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contributi inps forfettario

Contributi INPS forfettario 2026: quanto si paga e come risparmiare

SOMMARIO

Quanto si paga di INPS nel regime forfettario nel 2026? E come funziona la riduzione del 35% dei contributi previdenziali?

Chi apre una Partita IVA in regime forfettario deve considerare non soltanto l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%, ma anche i contributi previdenziali.

L’importo da versare dipende soprattutto dall’attività svolta e dalla gestione previdenziale alla quale si è iscritti.

Per artigiani e commercianti sono generalmente previsti contributi minimi obbligatori, anche quando il reddito è basso o pari a zero. Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, invece, i contributi sono normalmente proporzionali al reddito.

Esiste però un’importante agevolazione: artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi INPS, se rispettano i requisiti previsti.

Vediamo quanto si paga nel 2026, come richiedere lo sconto e quando conviene utilizzarlo.

Contributi INPS nel regime forfettario: le diverse gestioni previdenziali

Il regime forfettario è un regime fiscale, non previdenziale. Questo significa che la tassazione agevolata non determina automaticamente la gestione INPS alla quale iscriversi.

Le principali situazioni sono:

  • Artigiani iscritti alla Gestione Artigiani INPS.
  • Commercianti iscritti alla Gestione Commercianti INPS.
  • Liberi professionisti senza Cassa iscritti alla Gestione Separata INPS.
  • Professionisti con Cassa autonoma, come gli avvocati iscritti alla Cassa Forense o gli ingegneri e architetti iscritti a Inarcassa, secondo le rispettive regole.

Per gli avvocati abbiamo preparato anche un eBook gratuito sull’apertura della Partita IVA e sulla Cassa Forense.

La corretta iscrizione previdenziale dipende dall’attività effettivamente svolta e dalla posizione personale del contribuente.

Per approfondire consulta la nostra guida completa ai contributi INPS per chi ha una Partita IVA.

Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: quanto si paga?

Gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti devono generalmente versare:

  • Contributi minimi obbligatori, calcolati su un reddito minimale stabilito annualmente dall’INPS.
  • Contributi aggiuntivi sulla quota di reddito che supera il minimale.

Con la circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, l’INPS ha aggiornato gli importi contributivi per il 2026.

Il reddito minimale annuo è pari a €18.808.

Tabella contributi INPS minimi 2026

VoceArtigianiCommercianti
Reddito minimale 2026€18.808,00€18.808,00
Aliquota ordinaria24%24,48%
Contributi minimi annui€4.521,36€4.611,64
Contributi minimi mensili€376,78€384,31

Gli importi si riferiscono ai titolari soggetti alla contribuzione ordinaria per l’intero anno e comprendono il contributo fisso di maternità.

Se l’iscrizione riguarda soltanto alcuni mesi, la contribuzione minima viene rapportata al periodo di effettiva iscrizione.

Attenzione: gli importi possono essere diversi in presenza di specifiche agevolazioni o particolari condizioni previdenziali.

Si pagano i contributi INPS anche con fatturato zero?

Sì, artigiani e commercianti possono essere tenuti al versamento dei contributi minimi anche se non fatturano nulla.

Il motivo è che la contribuzione minima non dipende direttamente dal fatturato, ma dall’iscrizione alla gestione previdenziale e dalle regole applicabili.

Per esempio, un commerciante iscritto per l’intero 2026 potrebbe dover versare €4.611,64 di contributi ordinari anche in assenza di reddito, salvo agevolazioni o condizioni particolari.

È quindi importante valutare questi costi prima di avviare l’attività.

Puoi approfondire tutti i costi fissi e variabili nella nostra guida su quanto costa mantenere una Partita IVA nel 2026.

Contributi INPS sul reddito superiore al minimale

Se il reddito d’impresa supera €18.808, ai contributi minimi si aggiunge la contribuzione calcolata sulla parte eccedente.

Per il 2026, le aliquote ordinarie sono:

  • Artigiani 24% fino alla prima fascia contributiva e 25% sulla quota che supera tale fascia.
  • Commercianti 24,48% fino alla prima fascia contributiva e 25,48% sulla quota che supera tale fascia.

Per il 2026, la prima fascia di reddito è pari a €56.224. Le aliquote maggiorate si applicano alla quota eccedente, entro i massimali previdenziali previsti.

Per i contribuenti in regime forfettario, il reddito rilevante ai fini contributivi viene determinato secondo le regole applicabili alla gestione previdenziale, considerando il reddito dell’attività calcolato con il coefficiente di redditività.

Per conoscere i valori ufficiali puoi consultare la comunicazione INPS sui contributi artigiani e commercianti 2026.

Riduzione contributi INPS forfettari del 35%: come funziona?

Chi applica il regime forfettario ed è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti può richiedere, in presenza dei requisiti, un regime contributivo agevolato con riduzione del 35%.

L’agevolazione è prevista dall’articolo 1, comma 77, della Legge 190/2014 e successive modificazioni.

La riduzione riguarda la contribuzione previdenziale IVS dovuta sul minimale e sull’eventuale reddito eccedente.

Non si tratta di uno sconto sulle imposte, ma sui contributi previdenziali.

Chi ha diritto allo sconto del 35%?

Per richiedere l’agevolazione occorre generalmente:

  • Applicare il regime fiscale forfettario.
  • Essere iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS.
  • Presentare la specifica domanda all’INPS.
  • Conservare i requisiti richiesti dalla normativa.

Lo sconto del 35% non si applica ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS e non è previsto automaticamente per gli iscritti alle Casse professionali autonome.

Quanto si risparmia con la riduzione INPS del 35% nel 2026?

Vediamo quanto può risparmiare un artigiano o commerciante che deve versare soltanto i contributi minimi ed è ammesso all’agevolazione.

Tabella contributi INPS con riduzione del 35%

VoceArtigianiCommercianti
Contributi minimi ordinari€4.521,36€4.611,64
Contributi soggetti alla riduzione€4.513,92€4.604,20
Risparmio del 35%€1.579,87€1.611,47
Contributi annui dopo la riduzione€2.941,49€3.000,17

Il calcolo considera la riduzione del 35% sulla componente contributiva soggetta all’agevolazione, mantenendo il contributo di maternità di €7,44 annui.

Gli importi sono indicativi: il versamento effettivo deve essere verificato attraverso i modelli F24 predisposti dall’INPS.

Il risparmio annuo può quindi superare €1.600 per un commerciante.

Occorre però considerare anche gli effetti previdenziali dell’agevolazione.

Come richiedere la riduzione contributiva del 35%?

Lo sconto INPS del 35% non viene riconosciuto automaticamente.

Per ottenerlo è necessario presentare una domanda attraverso i servizi telematici dell’INPS.

Domanda per chi è già iscritto all’INPS

Per i contribuenti già in attività che richiedono l’agevolazione per la prima volta, il termine ordinario è il 28 febbraio dell’anno di riferimento, secondo le istruzioni dell’Istituto.

Occorre verificare eventuali disposizioni specifiche e la posizione del contribuente.

Domanda per chi apre una nuova Partita IVA

Chi avvia una nuova attività durante l’anno deve presentare la richiesta tempestivamente, dopo l’apertura della posizione previdenziale, seguendo le indicazioni operative dell’INPS.

La domanda viene gestita attraverso il servizio telematico disponibile sul portale INPS.

Puoi accedere al servizio INPS per la riduzione contributiva di artigiani e commercianti.

Se vuoi verificare i requisiti prima di presentare la domanda, puoi richiedere una consulenza personalizzata con Il Commercialista Online.

Bisogna presentare la domanda ogni anno?

In linea generale, una volta riconosciuto, il regime contributivo agevolato continua ad applicarsi negli anni successivi finché permangono i requisiti e non intervengono rinuncia o altre cause di cessazione.

Non è quindi normalmente necessario presentare una nuova domanda ogni anno.

Attenzione: la rinuncia al regime agevolato può avere conseguenze sulla possibilità di applicarlo nuovamente. Prima di rinunciare è opportuno verificare le regole INPS.

Riduzione INPS del 35%: esempio pratico di calcolo 2026

Vediamo un esempio riferito a un commerciante in regime forfettario.

Ipotizziamo:

  • Ricavi annui €40.000.
  • Coefficiente di redditività 40%.
  • Iscrizione alla Gestione Commercianti per tutto il 2026.
  • Applicazione della contribuzione ordinaria.
  • Possesso dei requisiti per lo sconto INPS del 35%.

1. Calcolo del reddito forfettario

€40.000 × 40% = €16.000.

Il reddito dell’attività è quindi pari a €16.000.

2. Confronto con il minimale INPS

Il reddito di €16.000 è inferiore al minimale previdenziale 2026 di €18.808.

In questo caso, ipotizzando che non vi siano altri redditi rilevanti ai fini della gestione, il contribuente deve versare soltanto i contributi minimi.

3. Contributi INPS senza agevolazione

Il commerciante versa contributi minimi ordinari pari a €4.611,64.

4. Contributi INPS con riduzione del 35%

Applicando la riduzione sulla componente contributiva agevolabile, l’importo indicativo scende a €3.000,17.

5. Risparmio annuale

€4.611,64 − €3.000,17 = €1.611,47.

In questo esempio, il contribuente risparmia quindi circa €1.611 di contributi INPS.

Il calcolo non comprende l’imposta sostitutiva del regime forfettario, che deve essere determinata separatamente.

Per una prima simulazione puoi utilizzare il nostro calcolatore gratuito delle tasse nel regime forfettario.

Conviene davvero la riduzione dei contributi INPS del 35%?

La riduzione contributiva permette un risparmio immediato, ma non sempre rappresenta la scelta più vantaggiosa nel lungo periodo.

Versare contributi inferiori può incidere sull’accredito dei periodi assicurativi e sul montante contributivo utile per la futura pensione.

In particolare, quando l’importo versato non è sufficiente per ottenere l’accredito dell’intero anno, i mesi riconosciuti possono essere riproporzionati secondo le regole previdenziali applicabili.

Prima di richiedere la riduzione è quindi opportuno considerare:

  • Il risparmio annuale effettivo.
  • La situazione contributiva già maturata.
  • Gli effetti sull’accredito dei mesi previdenziali.
  • L’età e la prospettiva pensionistica.
  • La presenza di altre posizioni previdenziali.

Pagare meno contributi oggi può significare ottenere un accredito previdenziale inferiore.

La convenienza deve quindi essere valutata caso per caso.

Riduzione INPS del 35% e agevolazione del 50%: quali differenze?

La riduzione del 35% per artigiani e commercianti forfettari non deve essere confusa con l’agevolazione contributiva del 50% introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per determinate nuove iscrizioni effettuate nel corso del 2025.

Si tratta di due misure differenti, con requisiti e condizioni specifiche.

L’agevolazione del 50% prevista per le nuove iscrizioni del 2025 non si estende automaticamente a tutte le attività avviate nel 2026.

Inoltre, le due riduzioni non sono cumulabili sulla stessa contribuzione.

Prima di scegliere quale agevolazione applicare è importante verificare la data di iscrizione previdenziale e la situazione del contribuente.

Contributi INPS Gestione Separata per i forfettari

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS seguono regole diverse da quelle previste per artigiani e commercianti.

I contributi vengono generalmente calcolati applicando al reddito professionale l’aliquota prevista per la posizione previdenziale del contribuente.

Le aliquote possono variare in presenza di altre coperture previdenziali o di una pensione.

Per la Gestione Separata non è generalmente previsto un contributo minimo fisso da pagare indipendentemente dal reddito professionale.

Di conseguenza, se non viene prodotto reddito professionale imponibile, normalmente non maturano contributi alla Gestione Separata per quell’attività.

La riduzione del 35% non si applica alla Gestione Separata INPS.

Per ulteriori informazioni consulta la nostra guida ai contributi previdenziali della Partita IVA.

Quando si pagano i contributi INPS nel 2026?

Per gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti, i contributi minimi vengono generalmente versati in quattro rate annuali tramite modello F24.

Scadenze INPS artigiani e commercianti 2026

RataScadenza
Prima rata18 maggio 2026
Seconda rata20 agosto 2026
Terza rata17 novembre 2026
Quarta rata16 febbraio 2027

Le date riportate si riferiscono alla contribuzione minima dell’anno 2026.

Gli eventuali contributi sul reddito eccedente il minimale seguono invece le scadenze previste per il saldo e gli acconti.

Per approfondire consulta la nostra guida su saldo e acconto delle tasse e dei contributi.

I contributi INPS sono deducibili nel regime forfettario?

Sì, i contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito forfettario secondo le regole fiscali applicabili.

Il reddito forfettario viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività.

Dal reddito così determinato vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati, nei limiti e secondo le condizioni previste.

Sulla base imponibile risultante viene quindi applicata l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Per conoscere le differenze tra le due aliquote consulta la nostra guida sul regime forfettario al 5% o al 15%.

Domande frequenti sui contributi INPS forfettari

Chi è in regime forfettario deve pagare i contributi INPS?

Sì, quando è soggetto all’obbligo previdenziale. Le modalità di calcolo cambiano a seconda che il contribuente sia artigiano, commerciante, libero professionista in Gestione Separata o iscritto a una Cassa autonoma.

Quanto si paga di INPS con fatturato zero?

Gli artigiani e commercianti possono dover versare i contributi minimi anche con fatturato zero. I professionisti in Gestione Separata versano generalmente contributi proporzionali al reddito professionale.

Lo sconto INPS del 35% è automatico?

No. È necessario presentare la specifica domanda all’INPS e rispettare i requisiti previsti.

La riduzione del 35% si applica anche ai liberi professionisti?

La riduzione del 35% si applica anche ai liberi professionisti?
Non ai professionisti iscritti alla Gestione Separata. L’agevolazione è prevista per i contribuenti ammessi al regime previdenziale agevolato delle Gestioni Artigiani e Commercianti.

Il 35% si applica anche ai contributi eccedenti il minimale?

Sì. La riduzione riguarda la contribuzione IVS agevolabile, sia sul minimale sia sulla quota di reddito eccedente.

La riduzione del 35% può influire sulla pensione?

Sì. Può incidere sull’accredito dei periodi contributivi e sul montante pensionistico. Gli effetti devono essere verificati in relazione alla posizione previdenziale individuale.

Posso ottenere lo sconto INPS se pago l’imposta sostitutiva del 15%?

Sì. L’agevolazione contributiva del 35% è distinta dall’aliquota fiscale del 5% o del 15% e dipende dai requisiti previsti per il regime previdenziale agevolato.

Vuoi aprire una Partita IVA forfettaria e risparmiare sui contributi?

Prima di aprire una Partita IVA è fondamentale verificare il corretto inquadramento fiscale e previdenziale.

Una scelta errata può comportare contributi non previsti, adempimenti aggiuntivi e costi evitabili.

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2 risposte

  1. Buongiorno, devo iniziare dei nuovi lavori come imprenditrice, volevo fare una partita iva online e sapere se è corretto che per i primi 5 anni si paga il 5% del fatturato, e le spese INPS saranno pagate in base a ciò che guadagni …a me interessa una situazione di questo tipo, grazie

    1. Buondì Miriam,
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      Buon anno ;)

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