Pensione e partita IVA possono convivere?

Pensione e partita IVA possono convivere?

Print Friendly

La pensione ha smesso da tempo di essere associata al nonnetto con il bastone… Sempre più spesso da pensionati si decide invece di prestare ancora la propria opera e il proprio know how magari avviando un’attività di lavoro autonomo. Molti ci chiedono: sono pensionato, posso comunque aprire partita IVA?

In questo post cerchiamo di chiarire se è possibile continuare a percepire la pensione pur svolgendo un’attività lavorativa autonoma e quali sono gli obblighi e le percentuali di cumulabilità tra le due attività.

Cosa prevede la disciplina?

La disciplina in materia di pensione e di lavoro autonomo è stata riformata con il decreto legge n.112 del 2008, che ha abolito il divieto di cumulo dei redditi per alcuni trattamenti pensionistici e stabilito un divieto parziale per altri.

È possibile cumulare il reddito di pensione con quello di lavoro autonomo?

La risposta non è univoca perché dipende dal tipo di trattamento pensionistico conseguito, ma in linea generale la risposta è positiva. Con l’entrata in vigore del decreto legge 112/2008 attualmente non c’è alcun più alcun limite al cumulo dei redditi con la pensione di vecchiaia, con la pensione di anzianità oppure con la pensione anticipata. Mentre il vincolo sussiste, anche se solo parzialmente, per le pensioni e gli assegni di invalidità entro determinati limiti reddituali. Vediamo dunque di fare il punto della situazione.

In quali casi non c’è il divieto di cumulo?

I trattamenti pensionistici per i quali è stato abolito il divieto di cumulo e che pertanto beneficiano della piena cumulabilità dei redditi di lavoro autonomo con la pensione sono i seguenti:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione di anzianità;
  • pensione anticipata.

Per gli assicurati in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 non ci sono ulteriori condizioni; invece per le pensioni di vecchiaia, di anzianità o anticipata percepite da soggetti entrati nel mondo del lavoro dopo il 31 dicembre 1995 è ammessa la piena cumulabilità soltanto se sussiste una delle condizioni seguenti:

  • siano stati compiuti almeno 60 anni di età per le donne o 65 anni per gli uomini;
  • anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni di contribuzione.

Cosa è previsto per le pensioni di invalidità?

Per i titolari di pensione o assegni di invalidità la percentuale di incumulabilità dipende dal reddito percepito dall’attività di lavoro autonomo, in particolare:

  • se il reddito da lavoro autonomo non è superiore al trattamento minimo è ammessa la piena cumulabilità con la pensione;
  • se il reddito da lavoro autonomo supera di 4 volte il trattamento minimo è prevista la decurtazione della pensione del 25%;
  • se il reddito di lavoro autonomo supera di 5 volte il trattamento minimo è prevista la decurtazione del 50% della pensione.

Inoltre è possibile una seconda riduzione se il valore dell’assegno è superiore al trattamento minimo e il soggetto ha un’anzianità contributiva inferiore a 40 anni.

Quali sono gli altri casi?

Tutti gli altri soggetti il cui trattamento pensionistico non rientra nei casi precedenti devono invece sottostare al vincolo di cumulabilità, seppur in modo parziale, dei redditi da lavoro autonomo con la pensione.
Per i soggetti che percepiscono la pensione di inabilità non è ammessa alcuna cumulabilità, in quanto impossibilitati a prestare attività lavorativa dipendente o autonoma.

Quali sono gli obblighi per un pensionato che apre partita IVA?

Per i pensionati che rientrano nei casi di esonero non sussiste il divieto di cumulo e pertanto non ci sono obblighi, soltanto i pensionati per cui è previsto un divieto parziale di cumulo devono comunicare i redditi percepiti dall’attività di lavoro autonomo.
I redditi percepiti dal lavoro autonomo vanno dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali; la comunicazione deve essere effettuata utilizzando i servizi online dell’INPS entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quali sono le sanzioni per la mancata comunicazione?

Il titolare della pensione, che non ha comunicato all’INPS i redditi percepiti dall’attività di lavoro autonomo pur essendo tenuto a farlo, è soggetto a una sanzione pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno di tassazione, che sarà decurtata direttamente dall’INPS sulle successive rate di pensione corrisposta.

Hai necessità di ulteriori info?

Hai bisogno di aiuto per valutare la tua posizione e capire se conviene aprire partita IVA? Acquista la consulenza skype cliccando sul seguente bottone

 

Facebook Comments
2 commenti
  1. Giuseppe Indelicato
    Giuseppe Indelicato dice:

    sono già in pensione dal I° di gennaio 2016 – ad oggi ho deciso di avviare
    un’attivita’ commerciale quindi aprire una partita Iva – desidero sapere
    intanto i costi e la percentuale per i contributi Inps e se maturo gli stessi a beneficio
    della mia pensione. Saluti

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*