Salta al contenuto principale

Il Commercialista Online

Quali incentivi assunzioni sono attivi nel 2026? Guida a bonus giovani, donne, over 50, ZES Sud, maxi-deduzione 120-130% e decontribuzione, con requisiti, importi e la novità dell'obbligo SIISL

Incentivi assunzioni 2026: tutti i bonus, gli sgravi e la decontribuzione per chi assume

SOMMARIO

Tra contributi, TFR e INAIL, il costo reale di un dipendente per un’azienda supera del 35-40% la retribuzione lorda. Ma c’è una buona notizia che troppi imprenditori ignorano o sottovalutano: per molte assunzioni lo Stato mette a disposizione bonus, sgravi contributivi e agevolazioni fiscali che possono ridurre sensibilmente quel costo, in alcuni casi azzerando i contributi a carico del datore.
Il problema è che il quadro degli incentivi assunzioni cambia di continuo, e il 2026 non fa eccezione: alcune misure storiche sono scadute a fine 2025, altre sono state introdotte da nuovi decreti, e sono comparse novità importanti come l’obbligo di consultare una piattaforma prima di assumere. Orientarsi non è semplice, e un errore può costare la perdita del beneficio.

In questo articolo mettiamo ordine: quali incentivi sono attivi nel 2026, a chi spettano, quanto valgono e, soprattutto, come non commettere errori che ne pregiudicano la fruizione.

Il quadro incentivi assunzioni: cosa è cambiato

Prima di entrare nel dettaglio, è utile capire la cornice, perché il 2026 segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti.

Gli incentivi per giovani, donne e Sud introdotti dal Decreto Coesione del 2024 sono scaduti il 31 dicembre 2025 e non sono stati prorogati dalla Legge di Bilancio. Al loro posto, il Decreto Legge 30 aprile 2026, n. 62 ha ridisegnato il pacchetto di sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026, e l’INPS ha reso operative le misure con le circolari del 14 maggio 2026 (n. 55, 56 e 57), aprendo le domande dall’11 giugno.

A questi si affiancano gli incentivi strutturali, cioè “a regime”, non legati a singole manovre, che restano attivi e rappresentano una base stabile su cui contare, e le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) per le lavoratrici madri.

Vediamo le principali misure, raggruppate per categoria.

Gli incentivi assunzioni per i giovani

Il bonus giovani

Il nuovo decreto prevede un esonero contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato di under 35 privi di un impiego regolare da almeno 24 mesi (o 12 mesi per alcune categorie). Le caratteristiche principali:

  • limite massimo di sgravio pari a 500 euro mensili per lavoratore
  • il tetto sale a 650 euro mensili se l’assunzione avviene in una sede operativa situata nelle regioni della ZES Unica (di cui parliamo più avanti)
  • riguarda i datori di lavoro privati e le assunzioni effettuate nel 2026

L’esonero strutturale under 30

Accanto alla misura del decreto, resta confermato l’incentivo strutturale per i giovani under 30 che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato: uno sgravio pari al 50% dei contributi a carico del datore, con un massimo di 3.000 euro annui, per una durata di 36 mesi. È una misura stabile, non legata alle manovre annuali, ed è operativa senza necessità di decreti attuativi.

La stabilizzazione dei contratti a termine under 35

Il “decreto Lavoro” 2026 ha introdotto un incentivo per trasformare a tempo indeterminato i contratti a termine dei giovani under 35. Le condizioni essenziali:

  • il rapporto a termine deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e avere durata effettiva non superiore a 12 mesi
  • la trasformazione deve avvenire senza soluzione di continuità
  • riguarda le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026
  • le domande si presentano dal 1° agosto 2026

Gli incentivi per le donne

L’esonero per le madri con almeno tre figli (novità 2026)

È una delle novità più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 (commi 210-213 della L. 199/2025). L’agevolazione spetta ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026, assumono donne con almeno tre figli minori di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Il beneficio è consistente:

  • esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore (esclusi i premi INAIL)
  • fino a un massimo di 8.000 euro annui per lavoratrice, riparametrato su base mensile
  • la durata varia in base alla tipologia contrattuale

A questo si affianca, per le stesse lavoratrici, un incentivo per la trasformazione del contratto in part-time (con riduzione dell’orario di almeno il 40%): in tal caso è previsto l’esonero del 100% dei contributi fino a 3.000 euro annui, nei 24 mesi successivi alla trasformazione.

L’incentivo “Fornero” per le donne svantaggiate

È una misura strutturale (art. 4, commi 8-11, della L. 92/2012) che prevede in linea generale una riduzione del 50% dei contributi per l’assunzione di donne in particolari condizioni di svantaggio o disoccupazione, con intensità maggiore per le assunzioni nel Mezzogiorno.

L’incentivo per le donne vittime di violenza

Resta attiva anche l’agevolazione dedicata all’assunzione di donne vittime di violenza, inserite in percorsi di protezione, come strumento di reinserimento lavorativo.

Gli incentivi per il Mezzogiorno: ZES e Decontribuzione Sud

Il Sud Italia gode di un pacchetto di agevolazioni territoriali particolarmente ricco.

Il bonus ZES Unica

La Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, a cui si sono aggiunte Marche e Umbria. Per le assunzioni in queste aree, come visto, i massimali degli incentivi nazionali sono potenziati (il tetto del bonus under 35 sale da 500 a 650 euro mensili).

Il nuovo decreto prevede inoltre un bonus ZES specifico per le realtà aziendali fino a 10 dipendenti operative nella ZES che assumono disoccupati over 35 da almeno 24 mesi, con esonero fino a 650 euro mensili.

La Decontribuzione Sud

La Decontribuzione Sud, prorogata fino a dicembre 2026, prevede una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore per i rapporti di lavoro nelle regioni del Mezzogiorno. Rispetto agli anni scorsi, però, l’intensità dell’agevolazione si è ridotta: per il 2026 lo sgravio è pari al 20% dei contributi, con importo massimo di riferimento intorno ai 125 euro mensili, con ulteriori riduzioni programmate negli anni successivi (20% nel 2027 e 2028, 15% nel 2029). La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese, con regole specifiche per quelle sopra i 250 dipendenti.

Gli incentivi per le categorie svantaggiate

Al di là di giovani, donne e Sud, esistono agevolazioni strutturali per l’inserimento di categorie considerate più fragili sul mercato del lavoro.

Over 50 disoccupati

L’incentivo “Fornero” per gli over 50 disoccupati da oltre 12 mesi prevede una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore. È una misura strutturale, tra le più utilizzate dalle aziende per il reinserimento di lavoratori esperti.

Persone con disabilità

L’incentivo per l’assunzione di persone con disabilità (art. 13 della L. 68/1999) prevede un contributo economico rapportato alla retribuzione imponibile, variabile in funzione della percentuale e tipologia di disabilità e della durata del rapporto.

Percettori di ammortizzatori sociali

Sono previste agevolazioni anche per l’assunzione di soggetti che percepiscono sostegni al reddito (come NASpI o Assegno di Inclusione), a favore del loro reinserimento lavorativo.

La maxi-deduzione del costo del lavoro (fino al 130%)

Merita un capitolo a parte, perché ha una natura diversa da tutti gli incentivi visti finora: non è uno sgravio sui contributi, ma un beneficio fiscale. E, soprattutto, è cumulabile con gli esoneri contributivi.

Introdotta dal D.Lgs. 216/2023 e prorogata fino al 2027, la maxi-deduzione consente di dedurre in misura maggiorata il costo delle nuove assunzioni a tempo indeterminato che generano un incremento occupazionale netto:

  • 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni ordinarie
  • 130% quando l’assunzione riguarda categorie meritevoli di maggiore tutela (ad esempio giovani, donne svantaggiate, persone con disabilità)

In pratica: se assumi un dipendente che ti costa 30.000 euro lordi annui, ai fini fiscali è come se ne avessi spesi 36.000 (al 120%). Con un’aliquota IRES del 24%, il risparmio è di circa 1.440 euro l’anno per quella singola assunzione, che salgono ulteriormente con la percentuale al 130%.

Il vero segreto: la cumulabilità

Ecco il punto che trasforma questi incentivi da “singoli sconti” in una vera leva strategica. La maxi-deduzione fiscale è espressamente compatibile con gli esoneri contributivi. Significa che sulla stessa assunzione puoi ottenere un doppio vantaggio: meno contributi INPS da versare subito (esonero) e un imponibile fiscale più basso in dichiarazione (maxi-deduzione).

ATTENZIONE: la cumulabilità tra i diversi esoneri contributivi non è sempre ammessa. Ad esempio, l’esonero per le madri con tre figli non è cumulabile, per la componente contributiva, con altri esoneri sulla stessa assunzione, ma la maxi-deduzione fiscale resta comunque applicabile. È esattamente il tipo di incastro che va verificato caso per caso: combinare bene le misure può valere diverse migliaia di euro, sbagliare l’abbinamento fa perdere il beneficio.

L’obbligo SIISL

Attenzione a questo passaggio, perché è una trappola nuova del 2026. Dal 1° aprile 2026 è diventato obbligatorio consultare la piattaforma SIISL (il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) prima di procedere all’assunzione agevolata.

La conseguenza del mancato adempimento è pesante: la decadenza dal beneficio. In altre parole, dimenticare questo passaggio formale può far perdere l’intero incentivo, anche se tutti gli altri requisiti sono rispettati. È il classico errore procedurale che vanifica un’agevolazione perfettamente spettante.

A questo si aggiungono i requisiti generali che valgono per quasi tutti gli incentivi: la regolarità contributiva (DURC), il rispetto delle norme sulla sicurezza, il fatto che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto e il rispetto dei vincoli sui licenziamenti nei mesi precedenti e successivi.

Un esempio concreto di risparmio

Vediamo quanto può valere la combinazione degli incentivi. Un’impresa del Centro Italia assume, a tempo indeterminato, una donna di 28 anni disoccupata da oltre sei mesi e madre di tre figli minori, con un costo aziendale di circa 32.000 euro lordi annui.

  • Esonero contributivo madri con tre figli: azzeramento dei contributi a carico del datore, fino a 8.000 euro annui. Su questa retribuzione, il risparmio contributivo si avvicina al tetto massimo.
  • Maxi-deduzione al 130% (categoria tutelata): l’imponibile fiscale si riduce, con un ulteriore risparmio IRES di alcune migliaia di euro.

Il risultato combinato può abbattere in modo molto significativo il costo effettivo della risorsa nei primi anni, trasformando un’assunzione onerosa in un investimento sostenibile. Sono proprio questi incastri, calcolati sul caso concreto, a fare la differenza.

Gli errori da evitare

  • Dimenticare la consultazione SIISL prima dell’assunzione: fa decadere il beneficio
  • Non verificare l’incremento occupazionale netto, requisito comune a quasi tutte le misure
  • Sbagliare la cumulabilità tra esoneri, applicando combinazioni non ammesse
  • Assumere senza DURC in regola, perdendo il diritto allo sgravio
  • Ignorare i vincoli sui licenziamenti, che possono precludere o revocare l’incentivo
  • Non monitorare le scadenze e i decreti attuativi: alcune misure attendono provvedimenti o hanno finestre temporali precise

Gli incentivi ci sono, ma vanno gestiti bene

Il 2026 offre un ventaglio ampio di incentivi alle assunzioni: bonus per giovani, donne e Sud, l’esonero rilevante per le madri con tre figli, le agevolazioni strutturali per over 50 e categorie svantaggiate, e la potente maxi-deduzione fiscale cumulabile con gli sgravi contributivi. Per un’azienda che sta pensando di crescere, sono strumenti che possono abbattere in modo consistente il costo di un’assunzione.

Il rovescio della medaglia è la complessità: requisiti stringenti, regole di cumulabilità, adempimenti procedurali come il SIISL e vincoli sui licenziamenti rendono facile commettere errori che fanno perdere il beneficio. Per questo la valutazione va fatta prima di assumere, sul caso concreto, individuando la combinazione più vantaggiosa e verificando ogni condizione.

Quali incentivi per le assunzioni sono attivi nel 2026?

Sono attivi il bonus giovani under 35 e il bonus ZES del D.L. 62/2026, l’esonero per le madri con tre figli (fino a 8.000 euro annui), l’incentivo alla stabilizzazione degli under 35, gli sgravi strutturali per under 30, over 50 disoccupati e persone con disabilità, la Decontribuzione Sud (al 20% nel 2026) e la maxi-deduzione fiscale del 120-130% sul costo del lavoro.

Quanto vale l’esonero per l’assunzione di madri con tre figli?

È un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL), fino a un massimo di 8.000 euro annui per lavoratrice. Spetta per le assunzioni a tempo indeterminato, dal 1° gennaio 2026, di donne con almeno tre figli minori di 18 anni prive di impiego regolare da almeno sei mesi. La durata varia in base al tipo di contratto.

Cos’è la maxi-deduzione del costo del lavoro?

È un’agevolazione fiscale (non contributiva) che consente di dedurre in misura maggiorata il costo delle nuove assunzioni a tempo indeterminato che generano incremento occupazionale netto: 120% del costo, elevato al 130% per categorie tutelate. È prorogata fino al 2027 ed è cumulabile con gli esoneri contributivi.

Gli incentivi alle assunzioni sono cumulabili tra loro?

La maxi-deduzione fiscale è generalmente cumulabile con gli esoneri contributivi, permettendo un doppio vantaggio sulla stessa assunzione. La cumulabilità tra diversi esoneri contributivi, invece, non è sempre ammessa e va verificata caso per caso: alcune combinazioni sono escluse per la componente contributiva.

Cos’è l’obbligo SIISL e perché è importante?

Dal 1° aprile 2026 è obbligatorio consultare la piattaforma SIISL prima di procedere a un’assunzione agevolata. È un requisito procedurale fondamentale: il mancato adempimento comporta la decadenza dal beneficio, anche se tutti gli altri requisiti sono rispettati. È uno degli errori più insidiosi da evitare.


Cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli