Multiattività Regime Forfettario. Tutte le informazioni per il calcolo dei ricavi

Multiattività Regime Forfettario
 
(Last Updated On: 5 Aprile 2019)

La Multiattività è un modello abbastanza diffuso da spingerci a esaminare le varie opportunità per chi apre Partita IVA, compreso chi opera in regime forfettario.

Spesso, quando si apre partita IVA, ci viene chiesto se è possibile svolgere due attività con la stessa partita IVA, se è possibile aprire una partita IVA con diversi codici ATECO e come funziona in tal caso il regime forfettario. In questi casi si parla di multiattività regime forfettari

Abbiamo già affrontato l’argomento in un altro post Partita IVA: ecco come svolgere due attività diverse”. In questo analizziamo come si determina il limite di fatturato nelle partite IVA in regime forfettario con più attività.

Per maggiori approfondimenti sui requisiti e sulle modalità di funzionamento del Regime Forfettario consultare la nostra guida: APRIRE PARTITA IVA AGEVOLATA.

Di seguito analizziamo i limiti da rispettare per operare in multiattività nel regime forfettario e le conseguenze in caso di superamento dei ricavi massimi consentiti.

Soggetti in multiattività regime forfettario

In sede di apertura della partita IVA occorre indicare l’attività che si intende esercitare indicando il codice ATECO appropriato. Può accadere che un soggetto voglia svolgere più di un’attività come ad esempio il caso di un artigiano che apre un eCommerce. In questo per ogni attività occorrerà indicare uno specifico codice attività. Anche per coloro che adottano il regime forfettario è possibile avere una partita IVA in multiattività. Tuttavia, vi sono delle regole particolari da rispettare per:

  • verificare il limite annuo dei ricavi da non superare per la permanenza nel regime;
  • determinare il reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva, ai fini delle imposte dirette.

Vediamo, quindi, in dettaglio, le regole che riguardano la permanenza in caso di multiattività regime forfettario.

Limite di ricavi e compensi per soggetti in multiattività regime forfettario

A partire dal 2019 il limite di ricavi e compensi che un soggetto che opera in Regime Forfettario può percepire è stato uniformato per tutti i codici ATECO e aumentato a € 65.000. Il citato limite, nel primo anno di attività, deve essere rapportato ad anno.

Nel periodo dal 2015 al 2018, i limiti erano invece differenziati a seconda del codice attività ATECO utilizzato dal titolare di partita IVA. La variazione del limite massimo di compensi non ha modificato i coefficienti di redditività associati a ciascun codice ATECO.

A partire dal 2019 per l’esercizio di Multiattività in Regime Forfettario occorre rispettare il limite massimo di compensi / ricavi pari a € 65.000 per tutte le attività complessivamente esercitate.

Di seguito si riporta l’elenco dei limiti di reddito, ricavi / fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento:

Settore di di attivitàSoglia dei ricavi/compensiCoefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande€ 65.00040%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio€ 65.00040%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande€ 65.00040%
Commercio ambulante di altri prodotti€ 65.00054%
Costruzioni e attività immobiliari€ 65.00086%
Intermediari del commercio€ 65.00062%
Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione€ 65.00040%
Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi€ 65.00078%
Altre attività economiche€ 65.00067%

Come verificare i ricavi massimi in Multiattività regime forfettario

Un soggetto che svolge diverse attività e adotta il regime forfettario è tenuto a verificare la permanenza nel regime agevolato. E quindi deve verificare che l’ammontare complessivo di ricavi e compensi incassati nell’anno complessivamente, per tutte le attività esercitate non superi la soglia massima di € 65.000.

La multiattività è possibile anche in caso di attività escluse dal Regime Forfettario?

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda soggetti che svolgono più attività diverse, di cui una delle due è compresa tra quelle per cui è precluso il Regime Forfettario.

ESEMPIO PRATICO – Un architetto che adotta il regime forfettario e che voglia avviare una seconda attività agricola. Tuttavia, come noto, per l’attività agricola, quando supera il regime di esonero, non è possibile applicare il regime forfettario. Di conseguenza, in tal caso, l’architetto non potrà adottare il regime forfettario neanche per l’attività di architettura.

Quindi, l’esercizio di due attività di cui una esclusa dall’applicazione del regime forfettario, preclude l’agevolazione anche per l’altra attività.

Regime forfettario e superamento dei ricavi in corso d’anno

Nel regime dei minimi, quando i ricavi / compensi percepiti nell’anno erano superiori a € 45.000, l’esclusione era immediata e avveniva in corso d’anno; inoltre, il contribuente minimo era obbligato a regolarizzare la propria posizione versando l’IVA relativa a tutte le operazioni effettuate nell’anno con il regime dei minimi e per le quali non aveva applicato l’imposta.

Nel Regime Forfettario il superamento limite dei ricavi / compensi oltre la soglia di € 65.000 comporta l’uscita dall’anno successivo. Questo anche quando la soglia dei ricavi incassati sia superiore al 50% dei ricavi consentiti. Per approfondire il funzionamento consultare il nostro post L’uscita dal Regime Forfettario.

Quando viene meno l’applicazione del regime forfettario, il titolare di partita IVA sarà soggetto ad ulteriori adempimenti. Come, ad esempio, l’addebito IVA, la Fattura Elettronica, la tenuta dei registri contabili, l’esterometro oltre all’applicazione dell’IRAP. Tutti adempimenti non previsti nel regime forfettario.

Determinazione del reddito partita IVA in Multiattività

In caso di esercizio di multiattività, vediamo come si determina il reddito da tassare nel regime forfettario e come compilare il quadro LM.

Nel quadro LM del modello Unico il contribuente deve indicare tutte le attività esercitate inserendo in ogni riga il codice ATECO di ciascuna delle attività svolte precisando per ogni attività il relativo fatturato conseguito. Ma occorre distinguere tra:

  • attività dello stesso settore: occorre compilare un solo rigo, indicando il codice ATECO dell’attività principale e il totale di tutti i ricavi / compensi percepiti. In tal caso, i diversi codici ATECO, appartenendo allo stesso settore, hanno tutti lo stesso coefficiente di redditività.
  • attività di settori diversi – in questi casi deve essere compilato un rigo per ciascun gruppo di settore. Infatti, ai diversi codici ATECO corrisponderà un diverso coefficiente di redditività (ad esempio il caso di un professionista che è anche commerciante dovrà compilare due righe indicando per ciascuna riga i ricavi corrispondenti ai due codici ATECO professionista + commerciante. A ciascuna riga sarà applicato il diverso coefficiente di redditività).

Dal quadro LM, a prescindere dalle righe compilate, risulterà il reddito imponibile al quale applicare l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Conclusioni

Prima di avviare una partita IVA in regime forfettario in caso di Multiattività è sempre consigliabile valutare eventuali cause di inapplicabilità di un codice attività con il Regime Forfettario e stimare il volume di ricavi massimi che si prevede di percepire.


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