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DECRETO CURA ITALIA CORONAVIRUS

Il Fisco ai tempi del Coronavirus: ecco le novità del decreto Cura Italia

Sommario
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(Last Updated On: 20 Maggio 2020)

È finalmente arrivato il tanto atteso Decreto contenente le misure anti Coronavirus Italia. Sospese tasse, adempimenti fiscali e mutui casa. Vediamo nel dettaglio le principali misure del decreto Cura Italia.

Versamenti fiscali

Il Governo, al fine di garantire liquidità a famiglie e aziende, ha sospeso tutti i versamenti fiscali e contributivi in scadenza il 16 marzo. La scadenza è rinviata a venerdì 20 marzo per tutti coloro che hanno ricavi superiori ai 2 milioni di euro.

Per coloro che hanno ricavi inferiori a questa soglia la scadenza per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail è rinviata al 31 maggio.

Il pagamento potrà avvenire in unica soluzione o in massimo 5 rate.

Cartelle Equitalia

Con l’emergenza Coronavirus sospesi i termini dei versamenti scadenti dal 08-03-2020 al 31-05-2020 relativi a:

  • cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione
  • avvisi di accertamento già esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate
  • avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali
  • atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
  • ingiunzioni e atti esecutivi emessi dagli enti locali

La scadenza di versamento è rinviata, in un’unica soluzione, al 30-06-2020.

Le somme in scadenza relative alla pace fiscale dovranno essere invece versate entro il 31-05-2020 ovvero:

  • la rata della “rottamazione ter” scaduta il 28 febbraio 2020
  • la rata del “saldo e stralcio” in scadenza il 31 marzo

Adempimenti fiscali

Rinviati al 30 giugno tutti gli adempimenti tributari che ricadono dall’8 marzo al 31 maggio 2020 come, ad esempio, la dichiarazione annuale Iva.

ATTENZIONE: sono esclusi dal rinvio le comunicazioni dei dati relativi al 730 precompilato come quelle degli oneri detraibili in scadenza il 31 marzo.

Ritenuta d’acconto in fattura

I compensi percepiti fino al 31-03-2020 dai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro non sono soggetti a ritenuta d’acconto. Per non subire la ritenuta d’acconto occorrerà presentare un’apposita dichiarazione da parte del percettore.

Restano esclusi dalla disapplicazione della disposizione in esame i soggetti che hanno sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente nel mese precedente.

Le ritenute dovranno essere versate direttamente dal percettore in un’unica soluzione, entro il 31 maggio. dal percettore. È possibile rateizzare gli importi in massimo 5 rate di pari importo a partire dal mese di maggio.

Indennità di una tantum ai titolari di partita IVA

È riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro, ai liberi professionisti titolari di partita Iva iscritti alla Gestione separata, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione, ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago e ai lavoratori stagionali del settore turismo.

Tra i titolari di p. iva tenuti all’iscrizione nelle gestioni speciali dell’Ago troviamo gli artigiani, i commercianti, i lavoratori dell’agricoltura e di altri lavoratori atipici, anche lavoratori dello spettacolo.

L’indennizzo di 600 euro non è tassabile.

Per approfondire leggi il post: Il bonus 600 euro del Decreto Cura Italia

Mutui prima casa per titolari di partita IVA

Nel Decreto Cura Italia è stata prevista la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per i titolari di partita IVA per nove mesi. La sospensione avviene a seguito della presentazione di un’autocertificazione dove occorre dichiarare di aver perso, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019. La misura non richiede la presentazione dell’ISEE.

Leggi anche Moratoria mutuo prima casa per emergenza Coronavirus

Prestiti Pmi

Sospesi anche il pagamento delle rate dei prestiti accordati da banche o altri intermediari finanziari alle Pmi e alle microimprese fino al 30 settembre 2020 per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

La data di restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 dovrà essere rinviata fino a quest’ultima data.

Le linee di credito accordate “sino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possono essere revocati fino al 30 settembre.

È in ogni caso richiesta la presentazione di un’autocertificazione con la quale la Pmi attesta di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Credito d’imposta affitto negozi

Riconosciuto un credito di imposta pari al 60% per il canone di locazione del mese di marzo a negozi e botteghe. La locazione deve riguardare immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

Con la risoluzione n. 13 – pdf l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per botteghe e negozi.

Codice “6914” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi – articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18” da riportare nella sezione erario del modello F24.

Credito d’imposta sanificazione

È riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, al fine di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Le disposizioni attuative sono affidate ad un successivo decreto.

Detrazioni per erogazioni liberali

Le erogazioni liberali in denaro effettuate per finanziare l’emergenza Coronavirus sono detraibili dal reddito delle persone fisiche al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

Anche le imprese possono beneficiare della deduzione dal reddito d’impresa, trovando applicazione l’articolo 27 L. 133/1999.

Ai fini Irap, le erogazioni liberali in esame sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento.

Vietato licenziare in emergenza Coronavirus

Bloccati i licenziamenti per “giustificato motivo oggettivo” (crollo ordini, chiusura di un reparto per casi di contagio eccetera) per i prossimi due mesi.

Bilancio d’esercizio

Slittamento del termine ordinario per l’approvazione del bilancio di esercizio da 120 giorni a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.

Nelle società di capitali è possibile che i soci intervengano in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche derogando le disposizioni statutarie. Non è inoltre necessario che il presidente e il segretario si trovino nello stesso luogo.

Inoltre, nelle Srl è possibile ricorrere al voto espresso mediante consultazione scritta o al consenso espresso per iscritto, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, comma 4, c.c..






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5 Comments

  1. Buongiorno,
    da luglio dell’anno scorso ho cessato la mia attività commerciale con conseguente cancellazione della mia posizione fiscale: p.iva, inps. attualmente disoccupato.
    Mi chiedevo se , in questa situazione di pandemia, non mi spetti qualcosa tipo bonus ecc.
    Grazie

  2. grazie mille sempre sul pezzo . super profesionali

  3. Buongiorno, parlo come di titolare di partita iva per ciò che riguarda la sospensione delle rate del mutuo prima casa. Ho compreso l’autocertificazione ma a chi bisogna inviarla? Alla banca?

    • Gentile Stefania,
      dovrebbe contattare la sua banca per capire come chiedere la moratoria. Consideri però il decreto ancora non è pubblicato in gazzetta ufficiale.
      Cordialità

      • Grazie Mille!


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