Quanto costa aprire una Partita IVA nel 2026? Come si apre online? Quali documenti servono e quali spese bisogna sostenere ogni anno?
Se stai pensando di iniziare a lavorare in proprio, queste sono probabilmente le prime domande che ti stai ponendo.
La buona notizia è che aprire una Partita IVA può essere gratuito. Tuttavia, i costi e gli adempimenti cambiano a seconda dell’attività che intendi svolgere, della forma giuridica scelta e del regime fiscale applicabile.
In questa guida aggiornata al 2026 scoprirai:
- Quanto costa aprire una Partita IVA come libero professionista o ditta individuale.
- Come aprire una Partita IVA online e quali documenti servono.
- Quali sono i costi annuali, le tasse e i contributi INPS.
- Come funziona il regime forfettario.
- Cosa succede se apri una Partita IVA e non fatturi nulla.
Aprire una Partita IVA: quanto costa davvero?
Il costo di apertura della Partita IVA dipende principalmente dal tipo di attività.
Per un libero professionista non soggetto all’iscrizione al Registro delle Imprese, l’attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate è gratuita.
Per una ditta individuale artigiana o commerciale, invece, possono essere dovuti diritti di segreteria, imposta di bollo, diritto camerale annuale e altri costi collegati all’avvio dell’attività.
| Tipologia di attività | Costi iniziali |
|---|---|
| Libero professionista senza albo | Apertura gratuita presso l’Agenzia delle Entrate |
| Professionista iscritto a un ordine | Apertura gratuita presso l’Agenzia delle Entrate, oltre agli eventuali costi dell’ordine |
| Ditta individuale commerciale | Diritti camerali, bollo ed eventuali altri adempimenti |
| Ditta individuale artigiana | Diritti camerali, bollo ed eventuali autorizzazioni |
| Attività soggetta a SCIA | Eventuali diritti e oneri amministrativi, variabili secondo l’attività e il Comune |
Attenzione: il costo di apertura è diverso dal costo di mantenimento della Partita IVA. Anche quando l’apertura è gratuita, possono essere dovuti contributi previdenziali, imposte e compensi per la gestione contabile.
1. Quanto costa aprire la Partita IVA come libero professionista?
Se vuoi lavorare come consulente, programmatore, designer, traduttore o svolgere un’altra attività professionale, generalmente puoi aprire la Partita IVA senza sostenere costi amministrativi presso l’Agenzia delle Entrate.
La procedura prevede la presentazione del modello AA9/12, nel quale devono essere indicati i dati personali, l’attività esercitata, il codice ATECO e il regime fiscale.
Occorre inoltre verificare l’inquadramento previdenziale.
I professionisti senza una cassa previdenziale di categoria sono generalmente tenuti all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Chi esercita una professione ordinistica deve invece verificare gli obblighi previsti dalla propria cassa professionale.
La scelta del codice ATECO e dell’inquadramento previdenziale è particolarmente importante perché può incidere sulle imposte e sui contributi dovuti.
2. Quanto costa aprire una Partita IVA come ditta individuale?
Se intendi avviare un’attività commerciale, artigianale o un e-commerce, generalmente devi effettuare ulteriori adempimenti rispetto a quelli previsti per un libero professionista.
Tra questi possono rientrare:
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.
- Iscrizione alla gestione INPS Artigiani o Commercianti, quando dovuta.
- Iscrizione all’INAIL, se prevista per l’attività.
- Presentazione della SCIA al SUAP del Comune, quando necessaria.
- Richiesta di autorizzazioni specifiche.
Per l’iscrizione al Registro delle Imprese possono essere dovuti diritti di segreteria e imposta di bollo. Il diritto camerale annuale dipende dalla tipologia di impresa e dalla Camera di Commercio competente.
Prima dell’apertura è quindi opportuno verificare tutte le spese amministrative applicabili alla propria attività.
Con Il Commercialista Online le pratiche di apertura e avvio della ditta individuale sono comprese nel servizio di gestione contabile, mentre restano a carico del cliente gli eventuali diritti e oneri dovuti agli enti.
Approfondisci la guida alla ditta individuale
Come aprire la Partita IVA: la procedura
Aprire una Partita IVA significa comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio di un’attività economica svolta abitualmente.
La dichiarazione di inizio attività deve essere presentata entro 30 giorni dall’effettivo inizio dell’attività, secondo le modalità previste per la tipologia di contribuente.
Vediamo i passaggi principali.
1. Individuare l’attività da svolgere
Il primo passaggio consiste nel definire con precisione l’attività che intendi esercitare.
Devi capire se si tratta di un’attività professionale, commerciale o artigianale e verificare l’eventuale necessità di iscrizioni, autorizzazioni o requisiti professionali.
Questa valutazione permette anche di distinguere tra libero professionista e impresa individuale.
Libero professionista o ditta individuale: quale scegliere?
2. Scegliere il codice ATECO
Il codice ATECO identifica l’attività economica esercitata.
Nel 2026 occorre fare riferimento alla classificazione ATECO 2025, operativa dal 1° aprile 2025.
La scelta del codice ATECO deve rispecchiare l’attività effettivamente svolta e può incidere su diversi aspetti, tra cui il coefficiente di redditività nel regime forfettario e gli obblighi amministrativi e previdenziali.
Non è quindi consigliabile scegliere un codice ATECO soltanto perché apparentemente più conveniente dal punto di vista fiscale.
3. Scegliere il regime fiscale
Prima di aprire la Partita IVA è necessario verificare quale regime fiscale sia applicabile.
Le principali possibilità per una persona fisica sono il regime forfettario e il regime ordinario, con eventuale contabilità semplificata quando ne ricorrono i requisiti.
Il regime forfettario può risultare conveniente per chi ha costi contenuti, mentre il regime ordinario può essere più adatto ad attività con investimenti o spese rilevanti.
La scelta deve essere effettuata considerando il fatturato previsto, i costi, la situazione personale e le eventuali cause di esclusione.
4. Presentare la dichiarazione di inizio attività
Per le persone fisiche si utilizza generalmente il modello AA9/12.
La comunicazione può essere presentata direttamente all’Agenzia delle Entrate attraverso i canali disponibili oppure tramite un intermediario abilitato.
Per le imprese soggette all’iscrizione al Registro delle Imprese, gli adempimenti di avvio sono generalmente effettuati tramite Comunicazione Unica.
5. Completare gli adempimenti previdenziali e amministrativi
Dopo l’apertura possono essere necessarie ulteriori operazioni, tra cui:
- Iscrizione all’INPS o alla cassa professionale.
- Eventuale iscrizione all’INAIL.
- Attivazione della PEC, quando obbligatoria.
- Iscrizione alla Camera di Commercio.
- Presentazione della SCIA.
- Attivazione di un sistema per la fatturazione elettronica.
Gli adempimenti effettivi dipendono dall’attività svolta.
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Per chi preferisce un approccio moderno, è possibile aprire la Partita IVA anche online. Scopriamo come.
Come aprire una Partita IVA online?
Oggi è possibile gestire l’apertura della Partita IVA completamente a distanza, senza recarsi fisicamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.
Per i liberi professionisti è possibile presentare telematicamente la dichiarazione di inizio attività attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate, quando disponibili per la propria posizione, oppure tramite un intermediario abilitato.
Dopo l’invio, riceverai il certificato di attribuzione della Partita IVA, documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Per le ditte individuali soggette all’iscrizione al Registro delle Imprese si utilizza generalmente la procedura telematica di Comunicazione Unica.
Affidandoti a un commercialista online puoi delegare la gestione degli adempimenti e ricevere assistenza nella scelta del codice ATECO, del regime fiscale e dell’inquadramento previdenziale.
Quali documenti servono per aprire la Partita IVA?
Generalmente occorrono:
- Documento di identità in corso di validità.
- Codice fiscale.
- Indirizzo di residenza e domicilio fiscale.
- Descrizione dell’attività da svolgere.
- Data prevista di inizio attività.
- Eventuali informazioni sulla sede operativa.
- Ulteriore documentazione necessaria per attività regolamentate o soggette ad autorizzazione.
In presenza di situazioni particolari, come residenza all’estero, attività regolamentate o partecipazioni societarie, possono essere richiesti documenti aggiuntivi.
Leggi la guida completa su come aprire la Partita IVA
Come aprire una Partita IVA comunitaria?
Se intendi effettuare operazioni con soggetti economici stabiliti in altri Paesi dell’Unione europea, potrebbe essere necessaria l’iscrizione al VIES.
Il VIES è il sistema che permette di verificare le partite IVA abilitate alle operazioni intracomunitarie.
L’inclusione può essere richiesta al momento dell’apertura della Partita IVA oppure successivamente.
L’iscrizione al VIES non significa che tutte le operazioni intracomunitarie siano automaticamente esenti da IVA: il trattamento fiscale dipende dalla natura dell’operazione e dalle condizioni previste dalla normativa.
Approfondisci come funziona la Partita IVA comunitaria
Quanto costa aprire una Partita IVA nel 2026?
Il costo iniziale di una Partita IVA può essere nullo per un libero professionista, mentre per una ditta individuale possono essere previsti diritti e oneri amministrativi.
Tuttavia, prima di iniziare è fondamentale valutare anche le spese ricorrenti.
Il costo annuale della Partita IVA dipende da:
- Regime fiscale.
- Reddito prodotto.
- Inquadramento previdenziale.
- Tipo di attività.
- Eventuali costi amministrativi.
- Compenso per la gestione contabile e fiscale.
Non esiste quindi un costo fisso valido per tutte le partite IVA.
Conviene aprire Partita IVA?
Aprire una Partita IVA può essere conveniente quando si intende svolgere un’attività autonoma in modo abituale e si dispone di prospettive economiche sostenibili.
Prima di iniziare, però, è importante stimare il reddito netto che rimarrà dopo imposte, contributi e costi dell’attività.
Un esempio pratico
Immaginiamo un consulente informatico che preveda di incassare 30.000 euro all’anno.
Per conoscere quanto gli rimarrà effettivamente occorre verificare:
- Il regime fiscale applicabile.
- Il coefficiente di redditività.
- L’aliquota dell’imposta sostitutiva, se forfettario.
- I contributi previdenziali.
- Le eventuali spese di gestione.
Un commerciante con lo stesso fatturato potrebbe avere una situazione completamente diversa, a causa degli acquisti di merce e degli obblighi previdenziali.
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Se hai i requisiti per il regime forfettario, puoi effettuare una prima simulazione delle imposte e dei contributi con il nostro strumento gratuito.
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Partita IVA: quanto si paga ogni anno?
I principali costi annuali sono rappresentati dalle imposte sul reddito, dai contributi previdenziali e dalle spese di gestione.
Le tasse nel regime forfettario
Nel 2026 il regime forfettario prevede una soglia ordinaria di ricavi o compensi fino a 85.000 euro annui, in presenza degli altri requisiti previsti dalla normativa.
Il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo analiticamente tutte le spese sostenute.
Si applica invece ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività che varia in base all’attività esercitata.
Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole del regime.
L’imposta sostitutiva è generalmente pari al 15%, ma può essere ridotta al 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni previste per le nuove attività.
Se i ricavi o compensi superano 85.000 euro, ma non 100.000 euro, la fuoriuscita dal regime avviene generalmente dall’anno successivo. Il superamento di 100.000 euro comporta invece la cessazione del regime nello stesso anno, con le conseguenze previste dalla normativa.
Per conoscere tutti i requisiti e le cause di esclusione, consulta la nostra guida al regime forfettario.
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Quanto pagherai di tasse e contributi INPS? E quanto ti rimarrà del fatturato?
Per aiutarti a rispondere a queste domande, Il Commercialista Online mette a disposizione un simulatore gratuito dedicato al regime forfettario.
Utilizzando il calcolatore potrai ottenere una stima delle imposte e dei contributi previdenziali in base ai dati richiesti dallo strumento.
Il simulatore è particolarmente utile se:
- Stai valutando di aprire una nuova Partita IVA.
- Vuoi capire quanto accantonare per tasse e contributi.
- Desideri confrontare diversi livelli di fatturato.
- Vuoi stimare il reddito disponibile dopo gli obblighi fiscali e previdenziali.
Quanto pagherai di tasse con il regime forfettario?
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I risultati della simulazione sono indicativi e non sostituiscono una consulenza fiscale personalizzata. È importante verificare che i parametri utilizzati siano aggiornati e coerenti con la propria posizione.
I contributi INPS per artigiani e commercianti
Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS sono generalmente soggetti a contributi minimi annuali, anche quando il reddito è basso o nullo.
Gli importi dipendono dal minimale contributivo, dalle aliquote e dalle caratteristiche della posizione previdenziale.
I contribuenti in regime forfettario iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti possono richiedere, in presenza dei requisiti, l’applicazione del regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.
La riduzione contributiva del 50% prevista per determinate nuove iscrizioni nel 2025 era invece una misura soggetta a specifici requisiti temporali e non può essere considerata automaticamente applicabile alle nuove iscrizioni del 2026.
I contributi INPS per i liberi professionisti
I liberi professionisti senza una cassa previdenziale autonoma sono generalmente iscritti alla Gestione Separata INPS.
A differenza degli artigiani e commercianti, non è normalmente previsto un contributo minimo fisso annuale.
I contributi sono calcolati sul reddito previdenzialmente rilevante, secondo l’aliquota applicabile alla situazione del professionista.
Per i professionisti iscritti a una cassa di categoria valgono invece le regole previste dal rispettivo ente previdenziale.
Quanto costa il commercialista per una Partita IVA?
Il compenso per la gestione contabile dipende dal regime fiscale, dalla complessità dell’attività e dai servizi inclusi.
Con Il Commercialista Online, la gestione del regime forfettario parte da €400 + IVA all’anno, oppure da €50 + IVA al mese con pagamento trimestrale anticipato.
Affidandoci la gestione contabile e fiscale puoi usufruire dell’apertura gratuita della Partita IVA, salvi gli eventuali oneri amministrativi dovuti agli enti.
Ditta individuale: cosa succede se non fatturo nulla?
Se apri una ditta individuale commerciale o artigiana e non realizzi ricavi, potresti comunque essere tenuto al versamento dei contributi minimi INPS.
Potrebbero inoltre rimanere dovuti il diritto camerale annuale e altri costi amministrativi.
L’assenza di fatturato non comporta automaticamente l’assenza di obblighi fiscali, previdenziali e contabili.
Per questo motivo, prima di avviare un’attività commerciale o artigiana, è importante valutare anche il caso in cui gli incassi iniziali siano inferiori alle aspettative.
Libero professionista: cosa succede se non fatturo nulla?
Per un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS la situazione è generalmente diversa.
In assenza di reddito imponibile non sono normalmente dovuti contributi alla Gestione Separata per quell’attività.
Possono comunque rimanere costi di gestione e obblighi dichiarativi.
Per i professionisti iscritti a una cassa previdenziale di categoria, invece, occorre verificare l’eventuale presenza di contributi minimi obbligatori.
Approfondisci cosa succede se non fatturi nulla
Aprire Partita IVA con lavoro dipendente: è possibile?
In molti casi è possibile aprire una Partita IVA continuando a lavorare come dipendente.
È però necessario verificare eventuali incompatibilità, obblighi di esclusiva e condizioni contrattuali.
Per accedere al regime forfettario occorre inoltre verificare le cause ostative, comprese quelle relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente.
Per il 2026, la soglia prevista dalla disciplina applicabile è pari a 35.000 euro, fatte salve le eccezioni stabilite dalla legge.
Anche l’inquadramento previdenziale può cambiare in presenza di un’attività lavorativa dipendente.
Per approfondire leggi la guida dedicata a Partita IVA e lavoro dipendente.
Quando è obbligatorio aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è generalmente necessaria quando si esercita abitualmente un’attività economica o professionale.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro al di sotto della quale sia sempre possibile lavorare senza Partita IVA.
La soglia di 5.000 euro viene spesso confusa con alcune regole previdenziali relative al lavoro autonomo occasionale.
Il criterio fondamentale per stabilire se occorre aprire la Partita IVA riguarda l’abitualità dell’attività, non soltanto l’importo dei compensi.
Scopri quando è obbligatorio aprire la Partita IVA
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Vuoi aprire una Partita IVA ma non sai quale regime fiscale scegliere o quanto pagherai di tasse e contributi?
Il Commercialista Online ti assiste in tutte le fasi dell’avvio della tua attività, dalla scelta del codice ATECO fino agli adempimenti fiscali e previdenziali.
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Con il nostro servizio puoi:
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- Individuare il corretto inquadramento previdenziale.
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Domande frequenti sull’apertura della Partita IVA
L’attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Per le ditte individuali commerciali e artigiane possono essere previsti diritti camerali, bollo e altri oneri amministrativi.
Non esiste un costo mensile fisso uguale per tutti. Occorre considerare imposte, contributi previdenziali ed eventuali costi di gestione. Gli importi dipendono dal reddito e dall’attività svolta.
Puoi effettuare una prima stima utilizzando il nostro simulatore gratuito delle imposte nel regime forfettario.
Dipende dall’attività e dall’inquadramento previdenziale. Artigiani e commercianti possono essere soggetti a contributi minimi INPS anche senza reddito. I professionisti iscritti alla Gestione Separata, invece, generalmente non versano contributi in assenza di reddito.
Sì. L’apertura può essere gestita telematicamente attraverso i canali disponibili oppure affidandosi a un intermediario abilitato.
L’attribuzione della Partita IVA può avvenire rapidamente quando la documentazione è completa. Le attività soggette ad autorizzazioni, iscrizioni o SCIA possono richiedere tempi aggiuntivi.
Sì, in molti casi. Occorre verificare le eventuali incompatibilità, le condizioni contrattuali e i requisiti per il regime fiscale prescelto.
Non sempre. Tuttavia, il supporto di un commercialista è utile per scegliere correttamente il regime fiscale, il codice ATECO e l’inquadramento previdenziale.
Aprire partita IVA: approfondimenti utili
📌 Attenzione, è fondamentale capire se devi davvero aprire la Partita IVA. Vuoi sapere come lavorare senza Partita IVA in modo legale? Scopri le alternative qui 👉 Lavorare senza Partita IVA: le soluzioni disponibili
🧾 Vuoi approfondire quando è obbligatorio aprire la Partita IVA? Leggi la guida completa qui 👉 Apertura Partita IVA: quando è obbligatoria
📌 La scelta della forma giuridica è fondamentale. Scopri vantaggi e svantaggi di ciascuna opzione ? Ditta Individuale o SRL?.
👉 “Una volta aperta la Partita IVA, è fondamentale considerare anche i costi di gestione: tasse, contributi INPS e spese annuali possono incidere sul tuo reddito. Scopri tutti i dettagli qui 👉 Partita IVA costi di gestione“
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Conclusioni: quanto costa davvero aprire una Partita IVA?
Aprire una Partita IVA nel 2026 può essere gratuito, soprattutto per chi avvia un’attività professionale.
I costi più importanti da valutare, però, sono quelli che dovrai sostenere nel corso dell’anno: imposte, contributi previdenziali e gestione contabile.
Prima di iniziare è quindi fondamentale conoscere il fatturato necessario per rendere sostenibile la tua attività e stimare quanto ti rimarrà dopo le tasse.
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17 risposte
Gentile team di ilcommercialistaonline
buongiorno!
Sono un Italiano AIRE residente in Cina ( per le comunicazioni istantanee vi consiglio di aggiungermi su WhatsAPP al 0039 3518063188) , imprenditore import export con ditta qua in Cina.
Per motivi Business, ho bisogno di aprire ditta in italia che possa ugualmente svolgere attivita’ import export, per caso potete assistere? Si puo’ fare il processo a distanza?
Gentile Luca,
sì, possiamo assisterla completamente a distanza per l’apertura della sua attività in Italia, anche se è residente AIRE in Cina. Seguiamo molti imprenditori all’estero con esigenze di import-export.
Per ricevere assistenza personalizzata, può scriverci o prenotare una consulenza online qui 👉
📅 Consulenza personalizzata Commercialista
A presto!
Il Commercialista Online
Buongiorno,
sono dipendente a tempo pieno indeterminato con reddito > 30 k.
Ho intenzione di aprire p. iva come osteopata animale (con codice ateco 96.09.04).
Posso farlo come ditta individuale? In questo caso come funzionerebbe INAIL, avendo già una posizione aperta per il lavoro dipendente?
Salve Mela, credo si riferisca all’INAIL. Trattandosi di attività professionale occorre iscriversi alla gestione separata dell’INPS e versare i contributi sul reddito di lavoro autonomo.
A disposizione per ulteriori info
Cordialità
Buongiorno,
sono prossimo alla pensione 30.06.2023 anni 65 il 24.5.2023,
vorrei continuare a lavorare come consulente di enti pubblici
( contabilità e paghe ) con incarichi di consulenza , dovrei aprire gestione separata inps e P.I. , che codice ATECO utilizzare? L’attività mi è preclusa essendo pensionato 65enne?
Grazie
salve siamo un asd con codice fiscale vorremmo prendere in gestione il bar dentro l impiaanto sportivo possiamo prenderlo come asd graziue
Salve, Le ho scritto per email. Cordialità
Buongiorno,
percepisco l’Aspi e vorrei aprire la partita iva, ho letto che c’è la possibilità di richiedere tutta la disoccupazione in anticipo per chi apre una partita iva, volevo capire per quanto tempo devo tenere aperta la partita iva per non dover restituire i soldi all’Inps?.
Nel rimanere in attesa di un gentile riscontro in merito saluto cordialmente
Paolo Cheri
Gentile Paolo,
Le spiego brevemente come funziona il nostro servizio utile per rispondere ai suoi dubbi.
In caso di situazioni simili alla Sua offriamo un servizio di consulenza personalizzata direttamente tramite skype o telefono con un esperto per capire quale è la soluzione più appropriata per avviare il Suo business.
La consulenza iniziale è necessaria per capire come effettuare l’inquadramento della sua attività sia dal punto di vista fiscale che contributivo e quindi per ridurre al minimo imposte e contributi.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare esperti che offrono consulenze personalizzate per l’apertura della partita IVA. Tali servizi possono includere sessioni via skype o telefono.
Per maggiori informazioni o per prenotare la consulenza può farlo in questa pagina
https://www.ilcommercialistaonline.it/consulenza-aprire-partita-iva/
Buongiorno,
Sono un lavoratore dipendente con 30 anni di esperienza nel settore funebre e mi piacerebbe fare il consulente Funerario, pratiche per conto delle famiglie e/o aziende, Preparazione delle salme tanatoestetica.
I miei dubbio sono
1) il codice Ateco più idoneo
2 ) se devo necessariamente avere una sede fisica oppure posso farlo da libero professionista.
3) se ho l’obbligo di iscrivermi alla camera di commercio.
4) se rientro nel regime forfettario
Cordiali Saluti
buon pomeriggio,
Sono una chinesiologa e operatrice shiatsu e vorrei aprire la partita Iva ma non riesco a trovare i codici ATECO affini a entrambe le attività, posso sapere quali sono? Inoltre esistono degli Albi specifici per entrambe le attività con relative casse previdenziali? grazie
Cordiali saluti
Salve Laura,
i codici ateco da utilizzare potrebbero essere questi
– 96.09.09 : “ Attività di servizi per la persona n.c.a. (non classificabili altrove) ”
– 96.04.10 : cioè “ Servizi di Centri per il Benessere Fisico ”
Le spiego come funziona il nostro servizio. In caso di situazioni simili alla Sua offriamo un servizio di consulenza personalizzata direttamente tramite skype o telefono con un esperto per capire quale è la soluzione più appropriata per avviare il Suo business.
La consulenza via skype o telefono è della durata di 30 minuti ed ha un costo di euro 47 iva inclusa.
Consideri, che acquistando la consulenza, se decidesse di diventare nostro cliente avrebbe le pratiche di start-up in omaggio e quindi sarebbero gratuite l’apertura della partita IVA, l’iscrizione / attivazione in Camera di Commercio. Pagherebbe solo le spese dovute all’ente.
Se vuole maggiori informazioni o acquistare la consulenza può trovarle in questa pagina
https://www.ilcommercialistaonline.it/consulenza-aprire-partita-iva/
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.
Cordialità
per non perdere il diritto alla pensione di invalidità il reddito non deve superare i 4.500 euro annui, ma devo comprendere anche le 280,00 di invalidità oppure non viene conteggiata nel reddito?
Buongiorno, sto compilando il modello AA9_12 per la dichiarazione di inizio attività e la successiva attribuzione di partita IVA. Ho una perplessità riguardo il Quadro I “Altre informazioni in sede di inizio attività”, dove la classificazione dell’immobile scelto come sede è limitata a P (possesso) o D (detenzione). Avendo io scelto come sede il mio domicilio, che è proprietà di mio padre e non mio, quale lettera dovrei indicare? È prevista la possibilità di lasciare in bianco questo campo?
Grazie per l’attenzione.
Alessandro Giovannini
Buonasera,
proceda all’invio senza compilare il campo altre informazioni in sede di inizio attività.
Cordialità
Sono invalido 80%vorrei ospitare Delle persone nella casa in cui vivo, perché non c’è la faccio a vivere con 298 € visto che le medicine che uso sono tutte a pagamento e alcune con tiket. Come posso fare senza perdere la pensione di invalidità.poi vorrei sapere se basta la ricevuta fiscale senza partita iva.
Gentile Luigi,
per non perdere il diritto alla pensione di invalidità il reddito non deve superare i 4.500 euro annui.
Cordialità