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PARTITA IVA COSTI: Quali posso “scaricare” nel regime forfettario?

Regime forfettario 2026: quali spese si possono scaricare?

SOMMARIO

Hai una Partita IVA in regime forfettario e vuoi sapere se puoi scaricare il computer, il telefono, l’auto o le fatture del commercialista? La risposta è diversa da quella che vale per chi utilizza il regime ordinario.

Nel regime forfettario non si possono dedurre singolarmente i costi sostenuti per l’attività. Il Fisco riconosce già una quota di spese attraverso il coefficiente di redditività associato all’attività esercitata. Esiste però un’eccezione importante: i contributi previdenziali obbligatori.

Vediamo come funziona nel 2026, con esempi di calcolo e una distinzione fondamentale tra costi dell’attività, contributi INPS e spese personali detraibili.

Quali costi si possono scaricare nel regime forfettario?

Anche se le spese non vengono dedotte singolarmente dal reddito forfettario, i documenti di acquisto devono essere gestiti e conservati nel rispetto degli obblighi applicabili. Particolare attenzione va riservata agli acquisti dall’estero e alle operazioni che comportano specifici adempimenti IVA.

Il reddito viene calcolato applicando ai ricavi o compensi percepiti una percentuale stabilita dalla legge, chiamata coefficiente di redditività.

Questa percentuale varia in funzione dell’attività esercitata. Per esempio, molte attività professionali hanno un coefficiente del 78%, mentre numerose attività commerciali applicano il 40%.

La differenza tra il 100% dei ricavi e il coefficiente rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente, indipendentemente dalle spese realmente sostenute.

Se un professionista incassa €30.000 e applica un coefficiente del 78%, il reddito forfettario sarà pari a €23.400. I restanti €6.600 non concorrono alla formazione del reddito fiscale.

Non occorre dimostrare di aver sostenuto esattamente €6.600 di spese. Allo stesso modo, se le spese effettive sono superiori, non è possibile dedurre la differenza.

Tabella delle spese nel regime forfettario 2026

Questa tabella riassume il trattamento delle spese più frequenti per chi lavora con una Partita IVA forfettaria.

SpesaSi può dedurre dal reddito forfettario?
Computer e attrezzatureNo, sono comprese nella quota forfettaria dei costi
Cellulare e connessione InternetNo
Auto, carburante e manutenzioneNo
Affitto dell’ufficioNo
Software e abbonamentiNo
Pubblicità e campagne onlineNo
Compenso del commercialistaNo
Viaggi, alberghi e ristoranti di lavoroNo
Contributi INPS obbligatoriSì, secondo le regole previste
Contributi obbligatori alla Cassa professionaleSì, secondo le regole previste
Spese mediche personaliNon dall’imposta sostitutiva; possibile detrazione dall’IRPEF, se spettante
Interessi del mutuo prima casaNon dall’imposta sostitutiva; possibile detrazione dall’IRPEF, se spettante

Attenzione a non confondere due aspetti: una spesa può essere necessaria per lavorare e rappresentare un costo economico reale, senza essere deducibile singolarmente nel regime forfettario.

Per questo motivo, quando si valuta la convenienza del regime, è importante stimare i costi che l’attività dovrà effettivamente sostenere.

Come funziona il coefficiente di redditività?

Il coefficiente dipende dalla classificazione fiscale dell’attività e non viene scelto liberamente dal contribuente.

Al momento dell’apertura della Partita IVA occorre individuare correttamente il codice ATECO. Dal 2025 è in uso la nuova classificazione ATECO 2025, da considerare anche per le attività avviate nel 2026.

La classificazione ATECO 2025 è utilizzata per identificare le attività economiche. Per individuare il coefficiente di redditività applicabile al regime forfettario occorre però fare riferimento ai gruppi di attività previsti dalla normativa fiscale e alle relative regole di raccordo.

I coefficienti di redditività più comuni sono:

Tipologia di attivitàCoefficiente di redditivitàQuota forfettaria dei costi
Molte attività professionali78%22%
Molte attività di servizi67%33%
Numerose attività commerciali40%60%
Attività di costruzione e immobiliari comprese nelle categorie previste86%14%
Attività di alloggio e ristorazione comprese nelle categorie previste40%60%

Le percentuali riportate sono indicative delle categorie più frequenti. Il coefficiente applicabile deve essere verificato in relazione all’attività effettivamente svolta e alla corrispondente classificazione fiscale.

Un errore nell’inquadramento può incidere non soltanto sulle imposte, ma anche sulla gestione previdenziale e sugli adempimenti dell’attività.

Esempio pratico: quanto paga un consulente in regime forfettario?

Consideriamo un consulente SEO che lavora autonomamente e applica, in base al proprio inquadramento fiscale, un coefficiente di redditività del 78%.

Nel 2026 incassa compensi per €30.000 e sostiene €4.000 di spese effettive tra computer, software, formazione e altri servizi.

Il reddito fiscale non viene calcolato sottraendo i €4.000 di costi, ma applicando il coefficiente:

VoceImporto
Compensi incassati€30.000
Coefficiente di redditività78%
Reddito forfettario prima dei contributi€23.400
Quota di costi riconosciuta forfettariamente€6.600
Spese effettivamente sostenute€4.000

Il professionista beneficia quindi di una quota di costi riconosciuta fiscalmente pari a €6.600, pur avendo sostenuto spese effettive per €4.000.

È uno dei motivi per cui il regime forfettario può essere conveniente per i professionisti con pochi costi.

La situazione sarebbe diversa se lo stesso professionista sostenesse €12.000 di spese. Il reddito forfettario resterebbe comunque €23.400, perché il coefficiente non cambia in base agli acquisti effettuati.

Il punto non è quanto si spende, ma quanto il coefficiente di redditività rispecchia i costi reali dell’attività.

Contributi INPS: l’eccezione ai costi non deducibili

Nel regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori versati in ottemperanza alla legge possono essere dedotti dal reddito determinato forfettariamente, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 64, della Legge 190/2014.

Si tratta, per esempio, dei contributi obbligatori versati:

  • alla Gestione Separata INPS;
  • alla Gestione Artigiani INPS;
  • alla Gestione Commercianti INPS;
  • alle Casse previdenziali professionali, per le quote obbligatorie deducibili secondo la normativa applicabile.

Il riferimento è ai contributi effettivamente pagati nel periodo d’imposta, non semplicemente a quelli maturati o ancora da versare.

Questo significa che, nella dichiarazione dei redditi, occorre verificare i pagamenti eseguiti durante l’anno, anche se riferiti a periodi contributivi precedenti.

Per approfondire il funzionamento dell’iscrizione previdenziale, consulta anche la pagina ufficiale INPS dedicata alla Gestione Separata.

Esempio: come si deducono i contributi INPS nel 2026?

Riprendiamo il consulente dell’esempio precedente.

Ipotizziamo che nel corso del 2026 abbia effettivamente versato €5.000 di contributi previdenziali obbligatori deducibili.

CalcoloImporto
Compensi incassati nel 2026€30.000
Reddito forfettario al 78%€23.400
Contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili€5.000
Reddito soggetto a imposta sostitutiva€18.400
Imposta sostitutiva al 15%€2.760
Imposta sostitutiva al 5%, se spettante€920

In questo esempio, la deduzione dei contributi riduce la base imponibile da €23.400 a €18.400.

Senza considerare i contributi, l’imposta al 15% sarebbe pari a €3.510. Dopo la deduzione scende a €2.760, con una differenza di €750.

È importante ricordare che i €5.000 rappresentano un’ipotesi di contributi già pagati, non il calcolo dei contributi dovuti per il 2026. L’importo effettivo dipende dalla gestione previdenziale, dalle aliquote e dalla posizione personale del contribuente.

Per una panoramica aggiornata consulta la nostra guida sui contributi INPS nel regime forfettario.

Contributi versati in eccesso: come funziona la deduzione?

Una situazione che richiede particolare attenzione riguarda i contributi previdenziali versati in eccesso, successivamente recuperati o utilizzati in compensazione.

Non sempre è sufficiente sommare gli F24 pagati per determinare correttamente l’importo deducibile.

Occorre verificare l’eventuale presenza di crediti previdenziali, rimborsi e compensazioni, evitando che un contributo precedentemente dedotto produca un vantaggio fiscale non spettante.

Per il trattamento dichiarativo di queste situazioni abbiamo pubblicato un approfondimento specifico sui contributi INPS deducibili nel regime forfettario.

Posso scaricare computer, cellulare, auto e carburante?

No, non come costi deducibili analiticamente dal reddito forfettario.

Un professionista può acquistare un computer da €2.000, sostenere un abbonamento telefonico di €600 o utilizzare un’automobile per lavoro, ma questi importi non vengono sottratti singolarmente dal reddito fiscale.

Il loro costo economico rimane reale e deve essere considerato per valutare il guadagno effettivo dell’attività.

Inoltre, nel regime forfettario l’IVA sugli acquisti è generalmente indetraibile. Pertanto, l’IVA pagata al fornitore può rappresentare un costo aggiuntivo per il contribuente.

Questo aspetto diventa particolarmente importante per chi deve acquistare attrezzature costose o effettuare investimenti significativi.

Le fatture di acquisto servono anche se non posso dedurre i costi?

Sì. Il fatto che una fattura non permetta di ridurre analiticamente il reddito imponibile non significa che debba essere ignorata.

Le fatture e gli altri documenti di acquisto devono essere conservati secondo gli obblighi applicabili. Possono essere necessari per documentare le operazioni effettuate, verificare gli adempimenti IVA particolari e ricostruire i costi effettivi dell’attività.

La conservazione della documentazione è importante anche per una corretta gestione amministrativa, soprattutto quando si acquistano servizi da fornitori esteri o si effettuano operazioni che richiedono adempimenti specifici.

Non bisogna quindi confondere la semplificazione fiscale con l’assenza di obblighi documentali.

Spese mediche, mutuo e assicurazioni: si possono detrarre?

Qui occorre distinguere le spese professionali dalle spese personali.

Le spese mediche, gli interessi del mutuo e determinati premi assicurativi possono dare diritto a detrazioni IRPEF, se ricorrono le condizioni previste dalla normativa.

Ma l’imposta sostitutiva del regime forfettario non è IRPEF. Di conseguenza, queste detrazioni non possono essere utilizzate direttamente per ridurre l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Se il contribuente possiede anche redditi soggetti a IRPEF, le detrazioni possono essere utilizzate nei limiti dell’imposta disponibile e secondo le regole applicabili.

Esempio: forfettario con spese sanitarie

Un professionista che percepisce esclusivamente redditi in regime forfettario e sostiene €2.000 di spese sanitarie non può sottrarre la relativa detrazione dalla propria imposta sostitutiva.

Se invece possiede anche redditi soggetti a IRPEF, potrà valutare la detrazione delle spese sanitarie secondo le regole ordinarie, tenendo conto della franchigia, dei limiti e della capienza fiscale.

La stessa distinzione vale per molte altre detrazioni personali.

Per approfondire, leggi il nostro articolo sulle detrazioni e deduzioni fiscali nel regime forfettario.

Previdenza complementare: si può dedurre nel forfettario?

I versamenti a forme di previdenza complementare seguono regole diverse dai contributi previdenziali obbligatori versati per l’attività.

In generale, i contributi alla previdenza complementare possono essere deducibili dal reddito complessivo soggetto a IRPEF entro i limiti previsti dalla normativa.

Non vanno però confusi con i contributi obbligatori che riducono il reddito forfettario ai fini dell’imposta sostitutiva.

Chi possiede soltanto redditi assoggettati all’imposta sostitutiva potrebbe non riuscire a beneficiare della deduzione IRPEF, salvo specifiche situazioni e regole applicabili.

Prima di effettuare versamenti importanti a un fondo pensione è quindi opportuno verificare la propria posizione fiscale complessiva.

Quando il regime forfettario non conviene per i costi elevati?

La convenienza del regime forfettario diminuisce quando i costi effettivi dell’attività sono molto elevati rispetto alla quota riconosciuta dal coefficiente di redditività.

Pensiamo a un commerciante che incassa €60.000 e sostiene €48.000 di costi effettivi.

Se applica un coefficiente del 40%, il reddito forfettario prima dei contributi sarà di €24.000.

Nel regime semplificato, ipotizzando che i €48.000 di costi siano fiscalmente deducibili, il reddito d’impresa prima dei contributi sarebbe invece pari a €12.000.

La differenza è rilevante, anche se per stabilire quale regime sia più conveniente bisogna confrontare le imposte complessive, i contributi previdenziali, l’IVA e gli altri elementi della situazione fiscale.

È proprio per questo motivo che il regime forfettario non dovrebbe essere scelto soltanto perché prevede un’imposta del 15% o del 5%.

Abbiamo approfondito questo confronto nella guida quando conviene il regime forfettario.

Come calcolare le tasse nel regime forfettario?

Per calcolare correttamente l’imposta sostitutiva occorre conoscere:

  1. i ricavi o compensi rilevanti per il periodo d’imposta;
  2. il coefficiente di redditività applicabile all’attività;
  3. i contributi previdenziali obbligatori deducibili;
  4. l’aliquota del 5% o del 15%, in base ai requisiti posseduti.

La formula generale è:

(Ricavi o compensi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali obbligatori deducibili) × aliquota dell’imposta sostitutiva.

Il risultato rappresenta l’imposta sostitutiva, non il costo fiscale e previdenziale complessivo della Partita IVA.

Se vuoi effettuare una prima simulazione, puoi utilizzare il nostro calcolatore gratuito.

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Le domande più frequenti sui costi deducibili

Posso scaricare la fattura del commercialista?

No. Nel regime forfettario il compenso del commercialista non viene dedotto singolarmente dal reddito. Rientra nella quota di costi riconosciuta attraverso il coefficiente di redditività.

Posso scaricare l’acquisto di un computer?

No. Il costo del computer non viene dedotto analiticamente, anche se il bene viene utilizzato esclusivamente per l’attività professionale.

Posso dedurre i contributi INPS pagati nell’anno?

Sì, i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili possono ridurre il reddito forfettario secondo le regole previste dalla legge.

Se non ho altri redditi posso recuperare le spese mediche?

In generale, non puoi utilizzare le detrazioni IRPEF per ridurre l’imposta sostitutiva del forfettario. Occorre verificare l’eventuale presenza di altri redditi soggetti a IRPEF e la relativa capienza fiscale.

Le spese sostenute prima di aprire la Partita IVA sono deducibili?

Nel regime forfettario non è prevista la deduzione analitica dei costi dell’attività, compresi quelli sostenuti in fase di avvio. Restano da valutare gli eventuali aspetti documentali e fiscali specifici delle operazioni effettuate.

Aprire una Partita IVA forfettaria con il Commercialista Online

Capire quali spese si possono scaricare è importante, ma ancora più importante è scegliere il regime fiscale corretto prima di iniziare l’attività.

Una Partita IVA con pochi costi può trovare nel forfettario una soluzione conveniente. Un’attività che deve acquistare molta merce, sostenere investimenti o utilizzare collaboratori potrebbe invece avere esigenze differenti.

Con Il Commercialista Online puoi ricevere assistenza per verificare i requisiti del regime forfettario, individuare il codice ATECO corretto e valutare l’inquadramento previdenziale.

Se ci affidi la gestione contabile e fiscale, l’apertura della Partita IVA è gratuita, fatti salvi eventuali diritti e oneri amministrativi dovuti agli enti.

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Cosa ne pensi?

7 risposte

  1. Salve, sono in procinto di avviare un attività di riparazione motoe sto valutando le varie condizioni da adottare. Questo è il motivo del mio interesse in merito alla scelta fra i due regimi fiscali

  2. Buongiorno e complimenti per gli ottimi articoli. Nel caso delle deduzioni nel regime forfettario si calcola solo la percentuale sul reddito e i contributi versati oppure anche le spese mediche?
    Grazie

    1. Buongiorno e grazie mille per il feedback.
      Le spese mediche nel regime forfettario non possono essere detratte. Può comunque recuperarle in dichiarazione se ha altri redditi soggetti ad IRPEF.
      Cordialità

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