Di Categorie: Fatturazione e modi d'usoPubblicato il: 22/09/2022Last Updated: 22/09/2022

Hai inviato delle fatture che non sono state saldate? In questo articolo vediamo come procedere con il sollecito pagamento fattura, ossia lo step precedente dell’azione legale.

I titolari di partita iva e, più in generale, le imprese, sono ben consapevoli dei rischi imprenditoriali che corrono ogni giorno. Tra questi c’è anche il mancato pagamento di una o più fatture. La legge stabilisce che le fatture devono essere saldate da un cliente che acquista un prodotto o usufruisce di un servizio, entro una determinata scadenza. Se ciò non dovesse avvenire, il credito rimarrebbe non saldato. Per richiedere il saldo del debito, il fornitore dovrà prima di tutto inviare un sollecito di pagamento.
Il primo sollecito di pagamento solitamente è di tipo bonario, attraverso quindi mezzi di comunicazione ordinari, come una mail o la funzione integrata nel tool di fatturazione

Una lettera di sollecito pagamento fattura è una richiesta tramite la quale il creditore ricorda al debitore l’obbligo del pagamento di un debito scaduto, con un invito ad adempiere al suddetto obbligo. Il tono usato è di norma pacato e collaborativo. Nel caso in cui non ci fosse risposta al sollecito pagamento fattura e di conseguenza il pagamento continuasse a essere insoluto, allora di potrà optare per vie legali. Dapprima con una comunicazione ufficiale, successivamente attraverso il supporto di un avvocato o un giudice.

Quali sono i termini di pagamento di una fattura?

In caso di contratto attivo tra i due soggetti, il pagamento della fattura dovrebbe avvenire in base alle tempistiche riportate nel contratto stesso. È il caso per esempio del contratto di collaborazione tra un’impresa e un freelance con regolare partita iva. Oppure il caso degli accordi tra azienda e fornitori. 

Nel caso in cui non ci sia un contratto in essere, o nel contratto non siano indicati i termini di pagamento, le tempistiche per il saldo della fattura variano dai 30 ai 60 giorni. 

Secondo le norme italiane queste scadenze vanno rispettate anche nel caso in cui l’accordo tra fornitore e acquirente sia di tipo verbale. In questi casi, nella fattura è possibile riportare i termini del pagamento, ossia la scadenza entro la quale saldare l’importo totale. 

La lettera di sollecito pagamento fattura

Nel caso in cui la fattura non fosse saldata entro i termini stabiliti, si potrà procedere con l’invio di una lettera di sollecito pagamento fattura.

Se è ritenuto opportuno, ancor prima, si potrebbe procedere a voce, per poi passare alla lettera. Trattandosi di una comunicazione bonaria, non è necessario indicare i termini di scadenza del pagamento a seguito del sollecito del saldo del debito. Successivamente alla chiamata o email, in caso di mancato saldo, si procederà quindi con la lettera di sollecito pagamento fattura. Questa deve rispettare determinate specifiche:

  • invio ufficiale tramite raccomandata o posta elettronica certificata PEC
  • indicazione dell’importo da pagare
  • riferimento preciso alla fattura che non è stata saldata
  • soggetti coinvolti
  • eventuale contratto in essere tra le parti
  • data della fattura di riferimento e dell’invio della lettera
  • firma del creditore
  • Modalità di pagamento

Dal punto di vista giuridico, la lettera di sollecito pagamento ha gli stessi effetti della diffida nel caso in cui venga inviata tramite raccomandata A/R o tramite PEC, salvo ci sia espressamente indicato l’importo da pagare e la specifica fonte del suddetto obbligo.

Non è indispensabile inoltre affidarsi a un avvocato per l’invio della lettera di sollecito pagamento fattura. 

I termini di prescrizione

La lettera di sollecito pagamento fattura ha un valore legale. Questo significa che in caso di causa giudiziaria o decreto ingiuntivo, si potranno calcolare gli interessi di mora a partire dal giorno di invio della lettera di sollecito pagamento. Inoltre, i termini di prescrizione di interrompono, iniziando nuovamente il calcolo del periodo dal momento dell’invio della lettera. Ecco perchè è fondamentale, lato creditore, conservare tutta la documentazione che attesta l’invio di una comunicazione di sollecito. 

Cosa fare dopo la lettera di sollecito pagamento fattura

Nel caso in cui neanche la lettera di sollecito pagamento fattura sortisca effetti, si potrà procedere con una seconda e anche una terza lettera di sollecito, dichiarando in questo caso anche la volontà di procedere per vie legali in caso di mancato saldo del debito. In questo caso, si passerà quindi al decreto ingiuntivo. Questo scenario prevede la presenza di un giudice, a cui rivolgersi se l’importo del debito è inferiore a 1.100 euro, o di un avvocato nel caso in cui l’importo del debito fosse maggiore di 1.100 euro. 

NOTA BENE: il mancato pagamento di una o più fatture garantisce di per sé il diritto a recuperare il credito, costituendo di fatto una prova concreta del debito. Attraverso ingiunzione di pagamento, si obbliga il soggetto a versare l’importo dovuto entro un periodo breve pari a 40 giorni. Il debitore potrà comunque difendersi nel caso in cui non ritenga di dover pagare la somma. 

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