Limiti Prelievo Contanti

Prelievo Contanti, Ecco i nuovi limiti

(Last Updated On: 14 Dicembre 2018)

Qual è il limite prelievo contante da non superare per le operazioni in banca?

Un’eccessiva movimentazione può insospettire l’Amministrazione Finanziaria che ha la possibilità di controllare i conti correnti bancari attraverso l’anagrafe dei rapporti finanziari tramite la quale gli istituti di credito sono tenuti a comunicare periodicamente i dati dei clienti. 

Le misure introdotte dal Governo in materia di antiriciclaggio sono sempre più numerose e hanno l’obiettivo di limitare l’utilizzo del contante attraverso la sua sostituzione con mezzi di pagamento tracciabili, al fine di contrastare l’evasione fiscale. Vediamo di cosa si tratta e chi riguarda e quali sono le altre regole previste dall’antiriciclaggio prelievo contante 2018.

Prelievi dal conto corrente: quanto si può prelevare in banca? Quando scatta la segnalazione?

La graduale sostituzione del contante con la moneta elettronica ha portato a modificare anche la disciplina in materia di prelievi bancari. Con il Decreto Fiscale sono state apportate delle modifiche alla disciplina dei prelievi dal conto corrente e sono state fissate due nuove soglie al superamento delle quali scattano i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco nel dettaglio il nuovo limite versamento contanti o prelievi contanti:

  • la soglia giornaliera di prelievo contanti è di € 1.000;
  • la soglia mensile è di € 5.000.

Scatta l’allarme “ricavi non dichiarati” al superamento di dette soglie con i conseguenti controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, potrebbe scattare la segnalazione della banca al superamento deli limiti di versamento e/o di prelievo contanti.

A quali soggetti si applicano i limiti di versamento e prelievo contante?

Le nuove soglie per il prelievo di denaro contante presso gli sportelli bancari o postali si applicano soltanto ai titolari di reddito di impresa come imprenditori, artigiani e commercianti.

Restano invece esclusi i contribuenti privati e i professionisti per cui, a seguito di una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha approfondito la tematica del limite ai prelievi da conto corrente.

Stando alla sentenza, non esiste un limite prelievo contanti per tutti i contribuenti così come non esiste un limite prelievo bancomat, al netto degli imprenditori. Il prelievo non giustificato di soldi dal proprio conto non può dare origine a controllo o accertamento e l’Agenzia delle Entrate non è tenuta a chiedere spiegazioni se si ricorre in maniera frequente al Bancomat.

Cosa succede se si superano i limiti di versamento e prelievo contante?

Il superamento delle soglie mensili o giornaliere può comportare un accertamento fiscale presso il soggetto da parte dell’Agenzia delle Entrate in quanto, come stabilito dall’articolo 7 quater del Decreto Fiscale che ha introdotto le nuove soglie per i prelievi, tale violazione potrebbe configurarsi come presunzione di evasione fiscale.

Cosa fare in caso di controlli?

Come per tutti i controlli eseguiti dal Fisco, spetta al soggetto passivo IVA l’onere della prova, per cui se in seguito al superamento delle soglie previste si è soggetti ad accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, occorrerà dimostrare che le somme prelevate in eccesso siano immesse in un circuito tracciabile ed utilizzate in modo lecito attraverso documentazione verificabile.

Tuttavia, nei casi più gravi e quando non viene provato il contrario, l’Agenzia può tassare il prelievo effettuato come un ricavo non dichiarato fino a condannare il trasgressore per presunzione di attività illecita e lavoro nero.

Quali sono gli altri limiti per l’utilizzo di contanti?

La normativa antiriciclaggio non prevede alcun limite per i trasferimenti effettuati dal conto corrente, mentre per i trasferimenti in denaro è fissata la soglia di € 3.000; è comunque possibile trasferire importi superiori avvalendosi di banche, poste o carte di credito.

Tuttavia, anche se i limiti vengono rispettati, il Fisco può comunque procedere con i controlli per conoscere la provenienza delle somme utilizzate dal contribuente. Anche in questo caso sarà suo onere dimostrare che non ci sia stata alcuna violazione e che le somme siano di provenienza lecita. Diversamente dall’accertamento potrebbe emergere una presunzione di evasione fiscale e l’irrogazione di sanzioni.

Cosa succede per i pagamenti frazionati?

Per i pagamenti frazionati in rate pagate in contanti ciascuna inferiore ad € 3.000, sono vietati quando rappresentano un modo per eludere il limite all’uso dei contanti imposto dalla normativa antiriciclaggio, Tuttavia, quando trattasi di una dilazione derivante da una pratica commerciale e da un accordo scritto tra le parti, secondo il Ministero, nella fattispecie delineata è lecito.

Quali le sanzioni per i pagamenti in contanti superiori a € 3.000?

In caso di pagamenti in contanti superiori a € 3.000 è prevista una sanzione amministrativa che varia da € 3.000 a € 50.000 a differenza della sanzione prevista fino al 4 luglio 2017 quando era compresa tra l’1% e il 40% dell’importo trasferito.

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