Quando si pagano le imposte per chi ha o apre partita IVA

Quando si versano le imposte e i contributi
(Last Updated On: 29 Luglio 2019)

Una delle prime domande che ci viene posta quando si apre partita IVA è la seguente:

Se apro partita IVA oggi quando si pagano le imposte? E come funziona il calcolo delle imposte

Nel post di oggi forniamo un approfondimento utile per pianificare le scadenze fiscali 2019 e per chiarire a chi si accinge ad aprire partita IVA quali sono le tasse da pagare e le relative scadenze. Partiamo dall’analizzare come funziona il versamento delle imposte per i titolari di partita IVA tralasciando le società.

Come funziona il Modello UNICO

Il calcolo delle imposte da versare avviene in dichiarazione dei redditi che, per i titolari di partita IVA, si chiama modello Redditi ex Modello UNICO. Il modello Redditi si compila a giugno ed è relativo ai redditi conseguiti nell’anno precedente.

Le imposte e i contributi risultanti dal modello redditi sono di due tipologie:

  • a saldo per l’anno precedente rispetto al momento in cui si presenta la dichiarazione
  • in acconto per l’anno in corso.

Dalla compilazione della dichiarazione dei redditi possono risultare:

  • crediti: quando gli acconti versati per l’anno precedente sono maggiori delle imposte e dei contributi dovuti;
  • debiti: quando i contributi e le imposte dovute per l’anno precedente sono maggiori degli acconti versati.

Come si calcolano gli acconti

L’acconto delle imposte da versare può essere effettuato utilizzando il metodo storico o il metodo previsionale.

Con il metodo storico, sono tenuti al versamento chi ha un’imposta a debito per l’anno precedente superiore a 51,65 euro per l’IRPEF o imposta sostitutiva per i contribuenti forfettari e minimi. L’acconto da versare corrisponde al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente.

Il versamento viene effettuato con le seguenti modalità:

  • in unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo da versare è inferiore a 257,52 euro
  • in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore a 257,52 euro:
    • la prima, nella misura del 40%, entro il 30 giugno oppure a luglio con la maggiorazione dello 0,40%
    • la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30 novembre.

In alternativa al metodo storico, il contribuente può calcolare l’acconto con il metodo previsionale, ovvero quando prevede un reddito sensibilmente diverso rispetto a quello dell’anno precedente può aumentare o diminuire l’acconto secondo le proprie aspettative di reddito per l’anno in corso.

Attenzione però! Quando le aspettative di un reddito inferiore non vengono confermate a consuntivo e quindi nel caso in cui il versamento determinato con il metodo previsionale risultasse inferiore a quanto dovuto, si applica la sanzione per insufficiente versamento del 30% nel caso in cui l’importo omesso non fosse ravveduto.

Come si versano i contributi previdenziali INPS

Il calcolo dei contributi INPS varia a seconda della gestione previdenziale a cui risulta iscritto il titolare di partita IVA. In questo post analizziamo solo il funzionamento dei contributi dovuti all’INPS, considerando che coloro i quali sono iscritti a una cassa previdenziale devono fare riferimento alle diverse discipline e scadenze che variano da cassa a cassa. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi dovuti da un artigiano commerciante o da un professionista.

Contributi previdenziali INPS Gestione Commercianti e artigiani

Le imprese iscritte alla Gestione Commercianti e artigiani INPS versano due tipologie di contributi. Più precisamente:

  • contributi fissi sul reddito minimale di 15.710 euro a prescindere dal reddito pari a 3.800 euro circa con pagamento annuale (da evidenziare che tali contributi sono sempre dovuti anche in caso di reddito pari a 0).
  • contributi a percentuale sul reddito eccedente il minimale di 15.710 euro, calcolati in dichiarazione.

Le imprese verseranno i contributi fissi con l’F24 in quattro rate annuali (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre e 16 febbraio).

Il versamento dei contributi dovuti sul reddito d’impresa eccedente il minimale avviene in due acconti di pari importo e calcolati sul reddito d’impresa dell’anno precedente, ed eventualmente un saldo (nel caso in cui il versato non corrisponda al dovuto) all’anno successivo, quando è definitivamente noto il reddito conseguito.

Contributi INPS Gestione Separata

I contributi gestione separata INPS si calcolano come l’IRPEF con il metodo dell’acconto e del saldo.

I contributi previdenziali Gestione Separata INPS a titolo di acconto sono pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente. Il versamento avviene in due rate di pari importo a giugno e a novembre con le stesse scadenze e rate che si applicano alle altre imposte risultanti dalla dichiarazione.

Come abbiamo già detto anche i contributi INPS si pagano con l’F24.

Quando si pagano le imposte e i contributi

I versamenti delle imposte derivanti dal modello unico a titolo di saldo si effettuano dal 16 giugno o dal 18 luglio con maggiorazione del 0,40%, salvo eventuali proroghe. I versamenti in acconto, invece:

  • Soluzione unica, entro il 30 novembre, se l’importo da versare è inferiore a 257,52 euro.
  • Due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad euro 257,52, quindi:
    • Il 40% dell’importo, entro il 16 giugno oppure entro il 18 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.
    • la restande parte entro il 30 novembre.

La prima scadenza per il versamento del 30 giugno può essere anche pagata a rate, fino a un massimo di sei rate entro e non oltre il 16 novembre.

La seconda scadenza per il versamento del 30 novembre non è rateizzabile, ma deve essere pagata in un’unica tranche.

Il versamento delle imposte e dei contributi avviene tramite il modello F24.

È possibile rateizzare le imposte e i contributi da UNICO?

Sì, ma.. ad eccezione dell’acconto di novembre. Infatti, quando si pagano le imposte è possibile richiedere il pagamento rate fino a un massimo di sette rate mensili. La rateazione non deve necessariamente riguardare tutti gli importi. Per esempio, è possibile rateizzare il primo acconto Irpef e versare in un’unica soluzione il saldo, o viceversa. Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi. In ogni caso, il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

Quando si versa l’IVA?

I termini di versamento dell’IVA variano a seconda della tipologia di contribuente. E, quindi, è necessario distinguere tra:

  • contribuenti mensili: la liquidazione e il versamento dell’eventuale Iva a debito va fatta entro il giorno 16 del mese successivo
  • contribuenti trimestrali: la liquidazione e il versamento dell’imposta va fatto entro il 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri solari (16 maggio, 20 agosto e 16 novembre). Il versamento relativo all’ultimo trimestre va effettuato in sede di conguaglio annuale entro il 16 marzo dell’anno successivo, salvo la possibilità di usufruire dei maggiori termini previsti per il versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

Quando si pagano le imposte quando si apre partita IVA

Chi ha aperto la partita IVA nel corso dell’anno pagherà le prime imposte l’estate dell’anno successivo. Ad esempio se la partita IVA viene aperta a gennaio 2019, le prime imposte saranno versate da giugno 2020 in sede di dichiarazione dei redditi.

Attenzione! Il primo anno di apertura della partita IVA è bene comunque mettere da parte qualcosa. Infatti, quando si pagano le imposte per la prima volta il versamento sarà doppio. In quanto, rifacendoci all’esempio precedente, nel 2020 ci si troverà a pagare tutte le imposte a saldo dovute per il 2019 (per il primo anno in dichiarazione non ci saranno acconti versati) oltre all’acconto per l’anno 2020.


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