CONTRIBUENTI MINIMIChi sono i “contribuenti minimi”?

Dal 1 gennaio 2012, e fino al 31 dicembre 2015, per coloro che iniziavano una nuova attività potevano adottare il nuovo regime per i contribuenti minimi, denominato “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27 c. 1° 2 del D.L. 98/2011”, e ferme restando tutte le regole stabilite dall’art.1, c.96 del D.L. 244/2007, i soggetti beneficiari rientravano nel nuovo regime agevolato solamente in presenza di determinati requisiti.

Vediamo nel dettaglio quali sono.

Imprese individuali e professionisti singoli che:

  1. nell’anno precedente:
    • hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro;
    • non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto);
    • non hanno effettuato cessioni all’esportazione;
    • non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro.
  2. non hanno esercitato nel triennio precedente l’inizio dell’attività,  attività  artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  3. esercitano un’attività nuova, non trattandosi di prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo : la mera prosecuzione con esclusione della pratica professionale. Il regime è usufruibile tuttavia dai soggetti che si trovano in condizioni di disoccupazione o di mobilità, purché possano dimostrare che tale situazione non è dipendente dalla propria volontà (Provvedimento 185820/2011);
  4. nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali ad uso promiscuo vengono considerati al 50 per cento del costo di acquisto).
  5. iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre 2008 il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000).

CONTRIBUENTI MINIMIChi non è un “contribuente minimo”!

Non possono essere considerati contribuenti minimi:

  1. Le imprese individuali e i professionisti singoli che nell’anno precedente:
    • hanno conseguito ricavi o compensi superiori a 30.000 euro;
    • hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto);
    • hanno effettuato cessioni all’esportazione;
    • hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro.
  2. Le imprese individuali e i professionisti singoli che nel triennio precedente hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro.

Inoltre non possono essere contribuenti minimi:

  • coloro che si avvalgono di regimi speciali Iva;
  • i non residenti;
  • chi in via esclusiva o prevalente effettua attività di cessioni di immobili (fabbricati e terreni edificabili) e di mezzi di trasporto nuovi;
  • chi, contestualmente, partecipa a società di persone, associazioni professionali o a società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale.

IMPOSTA SOSTITUTIVA

In luogo dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali è dovuta un’imposta sostitutiva del 5% per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.

Il reddito si determina applicando il principio di cassa, il che comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali. Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali. E’ ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti. Le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione dal reddito conseguito nei periodi d’imposta seguenti, ma non oltre il quinto.

Le semplificazioni fiscali e contabili

Rilevanti sono le agevolazioni ai fini IVA, ad iniziare da tutti gli esoneri connessi alle liquidazioni e versamenti dell’imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dal D.P.R. 633/72, pertanto il contribuente minimo:

  • emette fattura senza IVA (con la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art.1, comma 100, L. n. 244/2007 come modificata dalDL 98/2011) e non è tenuto alla registrazione delle stesse; viceversa si ritiene corretto che il soggetto in contabilità ordinaria acquirente indichi, nei propri registri IVA, che l’acquisto è stato effettuato da un contribuente minimo, registrando la corrispondente fattura con l’annotazione che trattasi di “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008 come modificata dal DL 98/2011”.
  • non è tenuto alla registrazione dei corrispettivi
  • non registra le fatture di acquisto
  • è esonerato dalla presentazione della dichiarazione IVA e della comunicazione dati IVA.

Permangono tuttavia i seguenti adempimenti:

  • obbligo di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali
  • obbligo di certificazione dei corrispettivi
  • obbligo di integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari e per tutte quelle operazioni che prevedono il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), con conseguente obbligo di versare l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo
  • obbligo di presentare gli elenchi Intrastat.

In corrispondenza all’esonero delle operazioni attive dal campo di applicazione dell’IVA, è prevista, di converso, l’impossibilità di rivalsa con addebito sui propri clienti, ed una indetraibilità soggettiva assoluta dell’imposta pagata sugli acquisti, anche intracomunitari e sulle importazioni (in tal modo l’IVA pagata si trasforma in un costo deducibile dal reddito).

L’indetraibilià soggettiva dell’imposta sugli acquisti comporta che, nonostante il contribuente minimo sia esonerato dagli obblighi di versamento dell’IVA nei confronti dell’Erario, in caso di operazioni soggette ad inversione contabile (cosiddetto “reverse charge”), in cui il debitore d’imposta è il cessionario in luogo del cedente, egli debba comunque integrare e versare l’IVA relativa. Il diritto di rivalsa non è ammesso neanche sulle cessioni intracomunitarie, venendosi così a modificare l’art. 41 del D.L. 331/1993: infatti le cessioni di beni operate verso un soggetto residente in altro Stato membro dell’Unione Europea, sono considerate non come cessioni intracomunitarie, bensì cessioni interne senza il diritto alla rivalsa (la relativa indicazione in fattura sarà: “non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’art. 41, c. 2-bis, D.L. 331/1993”)

E’ importante rimarcare che, in relazione all’attività svolta, i contribuenti minimi sono comunque soggetti passivi ai fini IVA anche se non hanno l’obbligo di addebitare l’imposta in fattura, e sono tenuti a richiedere l’attribuzione del numero di partita IVA all’inizio dell’attività e al rispetto di determinati obblighi formali, seppure limitati alla certificazione dei corrispettivi ed alla conservazione dei documenti di spesa.

Non essendo soggette all’imposta sul valore aggiunto, le fatture dei minimi devono essere integrate dall’imposta di bollo, qualora l’importo delle stesse sia superiore ad euro 77,47.

I vantaggi ai fini delle imposte sul reddito sono i seguenti:

  • esonero dalla tenuta delle scritture contabili anche ai fini delle imposte sul reddito
  • esclusione dagli studi di settore e dai parametri
  • esonero dalla presentazione del nuovo elenco clienti/fornitori di cui al DL 78/2010 (Spesometro)
  • esonero dal pagamento e determinazione dell’IRAP, e conseguente esonero dall’obbligo di dichiarazione IRAP
  • assoggettamento ad una imposta sostitutiva del 5% sul reddito determinato secondo il principio di cassa, in luogo delle ordinarie aliquote di imposta per IRPEF, e per addizionali regionali e comunali.

Permangono invece i seguenti obblighi:

  • conservazione dei documenti ricevuti ed emessi (ex art. 22 D.P.R. 600/73)
  • presentazione della dichiarazione dei redditi con compilazione del relativo quadro CM.

Quando cessa?

  • Dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo una delle condizioni richieste ovvero si realizza una delle condizioni di esclusione.
  • Dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di 45 mila euro. In quest’ultimo caso si ha l’obbligo di versare l’Iva mediante scorporo dai corrispettivi documentati dall’inizio del periodo di imposta.

L’opzione per il regime ordinario

I contribuenti considerati “minimi” possono comunque scegliere di applicare l’Iva e le imposte sui redditi nei modi ordinari. L’opzione, valida per almeno 3 anni, deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Dopo tre anni, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione del regime normale. L’opzione comunicata per il 2008 può essere revocata con effetto dal periodo d’imposta successivo.