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Il Commercialista Online

aprire partita iva dicembre o gennaio Aprire a dicembre può costarti un anno di forfettario al 5%. Esempi con i numeri, INPS, soglia 85.000 € e il caso dei dipendenti nel 2027.

Aprire partita IVA dicembre o gennaio: cosa conviene davvero?

SOMMARIO

Se a dicembre non hai ancora clienti né lavori da fatturare, quasi sempre conviene aprire la partita IVA a gennaio. Il motivo principale è il forfettario: l’aliquota del 5% per le nuove attività dura cinque anni solari, e aprire a dicembre te ne fa consumare uno intero per poche settimane di lavoro.
Se invece a dicembre lavori già, la partita IVA va aperta adesso. La data di inizio attività è quella in cui cominci davvero: hai 30 giorni per comunicarla, ma non puoi spostarla all’anno dopo perché ti conviene.
Tra questi due casi ci sono dettagli che cambiano la risposta: la soglia degli 85.000 euro, i contributi INPS, gli adempimenti, la soglia di stipendio per chi è dipendente. Li vediamo uno per uno, con i numeri, così da apire se aprire partita iva dicembre o gennaio.

Il 5% del forfettario dura cinque anni solari

Nel regime forfettario chi avvia una nuova attività paga un’imposta sostitutiva del 5% invece del 15%. Vale per l’anno in cui apri e per i quattro successivi. Contano gli anni solari, non i mesi di attività: un anno iniziato il 15 dicembre conta come uno iniziato il 2 gennaio.

AnnoApri il 15 dicembre 2026Apri il 4 gennaio 2027
20265% (due settimane di lavoro)—
20275%5%
20285%5%
20295%5%
20305% (ultimo anno)5%
203115%5% (ultimo anno)

Quanto vale quell’anno in più? Facciamo un esempio.
Un consulente che nel 2031 ha 25.000 euro di reddito imponibile paga 1.250 euro di imposta al 5% e 3.750 euro al 15%. La differenza è di 2.500 euro, solo per quell’anno. Più cresce il reddito, più vale.

Il 5% ha però anche dei requisiti. Nei tre anni precedenti non devi aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata. La nuova attività non deve essere la semplice prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo che facevi prima (la pratica obbligatoria per esercitare una professione non conta). Se rilevi l’attività di qualcun altro, i suoi ricavi dell’anno precedente non devono superare la soglia del regime. Approfondisci nel nostro articolo Regime forfettario 5% o 15%: quando si applica?

La trappola meno conosciuta: gli 85.000 euro ragguagliati ad anno

Per restare nel forfettario, gli incassi dell’anno non devono superare 85.000 euro. Se apri in corso d’anno, però, quella soglia non si confronta con quello che hai incassato davvero: gli incassi vanno ragguagliati ad anno, cioè riportati su dodici mesi come se avessi lavorato tutto l’anno a quel ritmo.

Con pochi giorni di attività, bastano cifre piccole per sforare.
Un esempio: apri il 1° dicembre 2026 e a dicembre incassi 8.000 euro. Ragguagliati ad anno diventano circa 94.200 euro (8.000 ÷ 31 giorni × 365). Sei sopra gli 85.000, e dal 2027 esci dal forfettario, anche se in tutto hai incassato 8.000 euro.

Data di aperturaGiorni di attività nel 2026Incassi massimi a dicembre per non superare la soglia ragguagliata
1° dicembre 202631circa 7.200 €
15 dicembre 202617circa 3.950 €
4 gennaio 2027nessuno nel 2026il problema non si pone

Nel forfettario conta il principio di cassa: si guarda la data in cui incassi, non quella della fattura. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio rientra negli incassi del 2027. Se apri a dicembre con un lavoro già avviato, controlla con il tuo commercialista quanto incasserai entro il 31 dicembre.

Contributi INPS: dicembre costa poco, ma dipende dalla gestione

Sui contributi, aprire a dicembre non è un grande problema. Quanto paghi dipende dalla gestione previdenziale in cui finisci.

Artigiani e commercianti.
Hanno contributi minimi fissi, dovuti anche con reddito zero, ma si pagano solo per i mesi di attività. Nel 2026 il minimo mensile è di 376,78 euro per gli artigiani e 384,31 euro per i commercianti. Aprendo a dicembre paghi quindi un solo mese di minimale. Chi è in forfettario può chiedere la riduzione del 35%.

Professionisti in Gestione separata (consulenti, sviluppatori, grafici, formatori senza cassa).
Non hanno un minimo fisso: pagano il 26,07% del reddito. Se a dicembre non incassi nulla, non paghi nulla.

Professionisti iscritti a un albo con cassa propria.
Valgono le regole della cassa: alcune prevedono contributi minimi annuali, con riduzioni per il primo anno o per i giovani. Controlla il regolamento prima di scegliere la data.

Aprire partita IVA dicembre o gennaio: gli adempimenti

Aprire a dicembre vuol dire avere un anno fiscale, il 2026, fatto di pochi giorni. Gli adempimenti però restano quelli di un anno intero.

  • Dichiarazione dei redditi.
    Anche con pochi incassi, nel 2027 devi presentare la dichiarazione per il 2026, con il quadro del regime che hai scelto. Ed è un costo in più, anche se il commercialista ce l’hai già.
  • Diritto annuale della Camera di Commercio.
    Le imprese iscritte (artigiani, commercianti, ditte individuali) lo pagano per intero, senza riduzione per i mesi: chi si iscrive a dicembre paga il 2026 completo, e a metà 2027 paga di nuovo il 2027. Per un’impresa individuale la base è 44 euro, più le maggiorazioni decise da ciascuna Camera. I professionisti senza iscrizione al Registro delle imprese non lo pagano.
  • Fatturazione elettronica e conservazione.
    Dal primo giorno serve un programma per emettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio, anche per una sola fattura.

Sono cifre contenute. Ma sommate all’anno di 5% perso, rendono dicembre conveniente solo se in quelle settimane lavori davvero.

Sei dipendente? Attenzione alla soglia di stipendio

Chi ha anche un lavoro dipendente può entrare nel forfettario solo se, nell’anno precedente, lo stipendio lordo non ha superato una certa soglia. La regola base è 30.000 euro. Per il 2026 la legge di bilancio l’ha alzata a 35.000 euro (riferiti allo stipendio del 2025), ma solo per un anno.

Senza una nuova proroga, dal 1° gennaio 2027 si torna a 30.000 euro, e il controllo si fa sullo stipendio del 2026. Chi è nella fascia tra 30.000 e 35.000 euro rischia quindi di essere dentro il forfettario nel 2026 e fuori nel 2027.

Aprire a dicembre per “fare in tempo” non risolve: la verifica si ripete ogni anno. Se a dicembre 2026 apri in forfettario con uno stipendio 2026 di 33.000 euro, dal 2027 esci comunque, salvo proroga. Il limite non conta solo se il rapporto di lavoro dipendente è già cessato.

Al 15 ottobre 2026 il testo della legge di bilancio 2027 non è ancora definitivo. Aggiorneremo questo paragrafo appena lo sarà. Intanto, se sei in quella fascia, conviene valutare anche la contabilità semplificata.

E se apri una SRL?

Per una SRL la data conta per motivi diversi. Il forfettario non c’entra, ma ci sono gli adempimenti del primo esercizio.

Una SRL costituita a dicembre 2026, di regola, chiude il primo esercizio il 31 dicembre 2026. Vuol dire preparare e depositare un bilancio, presentare le dichiarazioni della società e pagare il diritto camerale per poche settimane di vita. Sono costi pieni per un anno quasi vuoto.

In alcuni casi l’atto costitutivo può prevedere che il primo esercizio si chiuda alla fine dell’anno successivo. Va valutato prima di andare dal notaio, insieme al commercialista.

Se non hai contratti o fornitori che ti obbligano a partire subito, costituire a gennaio di solito è più semplice ed economico. Per il resto, le decisioni da prendere prima della costituzione sono le stesse: soci e quote, chi amministra, capitale e liquidità dei primi mesi. Per riferimento, da noi la contabilità di una SRL parte da 190 euro al mese più IVA, in base al numero di documenti.

Aprire partita IVA dicembre o gennaio: il confronto

AspettoApri a dicembre 2026Apri a gennaio 2027
5% del forfettarioFino al 2030 (il 2026 conta come primo anno)Fino al 2031
Soglia 85.000 €Ragguagliata su pochi giorni: si sfora con pochi incassiNessun problema nel primo anno
INPS artigiani e commerciantiUn mese di minimale (circa 377-384 € nel 2026)Si parte da gennaio
INPS Gestione separataSolo sul reddito di dicembreSolo sul reddito dal 2027
Dichiarazione dei redditiUna in più, per il 2026La prima nel 2028, per il 2027
Diritto camerale (imprese)2026 intero + 2027Solo dal 2027
Dipendenti tra 30.000 e 35.000 €Non evita il controllo del 2027Si applica la soglia 2027
SRLPrimo esercizio di poche settimanePrimo esercizio pieno

Conviene aprire a dicembre se:

  • hai già un cliente o un lavoro che inizia a dicembre: in quel caso la partita IVA va aperta, non è una scelta
  • devi aprire entro una certa data per un bando, un contratto o un finanziamento
  • non puoi usare il forfettario, per esempio per lo stipendio o per altri motivi: senza il 5% il vantaggio di gennaio si riduce molto

Conviene aspettare gennaio se:

  • a dicembre non hai ancora clienti né incassi in programma
  • vuoi usare il forfettario al 5% per tutti e cinque gli anni
  • vuoi evitare un anno di adempimenti e costi per poche settimane di lavoro
Posso iniziare a lavorare a dicembre e aprire la partita IVA a gennaio?

No. La data di inizio attività è quella in cui cominci davvero, e va comunicata entro 30 giorni. Se il primo lavoro è a dicembre, l’attività è iniziata nel 2026, anche se la comunichi a gennaio.

Se apro il 31 dicembre, il 2026 conta come primo anno del 5%?

Sì. Basta un giorno di attività nel 2026 perché quell’anno sia il primo dei cinque.

Aprire a dicembre conviene per i contributi?

Solo un po’. Gli artigiani e i commercianti pagano un mese di minimale, i professionisti in Gestione separata pagano in percentuale sul reddito. Il risparmio di aspettare gennaio sui contributi è piccolo: il vero motivo per aspettare è il 5%.

Se apro a gennaio, quando pago le prime tasse?

Nel forfettario il primo anno non ci sono acconti. A giugno del 2028 paghi insieme il saldo del 2027 e il primo acconto del 2028. Per questo conviene mettere da parte una quota a ogni incasso fin dal primo mese. Artigiani e commercianti pagano invece i contributi fissi ogni tre mesi già dal 2027.

Come apro la partita IVA a inizio gennaio?

Preparati a dicembre: descrizione precisa dell’attività, clienti previsti, stima di incassi e costi, situazione lavorativa attuale, documento, codice fiscale e PEC. Con queste informazioni l’apertura si fa in pochi giorni.

Dal 2006 aiutiamo online chi apre la partita IVA a partire nel modo giusto. Raccontaci cosa vuoi fare e quando vuoi iniziare: un commercialista guarda il tuo caso, ti indica la data e il regime più adatti e ti manda un preventivo scritto, senza impegno. Se decidi di procedere, apriamo noi la partita IVA e ti segue un consulente dedicato, che risponde entro 24 ore lavorative.

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