PENSIONE ANTICIPATA: Ecco Come con l’APe Volontaria

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(Last Updated On: 6 giugno 2018)

PENSIONE ANTICIPATA: Ecco Come

L’APe (o Anticipo Pensionistico volontario) è la nota misura che permette ad alcune categorie di lavoratori di anticipare la fuoriuscita dal mondo del lavoro, dietro specifiche condizioni.

Vediamo di cosa si tratta, chi può richiederla e come fare domanda.

Cos’è l’APe volontaria?

L’Anticipo Pensionistico volontario è la possibilità di uscita anticipata dal lavoro attraverso l’erogazione di un prestito da parte di una banca finanziatrice e sotto il controllo dell’INPS.

Il prestito è commisurato ed è garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

Chi può richiedere l’APe?

La misura è accessibile volontariamente a fronte della presentazione di un’apposita domanda da parte del lavoratore; naturalmente non si tratta di una misura gratuita, ma il richiedente dovrà restituire per intero il prestito ricevuto entro i termini stabiliti. I lavoratori che possono presentare la richiesta di accesso all’anticipo pensionistico sono i seguenti:

  • Dipendenti pubblici;
  • Dipendenti privati;
  • Lavoratori autonomi;
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Restano invece esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali di appartenenza e gli altri lavoratori che non rientrano in nessuna delle precedenti categorie.

Come funziona il prestito?

Come abbiamo detto, l’anticipo pensionistico è un vero e proprio prestito erogato da un istituto bancario per minimo sei mesi fino alla data di maturazione dei requisiti per il pensionamento con la garanzia di una copertura assicurativa in caso di premorienza.

La concessione del prestito avviene a seguito della verifica da parte dell’INPS dei requisiti richiesti e delle condizioni da parte degli istituti coinvolti, mentre la restituzione avviene in modo automatico, ossia dal momento in cui il richiedente accede alla pensione di vecchiaia e per 20 anni l’INPS trattiene mensilmente una quota per un numero di 260 rate.
È ammessa inoltre la possibilità di estinguere il prestito in via anticipata, secondo modalità che saranno successivamente specificate dall’INPS, e una volta restituito tutto il prestito il pensionato potrà ricevere la prestazione pensionistica spettante per intero.

Quali sono i requisiti?

Per poter richiedere l’Anticipo Pensionistico il richiedente deve soddisfare i seguenti requisiti, maturati tra il 1 maggio 2017 e il 31 dicembre 2018, così come specificato dall’INPS:

  • Età non inferiore a 63 anni e 20 anni di contributi versati;
  • Raggiungimento dei requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • Importo mensile della futura pensione, al netto della rata trattenuta per la restituzione del prestito, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • Assenza di assegno di invalidità o altra pensione diretta.

Come si presenta la domanda per l’APe Volontaria?

Essendo una misura a cui si accede volontariamente, il richiedente dovrà presentare all’INPS esclusivamente in via telematica, utilizzando il proprio PIN dispositivo o tramite CAF e intermediari abilitati, le seguenti richieste:

  • la domanda per la certificazione del diritto all’anticipo pensionistico;
  • la domanda di pensione di vecchiaia.

Soltanto con il rilascio della certificazione del diritto il lavoratore può presentare domanda per la richiesta del prestito, scegliendo la banca e l’impresa assicurativa tra quelle aderenti alla convenzione.

L’APe si ottiene dal momento in cui vengono pubblicate sulla pagina riservata dell’INPS del richiedente la comunicazione di accettazione della polizza assicurativa e quella del finanziamento con i relativi contratti. Da tale momento decorrono i 14 giorni entro i quali il richiedente può esercitare il diritto di recesso.

È bene infatti precisare che, una volta presentate, le domande sono irrevocabili, ad eccezione dell’esercizio del diritto di recesso entro i termini, oppure di rifiuto da parte di uno degli istituti.

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