 per i soggetti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e a €122.295 per i soggetti privi di tale anzianità, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Come si calcola il reddito su cui pagare l’INPS?

Il reddito sul quale vengono calcolati i contributi non coincide necessariamente con il fatturato.

Bisogna distinguere il regime fiscale applicato.

Calcolo contributi INPS nel regime forfettario

Nel regime forfettario, il reddito dell’attività viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO.

Per esempio, con ricavi di €30.000 e coefficiente di redditività del 40%, il reddito forfettario è:

€30.000 × 40% = €12.000.

Per un commerciante iscritto per l’intero anno, in assenza di altri redditi d’impresa rilevanti, tale importo è inferiore al minimale previdenziale 2026.

Il contribuente sarà quindi generalmente tenuto ai soli contributi minimi, salvo agevolazioni.

Per approfondire il regime fiscale consulta la nostra guida al regime forfettario.

Calcolo contributi INPS nel regime ordinario o semplificato

Per le imprese in regime ordinario o semplificato, il reddito rilevante viene determinato secondo le regole fiscali e previdenziali applicabili, considerando i componenti positivi e negativi dell’attività.

Ad esempio, ipotizzando ricavi di €80.000 e costi fiscalmente rilevanti di €25.000, il reddito d’impresa sarebbe pari a €55.000, prima di eventuali ulteriori rettifiche.

È questo reddito, e non l’intero fatturato, che costituisce il punto di partenza per il calcolo contributivo.

Esempio di calcolo INPS 2026 per un commerciante

Vediamo un esempio pratico riferito a Marco, titolare di un eCommerce in regime forfettario.

Ipotizziamo:

  • Ricavi annui €55.000.
  • Coefficiente di redditività 40%.
  • Iscrizione alla Gestione Commercianti per l’intero 2026.
  • Aliquota contributiva ordinaria 24,48%.
  • Assenza di riduzioni contributive.

1. Calcolo del reddito forfettario

€55.000 × 40% = €22.000.

2. Calcolo del reddito eccedente il minimale

€22.000 − €18.808 = €3.192.

3. Calcolo dei contributi variabili

€3.192 × 24,48% = €781,40.

4. Calcolo dei contributi complessivi

VoceImporto
Contributi minimi ordinari€4.611,64
Contributi sul reddito eccedente€781,40
Totale contributi INPS 2026€5.393,04

In questo esempio Marco deve quindi prevedere circa €5.393 di contributi previdenziali riferiti al reddito 2026.

Attenzione: questo importo non comprende l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Inoltre, i versamenti effettivi possono comprendere saldi e acconti riferiti ad annualità differenti.

Per una prima simulazione fiscale puoi utilizzare il nostro simulatore delle imposte nel regime forfettario.

Quando si pagano i contributi INPS artigiani e commercianti?

I contributi minimi vengono generalmente versati mediante modello F24 in quattro rate annuali.

Scadenze contributi INPS fissi 2026

RataScadenza
Prima rata18 maggio 2026
Seconda rata20 agosto 2026
Terza rata17 novembre 2026
Quarta rata16 febbraio 2027

Le date sono quelle riportate nella scheda informativa INPS aggiornata per gli artigiani. È comunque opportuno verificare eventuali comunicazioni successive e i modelli disponibili nel Cassetto previdenziale.

Gli eventuali contributi sul reddito eccedente il minimale vengono versati attraverso il meccanismo del saldo e degli acconti, alle scadenze previste per le imposte sui redditi.

Per comprendere meglio il funzionamento dei versamenti puoi leggere il nostro approfondimento su saldo e acconto delle imposte e dei contributi.

Contributi INPS Gestione Separata 2026: quanto si paga?

La Gestione Separata INPS riguarda, tra gli altri, i liberi professionisti che esercitano un’attività abituale senza essere soggetti a una Cassa previdenziale autonoma.

Possono rientrare in questa categoria, in presenza dei relativi requisiti, figure come copywriter, consulenti di marketing, grafici freelance e altri professionisti.

A differenza delle Gestioni Artigiani e Commercianti, i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata non hanno generalmente contributi fissi minimi da versare indipendentemente dal reddito.

I contributi sono infatti calcolati applicando un’aliquota al reddito professionale imponibile.

Aliquote Gestione Separata INPS 2026

La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 ha confermato le aliquote contributive applicabili ai professionisti.

CategoriaAliquota 2026
Professionisti senza altra previdenza obbligatoria e non pensionati26,07%
Professionisti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria o pensionati24%

L’aliquota del 26,07% comprende la componente pensionistica del 25% e le aliquote aggiuntive previste per le tutele previdenziali e assistenziali, compreso il finanziamento dell’ISCRO.

Per approfondire puoi consultare la nostra guida alla Gestione Separata INPS e l’articolo dedicato alle aliquote della Gestione Separata 2026.

Esempio di calcolo INPS Gestione Separata 2026

Consideriamo Elena, una copywriter freelance che applica il regime forfettario.

Ipotizziamo:

  • Compensi annui €25.000.
  • Coefficiente di redditività 78%.
  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS.
  • Assenza di altra copertura previdenziale obbligatoria.
  • Aliquota contributiva 26,07%.

1. Calcolo del reddito professionale

€25.000 × 78% = €19.500.

2. Calcolo dei contributi INPS

€19.500 × 26,07% = €5.083,65.

Elena dovrà quindi considerare contributi previdenziali annui pari a €5.083,65, sulla base delle ipotesi indicate.

L’importo è distinto dall’imposta sostitutiva del regime forfettario, che viene calcolata secondo le regole fiscali applicabili.

Per approfondire la tassazione puoi leggere anche il nostro articolo sul regime forfettario al 5% o al 15%.

Rivalsa INPS del 4% in fattura: come funziona?

I professionisti iscritti alla Gestione Separata possono generalmente addebitare al cliente una rivalsa previdenziale del 4% sui compensi.

La rivalsa è facoltativa e non costituisce un contributo previdenziale aggiuntivo versato direttamente dal cliente all’INPS.

Il professionista resta infatti responsabile del pagamento dei contributi complessivamente dovuti.

Inoltre, l’importo della rivalsa concorre generalmente alla formazione del compenso professionale e deve essere considerato nel calcolo fiscale e previdenziale secondo le regole applicabili.

Per capire quando applicarla e come esporla correttamente nella fattura, leggi il nostro approfondimento su come richiedere la rivalsa INPS del 4% in fattura.

Quando si pagano i contributi INPS Gestione Separata?

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata versano generalmente i contributi tramite modello F24, secondo il meccanismo del saldo e degli acconti.

In particolare:

  • Il saldo dell’anno precedente e il primo acconto vengono versati alle scadenze previste per le imposte sui redditi.
  • Il secondo acconto viene generalmente versato entro il termine previsto per novembre.

Per il 2026, le istruzioni relative al saldo 2025 e agli acconti 2026 sono contenute nella circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026.

È importante distinguere l’anno al quale si riferiscono i contributi dall’anno nel quale vengono materialmente versati.

La Gestione Separata prevede inoltre un minimale di reddito rilevante per l’accredito dell’intero anno contributivo. Tale minimale non equivale però a un contributo fisso obbligatorio in assenza di reddito.

Agevolazioni INPS per chi ha una Partita IVA

Le agevolazioni contributive dipendono dalla gestione previdenziale e dalla situazione del contribuente.

Riduzione INPS del 35% per il regime forfettario

Gli artigiani e commercianti che applicano il regime forfettario possono richiedere, se rispettano i requisiti, una riduzione del 35% della contribuzione previdenziale agevolabile.

Lo sconto riguarda la componente contributiva prevista dalla normativa, compresa quella sul reddito eccedente il minimale.

La riduzione non è automatica e deve essere richiesta all’INPS.

Occorre inoltre considerare che versare contributi ridotti può incidere sull’accredito dei periodi assicurativi e sul montante pensionistico.

Per conoscere requisiti, importi e modalità della domanda leggi la nostra guida ai contributi INPS forfettari e alla riduzione del 35%.

Agevolazione contributiva del 50% per le nuove iscrizioni del 2025

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una specifica riduzione contributiva del 50% per determinate nuove iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti effettuate nel corso del 2025.

La misura, soggetta a requisiti e condizioni specifiche, non riguarda esclusivamente i commercianti.

Il beneficio può continuare a produrre effetti nel 2026 per chi ne ha acquisito il diritto, secondo la durata prevista dalla normativa.

Attenzione: non si tratta di un’agevolazione automaticamente riconosciuta a tutte le nuove Partite IVA aperte nel 2026 e non è cumulabile con altre riduzioni contributive incompatibili.

Riduzione contributiva per pensionati ultrasessantacinquenni

Per gli artigiani e commercianti con più di 65 anni, già pensionati presso le gestioni INPS interessate e in possesso dei requisiti, può essere prevista una riduzione del 50% della contribuzione.

La possibilità di applicarla deve essere verificata in relazione alla posizione previdenziale individuale.

Partita IVA e lavoro dipendente: si pagano due volte i contributi INPS?

Una delle domande più frequenti riguarda chi lavora come dipendente e contemporaneamente vuole aprire una Partita IVA.

Non esiste un esonero INPS automatico valido per tutti i lavoratori dipendenti che aprono una Partita IVA.

La risposta dipende dalla gestione previdenziale interessata e dall’attività concretamente svolta.

Dipendente e attività artigianale o commerciale

Per chi svolge contemporaneamente un lavoro dipendente e un’attività artigianale o commerciale, occorre verificare se ricorrono i presupposti per l’iscrizione alla gestione autonoma.

In alcune situazioni, il lavoro dipendente a tempo pieno e prevalente può assumere rilievo ai fini della valutazione dell’obbligo contributivo, ma non determina automaticamente un esonero generalizzato.

Devono essere esaminati il tempo dedicato alle attività, la partecipazione personale al lavoro d’impresa e gli altri requisiti previsti.

Dipendente e libera professione in Gestione Separata

Se il lavoratore dipendente esercita anche un’attività professionale soggetta alla Gestione Separata, i contributi su tale attività possono comunque essere dovuti.

Per il 2026, ai professionisti già assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria si applica generalmente l’aliquota del 24%, quando ricorrono i relativi presupposti.

Prima di aprire una Partita IVA è quindi consigliabile verificare l’inquadramento previdenziale complessivo.

Contributi INPS con Partita IVA e fatturato zero

Se non fatturi nulla, devi comunque pagare l’INPS?

La risposta cambia in base alla gestione.

Gestione previdenzialeContributi con reddito zero
Artigiani INPSGeneralmente dovuti i contributi minimi, salvo eccezioni o agevolazioni.
Commercianti INPSGeneralmente dovuti i contributi minimi, salvo eccezioni o agevolazioni.
Gestione Separata professionistiGeneralmente non dovuti in assenza di reddito professionale imponibile.
Casse professionali autonomeDipende dalle regole della singola Cassa.

Questo è uno degli aspetti più importanti da valutare quando si decide se aprire una Partita IVA.

Per approfondire tutti gli oneri annuali consulta la nostra guida su quanto costa mantenere una Partita IVA.

I contributi INPS sono deducibili dalle tasse?

I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati possono generalmente essere dedotti secondo le regole previste dal regime fiscale applicato.

Nel regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono il reddito sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

È però importante distinguere:

  • Il reddito rilevante per il calcolo dei contributi previdenziali.
  • Il reddito imponibile fiscale sul quale si calcolano le imposte.

Le due basi di calcolo non coincidono necessariamente.

Per approfondire leggi il nostro articolo sui contributi INPS deducibili nel regime forfettario.

Domande frequenti sui contributi INPS Partita IVA

Quanto si paga di INPS con Partita IVA nel 2026?

Dipende dalla gestione previdenziale. Gli artigiani pagano generalmente contributi minimi ordinari di €4.521,36 annui e i commercianti €4.611,64, oltre agli eventuali contributi sul reddito eccedente il minimale. I professionisti in Gestione Separata pagano invece una percentuale del reddito.

Qual è l’aliquota INPS Gestione Separata nel 2026?

Per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionati è pari al 26,07%. Per i professionisti già assicurati presso altra previdenza obbligatoria o pensionati è generalmente pari al 24%.

Con Partita IVA forfettaria si pagano meno contributi INPS?

Non automaticamente. Gli artigiani e commercianti forfettari possono però richiedere, se rispettano i requisiti, una riduzione del 35% della contribuzione agevolabile.

Se apro una Partita IVA e non fatturo, devo pagare l’INPS?

Gli artigiani e commercianti possono dover pagare i contributi minimi anche con fatturato zero. I professionisti iscritti alla Gestione Separata non hanno generalmente un contributo fisso obbligatorio indipendente dal reddito.

Se lavoro come dipendente devo pagare anche l’INPS della Partita IVA?

Dipende dall’attività e dalla gestione previdenziale. Non esiste un esonero automatico generalizzato. Per i professionisti in Gestione Separata già assicurati presso altra previdenza obbligatoria può applicarsi l’aliquota ridotta del 24%.

Posso addebitare il 4% INPS al cliente?

I professionisti iscritti alla Gestione Separata possono generalmente esercitare la rivalsa facoltativa del 4% sui compensi. La rivalsa non elimina l’obbligo personale di versare i contributi previdenziali.

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Prima di avviare un’attività è fondamentale verificare quale gestione previdenziale si applica, quali contributi dovrai pagare e se puoi accedere ad agevolazioni.

Con Il Commercialista Online puoi ricevere assistenza per:

  • Verificare il regime fiscale più adatto.
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2 risposte

  1. vorrei avere un chiarimento: in caso di inizio attività infra anno. Poichè sappiamo che i contributi (sia commercianti che artigiani) si pagano con cadenza trimestrale, l’INPS come procede per il calcolo del rateo del trimestre in considerazione della data di inizio attività? Es. conteggio viene eseguito a giorni effettivi oppure si considera il mese intero se l’inizio dell’attività è superiore al giorno 15 del mese? Grazie per la risposta.

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