Se hai uno o più appartamenti che affitti su Airbnb, Booking o in modo diretto per brevi soggiorni, il 2026 ha portato novità importanti che devi conoscere subito.
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026) ha riscritto in modo significativo le regole fiscali per chi gestisce affitti brevi in Italia. Non si tratta di piccoli aggiustamenti: cambiano le aliquote, cambia la soglia oltre la quale si diventa imprenditori, e cambiano gli obblighi pratici da rispettare.
In questo articolo troverai tutto quello che ti serve sapere, spiegato in modo chiaro e senza tecnicismi inutili:
- Cos’è un affitto breve (e cosa non lo è)
- Come funzionava prima e cosa è cambiato nel 2026
- Le nuove aliquote della cedolare secca
- Quando sei obbligato ad aprire la Partita IVA
- Cosa devi fare concretamente se superi la soglia
- Tutti gli altri obblighi: CIN, SCIA, Alloggiati Web, tassa di soggiorno
Cos’è un affitto breve: definizione e limiti di durata
Prima di parlare di tasse e obblighi, è fondamentale capire di cosa stiamo parlando.
Per affitto breve (o locazione breve) si intende un contratto di locazione di un immobile a uso abitativo con durata non superiore a 30 giorni per singolo contratto. Questa definizione è stabilita dall’articolo 4 del D.L. 50/2017, che è la norma di riferimento per tutta la materia.
Caratteristiche principali:
- durata massima: 30 giorni consecutivi per ogni singola prenotazione
- l’immobile deve essere a uso abitativo (non commerciale o industriale)
- può avvenire tramite piattaforme come Airbnb, Booking.com, Vrbo o direttamente tra privati
- non sono previsti servizi aggiuntivi tipici degli alberghi (colazione, pulizia giornaliera, reception)
ATTENZIONE: se superi i 30 giorni con un singolo contratto, non sei più in regime di affitto breve. In quel caso si applicano le regole ordinarie della locazione, con obbligo di registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.
Affitto breve vs locazione turistica vs B&B: qual è la differenza?
Questi tre termini vengono spesso usati come sinonimi, ma non lo sono:
- Affitto breve: contratto sotto i 30 giorni, senza servizi aggiuntivi, gestibile come privato (fino a 2 immobili)
- Locazione turistica: forma di affitto breve regolata a livello regionale, con adempimenti locali specifici (SCIA, codici identificativi regionali)
- B&B: struttura ricettiva con servizi minimi (colazione, accoglienza), soggetta a normative regionali specifiche e di solito richiede partita IVA
Come funzionava prima del 2026: un breve riassunto
Per capire le novità, è utile fare un passo indietro.
Fino al 31 dicembre 2025, le regole principali erano:
- si poteva affittare fino a 4 immobili senza aprire la Partita IVA
- dal quinto immobile in poi scattava l’attività imprenditoriale con obbligo di P.IVA
- per i primi 4 immobili si applicava la cedolare secca: al 21% su un solo immobile a scelta, al 26% sugli altri
Dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio ha abbassato significativamente la soglia:
- si può continuare a operare come privato solo fino a 2 immobili
- dal terzo immobile scatta automaticamente l’attività d’impresa con obbligo di Partita IVA
- le aliquote della cedolare secca restano le stesse (21% sul primo immobile scelto, 26% sul secondo), ma non si applicano più dal terzo immobile in poi
Questo cambiamento coinvolge decine di migliaia di piccoli proprietari in Italia, molti dei quali si trovano improvvisamente a dover ripensare la propria gestione.
Le nuove regole sulla cedolare secca nel 2026
La cedolare secca è il regime fiscale agevolato che permette ai proprietari di immobili di pagare un’imposta sostitutiva fissa invece di far confluire i canoni d’affitto nel reddito IRPEF ordinario.
È molto vantaggiosa perché:
- si paga un’aliquota fissa (21% o 26%) invece delle aliquote IRPEF progressive (fino al 43%)
- non si paga l’imposta di registro né il bollo sul contratto
- si rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone di locazione
Come funziona con il nuovo sistema 2026
| Numero di immobili affittati | Aliquota cedolare secca | Note |
|---|---|---|
| 1 immobile | 21% | A scelta del proprietario su quale applicarla |
| 2 immobili | 21% + 26% | Il 21% va sul primo scelto, il 26% sull’altro |
| 3 o più immobili | Non applicabile | Obbligo di Partita IVA, attività d’impresa |
NOTA BENE: se hai due appartamenti con redditi diversi, conviene applicare il 21% a quello con il reddito più alto. Puoi sceglierlo liberamente in dichiarazione dei redditi.
Un esempio concreto di affitti bravi 2026
Mario ha due appartamenti a Firenze che affitta su Airbnb. Nel 2025 li ha affittati entrambi per circa 180 giorni l’anno, ricavando:
- Appartamento A (centro storico): 12.000 euro
- Appartamento B (zona Oltrarno): 7.000 euro
Con le regole 2026:
- su appartamento A (scelto come “primo”): 12.000 × 21% = 2.520 euro
- su appartamento B: 7.000 × 26% = 1.820 euro
- totale imposte: 4.340 euro
Se Mario avesse applicato l’IRPEF ordinaria con un reddito complessivo di 35.000 euro, si troverebbe in uno scaglione al 35%, pagando ben di più. La cedolare secca rimane quindi molto conveniente.
Quando si paga la cedolare secca per gli affitti brevi 2026
La cedolare secca si paga attraverso il modello F24, con le stesse scadenze dell’IRPEF:
- Acconto di giugno (30 giugno): 40% del totale dovuto
- Acconto di novembre (30 novembre): 60% del totale dovuto
- Saldo in sede di dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)
Se l’importo totale è inferiore a 257,52 euro, si paga in un’unica soluzione entro il 30 novembre.
La novità più importante: obbligo di Partita IVA dal terzo immobile
Questa è la vera rivoluzione del 2026 per il settore degli affitti brevi.
Dal 1° gennaio 2026, chiunque destini tre o più immobili agli affitti brevi nello stesso anno solare è automaticamente considerato dalla legge come un imprenditore. Non si tratta di una valutazione caso per caso: è una presunzione assoluta, che non ammette eccezioni né prova contraria.
Cosa significa “presunzione assoluta”
In termini pratici: non importa se gestisci i tuoi tre appartamenti in modo semplice, senza staff, senza sito web e senza voler guadagnare granché. Non importa quante notti hai affittato. Non importa se hai usato Airbnb solo saltuariamente.
Se hai affittato tre immobili con contratti brevi nello stesso anno, sei imprenditore. Punto.
Non contano né il numero di prenotazioni né il fatturato, ma esclusivamente il numero di unità immobiliari destinate alla locazione breve nell’anno fiscale.
Come si contano gli immobili
Una precisazione importante: il conteggio si fa sulle unità immobiliari intere, non sulle stanze.
- se hai un appartamento con 3 camere e le affitti separatamente su Airbnb → conta come 1 immobile
- se hai 3 appartamenti distinti e ne affitti anche uno solo per una settimana → conti come 3 immobili e scatta l’obbligo
Conta l’unità catastale, cioè l’immobile registrato come tale al catasto.
Cosa succede se uno degli immobili è in affitto lungo
La presunzione di impresa non scatta se uno dei tuoi immobili viene affittato con un contratto ordinario (durata superiore a 30 giorni, regolarmente registrato). In quel caso, solo gli immobili effettivamente destinati ad affitti brevi entrano nel conteggio.
Cosa devi fare concretamente se hai (o prevedi di avere) tre immobili
Se ti trovi nella situazione di avere già tre appartamenti in affitto breve, o se stai pensando di aggiungerne un terzo, devi agire subito. Ecco cosa fare passo per passo.
1. Aprire la Partita IVA
La prima cosa è aprire una Partita IVA inviando la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12). Puoi farlo online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate o con l’aiuto di un commercialista.
Quale codice ATECO scegliere?
Ci sono due codici principali:
- 55.20.42 – Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze: il più comune per chi gestisce affitti brevi in forma d’impresa
- 55.90.00 – Locazione Turistica Imprenditoriale (LTI): introdotto dal 1° aprile 2025, è specifico per chi non fornisce servizi accessori come colazione o pulizie durante il soggiorno
Il coefficiente di redditività nel regime forfettario per questi codici è del 40%: significa che solo il 40% dei tuoi ricavi viene considerato reddito imponibile, mentre il 60% è considerato costi.
2. Scegliere il regime fiscale
Una volta aperta la Partita IVA, devi scegliere tra:
Regime forfettario (consigliato nella maggior parte dei casi):
- Ricavi annui fino a 85.000 euro
- Imposta sostitutiva al 15% (o 5% per le nuove attività nei primi 5 anni)
- Nessuna IVA da applicare ai clienti
- Gestione contabile semplificata
Regime ordinario semplificato:
- Non ci sono limiti di fatturato
- Si possono dedurre i costi reali (utenze, manutenzioni, arredamento)
- Più complesso da gestire, richiede contabilità ordinaria
3. Iscriversi alla Camera di Commercio
Con la Partita IVA imprenditoriale, devi iscrivere la tua attività al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. Questo comporta anche il versamento annuale del diritto camerale (tra 50 e 100 euro a seconda della CCIAA).
4. Iscriversi all’INPS (Gestione Commercianti)
Chi svolge attività d’impresa con affitti brevi deve iscriversi alla Gestione Commercianti INPS e versare contributi previdenziali. I contributi fissi minimi per il 2026 ammontano a circa 4.611 euro annui fino a un reddito di 18.808 euro. Chi è in regime forfettario può richiedere la riduzione del 35%, portando il minimo a circa 3.000 euro.
Questo è uno degli aspetti più sottovalutati del passaggio al regime d’impresa: l’impatto dei contributi INPS può essere molto significativo sulla redditività effettiva dell’attività.
5. Presentare la SCIA al Comune
Chi svolge locazioni turistiche in forma imprenditoriale deve presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune dove si trovano gli immobili.
Attenzione: ogni immobile potrebbe richiedere una SCIA separata. Verifica con il tuo Comune.
6. Aggiornare il Codice Identificativo Nazionale (CIN)
Dal 2024, tutti gli immobili destinati ad affitti brevi devono avere un CIN (Codice Identificativo Nazionale), rilasciato dal Ministero del Turismo. Chi passa dal regime privato a quello imprenditoriale deve richiedere un nuovo CIN con natura imprenditoriale: il vecchio CIN da privato non è più valido.
Il CIN va esposto all’esterno dell’immobile e inserito in tutti gli annunci online (Airbnb, Booking, sito personale, ecc.).
7. Continuare con gli adempimenti operativi
Oltre agli obblighi fiscali, ci sono adempimenti operativi che restano in vigore:
- Alloggiati Web: comunicazione degli ospiti alla Questura entro 24 ore dall’arrivo
- ISTAT: invio dei dati statistici sulle presenze turistiche
- Tassa di soggiorno: se il Comune la prevede, devi riscuoterla dagli ospiti e versarla periodicamente
- Rilevatori di fumo e CO: obbligatori in tutti gli alloggi turistici dal 2024
- APE (Attestato di Prestazione Energetica): necessario per i contratti scritti
Il ruolo delle piattaforme: Airbnb, Booking e la ritenuta d’acconto
Se affitti tramite una piattaforma come Airbnb o Booking.com, la piattaforma stessa agisce come sostituto d’imposta e applica una ritenuta sul canone che ti versano.
Come funziona nel 2026:
- Airbnb, Booking e gli altri intermediari trattengono una ritenuta del 21% (primo immobile) o 26% (secondo immobile) e la versano direttamente all’Agenzia delle Entrate per tuo conto
- questo importo non è la tua imposta finale: è un acconto che verrà scomputato in sede di dichiarazione dei redditi
- se la piattaforma ha già versato più di quello che dovresti pagare, hai diritto a un rimborso
ATTENZIONE: se gestisci in modo autonomo (senza piattaforme), la ritenuta non viene applicata. Dovrai versare tu stesso la cedolare secca in acconto e a saldo tramite F24.
Chi è già sopra soglia: cosa rischia chi non si adegua
Se hai già tre o più immobili in affitto breve e non hai ancora aperto la Partita IVA, sei in una situazione di irregolarità fiscale dal 1° gennaio 2026.
I rischi concreti:
- accertamento fiscale: l’Agenzia delle Entrate può riqualificare il tuo reddito da locazione come reddito d’impresa, con tassazione ordinaria e sanzioni
- mancata iscrizione INPS: sanzioni contributive e interesse di mora
- mancata SCIA: sanzioni amministrative da parte del Comune
- CIN non aggiornato: sanzioni da parte del Ministero del Turismo (da 500 a 5.000 euro per immobile)
L’Agenzia delle Entrate dispone degli strumenti per incrociare i dati delle piattaforme con le dichiarazioni dei redditi. Le piattaforme come Airbnb trasmettono i dati di tutti gli host italiani alle autorità fiscali.
Tabella riassuntiva: le regole affitti brevi 2026 a colpo d’occhio
| Situazione | Regime fiscale | Cedolare secca | Partita IVA | INPS | SCIA |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 immobile | Privato | 21% | No | No | No* |
| 2 immobili | Privato | 21% + 26% | No | No | No* |
| 3+ immobili | Imprenditore | Non applicabile | Obbligatoria | Obbligatoria | Obbligatoria |
*Dipende dalla Regione e dal Comune. Alcune Regioni richiedono la SCIA anche per i privati.
Quanto si guadagna davvero con tre immobili: simulazione
Proviamo a capire l’impatto reale del passaggio al regime d’impresa con un esempio pratico.
Giulia ha tre appartamenti a Roma che affitta su Airbnb. Nel 2025 ha incassato circa 40.000 euro complessivi.
Scenario A – Come privata (non più possibile dal 2026 con 3 immobili)
- Cedolare secca su 2 immobili: ~28.000 × 21% + ~12.000 × 26% = ~8.940 euro
Scenario B – Come imprenditrice in regime forfettario
- Ricavi: 40.000 euro
- Reddito imponibile (40% dei ricavi): 16.000 euro
- Imposta sostitutiva al 15%: 2.400 euro
- Contributi INPS (con riduzione 35%): ~3.000 euro
- Totale: circa 5.400 euro
Scenario C – Come imprenditrice in regime ordinario
- Con deduzione dei costi effettivi (utenze, pulizie, manutenzione, ammortamenti), il reddito imponibile potrebbe scendere significativamente
- Più conveniente per chi ha costi alti e strutturati
Paradossalmente, in alcuni casi il passaggio al regime forfettario da imprenditore può risultare persino più conveniente della cedolare secca. Dipende molto dalla situazione specifica.
Consigli pratici: cosa fare adesso
Se hai 1 o 2 immobili
Nessun obbligo di Partita IVA. Continua a usare la cedolare secca, applica correttamente le aliquote (21% sul primo scelto, 26% sul secondo) e verifica di avere il CIN aggiornato.
Se hai 3 o più immobili
Agisci subito: contatta un commercialista per regolarizzare la tua posizione. Ogni mese di ritardo espone a rischi fiscali e contributivi crescenti. Valuta insieme al professionista quale regime fiscale scegliere e pianifica l’apertura della Partita IVA con tutti gli adempimenti.
Se stai pensando di aggiungere un terzo immobile
Prima di farlo, fai una valutazione economica completa: considera l’impatto dei contributi INPS, degli adempimenti amministrativi e della gestione contabile. In molti casi il gioco vale comunque la candela, ma è importante sapere in anticipo a cosa si va incontro.
Per tutti: controlla il CIN
Dal 2024, il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio per tutti gli immobili in affitto breve. Se non ce l’hai o non è esposto e inserito negli annunci, rischi sanzioni. Richiedilo tramite la piattaforma del Ministero del Turismo su bdsr.ministeroturismo.gov.it.
Puoi affittare fino a 2 immobili senza aprire la Partita IVA, usando la cedolare secca. Dal terzo immobile scatta automaticamente l’obbligo di Partita IVA perché l’attività viene considerata imprenditoriale per legge.
La cedolare secca è al 21% sul primo immobile (a scelta del proprietario) e al 26% sul secondo. Dal terzo immobile in poi la cedolare secca non si applica più: si passa al regime d’impresa con tassazione ordinaria.
No. Il conteggio si basa sulle unità catastali, non sulle stanze. Se affitti più stanze dello stesso appartamento, conti come 1 solo immobile. L’obbligo di Partita IVA scatta solo dal terzo appartamento distinto.
Sì, sempre. La ritenuta di Airbnb è solo un acconto, non l’imposta definitiva. Devi dichiarare i redditi nel 730 o nel modello Redditi PF. Se la ritenuta supera quanto dovuto, ottieni un rimborso. Se è inferiore, versi la differenza.
Rischi un accertamento fiscale con riqualificazione del reddito come reddito d’impresa, sanzioni INPS per mancata iscrizione e sanzioni amministrative per assenza di SCIA e CIN non aggiornato. Prima agisci, minori sono le conseguenze. Un commercialista può aiutarti a regolarizzare la posizione.





