Vendita APP: ecco come mettersi in regola 

(Last Updated On: 16 Novembre 2018)

Vendita APP: ecco come mettersi in regola 

Sei uno sviluppatore di applicazioni e vuoi regolarizzare la vendita APP tramite Google o Apple? Oppure hai acquistato una APP da rivendere e vuoi sapere come farlo? Nel nostro articolo tutto ciò che è necessario per essere in regola.

Uno dei mercati maggiormente in crescita al momento è proprio quello delle APP per mobile e negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale. Di conseguenza la figura dello sviluppatore di APP si diffonde sempre di più. Di qui la necessità di dedicare un post a questa figura per chiarire gli aspetti fiscali e previdenziali per stare in regola con la vendita APP.

Chi sono gli Sviluppatori di APP?

Possiamo suddividere gli sviluppatori di APP in tre macrocategorie ovvero:

  • coloro che sviluppano APP per conto di terzi e non le commercializzano direttamente negli store (ad esempio, si pensi all’informatico che sviluppa un APP per un committente che la utilizza per la propria attività);
  • coloro che sviluppano le APP e poi le vendono negli store;
  • coloro che svolgono contemporaneamente sia lo sviluppo per terzi che per proprio conto al fine della commercializzazione.

In questo post ci focalizziamo sulla disciplina fiscale legata alla vendita delle app.

Quando è necessario aprire Partita IVA?

Per effettuare la vendita abituale di APP (e-commerce diretto) è necessario aprire una Partita IVA come ditta individuale e quindi iscriversi in Camera di Commercio e alla Gestione Commercianti INPS versando i contributi sul minimale.

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Quale codice attività ATECO scegliere?

Il codice attività più appropriato per lo sviluppatore APP potrebbe essere a seconda del caso:

  • 62.01.00 Produzione di software non connesso all’edizione
  • 62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica
  • 62.09.09 Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica

Come funziona l’IVA?

La vendita APP mobili è assimilata a quella di un e-commerce diretto, considerando che trattasi di una operazione economica relativa ad un bene immateriale, dato che sia il pagamento che il download avvengono esclusivamente online. L’applicazione dell’IVA varia a seconda se:

  • Cliente titolare di Partita IVA: lo sviluppatore deve emettere una fattura senza l’applicazione dell’IVA (reverse charge) ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72, in quanto l’IVA è territorialmente rilevante nel Paese del soggetto committente;
  • Cliente privato: il venditore deve identificarsi in ogni Paese di residenza del soggetto che acquista l’applicazione ovvero in alternativa, iscriversi al cosiddetto “Moss – Mini One Stop Shop“ –  che evita di identificarsi presso ogni stato membro UE. Infatti, con l’iscrizione al MOSS, il venditore trasmette le dichiarazioni IVA trimestrali ed effettua i versamenti esclusivamente nel proprio Stato, il quale, successivamente provvede a trasmettere ai rispettivi stati membri gli importi di loro competenza.

Come funziona la vendita app su Google Play e su Apple Store?

Tutti e tre i principali APP Store si sono già organizzati per consentire agli sviluppatori di non dover effettuare tutti gli adempimenti IVA previsti dal nuovo regime in quanto si sostituiscono agli utenti finali, conservano e gestiscono direttamente loro tutta la documentazione necessaria all’individuazione del luogo di consumo per 10 anni e rendono in sostanza il rapporto con lo sviluppatore di B2B anziché B2C.

APPLE STORE – iTunes SARL

Per le vendite in Europa, iTunes Sarl del Lussemburgo agisce come commissionario, il rapporto tra sviluppatore e iTunes è (ed era) quindi di B2B e le fatture degli sviluppatori saranno indirizzate ad iTunes Sarl del Lussemburgo, senza applicazione di IVA italiana ed in inversione contabile (reverse charge, obbligo di Intrastat ed eventuale Black List).
Dal 01.01.2015 iTunes Sarl fattura agli utenti finali europei non più con IVA al 15% del Lussemburgo come in precedenza, ma con l’IVA in vigore in ogni singolo stato (Italia al 22%).

Lo sviluppatore, a seguito del ricevimento del bonifico mensile, dovrà emettere quindi una fattura ai soli fini interni italiani, in cui si specifichi “inversione contabile” ex articolo 7-ter del DPR n. 633/72.

MICROSOFT WINDOWS PHONE STORE

Stesso discorso anche anche per Microsoft che dal 2015 versa direttamente l’IVA di ogni singolo stato sulle vendite di APP, anziché applicare l’IVA del 15% del Lussemburgo.
Anche Microsoft come Apple e Google sottrae l’IVA dal prezzo finale prima di calcolare il margine e la versa per conto dello sviluppatore.
Lo sviluppatore fatturerà quindi a Microsoft Luxembourg Sarl una vendita di APP (prestazione di servizi) senza applicare l’IVA ex articolo 7-ter del DPR n. 633/72, del tipo B2B in inversione contabile.

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2 commenti
  1. Emanuele
    Emanuele dice:

    Salve,sono uno sviluppatore di app per iPhone.
    Volevo gentilmente un chiarimento in merito al credito iva che avrei conseguito dalla vendita delle mie app.
    Come spiega questa frase :

    Dal momento che lo sviluppatore non paga Iva italiana, in virtù dell’applicazione del rapporto B2B, egli si trova nella situazione di conseguire un cronico credito Iva annuale, dovuto al fatto che può scaricare Iva in acquisto, ma non può addebitare Iva in vendita.

    In pratica mi sapreste dire in cosa consiste? Posso chiedere dei soldi indietro allo stato?
    Grazie.

    Rispondi

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