Partita IVA: ecco come svolgere due attività diverse

(Last Updated On: 20 Nov 2018)

Infatti se una persona, già titolare di partita IVA, si recasse all’Agenzia delle Entrate per richiedere l’apertura di una seconda partita IVA, il procedimento non verrebbe nemmeno avviato. Di conseguenza, per svolgere una seconda attività occorrerà aggiungere un codice ATECO ed eventualmente richiedere tutte le autorizzazioni previste per la seconda attività che si vuole aggiungere.

Come aggiungere un codice ATECO alla partita IVA?

All’atto dell’apertura della partita IVA occorre comunicare all’agenzia delle entrate il tipo di attività che si vuole svolgere. Oltre al tipo di contabilità prescelto e alle eventuali agevolazioni di cui ci si vuole avvalere.

Con la stessa partita IVA è possibile esercitare più attività indicando nel modello di apertura i codici ATECO corrispondenti a ciascuna attività. Quando invece la partita IVA è già stata avviata, ma si decide di avviare una seconda attività, sarà necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate il nuovo codice ATECO. Questo sarà aggiunto utilizzando il modello AA9 e, se necessario, entro i 30 giorni successivi, iscrivendosi alla Camera di Commercio e presentando, quando richiesta, la SCIA al Comune.

Quanto costa aggiungere un codice ATECO alla partita IVA?

I costi dipendono dal tipo di attività. Infatti, normalmente, per un libero professionista aggiungere un codice ATECO alla partita IVA già esistente non comporta il sostenimento di alcun costo, in quanto occorre semplicemente presentare una richiesta presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate mediante la compilazione dell’apposito modello AA9 che può essere presentato direttamente dal richiedente oppure tramite un professionista incaricato. Occorre sostenere costi quando invece per l’aggiunta della nuova attività occorre iscriversi in Camera di Commercio oppure effettuare una variazione all’iscrizione già presentata. Comunque, la variazione in Camera di Commercio, quando non sono necessarie particolari formalità, generalmente comporta i seguenti costi:

  • € 18,00 come diritti di segreteria;
  • € 17,50 per la marca da bollo.

Come funziona la contabilità separata?

Si parla di contabilità separata quando un titolare di partita IVA che svolge contemporaneamente più attività decide di tenere separatamente la contabilità per ogni attività esercitata. L’art.  36 del DPR 633/72 prevede che: “soggetti passivi che svolgono contemporaneamente più attività all’interno della stessa impresa, devono applicare un’imposta unica per tutte le attività con riferimento al volume d’affari complessivo”. Di conseguenza, per determinare l’IVA occorrerà sommare il fatturato di ciascuna attività.

Tuttavia, vi sono dei casi, però, in cui la separazione della contabilità non è una scelta ma è obbligatoria per legge e precisamente quando si verifica:

  • esercizio contemporaneo di attività di impresa e lavoro autonomo;
  • commercio al minuto con il metodo della ventilazione;
  • attività agricole (art.34 e 34bis del DPR 633/72), qualora non abbiano optato per l’applicazione dell’IVA ordinaria;
  • attività di spettacolo con detrazione dell’IVA forfettaria.

Sia quando la contabilità separata è obbligatoria per legge che quando si adotta per scelta, bisognerà comunicarlo all’agenzia delle entrate unitamente al codice ATECO che si intende aggiungere.

Nel caso di contabilità separata, la numerazione delle fatture emesse, nonché la loro annotazione all’interno dei registri, dovrà avvenire separatamente così come avverrà per le fatture d’acquisto. Inoltre, sarà necessario differenziare i registri ordinari, i versamenti dell’imposta e infine presentare un’unica dichiarazione annuale, ma contenente una sezione per ogni attività.

Come funziona il regime forfettario con più attività?

Anche per coloro che adottano il regime forfettario è possibile esercitare più attività, contraddistinte da codici ATECO differenti, ai fini del diritto all’accesso o alla permanenza nel regime forfettario, occorre considerare il limite più elevato tra quelli fissati per ciascuna delle attività esercitate.

Inoltre, per determinare il reddito di un contribuente forfettario che esercita più attività:

  • se trattasi di attività dello stesso settore: occorrerà sommare i fatturati di ciascuna attività ed applicare il corrispondente coefficiente di redditività;
  • se trattasi di attività di settori diversi: occorrerà applicare a ciascun fatturato il corrispondente coefficiente di redditività, come ad esempio succede quando un professionista è anche commerciante e dovrà suddividere i ricavi delle due attività.

Un libero professionista può svolgere anche un’attività di impresa?

La risposta è affermativa quando non è vietato dall’eventuale albo di appartenza ovvero ci sia un contrasto tra le due attività che si vorrebbero svolgere. Ad esempio, gli ingegneri che svolgono un’altra attività imprenditoriale, pur non sussistendo una norma specifica che preveda l’incompatibilità assoluta tra lo svolgimento di attività imprenditoriali e l’iscrizione all’Ordine, non potrebbero comunque svolgere attività o partecipare in società che possano comportare il suo fallimento. Di conseguenza, trattandosi di materia molto complessa è sempre consigliabile consultare il proprio ordine di appartenenza chiedendo un’autorizzazione scritta.

Se svolgo due attività pago doppi contributi INPS?

Chi svolge una doppia attività di lavoro autonomo non è obbligato ad iscriversi a due gestioni previdenziali contemporaneamente, ma è tenuto ad iscriversi alla sola gestione corrispondente all’attività prevalente.

Tuttavia quando si svolge contemporaneamente un’attività imprenditoriale che prevede l’iscrizione alla Gestione INPS artigiani e commercianti ed una libera professione, senza una propria cassa di appartenenza, che prevede l’iscrizione alla Gestione Separata, sarà necessario il versamento della doppia contribuzione (ad esempio, alla Gestione Commercianti ed alla Gestione Separata): resta fermo, al pari di quanto osservato per i dipendenti-professionisti, il pagamento dell’aliquota ridotta al 24% alla Gestione Separata.

Quando invece il libero professionista è iscritto ad una cassa previdenziale occorre consultare il regolamento di quest’ultima. A titolo esemplificativo riportiamo di seguito il caso di un ingegnere iscritto all’inarcassa che apre un e-commerce.

CASO pratico: ingegnere che apre un e-Commerce.

Un ingegnere iscritto a Inarcassa, che decide di avviare un eCommerce dovrà:

  • versare a Inarcassa il solo contributo integrativo;
  • iscriversi alla Gestione Separata e versare alla gestione stessa i contributi sul reddito professionale fatturato;
  • pagare la contribuzione dovuta all’INPS alla Gestione Commercianti ed Artigiani per l’attività d’impresa.

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2 commenti
  1. Max
    Max dice:

    Se un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato (CCL Commercio e Terziario) volesse svolgere in aggiunta una seconda attività lavorativa, qual’è la normativa di riferimento che trova applicazione nel caso specifico?

    Rispondi

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