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SALDO IRPEF

Saldo IRPEF: cos’è, quando si paga e come si calcola

SOMMARIO

Ogni anno, tra giugno e luglio, milioni di contribuenti italiani si trovano a fare i conti con uno degli appuntamenti fiscali più importanti dell’anno: il saldo IRPEF.

Si tratta del versamento con cui si “chiudono i conti” con il fisco per l’anno precedente. In questo caso per i redditi del 2025 e al tempo stesso si paga la prima rata dell’acconto per il 2026.

Il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026 vanno versati entro il 30 giugno 2026 senza maggiorazione, oppure entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%.

In questo articolo spieghiamo tutto in modo semplice: cos’è il saldo IRPEF, chi deve pagarlo, come si calcola, quando scade, come si paga e cosa fare se non riesci a pagare in un’unica soluzione.

Cos’è il saldo IRPEF e come funziona il meccanismo

Per capire il saldo IRPEF bisogna prima capire come funziona il sistema di tassazione IRPEF nel suo complesso. L’IRPEF non si paga tutta in una volta a fine anno: il fisco italiano funziona con un sistema di acconto e saldo.

Il meccanismo è questo:

  1. Durante l’anno in corso (2026) paghi un acconto basato sull’imposta dell’anno precedente (2025)
  2. L’anno successivo (2027), quando presenti la dichiarazione dei redditi per il 2026, calcoli l’imposta effettivamente dovuta
  3. Se hai pagato più del dovuto, ricevi un rimborso; se hai pagato meno, paghi la differenza (il saldo)

Il saldo IRPEF è quindi quella differenza tra l’imposta effettivamente dovuta per un anno e gli acconti già versati durante quell’anno.

ESEMPIO: nel 2025 hai versato acconti per 2.000 euro. Dalla dichiarazione 2026 emerge che l’IRPEF dovuta per il 2025 è 2.400 euro. Il saldo che devi versare è 400 euro.

Chi deve pagare il saldo IRPEF

Devono versare il saldo IRPEF tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF (ex Unico) e dalla dichiarazione emerge un’imposta dovuta superiore agli acconti già versati.

Sono coinvolti:

  • lavoratori autonomi e professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti, architetti, ecc.)
  • titolari di Partita IVA in regime ordinario
  • contribuenti in regime forfettario (versano l’imposta sostitutiva, non l’IRPEF, ma il meccanismo è analogo)
  • imprenditori individuali e soci di società di persone
  • chi ha redditi da locazione, plusvalenze, redditi esteri o altre fonti non soggette a ritenuta alla fonte

E i dipendenti?

I lavoratori dipendenti che presentano solo il modello 730 non devono preoccuparsi del saldo IRPEF nel senso tradizionale del termine: il conguaglio viene effettuato direttamente dal datore di lavoro in busta paga, di solito a luglio o agosto. Non c’è nessun F24 da compilare.

Il discorso cambia se il dipendente ha anche altri redditi (affitti, partita IVA secondaria, plusvalenze) che non rientrano nel 730 semplice.

Le scadenze del saldo IRPEF

Le date da segnare in rosso sul calendario sono tre:

DataCosa scade
30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + prima rata acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)
30 luglio 2026Saldo IRPEF 2025 + prima rata acconto 2026 con maggiorazione +0,40%
30 novembre 2026Seconda rata acconto IRPEF 2026 (o unica soluzione se acconto < 257,52€)

ATTENZIONE: il 30 giugno e il 30 luglio riguardano lo stesso importo (saldo + primo acconto). Non si tratta di due pagamenti diversi: la differenza è solo la maggiorazione dello 0,40% che si paga se si sceglie di pagare a luglio invece che a giugno.

La proroga per ISA e forfettari

I contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e i contribuenti in regime forfettario beneficiano di una proroga della prima scadenza: il versamento del saldo e della prima rata di acconto può essere effettuato entro il 30 luglio 2026, senza applicazione della maggiorazione dello 0,40%.

In pratica, per forfettari e soggetti ISA il 30 luglio non è la scadenza “con maggiorazione” ma la scadenza ordinaria, senza alcun costo aggiuntivo.

Come si calcola il saldo IRPEF

Il calcolo del saldo IRPEF parte dalla dichiarazione dei redditi. Ecco i passaggi:

Step 1 Calcola il reddito complessivo 2025

Somma tutti i redditi percepiti nel 2025: lavoro autonomo, affitti, compensi occasionali, plusvalenze, ecc.

Step 2 Applica le deduzioni

Sottrai le deduzioni spettanti (contributi previdenziali, assegno mantenimento corrisposto all’ex coniuge, oneri deducibili). Ottieni il reddito imponibile.

Step 3 Calcola l’IRPEF lorda

Applica gli scaglioni IRPEF 2025 al reddito imponibile:

ScaglioneAliquota 2025
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

NOTA BENE: gli scaglioni 2025 (anno a cui si riferisce il saldo) prevedono ancora il 35% sul secondo scaglione. L’aliquota al 33% introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 si applicherà al saldo che pagherai nel 2027 per i redditi del 2026.

Step 4 Sottrai le detrazioni

Detrazione per lavoro autonomo, detrazioni per carichi di famiglia, detrazioni per spese (sanitarie, mutuo, ristrutturazioni, ecc.). Ottieni l’IRPEF netta.

Step 5 Sottrai gli acconti già versati

Dall’IRPEF netta sottrai:

  • gli acconti IRPEF versati a giugno e novembre 2025
  • le ritenute d’acconto subite durante il 2025

Il risultato è il saldo IRPEF: se positivo devi pagare, se negativo hai un credito da riportare o richiedere a rimborso.

Esempio

Marco è un consulente freelance. Nel 2025 ha guadagnato 40.000 euro lordi.

CalcoloImporto
Reddito complessivo40.000 €
Contributi previdenziali INPS (deducibili)– 4.200 €
Reddito imponibile35.800 €
IRPEF lorda (23% su 28.000 + 35% su 7.800)9.170 €
Detrazione lavoro autonomo– 500 €
IRPEF netta8.670 €
Acconti versati nel 2025– 7.800 €
Ritenute subite– 500 €
Saldo IRPEF da versare370 €

Saldo e acconto insieme: come funziona il “doppio versamento” di giugno

Questa è la parte che confonde di più. A giugno (o luglio) non si paga solo il saldo dell’anno scorso: si paga anche la prima rata dell’acconto per l’anno in corso.

In pratica, a giugno 2026 paghi:

1. Saldo IRPEF 2025: la differenza tra IRPEF dovuta per il 2025 e acconti già versati

2. Prima rata acconto IRPEF 2026: il 40% dell’IRPEF dovuta per il 2025 (metodo storico), da applicare come anticipo per il 2026

Come si calcola l’acconto IRPEF 2026

L’acconto IRPEF 2026 è pari al 100% dell’IRPEF netta 2025. Si paga in 2 rate (40% a giugno + 60% a novembre) se supera 257,52 euro, oppure in un’unica soluzione a novembre. Non si paga se l’IRPEF netta è inferiore o uguale a 51,65 euro.

Riprendendo l’esempio di Marco:

Calcolo accontoImporto
IRPEF netta 20258.670 €
Acconto totale dovuto (100%)8.670 €
Prima rata (40%) — da pagare entro 30 giugno3.468 €
Seconda rata (60%) — da pagare entro 30 novembre5.202 €

Quindi a giugno Marco paga: 370 € (saldo) + 3.468 € (prima rata acconto) = 3.838 €

Metodo storico vs metodo previsionale

Per calcolare l’acconto hai due opzioni:

Metodo storico

Prendi l’IRPEF netta dell’anno precedente e applichi il 100%. È il metodo più semplice e sicuro, non rischi sanzioni perché il calcolo è oggettivo.

Metodo previsionale

Stimi l’IRPEF che pagherai per l’anno in corso (2026) e versi un acconto basato su quella stima. Conviene usarlo quando prevedi un reddito significativamente inferiore rispetto all’anno precedente.

Rischio del metodo previsionale: se sottostimi il reddito e versi meno del dovuto, paghi una sanzione del 25% sulla differenza più interessi. Usalo solo se hai dati concreti che giustifichino la riduzione.

Come si paga: modello F24 e codici tributo

Il saldo IRPEF si paga esclusivamente tramite modello F24, in modalità telematica.

I codici tributo da usare:

PagamentoCodice tributo
Saldo IRPEF 20254001
Primo acconto IRPEF 2026 (40%)4033
Secondo acconto IRPEF 2026 (60%) o unico4034
Addizionale regionale (saldo)3801
Addizionale comunale (saldo)3843

Per i forfettari: i codici tributo sono diversi perché pagano l’imposta sostitutiva, non l’IRPEF ordinaria. Il codice per il saldo imposta sostitutiva è 1793, per il primo acconto 1790, per il secondo acconto 1791.

La rateizzazione: se non riesci a pagare tutto a giugno

Se l’importo da versare a giugno è significativo e preferisci diluirlo nel tempo, puoi scegliere la rateizzazione.

Tutti i contribuenti possono scegliere di rateizzare le somme dovute a titolo di saldo per l’anno 2025 e primo acconto 2026, incluse le addizionali IRPEF e i contributi previdenziali risultanti dal quadro RR relativi alla quota eccedente il minimale. La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi: è possibile, ad esempio, rateizzare il primo acconto IRPEF e versare il saldo in un’unica soluzione, o viceversa.

Come funziona la rateizzazione 2026

  • puoi suddividere il saldo + primo acconto in massimo 6 rate mensili
  • la prima rata si paga entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio per ISA e forfettari)
  • le rate successive devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese e il piano di pagamento deve concludersi entro il 16 dicembre 2026
  • sulle rate successive alla prima si applicano interessi dello 0,33% mensile (equivalente al 4% annuo)

Esempio di rateizzazione su 6 rate

Marco deve pagare 3.838 euro (saldo + primo acconto). Sceglie 6 rate:

RataScadenzaImporto
1° rata30 giugno 2026639,67 €
2° rata16 luglio 2026639,67 € + 0,33% interessi
3° rata18 agosto 2026*639,67 € + 0,66% interessi
4° rata16 settembre 2026639,67 € + 0,99% interessi
5° rata16 ottobre 2026639,67 € + 1,32% interessi
6° rata16 novembre 2026639,67 € + 1,65% interessi

*I versamenti che scadono tra il 1° e il 20 agosto possono essere effettuati entro il 20 agosto senza maggiorazioni.

Il costo aggiuntivo della rateizzazione è minimo, nell’esempio circa 25-30 euro totali di interessi, a fronte di una gestione della liquidità molto più agevole.

Cosa succede se non si paga

Ravvedimento operoso

Se non riesci a pagare entro la scadenza, puoi regolarizzarti spontaneamente con il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in proporzione alla velocità con cui intervieni:

RitardoSanzione ridotta
Entro 14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
Da 15 a 30 giorni1,5%
Da 31 a 90 giorni1,67%
Da 91 giorni a 1 anno3,75%
Oltre 1 anno4,29%

A queste sanzioni si aggiungono gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo.

NOTA BENE: prima intervieni, meno paghi. Non aspettare di ricevere un avviso dall’Agenzia delle Entrate, una volta ricevuto, il ravvedimento operoso non è più applicabile.

Il saldo irpef per i forfettari

I contribuenti in regime forfettario non pagano l’IRPEF ordinaria ma un’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i primi 5 anni di attività). Il meccanismo di saldo e acconto è però identico.

Alcune regole specifiche:

  • l’acconto è dovuto anche per i forfettari, ma si calcola sull’imposta sostitutiva con gli stessi criteri percentuali, utilizzando codici tributo dedicati (1790 prima rata, 1791 seconda rata o unica soluzione).
  • se il 2025 è stato il primo anno di adozione del regime forfettario, nel 2026 non è dovuto alcun acconto per l’imposta sostitutiva.
  • se l’imposta sostitutiva dovuta è inferiore a 52 euro, non è necessario pagare gli acconti.
  • la scadenza ordinaria per i forfettari è il 30 luglio 2026 senza maggiorazione
Qual è la scadenza per pagare il saldo IRPEF 2026?

Il saldo IRPEF 2025 va versato entro il 30 giugno 2026 senza maggiorazione. Chi non riesce a pagare entro quella data ha tempo fino al 30 luglio 2026 versando una maggiorazione dello 0,40%. I contribuenti forfettari e soggetti ISA possono versare entro il 30 luglio senza alcuna maggiorazione.

Come si calcola il saldo IRPEF?

Il saldo IRPEF è la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente (calcolata applicando gli scaglioni IRPEF al reddito imponibile, al netto delle detrazioni) e gli acconti già versati durante quell’anno più le ritenute subite. Se il risultato è positivo si deve pagare, se è negativo si ha un credito da riportare o rimborsare.

Posso rateizzare il saldo IRPEF?

Sì. Il saldo IRPEF (insieme al primo acconto) può essere rateizzato in massimo 6 rate mensili, con la prima che scade il 30 giugno. Le rate successive scadono il 16 di ogni mese fino al 16 dicembre 2026, con interessi dello 0,33% mensile sulla quota rateizzata.

I lavoratori dipendenti devono pagare il saldo IRPEF con F24?

No, se presentano solo il modello 730. Per i dipendenti il conguaglio IRPEF viene effettuato direttamente dal datore di lavoro in busta paga (di solito a luglio o agosto). Il saldo con F24 riguarda principalmente chi presenta il Modello Redditi PF: autonomi, forfettari, professionisti e chi ha redditi diversi dal lavoro dipendente.

Cosa succede se non pago il saldo IRPEF entro la scadenza?

Se non paghi entro il 30 giugno (o 30 luglio) puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, versando la somma dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali. La sanzione minima è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo entro i primi 14 giorni. Oltre i 90 giorni la sanzione sale al 3,75%. È fondamentale intervenire prima di ricevere un avviso dall’Agenzia delle Entrate.

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