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Dichiarazione dei redditi 2026: scadenze, modelli, novità e detrazioni

SOMMARIO

Ogni anno, tra aprile e settembre, milioni di italiani si ritrovano a fare i conti con la dichiarazione dei redditi. Chi la presenta in autonomia, chi si affida a un commercialista o a un CAF, chi pensa di potersela saltare.

La dichiarazione dei redditi 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto all’anno scorso: nuovi scaglioni IRPEF confermati, modifiche alle detrazioni per i familiari a carico, cambiamenti sui bonus casa, nuove agevolazioni per alcune categorie di lavoratori e aggiornamenti sui bonus deducibili.

In questo articolo trovi tutto quello che ti serve sapere, spiegato in modo semplice e senza tecnicismi inutili:

  • cos’è la dichiarazione dei redditi e chi deve presentarla
  • qual è la differenza tra modello 730 e modello Redditi PF
  • tutte le scadenze del 2026
  • le principali novità di quest’anno
  • quali detrazioni non perdere
  • cosa succede se non la presenti o la presenti in ritardo

Cos’è la dichiarazione dei redditi e a cosa serve

La dichiarazione dei redditi è il documento con cui ogni contribuente comunica allo Stato quanto ha guadagnato nell’anno precedente e calcola le imposte effettivamente dovute.

Non è solo un adempimento burocratico: è anche lo strumento principale per recuperare le detrazioni fiscali a cui hai diritto: spese mediche, interessi sul mutuo, bonus casa, spese scolastiche, contributi previdenziali e molto altro.

In pratica funziona così:

  • durante l’anno il tuo datore di lavoro (o l’INPS per i pensionati) trattiene direttamente dalla busta paga o dalla pensione un’anticipazione delle tasse, le cosiddette ritenute IRPEF
  • con la dichiarazione dei redditi si fa il conguaglio: si calcola l’imposta realmente dovuta e si confronta con quanto già pagato

    – se hai pagato troppo → ricevi un rimborso
    – se hai pagato troppo poco → devi versare la differenza

Questo meccanismo rende la dichiarazione dei redditi molto importante anche per chi ha solo uno stipendio o una pensione: rinunciarci significa perdere il diritto a rimborsi e detrazioni.

Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi nel 2026

Non tutti sono obbligati, ma molti ne hanno comunque convenienza.

Sono obbligati a presentarla:

  • chi ha avuto più datori di lavoro nel corso del 2025 (anche se non contemporaneamente)
  • chi ha redditi da affitti, lavoro autonomo occasionale, plusvalenze o altre fonti oltre allo stipendio
  • chi ha ricevuto redditi dall’estero
  • i titolari di Partita IVA (che usano il Modello Redditi PF)
  • chi ha redditi da criptovalute superiori alle soglie di esenzione
  • chi ha decaduto dall’Assegno Unico per mancata presentazione dell’ISEE

Non sono obbligati ma conviene presentarla:

  • i lavoratori dipendenti e pensionati con un solo datore di lavoro che però hanno sostenuto spese detraibili (mediche, scolastiche, lavori in casa, mutuo, ecc.)
  • chi ha versato contributi a fondi pensione
  • chi ha figli a carico universitari

ATTENZIONE: se non presenti la dichiarazione dei redditi quando sei obbligato, rischi sanzioni che vanno da 250 a 1.000 euro, più il 120-240% delle imposte non versate. Non vale la pena rischiare.

I due modelli: 730 o Modello Redditi PF?

Esistono due modelli principali per la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche. Capire quale usare è il primo passo.

Modello 730: per dipendenti e pensionati

È il modello più semplice e più usato in Italia. Può essere presentato da:

  • lavoratori dipendenti (anche con contratto a termine o part-time)
  • pensionati
  • chi percepisce indennità come la NASpI, la cassa integrazione, le indennità di maternità
  • collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • soci di cooperative
  • colf e badanti
  • disoccupati che hanno avuto redditi da dipendente nel 2025

Vantaggi del 730:

  • non serve fare calcoli: l’IRPEF viene calcolata automaticamente
  • il rimborso arriva direttamente in busta paga o nella pensione, senza attendere mesi
  • eventuali importi da versare vengono trattenuti gradualmente dalla busta paga

Chi non può usare il 730:

  • titolari di Partita IVA (devono usare il Modello Redditi PF)
  • chi ha redditi soggetti solo a tassazione separata
  • chi deve dichiarare redditi di impresa

Modello Redditi PF (ex Unico): per autonomi e P.IVA

È il modello per chi ha redditi più complessi:

  • titolari di Partita IVA (forfettari, ordinari, professionisti)
  • chi ha redditi da lavoro autonomo
  • chi ha partecipazioni in società
  • chi ha redditi esteri
  • chi per qualsiasi motivo non può usare il 730

Differenza chiave rispetto al 730: il rimborso non arriva in busta paga. L’Agenzia delle Entrate lo eroga direttamente sul conto corrente, con tempi spesso più lunghi (anche oltre un anno).

Le scadenze della dichiarazione dei redditi 2026: tutte le date

Questa è la parte più importante da tenere a mente. Le date sono ufficiali e verificate.

DataCosa succede
30 aprile 2026730 precompilato disponibile online (solo consultazione)
15 aprile – 2 giugno 2026Presentazione Modello Redditi PF in formato cartaceo
20 maggio 2026730 precompilato: apertura invio e modifiche
31 maggio 2026Scadenza per rimborso in busta paga già a luglio
30 giugno 2026Versamento saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026
30 settembre 2026Scadenza finale invio modello 730 (ordinario e precompilato)
25 ottobre 2026730 integrativo a favore del contribuente
2 novembre 2026Scadenza finale Modello Redditi PF in via telematica
30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026

I tempi dei rimborsi: quando arrivano i soldi

Se dal 730 risulta un credito IRPEF, i tempi del rimborso dipendono da quando invii la dichiarazione:

  • invio entro 31 maggio → rimborso in busta paga a luglio
  • invio entro 30 giugno → rimborso a agosto/settembre
  • invio entro 31 luglio → rimborso a settembre/ottobre
  • invio entro 30 settembre → rimborso a novembre/dicembre

La regola è semplice: prima invii, prima ricevi i soldi. Se hai diritto a un rimborso consistente, conviene non aspettare l’ultimo momento.

Il 730 precompilato 2026: cos’è e come funziona

Dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione nell’area riservata di ogni contribuente il 730 precompilato: un modello già compilato con i dati che l’Agenzia ha raccolto durante l’anno.

Cosa c’è già dentro il 730 precompilato:

  • Dati della Certificazione Unica (stipendio, pensione, ritenute IRPEF)
  • Spese sanitarie comunicate al Sistema Tessera Sanitaria (farmacia, medici, strutture convenzionate)
  • Interessi passivi sul mutuo
  • Premi assicurativi
  • Contributi previdenziali
  • Dati sugli affitti brevi (per chi ha affittato tramite piattaforme)
  • Spese universitarie
  • Dati sull’Assegno Unico

Cosa potresti dover aggiungere tu:

  • Spese mediche pagate in contanti (non tracciate)
  • Spese per ristrutturazione casa
  • Spese scolastiche non trasmesse automaticamente
  • Donazioni a enti non profit
  • Spese per attività sportive dei figli

Come accedere al 730 precompilato

Accedi con SPID, CIE o CNS al sito dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) → sezione “Dichiarazione precompilata“.

Dal 30 aprile puoi solo consultarlo. Dal 20 maggio puoi modificarlo e inviarlo.

Novità 2026 per chi usa il CAF

Una semplificazione importante: per le spese mediche già presenti nel Sistema Tessera Sanitaria, non sarà più necessario portare fisicamente scontrini e ricevute al CAF. Sarà sufficiente stampare il riepilogo dal portale del Sistema Tessera Sanitaria e allegare una dichiarazione di conferma. Un piccolo ma concreto risparmio di tempo.

Le principali novità della dichiarazione dei redditi 2026

1. Tre scaglioni IRPEF (novità strutturale)

Dal 2025, la riforma IRPEF è diventata strutturale: gli scaglioni passano da quattro a tre. Questo si riflette direttamente nel modello 730/2026.

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La riduzione del secondo scaglione (prima al 35% per redditi 15.000-28.000 euro e al 35% per redditi 28.001-50.000 euro) porta un risparmio reale per chi ha redditi tra 28.000 e 50.000 euro.

2. Bonus per redditi bassi fino a 960 euro

Per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 20.000 euro, il 730/2026 riconosce una somma integrativa non tassata fino a 960 euro annui. L’importo varia in base al reddito e al numero di ore lavorate.

Per la fascia tra 20.001 e 40.000 euro, è prevista invece una detrazione aggiuntiva dall’imposta lorda, calibrata per evitare salti bruschi di pressione fiscale tra le due fasce.

3. Novità sui familiari a carico

Le regole sui figli a carico sono cambiate:

  • Per i figli sotto i 21 anni: non spetta più la detrazione fiscale ordinaria (è sostituita dall’Assegno Unico), ma vanno comunque indicati nel quadro familiari per poter detrarre le spese sostenute per loro
  • Per i figli tra 21 e 30 anni: la detrazione da 950 euro torna applicabile, con riduzione progressiva all’aumentare del reddito del genitore
  • Per i figli sopra i 30 anni: detrazione solo se con disabilità certificata ai sensi della Legge 104
  • Per gli altri familiari a carico (genitori, fratelli, nonni): detrazione di 750 euro annui, che sale a 850 euro se il familiare ha più di 75 anni

4. Agevolazione per i neoassunti a tempo indeterminato

Novità importante per chi ha assunto o è stato assunto a tempo indeterminato nel 2025: le somme erogate dal datore di lavoro per canone di locazione e spese di manutenzione dell’immobile sono esenti da IRPEF fino a 5.000 euro annui, a condizione che il nuovo assunto abbia trasferito la residenza a più di 100 km dalla precedente e avesse un reddito inferiore a 35.000 euro nell’anno precedente.

5. Detrazioni per spese scolastiche ampliate

Il limite massimo detraibile per le spese scolastiche (scuole dell’infanzia, primo ciclo e scuola secondaria) sale a 1.000 euro per alunno.

Novità 2026: sono ora detraibili anche le spese per gite scolastiche e servizi integrativi (mensa, trasporto, pre-scuola) entro il limite complessivo di 1.000 euro.

6. Previdenza complementare: limite di deducibilità a 5.500 euro

Chi versa contributi a un fondo pensione può dedurre fino a 5.500 euro annui (era 5.164,57 euro). Non è un aumento enorme, ma su redditi alti può fare differenza.

7. Cripto-attività: tassazione al 33%

Dal 2025 le plusvalenze da criptovalute sono tassate con un’imposta sostitutiva del 33% (era 26%). La soglia di esenzione da 2.000 euro è stata eliminata. Se hai guadagnato con Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute nel 2025, devi dichiararle nel 730 o nel Modello Redditi PF senza eccezioni.

Le principali detrazioni da non perdere nel 730/2026

Spese mediche (detrazione al 19%)

Detraibili per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Include visite specialistiche, farmaci, occhiali, dispositivi medici, ticket, cure dentistiche, psicologi, fisioterapisti.
Novità 2026: sono detraibili anche i dispositivi medici digitali certificati (app mediche, smartwatch per monitoraggio salute se prescritti).

Interessi sul mutuo (detrazione al 19%)

Per il mutuo sulla prima casa: detrazione al 19% sugli interessi passivi fino a 4.000 euro annui. Uno dei crediti più consistenti per chi ha un mutuo.

Bonus ristrutturazione (detrazione al 50%)

Per lavori di recupero edilizio sulla prima casa: detrazione al 50% fino a 96.000 euro di spesa, ripartita in 10 anni. Per altri immobili la percentuale scende al 36%.

NOTA BENE: i lavori devono essere pagati con bonifico parlante. I pagamenti in contanti fanno perdere la detrazione.

Ecobonus (detrazione al 50-65%)

Per interventi di riqualificazione energetica: dal 50% per interventi semplici (infissi, caldaie) al 65% per interventi più complessi (cappotto termico, pompe di calore).

Bonus mobili (detrazione al 50%)

Per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile in ristrutturazione. Il tetto massimo di spesa è stato ulteriormente ridotto rispetto agli anni precedenti: verifica con il tuo commercialista l’importo aggiornato.

Spese universitarie (detrazione al 19%)

Tasse universitarie, affitto fuori sede, libri di testo: detraibili al 19%.

Affitto per giovani under 31 (detrazione potenziata)

La detrazione per i canoni di locazione pagati da giovani under 31 con reddito fino a 15.493,71 euro sale da 991,60 a 1.200 euro annui. Il contratto deve essere regolarmente registrato.

Donazioni a enti non profit (detrazione al 30%)

Le erogazioni liberali a ONLUS, ONG, enti religiosi sono detraibili al 26% o 30% a seconda del destinatario.

Cosa fare se commetti un errore: il 730 integrativo

Ti sei accorto dopo l’invio di aver dimenticato una spesa detraibile o di aver inserito un dato sbagliato? Niente panico: puoi correggere.

  • Entro il 30 settembre 2026: puoi presentare un 730 sostitutivo, una nuova dichiarazione che sostituisce completamente quella precedente
  • Entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 integrativo a tuo favore (se la correzione ti porta più rimborso o meno debito)
  • Entro il 2 novembre 2026: per correzioni più complesse, si usa il Modello Redditi PF integrativo
  • Entro 5 anni: per correzioni a tuo sfavore (tasse non versate che devi pagare) con ravvedimento operoso

Cosa succede se non presenti la dichiarazione

Se sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi e non lo fai, le conseguenze sono concrete:

  • Sanzione fissa da 250 a 1.000 euro
  • Sanzione proporzionale dal 120% al 240% delle imposte dovute ma non versate
  • Interessi di mora sulle imposte non pagate
  • In caso di evasione rilevante, si entra nel campo del reato tributario

Se ti sei dimenticato e sei già oltre la scadenza, la cosa più intelligente da fare è presentare la dichiarazione tardiva con ravvedimento operoso il prima possibile: più aspetti, più le sanzioni crescono.

Tabella riepilogativa: 730 vs Mod Redditi PF

Modello 730Modello Redditi PF
Chi lo usaDipendenti, pensionati, co.co.co.P.IVA, autonomi, imprenditori
Scadenza invio30 settembre 20262 novembre 2026 (telematico)
Calcolo imposteAutomaticoA carico del contribuente
RimborsoIn busta paga/pensioneDa Agenzia Entrate (tempi lunghi)
Pagamento debitoIn busta paga a rateTramite F24 entro giugno
ComplessitàBassaMedia-alta
Come fare la dichiarazione dei redditi online?

Accedi al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, vai alla sezione “Dichiarazione precompilata” e consulta il tuo 730 precompilato. Dal 20 maggio puoi modificarlo e inviarlo direttamente online. In alternativa puoi affidarti a un CAF o a un commercialista che lo invia per tuo conto.

Quando scade il termine per la dichiarazione dei redditi?

Il modello 730 scade il 30 settembre 2026. Il modello Redditi PF (per Partite IVA e autonomi) scade il 2 novembre 2026 in via telematica. Se hai diritto a un rimborso e vuoi riceverlo già a luglio in busta paga, conviene inviare il 730 entro il 31 maggio.

Chi ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi?

Sono obbligati chi ha avuto più datori di lavoro nel 2025, chi ha redditi da affitti o lavoro autonomo, i titolari di Partita IVA, chi ha redditi dall’estero e chi ha guadagnato con criptovalute. I dipendenti con un solo datore e nessuna spesa detraibile possono non presentarla, ma rinunciano a eventuali rimborsi.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione dei redditi?

Se sei obbligato e non la presenti, rischi una sanzione fissa da 250 a 1.000 euro più una sanzione proporzionale dal 120% al 240% delle imposte dovute, oltre agli interessi di mora. Puoi ridurre le sanzioni presentandola in ritardo con il ravvedimento operoso, ma prima lo fai meno paghi.

Ho una Partita IVA forfettaria: devo fare la dichiarazione dei redditi?

Sì. I forfettari non usano il 730 ma presentano il Modello Redditi PF entro il 2 novembre 2026. Qui dichiarano i ricavi, calcolano l’imposta sostitutiva (5% o 15%) e versano saldo e acconti tramite F24.

La dichiarazione dei redditi 2026 è più ricca di novità del solito, tra i nuovi scaglioni IRPEF, le detrazioni aggiornate, le regole cambiate sui familiari a carico e le nuove agevolazioni per i neoassunti.

Il consiglio è sempre lo stesso: inizia a raccogliere i documenti adesso, controlla il tuo 730 precompilato dal 30 aprile e, se hai dubbi o una situazione fiscale anche solo un po’ complessa, affidati a un professionista. Il costo di una consulenza è quasi sempre inferiore alle detrazioni che potresti perdere facendo tutto da solo.

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