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Invio fattura elettronica in ritardo: le sanzioni

RITARDO invio fattura elettronica
(Last Updated On: 8 Ottobre 2019)

Ho dimenticato di inviare una fattura elettronica: posso rimediare con un invio tardivo? Quali sono i termini per l’invio fattura elettronica allo SdI?

Con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica a gennaio 2019, è stato previsto un periodo di moratoria per l’applicazione delle sanzioni. Tale moratoria è terminata il 30 giugno 2019 per i contribuenti trimestrali e il 30 settembre 2019 per i contribuenti mensili.

Tornando alla domanda di apertura la risposta è sicuramente affermativa: è possibile effettuare l’invio della fattura elettronica in ritardo. Prima di entrare nel merito delle sanzioni applicabili alle fatture elettroniche errate o omesse, vediamo quali sono i termini di emissione fattura elettronica. Analizziamo anche come calcolare le sanzioni per il tardivo invio con un esempio pratico.

Termine di emissione e invio fattura elettronica immediata

La fattura immediata è emessa, per ciascuna operazione imponibile, dal soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio entro 24 ore dal momento di effettuazione dell’operazione ai fini IVA. E più precisamente la data di emissione corrisponde con:

  • la data di stipula dell’atto per i beni immobili
  • il giorno in cui è avvenuto il pagamento del corrispettivo nelle prestazioni di servizi
  • la consegna o spedizione del bene nelle vendite di cose mobili

Quando si compila la fattura immediata nel campo “Data del documento” occorre indicare la data effettiva dell’operazione.

La trasmissione della fattura immediata elettronica allo SdI deve essere effettuata entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione.

Leggi anche Come si fa una fattura? Ecco il fac simile fattura.

Fattura immediata: esempio pratico

Ipotizziamo una vendita di beni in data 16 settembre. In questo caso è possibile che la fattura immediata sia:

  • emessa e inviata allo SdI lo stesso giorno della “data dell’operazione” che, pertanto, coincide con la “data di emissione”. Nel nostro esempio sarà il 16 settembre 2019
  • emessa il 16 settembre 2019 e inviata entro 12 giorni allo SdI. Nel nostro esempio il termine ultime per l’invio allo Sdi è il 28 settembre 2019.

Scadenza invio fattura elettronica differita

Per le cessioni o prestazioni di servizi effettuate nello stesso mese allo stesso acquirente o committente, documentate da un ddt o un documento analogo, è possibile emettere una fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Nella fattura differita occorre indicare gli estremi del ddt o del documento analogo.

La data di emissione della fattura differita corrisponde con la data in cui è effettuata l’operazione (cessione di beni o prestazione di servizi), ovvero la data in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo.

Le fatture differite possono essere trasmesse allo SdI entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

La circolare 14/E/2019 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • la data della fattura differita, in presenza di più operazioni effettuate nel mese documentate da ddt o da documento analogo, corrisponde alla data dell’ultima operazione effettuata nel mese (quindi con la data dell’ultimo ddt emesso)
  • la fattura differita può essere trasmessa allo SdI in uno dei qualsiasi giorni che intercorrono tra il 1° e il 15 del mese successivo

Fattura elettronica differita: esempio pratico

Fattura differita relativa a tre cessioni effettuate nel mese di settembre 2019 e precisamente nei giorni 3, 7 e 28 settembre.

La data della fattura emessa coincide con l’ultima cessione, che nel nostro esempio è il 28 settembre. Il termine per l’invio della fattura elettronica al Sistema di Interscambio è il 15 del mese successivo, quindi il 15 ottobre nell’esempio.

Le sanzioni per l’invio fattura elettronica tardivo

Le sanzioni applicabili in caso di errata o omessa fatturazione delle fatture elettroniche ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 sono le seguenti:

  • omessa / tardiva / errata fatturazione: sanzione dal 90% al 180% con un minimo di 500 euro
  • violazione fatturazione che non modifica la liquidazione iva: sanzione da 250 euro a 2.000 euro
  • violazione fatturazione di operazioni non imponibili, esenti, non soggette a iva o reverse charge: sanzione dal 5% al 10% dei corrispettivi con un minimo di 500 euro. Se la violazione non influisce sulla liquidazione iva o ai fini della determinazione del reddito la sanzione applicabile è minimo di 250 euro fino a un massimo di 2.000 euro
  • violazione meramente formale: nessuna sanzione

Quando la violazione riguarda diversi adempimenti connessi alla fatturazione di una stessa operazione, la sanzione è applicata una sola volta.

La tardiva trasmissione della fattura eletronica può formare oggetto di ravvedimento operoso per la riduzione delle sanzioni. Il codice tributo da utilizzare è 8911 e l’anno di riferimento è quello nel quale è stata commessa la violazione.

ATTENZIONE: queste sanzioni riguardano il ritardo nell’emissione e invio della fattura elettronica. Per sanare eventuali errori nella liquidazione dell’IVA occorre calcolare separatamente la sanzione anche ricorrendo al ravvedimento operoso.

Fattura elettronica in ritardo: esempio pratico

Cliente con liquidazione Iva trimestrale emette una fattura il 10 giugno 2019 di 15 euro + Iva per un totale di 18,30 euro.

Il cliente emette regolarmente la fattura, ma per un disguido non la inoltra telematicamente all’Agenzia delle Entrate attraverso il Sistema di Interscambio. Di fatto, l’invio viene effettuato in data 18 settembre 2019.

Trattasi di un contribuente trimestrale – per il quale non opera il periodo di non applicazione delle sanzioni previsto dall’articolo 1 comma 6 del decreto legislativo 127/2015 essendo passato il 30 giugno 2019.

In questo caso è applicabile la sanzione prevista dall’articolo 1, comma 1, del Decreto Legislativo 471/1997, che così recita: “Chi viola gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ovvero all’individuazione di prodotti determinati è punito con la sanzione amministrativa compresa fra il 90 e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio”.

Nel caso di specie, la sanzione va da un minimo di 2,97 euro a un massimo di 5,94 euro, ossia dal 90% al 180% dell’IVA sulla fattura inviata tardivamente.


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