Conto Corrente dedicato: è obbligatorio?

Conto Corrente dedicato: è obbligatorio?

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(Last Updated On: 10 maggio 2017)

Il conto corrente: è obbligatorio per chi apre Partita IVA averne uno dedicato? O è possibile utilizzare un conto esistente? Quali sono i limiti per l’utilizzo del denaro contante? E a quali sanzioni si va incontro?

I lavoratori autonomi sono obbligati ad avere un conto corrente dedicato?

Il Decreto Bersani (Decreto sulle Liberalizzazioni) nel 2006 ha introdotto l’obbligo per le persone fisiche che esercitano arti e professioni e per le società o associazioni fra artisti e professionisti a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali far affluire le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali effettuare i prelevamenti per il pagamento delle spese.

Tuttavia, nel 2008 il D.L. 112 abrogava il menzionato obbligo di tenere un conto corrente dedicato all’attività professionale.

Di conseguenza,  la risposta al quesito è la seguente: non è obbligatorio il conto corrente dedicato.

Per ricevere i pagamenti dalla Pubblica Amministrazione quale conto bisogna utilizzare?

La Pubblica Amministrazione, quando effettua i pagamenti, richiede l’indicazione di un conto corrente: in questo caso occorre semplicemente indicare gli estremi di un conto corrente anche se non dedicato esclusivamente all’attività professionale.

E’ possibile avere una partita IVA senza avere un conto corrente?

La risposta è sicuramente questa: il conto corrente dedicato all’attività non è obbligatorio ma occorre comunque avere un conto corrente dal quale effettuare il pagamento degli F24 nonché per effettuare i pagamenti e ricevere gli incassi superiori ai € 3.000 (limite previsto dalla normativa antiriciclaggio).

Quali sono i limiti di utilizzo contante ai fini della legge sull’antiriciclaggio?

Il limite per l’utilizzo del contante, dal 1 gennaio 2016, è pari ad € 3.000 per i trasferimenti effettuati con:

  • denaro contante,
  • libretti di deposito bancario o libretti postali al portatore,
  • titoli al portatore in euro o in valuta estera.

Quali le eccezioni al limite dei € 3.000?

Alcune operazioni hanno tuttavia un limite diverso per l’utilizzo del contante; in particolare:

  1. le rimesse di denaro (money transfer) effettuate all’estero hanno ancora il limite previsto fino al 31 dicembre 2015 pari ad € 1.000: queste rimesse avvengono normalmente quando un immigrato invia i propri risparmi nel Paese di origine;
  2. gli assegni, sia circolari che bancari, se superiori ad € 1.000 devono essere emessi con la clausola “non trasferibile”;
  3. i pagamenti effettuati dalla pubblica amministrazione per emolumenti non possono essere effettuati in contanti se superiori ad € 1.000.

Si precisa che il limite viene superato anche se vengono effettuati più pagamenti, inferiori alla soglia, ma comunque riconducibili alla stessa operazione (ad esempio una fattura di euro 4.000 non è possibile effettuare due pagamenti di cui uno euro 2.850 in contanti e l’altro di euro 1.150.

Quali le sanzioni in caso di superamento del limite dei € 3.000?

La sanzione amministrativa prevista per le violazioni dell’obbligo relativo al pagamento in contanti al di sopra delle soglie vigenti consentite varia dall’1% al 40% dell’importo trasferito e non può mai essere inferiore a € 3.000.

Tuttavia, se la violazione del limite supera i € 50.000, la sanzione minima prevista viene quintuplicata.

Inoltre, per il professionista che, venuto a conoscenza della violazione commessa, non effettua le dovute comunicazioni, è prevista una sanzione pecuniaria che va dal 3% al 30% dell’importo dell’operazione, con un minimo di € 3.ooo.

Quali le novità introdotte dal DL 193/2016?

Con l’entrata in vigore del DL 193/2016, sono cambiate le soglie giornaliere e mensili di prelievo dal conto corrente del denaro contante per gli imprenditori. Infatti, non è possibile ritirare più di € 1.000 al giorno e più di € 5.000 al mese, se non si vuole finire nel mirino del fisco.

Superati detti limiti, potrebbero scattare i controlli per verificare se si tratta di “ricavi non dichiarati”. Per i versamenti non ci sono limiti, ma occorrerà comunque sempre dimostrare la provenienza del denaro.

Hai bisogno di ulteriori informazioni?

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci compilando il form che trovi nella pagina Preventivi oppure lasciando un commento qui sotto.

 

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12 commenti
  1. Caterina
    Caterina dice:

    Buongiorno,
    sto per aprire un conto dedicato dove far confluire gli introiti della mia attività di libera professionista. Tutte le indicazioni indicate nel post mi sono chiare ma vorrei sapere se sono obbligata ad aprire un conto business o è sufficiente che apra un normale conto da privato (che ha spese notevolmente inferiori)

    Grazie

    Rispondi
  2. Giudeppina Messina
    Giudeppina Messina dice:

    Mio marito che ha una ditta individuale e che condivide con me un conto corrente da molti anni è stato quasi obbligato dal nuovo direttore della nostra banca ad aprire un nuovo conto ad uso esclusivo della ditta, per incoraggiarlo in tale senso hanno respinto i bonifici che fino a quel momento riceveva dai suoi clienti. Tutto questo dal primo di gennaio, non sono stati molto chiari sulla normativa e su come venga applicata, mi è sembrato da parte della banca solo un modo per farci aprire un altro conto corrente(fra l’altro molto costoso). La ringrazio per i chiarimenti che vorrà offrirmi.

    Rispondi
  3. silvia marchini
    silvia marchini dice:

    Buongiorno
    una società SNC in contabilità semplificata è obbligata ad avere un conto corrente intestato ? Fino ad oggi non c’è stata necessità di pagare F24 a nome della società in quanto sempre a credito e i pagamenti a fornitori sono fatti quasi tutti in contanti in quanto di hanno un importo poco elevato. Per i movimenti della società viene utilizzato il conto corrente intestato al socio di maggioranza sul quale vengono versati gli incassi dei corrispettivi ed eventuali altre operazioni. I soci non vorrebbero aprire un altro conto perchè avrebbe un costo elevato. Grazie per la risposta

    Rispondi
  4. Gaetano Cannizzo
    Gaetano Cannizzo dice:

    Buon pomeriggio,
    Ho appena aperto la partita iva perché ho una piccola azienda agricola di cui sono l’intestatario. La banca mi ha detto che per forza devo aprire un conto aziendale e non un conto privato dato che dovrò versare qualche assegno.
    Mi chiedo:”In un conto corrente privato non è possibile versare assegni? ”
    Grazie

    Rispondi
  5. Claudio
    Claudio dice:

    Buongiorno,
    mio padre e mia madre, già da qualche tempo, hanno costituito una società semplice agricola di cui mio padre è il legale rappresentante; vi è l’obbligo di un conto corrente aziendale o basta quello privato già cointestato?.
    Grazie

    Rispondi
  6. giacomo
    giacomo dice:

    Buongiorno,
    sono il titolare di una SAS ma da tempo ormai ho solo il conto personale alle Poste, come posso incassare assegni non trasferibili intestati alla sas (che come dicitura ha “NOME SOCIETA’ S.A.S. DI MIO NOME & C.”) anche di oltre 3.000€?
    Preciso inoltre che sono il socio accomandatario che detiene il 98%.
    Sono obbligato a sottostare al “volere comune” (di banca/poste e ragioniere) di avere il c.c. intestato alla SAS?
    Ringrazio fin d’ora per il Vs. parere. Distinti saluti.

    Rispondi

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