Di Categorie: Ditta Individuale, Libero professionista e freelancePubblicato il: 20/11/2018Last Updated: 18/12/2021

È possibile avere due partite iva? Cosa devo fare per svolgere una seconda attività se ho già Partita IVA? È possibile con la stessa partita IVA due codici ateco? O devo seguire altre strade?

La risposta è a tutte queste domande è semplicissima: per svolgere due diverse attività non è possibile aprire due partite IVA, ma basta aggiungere un altro codice ATECO a quella già in essere. Infatti se una persona si recasse all’Agenzia delle Entrate per richiedere l’apertura di due partite IVA, il procedimento non verrebbe nemmeno avviato. Di conseguenza, per svolgere una seconda attività occorrerà aggiungere un codice ATECO ed eventualmente richiedere tutte le autorizzazioni previste per la seconda attività che si vuole aggiungere. Abbandonato il concetto di avere due partite IVA per lo stesso soggetto, vediamo come fare per aggiungere un codice ateco.

Come aggiungere un codice ATECO alla partita IVA?

All’atto dell’apertura della partita IVA occorre comunicare all’agenzia delle entrate il tipo di attività che si vuole svolgere indicando il codice ATECO appropriato. Oltre al tipo di contabilità prescelto e alle eventuali agevolazioni di cui ci si vuole avvalere (ad esempio il regime forfettario 2019).

Con la stessa partita IVA è possibile esercitare più attività indicando nel modello di apertura i codici ATECO corrispondenti a ciascuna attività. Quando invece la partita IVA è già aperta e si decide di avviare una seconda attività, occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate il nuovo codice ATECO. Per fare questo è necessario utilizzare il modello AA9. Inoltre, per alcune attività occorre, nei 30 giorni successivi, presentare la richiesta di iscrizione al registro imprese, e, quando richiesta, la SCIA al Comune.

Quanto costa aggiungere un codice ATECO alla partita IVA?

I costi dipendono dal tipo di attività. Infatti, normalmente, per un libero professionista aggiungere un codice ATECO alla partita IVA già esistente non comporta il sostenimento di alcun costo, in quanto occorre semplicemente presentare una richiesta presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate mediante la compilazione dell’apposito modello AA9 che può essere presentato direttamente dal richiedente oppure tramite un professionista incaricato. Occorre sostenere costi quando invece per l’aggiunta della nuova attività occorre iscriversi in Camera di Commercio oppure effettuare una variazione all’iscrizione già presentata. Comunque, la variazione in Camera di Commercio, quando non sono necessarie particolari formalità, generalmente comporta i seguenti costi:

  • € 18,00 come diritti di segreteria;
  • € 17,50 per la marca da bollo.

Come funziona la contabilità separata?

Si parla di contabilità separata quando un titolare di partita IVA che svolge contemporaneamente più attività decide di tenere separatamente la contabilità per ogni attività esercitata. L’art. 36 del DPR 633/72 prevede che: “soggetti passivi che svolgono contemporaneamente più attività all’interno della stessa impresa, devono applicare un’imposta unica per tutte le attività con riferimento al volume d’affari complessivo”. Di conseguenza, per determinare l’IVA occorrerà sommare il fatturato di ciascuna attività.

Tuttavia, vi sono dei casi, però, in cui la separazione della contabilità non è una scelta ma è obbligatoria per legge e precisamente quando si verifica:

  • esercizio contemporaneo di attività di impresa e lavoro autonomo;
  • commercio al minuto con il metodo della ventilazione;
  • attività agricole (art.34 e 34bis del DPR 633/72), qualora non abbiano optato per l’applicazione dell’IVA ordinaria;
  • attività di spettacolo con detrazione dell’IVA forfettaria.

Sia quando la contabilità separata è obbligatoria per legge che quando si adotta per scelta, bisognerà comunicarlo all’agenzia delle entrate unitamente al codice ATECO che si intende aggiungere.

Nel caso di contabilità separata, la numerazione delle fatture emesse, nonché la loro annotazione all’interno dei registri, dovrà avvenire separatamente così come avverrà per le fatture d’acquisto. Inoltre, sarà necessario differenziare i registri ordinari, i versamenti dell’imposta e infine presentare un’unica dichiarazione annuale, ma contenente una sezione per ogni attività.

Come funziona il regime forfettario con più attività?

Anche per coloro che adottano il regime forfettario è possibile esercitare più attività, contraddistinte da codici ATECO differenti, ai fini del diritto all’accesso o alla permanenza nel regime forfettario, occorre considerare il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività esercitate.

Inoltre, per determinare il reddito di un contribuente forfettario che esercita più attività:

  • se trattasi di attività dello stesso settore: occorrerà sommare i fatturati di ciascuna attività ed applicare il corrispondente coefficiente di redditività;
  • se trattasi di attività di settori diversi: occorrerà applicare a ciascun fatturato il corrispondente coefficiente di redditività, come ad esempio succede quando un professionista è anche commerciante e dovrà suddividere i ricavi delle due attività.

Per ulteriori info consultare il post Multiattività Regime Forfettario. Tutte le informazioni per il calcolo dei ricavi

Un libero professionista può svolgere anche un’attività di impresa?

La risposta è affermativa. Un libero professionista può svolgere anche un’attività di impresa quando non è vietato dall’eventuale albo di appartenza ovvero ci sia un contrasto tra le due attività che si vorrebbero svolgere. Ad esempio, gli ingegneri che svolgono un’altra attività imprenditoriale, pur non sussistendo una norma specifica che preveda l’incompatibilità assoluta tra lo svolgimento di attività imprenditoriali e l’iscrizione all’Ordine, non potrebbero comunque svolgere attività o partecipare in società che possano comportare il suo fallimento. Di conseguenza, trattandosi di materia molto complessa è sempre consigliabile consultare il proprio ordine di appartenenza chiedendo un’autorizzazione scritta.

Se svolgo due attività pago doppi contributi INPS?

Chi svolge una doppia attività di lavoro autonomo non è obbligato ad iscriversi a due gestioni previdenziali contemporaneamente. Occorre iscriversi alla sola gestione previdenziale corrispondente all’attività prevalente.

Tuttavia quando si svolge contemporaneamente un’attività imprenditoriale che prevede l’iscrizione alla Gestione INPS artigiani e commercianti ed una libera professione, senza una propria cassa di appartenenza, che prevede l’iscrizione alla Gestione Separata, sarà necessario il versamento della doppia contribuzione (ad esempio, alla Gestione Commercianti ed alla Gestione Separata): resta fermo, al pari di quanto osservato per i dipendenti-professionisti, il pagamento dell’aliquota ridotta al 24% alla Gestione Separata.

Quando invece il libero professionista è iscritto ad una cassa previdenziale occorre consultare il regolamento di quest’ultima. A titolo esemplificativo riportiamo di seguito il caso di un ingegnere iscritto all’inarcassa che apre un e-commerce.

CASO pratico: ingegnere che apre un e-Commerce.

Un ingegnere iscritto a Inarcassa, che decide di avviare un eCommerce dovrà:

  • versare a Inarcassa il solo contributo integrativo;
  • iscriversi alla Gestione Separata e versare alla gestione stessa i contributi sul reddito professionale fatturato;
  • pagare la contribuzione dovuta all’INPS alla Gestione Commercianti ed Artigiani per l’attività d’impresa.

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Commenti
  1. Ines 11/06/2022 at 08:34 - Reply

    Buongiorno, ho 57 anni ed ho chiuso il mio negozio a dicembre ed ho fatto la richiesta per indennizzo cessata attivita ora e’ stata accettata e da questo mese percepiro’ la pensione è gli arretrati la mia domanda e’ avendo la partita Iva per spettacolo posso ancora esercitare o rischio la perdita della pensione commercianti? Grazie

  2. Fausto 27/02/2022 at 12:47 - Reply

    Buongiorno,
    in caso di attività di venditore porta a porta, quindi con regime fiscale agevolato, avendo un codice ateco attività secondaria come consulente in campo gastronomico è possibile per questa attività mantenere il regime forfettario e in tal caso gestire contabilità separate?
    Grazie

    • Gentile Fausto,
      se applica il regime per venditori porta a porta, per la seconda attività occorre applicare il regime semplificato.
      Cordialità

  3. Paolo 16/02/2022 at 10:35 - Reply

    Salve, io sono ditta individuale e da poco impresa familiare con mio figlio. Attualmente svolgo ateco 55.10 ed essendo che ho terreni ad ulivo voglio produrre olio in regime esonerato e nello stesso tempo acquistare attrezzature agricole. Il mio commercialista dice che si può fare aggiungendo il codice ateco 01.26 come seconda attività e basta ma per quanto riguarda il recupero ed ammortamento attrezzature agricole avviene in modo separato e quindi non insieme alla mia attività principale (esempio se acquisto attrezzature e ho un recupero di iva non posso utilizzarla nel pagamento di qualunque f24 relativo alla mia attività principale.

    E vero? oppure e possibile?

  4. Adriano Fratus 04/10/2021 at 19:22 - Reply

    Buona sera io sono artigiano con partita Iva forfettario posso aprire anche una attività agricola anche se non avrà reddito grazie

  5. Renato 23/03/2021 at 16:25 - Reply

    Salve, illustro il caso di libero professionista ingegnere che è iscritto e versa i contributi a inarcassa, che intende affiancare l’attività di artigiano nel campo edile relativamente solo ad alcune lavorazioni di finitura (codici ateco 43.29.02 isolamento termico, 43.31.00 intonacatura, 43.32.02 infissi e arredi in legno…) da svolgere a supporto della realizzazione dei propri progetti tecnici nel campo dell’edilizia sostenibile. Supponendo di mantenere presumibilmente la prevalenza della professione di ingegnere, è necessario avere due contribuzioni previdenziali separate o far confluire tutto su inarcassa? Grazie

  6. Michele Celentano 14/02/2021 at 21:08 - Reply

    Salve,
    ho un’attività di commercio elettronico veicoli usati avviata nel 2019 (regime del margine); nel 2020 ho iniziato l’attività di procacciatore d’affari (regime forfettario) aggiungendo il nuovo codice ateco alla mia impresa individuale. Con la ditta originaria ho aderito, nel 2019, alla fatturazione elettronica di infocamere; attualmente emetto fattura elettronica per il commercio di veicoli usati e fattura cartacea per le provvigioni come procacciatore, tenendo le contabilità separate. Quest’anno dovrei trasmettere la prima dichiarazione per entrambe le attività e sono persuaso da alcuni dubbi. E’ possibile avere informazioni al riguardo ed eventualmente instaurare un rapporto?
    Grazie.
    Michele Celentano.

  7. Simo 27/01/2021 at 19:37 - Reply

    Buonasera,
    aprendo una partita IVA con codice ateco per e-commerce, ho letto che è necessario comunicare il sito web del negozio online in fase di apertura. Ma se io aprissi più di un sito web e-commerce (ognuno specializzato in un prodotto diverso anzichè fare un portale con più prodotti diversi), ad esempio due negozi online, è fattibile con la stessa partita IVA e codice ATECO? Inoltre, se volessi e mi capitasse di vendere gli stessi prodotti in un canale diverso da quello online, posso aggiungere un altro codice ateco e utilizzare stessa partita IVA? Nel ringraziarla anticipatamente per le sue risposte, colgo l’occasione per porle Cordiali saluti

  8. Mario 22/01/2021 at 18:15 - Reply

    Salve ho un dubbio.
    Vorrei aprire se possibile una sola SRL(S) sia per un centro estetico che per un e commerce (tshirt felpe etc)
    Attualmente ho una ditta individuale per l e commerce e so il volume di affari ma vorrei chiudere la ditta e avere entrambi i codici ateco in un’unica srl senza avere una separazione della contabilità.
    Credo quasi sicuramente che l e commerce sia l attività che porti più incasso.

    L amministratore della srl sarebbe mia moglie (estetista) e soci SENZA svolgere attività della srl io o mio padre.

    1) è possibile avere un’unica srl con i 2 codici ateco?
    2) quante contribuzioni INPS dovremmo pagare?

    Grazie

  9. Alberto Masia 11/01/2021 at 17:03 - Reply

    Buongiorno. Sono titolare di una impresa edile individuale con contabilità semplificata. Ho necessità di estendere il campo IVA anche al codice Ateco 711230 in quanto iscritto come professionista anche alla Cassa Geometri. Potete fare Voi questa variazione? Se Si, posso sapere il costo?
    Grazie mille.
    Cordialità

    • Dott.ssa Michela Vernieri Cotugno 12/01/2021 at 15:42 - Reply

      Gentile Alberto,
      Le invio una mail
      Cordialità

  10. diego 02/11/2020 at 18:32 - Reply

    Buongiorno,
    è possibile avere due attività, una artigiana e una e-commerce con nomi differenti con un’unica p.iva?

  11. Edoardo 27/01/2020 at 14:27 - Reply

    Dovrei aggiungere dei codici ateco alla mia Srl, svolgete questo servizio?

  12. Liviu Mita 10/11/2019 at 17:32 - Reply

    Buongiorno, complimenti per il vostro lavoro,
    Ho una ditta individuale ( una impresa di pulizie) e vorrei aprire una azienda agricola e diventare IAP, posso utilizzare la stessa P.IVA per aprire azienda agricola ? Oppure…che devo fare? Grazie mille.
    Cordiali saluti.

    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela 18/11/2019 at 11:05 - Reply

      Buongiorno,
      certo con la stessa partita iva può esercitare diverse attività.
      Cordialità

  13. Lorenzo 31/10/2019 at 15:52 - Reply

    Grazie delle informazioni, è uno dei pochi articoli che dà indicazioni chiare. Secondo voi, se un professionista con cassa autonoma (Inarcassa) esercita la prevalentemente la professione di architetto, l’aggiunta di un codice ateco per una seconda attività professionale (che richiederebbe Gestione Separata qualora fosse svolta come unica attività) permette comunque di versare i contributi di entrambe ad Inarcassa, ovvero la casa previdenziale di riferimento?

    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela 06/11/2019 at 10:49 - Reply

      Gentile Lorenzo,
      per la seconda attività occorre capire di che attività trattasi e occorre versare la gestione separata INPS.
      Cordialità

  14. Alfredo 11/09/2019 at 11:50 - Reply

    Buongiorno,
    una stessa P.IVA può quindi avere due ragioni sociali diverse?
    Grazie.
    Alfredo

    • Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela 16/09/2019 at 15:31 - Reply

      Salve, una partita iva iscritta in camera di commercio può avere una ditta tutelata. Una sola però.
      Cordialità

  15. Mattia 29/05/2019 at 15:21 - Reply

    Salve

    Per attività diverse come in un esempio pratico che mi si pone davanti ovvero: l’attività da fabbro manutentore e l’attività di web developer; è possibile avere il doppio codice
    ATECO e come ci si comporta con la tassazione?

    grazie
    Mattia

  16. MIRKO 12/04/2019 at 15:19 - Reply

    Buongiorno, un imprenditore individuale, può contemporaneamente fatturare come libero professionista (cioè con ritenuta etc.) utilizzando la stessa partita iva? grazie

  17. Max 22/11/2018 at 13:59 - Reply

    Se un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato (CCL Commercio e Terziario) volesse svolgere in aggiunta una seconda attività lavorativa, qual’è la normativa di riferimento che trova applicazione nel caso specifico?

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