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scadenze fiscali luglio

Scadenze fiscali luglio: il calendario completo

SOMMARIO

Se giugno apre la stagione dei versamenti, è luglio il mese in cui si concentra la maggior parte degli adempimenti per imprese, professionisti e partite IVA. Al centro di tutto c’è il pagamento del saldo delle imposte 2025 e del primo acconto 2026, ma il calendario si arricchisce di scadenze IVA, contributi, ritenute e definizioni agevolate. Quest’anno c’è una novità che cambia le carte in tavola: una proroga ufficiale che sposta i versamenti principali per molti contribuenti. Sapere se rientri o meno tra i beneficiari fa la differenza tra pagare con calma e rischiare maggiorazioni o sanzioni.
In questo articolo aggiornato mettiamo in ordine tutte le scadenze fiscali luglio 2026: cosa si paga, chi paga quando, come funziona la proroga e cosa fare per non sbagliare.

Saldo 2025 e primo acconto 2026 tra le scadenze fiscali luglio

Prima di guardare le date, chiariamo di cosa stiamo parlando, perché “saldo e acconto” sono due cose diverse che si pagano insieme.

Il saldo è il conguaglio delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2025: dalla dichiarazione dei redditi emerge quanto devi ancora al Fisco (o quanto hai versato in più) rispetto agli acconti già pagati l’anno scorso.

Il primo acconto è invece un anticipo sulle imposte del 2026: lo Stato ti chiede di versare in anticipo una parte di quanto presumibilmente dovrai per l’anno in corso, che poi conguaglierai l’anno prossimo.

Questo meccanismo riguarda l’IRPEF, l’IRES, l’IRAP, ma anche l’imposta sostitutiva dei forfettari e dei minimi, la cedolare secca sugli affitti, le imposte sui cespiti all’estero (IVIE e IVAFE) e i contributi previdenziali eccedenti il minimale. Insomma, tocca praticamente tutti.

Due calendari diversi: chi paga quando

Il punto più importante da capire è che esistono due calendari paralleli, e devi sapere in quale ti trovi.

Contribuenti “ordinari”: scadenza 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)

Per i lavoratori dipendenti, i pensionati e i contribuenti non interessati dalla proroga, la scadenza ordinaria per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 era il 30 giugno 2026.

Chi non ha pagato entro quella data può comunque versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. È una tolleranza prevista dalla legge (i famosi “30 giorni in più”), utile a chi ha bisogno di qualche settimana per organizzare la liquidità.

Soggetti ISA, forfettari e minimi: proroga al 20 luglio

Per un’ampia platea di partite IVA è invece intervenuta una proroga ufficiale. Il Decreto Legge del 22 maggio 2026, n. 89 ha spostato il termine dei versamenti dal 30 giugno al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione.

La proroga riguarda:

  • i soggetti a cui si applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA)
  • i contribuenti in regime forfettario
  • i contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
  • i soci di società e associazioni “trasparenti” (ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del TUIR) in possesso dei requisiti di legge.

Il motivo della proroga è tecnico: è legata al ritardo nel rilascio del software ISA e del Concordato Preventivo Biennale da parte dell’Agenzia delle Entrate, che ha reso necessario dare più tempo ai contribuenti e ai loro consulenti.

La tabella riassuntiva

Chi seiScadenza senza maggiorazioneScadenza differita
Dipendenti, pensionati, non-ISA30 giugno 202630 luglio 2026 (+0,40%)
Soggetti ISA, forfettari, minimi, soci trasparenti20 luglio 202620 agosto 2026 (+0,80%)

La proroga in dettaglio: attenzione alla maggiorazione raddoppiata

C’è un aspetto della proroga che è fondamentale non farsi sfuggire, perché quest’anno il costo del rinvio è raddoppiato.

Chi rientra nella proroga può scegliere tra due strade:

  • versare entro il 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione
  • versare entro il 20 agosto 2026 (il trentesimo giorno cadrebbe il 19 agosto, spostato al 20 per via della sospensione di Ferragosto), applicando però una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo

La novità è proprio qui: negli anni scorsi la maggiorazione per il differimento di 30 giorni era dello 0,40%. Nel 2026 sale allo 0,80%: il doppio. Chi ha la possibilità di pagare entro il 20 luglio, quindi, ha tutto l’interesse a farlo, perché rinviare ad agosto costa sensibilmente di più rispetto al passato.

Un’ulteriore precisazione: chi beneficia della proroga al 20 luglio non può utilizzare la finestra 21-30 luglio con la vecchia maggiorazione dello 0,40%. Per questi contribuenti l’alternativa è secca: 20 luglio senza costi aggiuntivi, oppure 20 agosto con lo 0,80%.

Cosa comprende la proroga

La proroga al 20 luglio non riguarda solo l’IRPEF. Si estende al saldo 2025 e al primo acconto 2026 di:

  • imposte sui redditi (IRPEF, IRES) e IRAP
  • imposte sostitutive (compresa quella dei forfettari e dei minimi)
  • cedolare secca sugli affitti
  • IVIE e IVAFE sui beni detenuti all’estero
  • saldo IVA 2025, se versato insieme alle imposte sui redditi
  • contributi previdenziali INPS relativi alla quota eccedente il minimale
  • diritto annuale della Camera di Commercio

Come si calcola il primo acconto

Il calcolo dell’acconto genera spesso confusione, soprattutto in chi è alla prima dichiarazione. Vediamo le regole di base.

L’acconto IRPEF è dovuto nella misura del 100% dell’imposta dell’anno precedente (in gergo, il rigo “differenza” della dichiarazione), a condizione che tale importo sia pari o superiore a 52 euro. Sotto questa soglia, non è dovuto nulla a titolo di acconto.

L’acconto si versa:

  • in un’unica soluzione (entro il 30 novembre 2026) se l’importo della prima rata sarebbe pari o inferiore a 103 euro
  • in due rate se la prima rata supera i 103 euro. In questo caso, la prima rata si paga insieme al saldo (quindi entro il 30 giugno / 20 luglio, a seconda del calendario), mentre la seconda rata si versa entro il 30 novembre 2026

Sulla ripartizione tra le due rate, in linea generale la prima è pari al 40% e la seconda al 60% per i contribuenti ordinari, mentre per i soggetti ISA la suddivisione è del 50% e 50%. Trattandosi di un aspetto che varia a seconda della posizione, è sempre bene farlo verificare al proprio commercialista.

La rateizzazione: come diluire i pagamenti delle scadenze fiscali luglio

Se pagare tutto in un colpo pesa sulla liquidità, la legge consente di rateizzare le somme dovute a titolo di saldo e primo acconto (compresi i contributi INPS della quota eccedente il minimale).

Le regole principali:

  • le rate mensili si versano entro il giorno 16 di ciascun mese
  • il piano deve concludersi entro il 16 dicembre dello stesso anno
  • sulle rate successive alla prima si applicano interessi di rateizzazione (nell’ordine dello 0,33% mensile).

ATTENZIONE: chi rientra nella proroga al 20 luglio parte più tardi, quindi ha a disposizione un numero di rate ridotto rispetto a chi versa la prima rata a giugno. Diluire i pagamenti resta comunque un’opzione utile per gestire meglio la cassa, soprattutto nei mesi estivi.

Il calendario completo delle altre scadenze fiscali luglio

Oltre al saldo e all’acconto, luglio concentra numerosi altri adempimenti. Ecco le date da segnare.

1° luglio — Versamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione (non in cedolare secca) stipulati o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 1° giugno 2026.

15 luglio — Emissione e registrazione delle fatture differite relative alle cessioni di beni consegnate a giugno e documentate da DDT.

16 luglio — È la giornata più densa del mese. Scadono:

  • la liquidazione e il versamento dell’IVA mensile relativa a giugno
  • le ritenute operate dai sostituti d’imposta a giugno su lavoro dipendente, assimilato e autonomo, con le relative addizionali
  • i contributi INPS dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori iscritti alla Gestione Separata (tramite flusso UniEmens)
  • la ritenuta del 21% sulle locazioni brevi relative al trimestre aprile-giugno, per intermediari e portali
  • la seconda rata per chi ha versato la prima rata entro il 30 giugno e ha scelto la rateizzazione

20 luglio — Versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 per i soggetti ISA, forfettari, minimi e soci trasparenti (proroga senza maggiorazione)

25 luglio — Presentazione degli elenchi riepilogativi INTRASTAT relativi alle operazioni intracomunitarie di giugno (soggetti mensili) e del secondo trimestre (soggetti trimestrali).

30 luglio — Versamento del saldo e del primo acconto per i contribuenti ordinari che non hanno pagato entro il 30 giugno, con la maggiorazione dello 0,40%

31 luglio — Chiusura del mese con diverse scadenze: la prima (o unica) rata della Rottamazione-quinquies, il canone RAI per alcune categorie, il bollo auto (con scadenze che variano da regione a regione) e altri adempimenti minori.

Una nota utile: a differenza di agosto, luglio non gode della sospensione feriale dei termini. Le scadenze del mese, quindi, non slittano automaticamente: vanno rispettate alla data prevista (salvo il consueto spostamento al primo giorno lavorativo utile quando cadono di sabato o in un festivo).

Focus: la prima rata della Rottamazione-quinquies (31 luglio)

Per chi ha aderito alla nuova definizione agevolata, il 31 luglio 2026 è una data cruciale: è il termine entro cui versare la prima rata o l’intero importo in unica soluzione.

Alcuni punti chiave da tenere presenti:

  • l’importo e la ripartizione delle rate sono indicati nella comunicazione delle somme dovute, resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione a partire dal 23 giugno 2026
  • il pagamento può avvenire in unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali
  • è prevista una tolleranza di cinque giorni (fino al 5 agosto) solo per chi paga in unica soluzione e per l’ultima rata dei piani rateali
  • saltare le rate espone al rischio di decadenza dalla definizione agevolata, con il ripristino di sanzioni e interessi: è quindi essenziale verificare con attenzione il proprio calendario di pagamento.

Nella stessa giornata del 31 luglio scade anche una rata della precedente Rottamazione-quater: chi ha aderito a entrambe le misure deve gestire due pagamenti distinti. In caso di dubbi, il riferimento è sempre la comunicazione ufficiale ricevuta dall’Agenzia.

Cosa succede se salti una scadenza

Dimenticare una scadenza non è la fine del mondo, ma va gestito subito. Per i versamenti da dichiarazione, lo strumento è il ravvedimento operoso: consente di regolarizzare il pagamento tardivo versando l’imposta dovuta insieme a una sanzione ridotta e agli interessi, in misura crescente con il passare del tempo. Prima si rimedia, meno si paga.

Per le definizioni agevolate, invece, le regole sono più rigide e specifiche: qui il rispetto delle scadenze è determinante per non perdere i benefici, ed è bene affidarsi al proprio consulente per non commettere errori che vanificherebbero l’adesione.

La regola d’oro, in ogni caso, è la pianificazione: conoscere in anticipo le scadenze e accantonare per tempo le somme necessarie è l’unico modo per affrontare luglio senza affanni.

Organizzarsi con le scadenze fiscali luglio per non sbagliare

Luglio è un mese fitto di adempimenti, reso più articolato dal doppio calendario tra scadenza ordinaria e proroga al 20 luglio. Le due cose da mettere subito a fuoco sono: capire in quale calendario ti trovi e, se rientri nella proroga, ricordare che rinviare ad agosto costa il doppio rispetto al passato, con la maggiorazione salita allo 0,80%.

Tra saldo, acconto, IVA, contributi e definizioni agevolate, avere un quadro chiaro e una gestione ordinata della liquidità è ciò che distingue chi affronta l’estate serenamente da chi si ritrova a rincorrere le scadenze.

Quando scadono il saldo 2025 e il primo acconto 2026?

Dipende dalla categoria. Per i contribuenti ordinari (dipendenti, pensionati, non-ISA) la scadenza è il 30 giugno 2026, con possibilità di versare entro il 30 luglio applicando lo 0,40% di maggiorazione. Per i soggetti ISA, i forfettari, i minimi e i soci di società trasparenti, il termine è prorogato al 20 luglio 2026 senza maggiorazione.

Chi beneficia della proroga al 20 luglio 2026?

La proroga, introdotta dal Decreto Legge 22 maggio 2026 n. 89, riguarda i soggetti a cui si applicano gli ISA, i contribuenti in regime forfettario, quelli in regime di vantaggio (ex minimi) e i soci di società e associazioni trasparenti in possesso dei requisiti di legge. Non riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati.

Quanto costa pagare in ritardo con la proroga?

Chi rientra nella proroga può versare entro il 20 luglio senza maggiorazione, oppure entro il 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80%. Attenzione: rispetto agli anni scorsi questa maggiorazione è raddoppiata (era dello 0,40%), quindi rinviare ad agosto è più oneroso che in passato.

Come si calcola il primo acconto delle imposte?

L’acconto è generalmente pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente, se questa è pari o superiore a 52 euro. Si versa in unica soluzione (entro il 30 novembre) se la prima rata sarebbe pari o inferiore a 103 euro, oppure in due rate: la prima insieme al saldo, la seconda entro il 30 novembre 2026.

Quando scade la prima rata della Rottamazione-quinquies?

La prima rata, oppure l’intero importo in unica soluzione, va versata entro il 31 luglio 2026. L’importo è indicato nella comunicazione delle somme dovute dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È prevista una tolleranza di cinque giorni solo per il pagamento in unica soluzione e per l’ultima rata dei piani rateali.

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3 risposte

    1. Buongiorno Elena,
      grazie mille per il suo feedback!
      Siamo felici che abbia trovato il contenuto utile e semplice — è proprio l’obiettivo con cui realizziamo ogni guida.
      Se ha domande o desidera approfondimenti su altri temi fiscali, siamo a disposizione!
      Un caro saluto,
      Il Commercialista Online

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