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scadenze fiscali giugno

Scadenze fiscali giugno: tutte le date da ricordare

SOMMARIO

Se c’è un mese in cui i contribuenti italiani fanno davvero i conti con il Fisco, è giugno. È il momento in cui si tirano le somme dell’anno precedente e si anticipa una parte di quello in corso, tra imposte sui redditi, IMU e contributi previdenziali. Due date, in particolare, dominano il calendario: il 16 giugno, con l’acconto IMU e i consueti versamenti mensili, e il 30 giugno, la scadenza più importante dell’anno per imprese, professionisti e partite IVA, quando si versano saldo e primo acconto delle imposte sui redditi.
Anche quest’anno, però, c’è una proroga che alleggerisce le scadenze fiscali giugno per molte partite IVA. In questo articolo mettiamo in ordine tutte le scadenze fiscali di giugno 2026: cosa si paga, quando e chi può rimandare.

16 giugno: l’acconto IMU

La scadenza più attesa di metà mese è quella dell’IMU, l’Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 si versa la prima rata (acconto), pari in genere al 50% dell’imposta annua, calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni dell’anno precedente. Il saldo, con eventuale conguaglio sulle aliquote comunali definitive del 2026, si pagherà entro il 16 dicembre. Chi preferisce, può anche versare l’intera imposta annuale in un’unica soluzione già a giugno.

Chi deve pagare l’IMU (e chi è esente)

L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari, su:

  • seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
  • abitazioni principali “di lusso” (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
  • terreni agricoli (con esenzioni per alcune zone montane e collinari)
  • aree edificabili e fabbricati produttivi

È invece esente l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) con le relative pertinenze. In parole semplici: sulla prima casa, se non è signorile, l’IMU non si paga.

Un’attenzione importante: l’IMU non è prorogata

Come vedremo, quest’anno molti versamenti di giugno slittano a luglio grazie a una proroga. L’acconto IMU, però, non rientra nella proroga: la scadenza del 16 giugno resta valida per tutti, anche per i soggetti ISA e i forfettari. È un errore da evitare, perché confondere le due cose può costare sanzioni.

La dichiarazione IMU (30 giugno)

Da non confondere con il pagamento: entro il 30 giugno 2026 va presentata anche la dichiarazione IMU relativa alle variazioni intervenute nel 2025 e rilevanti ai fini dell’imposta, quando non già conoscibili dal Comune tramite le banche dati catastali (ad esempio immobili che hanno acquisito o perso l’esenzione, o concessi in comodato d’uso gratuito a parenti).

Giorno 16: principali scadenze fiscali giugno

Oltre all’IMU, il 16 giugno è la classica giornata “piena” dei versamenti periodici. Entro questa data i soggetti interessati devono provvedere a:

  • la liquidazione e il versamento dell’IVA mensile relativa a maggio
  • le ritenute IRPEF operate dai sostituti d’imposta a maggio su lavoro dipendente, assimilato e autonomo, con le relative addizionali
  • i contributi INPS dei dipendenti e dei collaboratori iscritti alla Gestione Separata (tramite flusso UniEmens)
  • l’eventuale rata del saldo IVA 2025 per chi ha scelto la rateizzazione
  • la Tobin Tax e altri versamenti minori

Inizio mese e metà mese: le altre date

Il mese si apre e prosegue con alcuni adempimenti che è bene non dimenticare.

1° giugno (il termine del 31 maggio, cadendo di domenica, è slittato al primo giorno lavorativo) — Trasmissione delle LIPE, le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA del primo trimestre 2026; versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del primo trimestre; registrazione dei contratti di locazione con decorrenza dal 1° maggio.

15 giugno — Trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei modelli 730 ricevuti dai CAF e dai professionisti abilitati entro il 31 maggio; emissione e registrazione delle fatture differite relative alle consegne di maggio documentate da DDT.

25 giugno: gli elenchi INTRASTAT

Il 25 giugno scade il termine per la presentazione degli elenchi riepilogativi INTRASTAT relativi alle operazioni intracomunitarie del mese di maggio, per i soggetti tenuti alla comunicazione mensile.

30 giugno: il giorno delle scadenze fiscali giugno

Arriviamo alla data più importante: il 30 giugno 2026 è il termine ordinario per il versamento del saldo delle imposte 2025 e del primo acconto 2026 risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Cosa si versa

La scadenza abbraccia un’ampia gamma di imposte e contributi:

Come si calcola il primo acconto

L’acconto IRPEF è dovuto, in linea generale, nella misura del 100% dell’imposta dell’anno precedente, purché questa sia pari o superiore a circa 52 euro. Si versa:

  • in un’unica soluzione entro il 30 novembre, se l’importo della prima rata sarebbe modesto (pari o inferiore a circa 103 euro);
  • in due rate negli altri casi: la prima insieme al saldo (quindi entro il 30 giugno), la seconda entro il 30 novembre 2026.

Attenzione a non confondere: l’acconto IMU è pari al 50% dell’imposta, mentre l’acconto delle imposte sui redditi è calcolato sul 100% dell’imposta dell’anno prima. Sono due meccanismi diversi.

Il differimento di 30 giorni

Chi non versa entro il 30 giugno può comunque pagare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. È la tolleranza ordinaria prevista dalla legge per i contribuenti non interessati dalla proroga.

Gli altri adempimenti del 30 giugno

Nella stessa giornata scadono anche il pagamento del diritto annuale CCIAA (con importo variabile in base a forma giuridica e fatturato), la dichiarazione IMU per le variazioni 2025, il collegamento tra POS e registratore telematico, le comunicazioni CRS-FATCA e l’imposta sui servizi digitali per i soggetti interessati. Per le società di capitali con esercizio solare, entro fine giugno cade inoltre il termine dei 180 giorni per l’eventuale approvazione “prorogata” del bilancio 2025.

La proroga 2026: molte partite IVA slittano al 20 luglio

Ed eccoci alla novità che alleggerisce giugno per una larga platea di contribuenti. Il Decreto Legge del 22 maggio 2026, n. 89 ha prorogato i versamenti in scadenza il 30 giugno al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione.

La proroga riguarda:

  • i soggetti a cui si applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), con ricavi o compensi entro la soglia di legge
  • i contribuenti in regime forfettario
  • i contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
  • i soci di società e associazioni “trasparenti” in possesso dei requisiti previsti.

Per questi soggetti il saldo 2025 e il primo acconto 2026 delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA (oltre a cedolare secca, IVIE, IVAFE, contributi eccedenti il minimale e diritto camerale) si versano entro il 20 luglio senza costi aggiuntivi, oppure entro il 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80%.

Un’avvertenza fondamentale: la proroga non è un rinvio generalizzato di tutte le scadenze. Restano ferme le scadenze periodiche del 16 giugno (IVA, ritenute, contributi UniEmens) e, come abbiamo visto, l’acconto IMU. Slitta solo ciò che deriva dalla dichiarazione dei redditi.

Per il dettaglio completo delle scadenze del mese successivo e delle regole della proroga, puoi consultare il nostro approfondimento dedicato alle scadenze fiscali di luglio 2026.

La rateizzazione: come diluire i pagamenti

Chi lo desidera può rateizzare le somme dovute a titolo di saldo e primo acconto (compresi i contributi INPS della quota eccedente il minimale). Le regole in sintesi:

  • le rate mensili si versano entro il giorno 16 di ciascun mese
  • il piano deve concludersi entro il 16 dicembre dello stesso anno
  • sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi di rateizzazione
  • il secondo acconto (in scadenza il 30 novembre) resta fuori dal piano rateale

È uno strumento utile per gestire la liquidità, tenendo però presente che chi rientra nella proroga parte più tardi e ha quindi meno rate a disposizione.

Giugno si pianifica, non si improvvisa

Giugno concentra il maggior numero di adempimenti dell’anno: l’acconto IMU del 16, i versamenti periodici e, soprattutto, il saldo e il primo acconto del 30 giugno. La proroga al 20 luglio dà respiro a molte partite IVA, ma è essenziale sapere con precisione cosa slitta e cosa no, per non commettere errori sull’IMU o sulle scadenze periodiche.

La differenza tra un giugno gestito con serenità e uno vissuto tra corse e sanzioni sta tutta nella pianificazione: conoscere le date, calcolare correttamente gli importi e accantonare per tempo le somme necessarie.

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