Stai per aprire la Partita IVA e ti hanno detto che, scegliendo il codice ATECO giusto, puoi iscriverti alla Gestione Separata INPS ed evitare i contributi fissi? È una questione da affrontare con attenzione, perché il codice attività è importante, ma da solo non basta a stabilire quale gestione previdenziale sia corretta.
La distinzione è particolarmente delicata per consulenti, freelance e professionisti digitali. Due persone che lavorano nello stesso settore possono avere obblighi previdenziali diversi, a seconda dell’attività effettivamente svolta e di come viene organizzata.
Vediamo quindi come scegliere il codice ATECO per la Gestione Separata INPS nel 2026, quali professionisti devono iscriversi e quali errori evitare.
Codice ATECO e Gestione Separata INPS: qual è il collegamento?
Il codice ATECO identifica l’attività economica esercitata da un’impresa o da un professionista. Viene comunicato all’Agenzia delle Entrate in occasione dell’apertura della Partita IVA e delle successive variazioni.
La scelta del codice contribuisce a descrivere l’attività anche ai fini dell’inquadramento previdenziale. Tuttavia, non esiste una regola secondo cui un determinato codice ATECO attribuisce automaticamente il diritto di iscriversi alla Gestione Separata INPS.
Per individuare la gestione previdenziale corretta occorre considerare:
- la natura dell’attività effettivamente esercitata;
- l’eventuale organizzazione imprenditoriale;
- la presenza di un albo e di una cassa previdenziale professionale;
- le modalità concrete con cui vengono prestati i servizi o venduti i prodotti;
- l’eventuale svolgimento di più attività contemporaneamente.
Per capire come identificare il codice corretto, puoi consultare anche la nostra guida come scegliere il codice ATECO per la Partita IVA.
Codici ATECO 2025: cosa cambia nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025.
Ha sostituito la precedente classificazione ATECO 2007, aggiornata nel 2022, introducendo modifiche e nuove articolazioni per rappresentare meglio le attività economiche.
Nel luglio 2026 l’ISTAT ha pubblicato un aggiornamento delle tavole di raccordo tra ATECO 2025 e ATECO 2022. Questo aggiornamento non ha modificato la struttura o le descrizioni della classificazione ATECO 2025.
Per individuare il codice attualmente applicabile è quindi opportuno utilizzare gli strumenti ufficiali, senza limitarsi a consultare vecchi elenchi disponibili online.
CONSULTA LA CLASSIFICAZIONE ATECO 2025 SUL SITO ISTAT →
Se possiedi già una Partita IVA, la riclassificazione non significa necessariamente che sia cambiata l’attività svolta o che sia necessario presentare una variazione. Occorre verificare i dati registrati presso gli enti competenti e intervenire quando effettivamente richiesto.
Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS?
La Gestione Separata è una gestione previdenziale istituita dall’articolo 2, comma 26, della legge 335/1995.
Per quanto riguarda i titolari di Partita IVA, interessa principalmente i liberi professionisti che esercitano abitualmente un’attività di lavoro autonomo e non sono assoggettati, per quella stessa attività, alla contribuzione soggettiva obbligatoria presso una cassa professionale autonoma.
Rientrano generalmente in questa categoria molti consulenti e professionisti senza albo o cassa di riferimento.
Possono inoltre esserci situazioni particolari relative a professionisti iscritti a un albo ma non soggetti al contributo soggettivo presso la rispettiva cassa. In questi casi è necessario esaminare la normativa e il regolamento previdenziale applicabile.
Non bisogna quindi confondere la presenza di un albo con l’automatica esclusione dalla Gestione Separata.
Per maggiori dettagli puoi consultare il servizio ufficiale INPS – Iscrizione liberi professionisti alla Gestione Separata.
Gestione Separata oppure INPS Artigiani e Commercianti?
Questa è una delle domande più frequenti quando si apre una Partita IVA.
La distinzione non dipende semplicemente dal fatto di lavorare online, da casa oppure per un unico cliente.
| Elemento | Gestione Separata | Artigiani e Commercianti |
|---|---|---|
| Attività tipica | Lavoro autonomo professionale senza cassa previdenziale di riferimento | Attività imprenditoriale artigiana o commerciale, quando ricorrono i requisiti di iscrizione |
| Contributi fissi sul minimale | Non previsti per il libero professionista | Generalmente previsti, con le regole e le eventuali agevolazioni applicabili |
| Contributi proporzionali | Calcolati sul reddito previdenzialmente rilevante | Previsti anche sul reddito eccedente il minimale |
| Registro delle Imprese | Non richiesto per la sola attività libero-professionale | Generalmente rilevante per l’attività d’impresa |
| Inquadramento | Dipende dalla natura professionale dell’attività | Dipende dai requisiti dell’attività imprenditoriale e dalla posizione del titolare |
Per approfondire le differenze puoi leggere libero professionista o ditta individuale: come scegliere.
Quali codici ATECO consentono l’iscrizione alla Gestione Separata?
Non è corretto considerare una lista di codici ATECO come un’autorizzazione automatica all’iscrizione alla Gestione Separata.
Il codice deve descrivere l’attività effettivamente svolta. Successivamente occorre verificare se quella attività, nelle sue concrete modalità di esercizio, costituisca lavoro autonomo professionale oppure attività d’impresa.
Questo vale soprattutto per le attività digitali, dove la distinzione può essere meno immediata.
Consulente informatico
Un professionista che offre consulenza tecnica e strategica a clienti, svolgendo personalmente le prestazioni, può rientrare nell’ambito del lavoro autonomo professionale senza cassa.
Se invece l’attività comprende altre operazioni, come la vendita organizzata di prodotti o servizi con caratteristiche imprenditoriali, è necessario valutare separatamente l’inquadramento.
Consulente marketing e SEO
Chi fornisce consulenze di marketing, analisi e strategie digitali può svolgere un’attività professionale soggetta alla Gestione Separata.
La situazione può essere diversa per chi gestisce una vera e propria attività imprenditoriale di servizi pubblicitari, intermediazione o commercio.
Creator e influencer
Per creator e influencer non basta individuare il codice ATECO previsto dalla classificazione vigente.
Bisogna distinguere le prestazioni personali di natura professionale dalle attività imprenditoriali, considerando anche la produzione di contenuti, le sponsorizzazioni, la commercializzazione di prodotti e l’organizzazione dell’attività.
La classificazione ATECO 2025 ha introdotto una voce specifica per l’influencer marketing, ma questo non significa che tutti gli influencer debbano essere iscritti alla stessa gestione previdenziale.
Web designer e sviluppatore software
Un web designer o uno sviluppatore che presta personalmente servizi professionali può avere un inquadramento diverso rispetto a chi gestisce un’impresa organizzata per la realizzazione e commercializzazione di prodotti digitali.
La denominazione utilizzata per presentarsi ai clienti non è sufficiente a risolvere il problema previdenziale.
Elenco codici ATECO Gestione Separata: attenzione ai vecchi PDF
In passato abbiamo pubblicato un elenco di codici ATECO riferiti ad attività professionali. Il documento è ancora consultabile, ma contiene codici della precedente classificazione e non deve essere utilizzato come elenco aggiornato dei codici che danno automaticamente accesso alla Gestione Separata.
Consulta il vecchio elenco ATECO – documento storico non aggiornato.
Per una ricerca aggiornata utilizza invece la classificazione ufficiale ATECO 2025 e le relative tavole di raccordo, aggiornate nel 2026.
È importante anche ricordare che un codice associato a una professione ordinistica non implica necessariamente l’iscrizione alla Gestione Separata: per molte professioni esistono casse autonome, con regole specifiche.
Quanto si paga di Gestione Separata INPS nel 2026?
I contributi dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata vengono calcolati in percentuale sul reddito previdenzialmente rilevante.
Per il 2026, l’aliquota ordinaria dei professionisti non assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie è pari al 26,07%.
Per i professionisti già pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria, l’aliquota è generalmente pari al 24%.
Le aliquote devono essere applicate considerando le condizioni previdenziali del contribuente e i limiti annuali previsti dall’INPS.
La Gestione Separata non prevede, per i liberi professionisti, contributi fissi obbligatori sul minimale come quelli normalmente dovuti dagli artigiani e commercianti. Il minimale rileva però ai fini dell’accredito contributivo per l’intero anno.
Se il reddito è basso, i contributi versati possono non essere sufficienti per l’accredito di dodici mesi di contribuzione.
Le aliquote ufficiali sono pubblicate dall’INPS nella circolare sulle aliquote della Gestione Separata 2026.
Esempio di calcolo dei contributi INPS
Consideriamo un professionista in regime forfettario che abbia incassato €30.000 nell’anno e al quale si applichi un coefficiente di redditività del 78%.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | €30.000 |
| Coefficiente di redditività | 78% |
| Reddito forfettario rilevante per l’esempio | €23.400 |
| Aliquota Gestione Separata 2026 | 26,07% |
| Contributi annui calcolati | €6.100,38 |
Si tratta di un esempio semplificato, senza considerare particolari situazioni previdenziali o ulteriori componenti che possano incidere sul reddito contributivo.
Per approfondire il funzionamento dei versamenti, leggi INPS e Partita IVA: come funzionano i contributi.
Gestione Separata e regime forfettario: cosa cambia?
Il regime forfettario è un regime fiscale, mentre la Gestione Separata è una gestione previdenziale.
Essere forfettario non significa quindi essere automaticamente iscritto alla Gestione Separata. Un contribuente forfettario può essere un professionista senza cassa, un artigiano o un commerciante, con obblighi previdenziali differenti.
Nel forfettario il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività, secondo la normativa fiscale vigente.
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, tale reddito costituisce normalmente il punto di partenza per il calcolo dei contributi, secondo le regole previdenziali applicabili.
I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati sono deducibili dal reddito forfettario ai fini del calcolo dell’imposta sostitutiva, nei limiti e secondo le regole previste.
Puoi approfondire questo aspetto nella guida ai contributi INPS nel regime forfettario.
Cosa succede se sbaglio codice ATECO o gestione previdenziale?
Un codice ATECO non coerente con l’attività svolta può creare problemi fiscali, amministrativi e previdenziali.
Nel regime forfettario, ad esempio, può incidere sull’individuazione del coefficiente di redditività applicabile.
Un inquadramento previdenziale errato può invece comportare richieste di regolarizzazione, contributi arretrati e, quando previste, sanzioni e interessi.
Non è corretto scegliere un codice ATECO diverso dall’attività effettiva soltanto per evitare i contributi fissi degli artigiani e commercianti.
Se hai già aperto la Partita IVA e ritieni che l’inquadramento sia sbagliato, conviene verificare sia i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate sia la posizione previdenziale, prima di presentare eventuali variazioni.
Se non fatturo nulla, devo pagare i contributi INPS?
Per il libero professionista iscritto alla Gestione Separata, in assenza di reddito previdenzialmente imponibile, generalmente non maturano contributi proporzionali da versare per quella attività.
La situazione è diversa per gli artigiani e commercianti soggetti ai contributi fissi sul minimale, che possono essere dovuti anche quando il reddito è assente o molto basso.
La differenza è importante, ma non deve diventare il criterio con cui scegliere artificialmente la forma dell’attività.
Leggi anche Partita IVA: cosa succede se non fatturo nulla?.
Come iscriversi alla Gestione Separata INPS
Una volta verificato che l’attività è correttamente inquadrata come lavoro autonomo professionale soggetto alla Gestione Separata, occorre procedere con l’iscrizione all’INPS.
La domanda può essere presentata attraverso il servizio telematico dedicato, accedendo con le credenziali ammesse.
In generale, la procedura richiede di:
- individuare correttamente l’attività e il codice ATECO;
- aprire la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate;
- accedere al servizio INPS per l’iscrizione dei liberi professionisti;
- compilare e trasmettere la domanda;
- conservare la ricevuta di iscrizione.
La domanda di iscrizione deve essere presentata nei termini previsti per l’inizio dell’attività. È importante non confondere questa iscrizione con l’apertura della Partita IVA, perché si tratta di adempimenti distinti.
ACCEDI AL SERVIZIO INPS PER L’ISCRIZIONE →
Le domande più frequenti
Esiste la classificazione ufficiale delle attività economiche, ma non bisogna interpretarla come un elenco di codici che attribuiscono automaticamente il diritto all’iscrizione alla Gestione Separata. L’inquadramento previdenziale dipende anche dalla natura dell’attività e dalle modalità di esercizio.
No. La gestione previdenziale non è liberamente selezionabile in base alla convenienza economica. Deve corrispondere ai requisiti previsti dalla normativa per l’attività effettivamente esercitata.
Sì, in determinate situazioni possono coesistere obblighi contributivi relativi ad attività diverse. Ad esempio, lo svolgimento di un’attività professionale e di una distinta attività imprenditoriale può richiedere una valutazione separata delle rispettive gestioni previdenziali.
Posso avere più codici ATECO e due gestioni INPS? Sì, in determinate situazioni possono coesistere obblighi contributivi relativi ad attività diverse. Ad esempio, lo svolgimento di un'attività professionale e di una distinta attività imprenditoriale può richiedere una valutazione separata delle rispettive gestioni previdenziali.
Chi è già dipendente può iscriversi alla Gestione Separata? Sì, se svolge anche un'attività professionale autonoma soggetta a questa gestione. La presenza di altra copertura previdenziale obbligatoria può incidere sull'aliquota contributiva applicabile.
Come scegliere correttamente il codice ATECO e la gestione INPS
Prima di aprire la Partita IVA è opportuno valutare insieme il codice ATECO, il regime fiscale e l’inquadramento previdenziale. Sono aspetti collegati, ma non coincidono.
Un errore iniziale può tradursi in contributi non previsti, adempimenti mancanti o necessità di regolarizzare la posizione.
Con Il Commercialista Online puoi verificare quale codice attività utilizzare, se devi iscriverti alla Gestione Separata oppure alla gestione Artigiani e Commercianti e quale regime fiscale è più adatto alla tua attività.
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