Ogni anno, chi ha una ditta individuale o una società iscritta al Registro delle Imprese deve verificare il pagamento del diritto camerale. È un adempimento che spesso passa inosservato fino all’arrivo della comunicazione della Camera di Commercio, ma il mancato versamento può comportare sanzioni e problemi nel rilascio di alcune certificazioni.
Nel 2026 il diritto annuale della Camera di Commercio presenta un elemento da considerare con attenzione: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato, per le Camere indicate nel decreto del 17 marzo 2026, una maggiorazione del 20% destinata a finanziare progetti di sviluppo economico.
Vediamo chi deve pagare, quanto costa il diritto camerale 2026, come si calcola per una SRL e quali sono le scadenze e i codici tributo da utilizzare.
Cos’è il diritto camerale CCIAA?
Il diritto camerale, chiamato anche diritto annuale, è il tributo dovuto alla Camera di Commercio dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese e dai soggetti iscritti al REA, quando previsto.
Il versamento contribuisce al finanziamento delle attività e dei servizi delle Camere di Commercio.
L’importo dipende dalla forma giuridica, dalla sezione del Registro delle Imprese, dall’eventuale fatturato e dalla presenza di unità locali. Può inoltre variare in funzione della Camera competente.
Chi deve pagare il diritto camerale nel 2026?
Sono generalmente tenuti al pagamento:
- le imprese individuali, comprese quelle artigiane, commerciali e agricole iscritte al Registro delle Imprese;
- le società di persone, come SNC e SAS;
- le società di capitali, come SRL, SRLS e SPA;
- le società cooperative e le società consortili;
- i consorzi e gli altri soggetti obbligati iscritti al Registro delle Imprese;
- le società semplici e le società tra avvocati disciplinate dal D.Lgs. 96/2001;
- i soggetti iscritti esclusivamente al REA, secondo le regole applicabili.
L’obbligo riguarda, in linea generale, le imprese che risultano iscritte o annotate al 1° gennaio dell’anno di riferimento, oltre a quelle che si iscrivono nel corso dell’anno.
Un libero professionista con Partita IVA deve pagarlo?
Non necessariamente. Un libero professionista che esercita un’attività autonoma senza obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese non deve versare il diritto camerale per il solo fatto di possedere una Partita IVA.
È il caso, ad esempio, di molti consulenti e freelance che svolgono esclusivamente attività professionale.
La situazione è diversa per chi esercita un’attività d’impresa soggetta a iscrizione camerale. Anche il regime forfettario non determina, da solo, l’esonero dal pagamento: un artigiano o commerciante forfettario iscritto al Registro delle Imprese è generalmente tenuto al diritto annuale.
Per approfondire le differenze puoi consultare la nostra guida all’apertura della Partita IVA.
Diritto camerale 2026: quanto si paga?
Gli importi di seguito indicati comprendono la riduzione normativa del 50% e la maggiorazione del 20% autorizzata per le Camere di Commercio interessate dal decreto ministeriale del 17 marzo 2026.
Attenzione: prima di effettuare il versamento bisogna verificare che la Camera competente applichi effettivamente la maggiorazione. Gli importi non sono necessariamente identici in tutte le province.
Importi fissi diritto camerale 2026
| Tipologia di soggetto | Sede principale | Unità locale |
|---|---|---|
| Impresa individuale iscritta nella sezione speciale, compresi artigiani e piccoli imprenditori | €53 | €11 |
| Impresa individuale iscritta nella sezione ordinaria | €120 | €24 |
| Società semplice agricola | €60 | €12 |
| Società semplice non agricola | €120 | €24 |
| Società tra avvocati disciplinata dal D.Lgs. 96/2001 | €120 | €24 |
| Soggetti iscritti esclusivamente al REA | €18 | Non dovuto |
| Unità locale o sede secondaria di impresa con sede principale all’estero | Non applicabile | €66 |
Gli importi esposti sono quelli normalmente versati per una singola sede o unità locale. Quando sono presenti più unità locali, occorre applicare le regole di calcolo e arrotondamento sul totale, senza limitarsi a sommare importi già arrotondati.
Ad esempio, per una ditta individuale in sezione speciale con sede e una unità locale nella stessa provincia, il calcolo è:
- diritto per la sede €52,80;
- diritto per l’unità locale €10,56;
- totale €63,36;
- importo da versare €63, dopo l’arrotondamento previsto.
Non bisogna quindi sommare automaticamente €53 e €11 ottenendo €64.
Diritto camerale SRL e SRLS 2026: come si calcola?
Per le SRL, SRLS e, in generale, per le società iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese che non rientrano nelle categorie a importo fisso, il diritto annuale delle imprese già esistenti viene determinato sulla base del fatturato dell’esercizio precedente.
Per il diritto annuale 2026 il riferimento è, normalmente, il fatturato 2025 individuato secondo le regole previste ai fini del diritto camerale, che non coincide necessariamente con il semplice totale delle fatture emesse.
Scaglioni di fatturato 2026
| Fatturato | Misura base |
|---|---|
| Fino a €100.000 | €200 fissi |
| Oltre €100.000 e fino a €250.000 | 0,015% sulla quota eccedente |
| Oltre €250.000 e fino a €500.000 | 0,013% sulla quota eccedente |
| Oltre €500.000 e fino a €1.000.000 | 0,010% sulla quota eccedente |
| Oltre €1.000.000 e fino a €10.000.000 | 0,009% sulla quota eccedente |
| Oltre €10.000.000 e fino a €35.000.000 | 0,005% sulla quota eccedente |
| Oltre €35.000.000 e fino a €50.000.000 | 0,003% sulla quota eccedente |
| Oltre €50.000.000 | 0,001% sulla quota eccedente, nel rispetto del massimale |
Le aliquote si applicano per scaglioni progressivi: non si applica un’unica percentuale a tutto il fatturato.
Una volta determinato il diritto base, si applica la riduzione del 50% e, per le Camere autorizzate, l’incremento del 20%. Il massimale base di €40.000 diventa quindi €24.000 dopo la riduzione e la maggiorazione, salvo ulteriori elementi da considerare per le unità locali.
Esempio: SRL con fatturato 2025 di €100.000
Consideriamo una SRL già iscritta al Registro delle Imprese al 1° gennaio 2026, senza unità locali, presso una Camera che applica la maggiorazione del 20%.
| Calcolo | Importo |
|---|---|
| Diritto base | €200 |
| Riduzione del 50% | €100 |
| Maggiorazione del 20% | €20 |
| Diritto camerale 2026 | €120 |
Esempio: SRL con fatturato 2025 di €300.000
Per una SRL con fatturato di €300.000, il calcolo per scaglioni è il seguente:
| Scaglione | Importo |
|---|---|
| Primi €100.000 | €200,00 |
| Da €100.000 a €250.000: €150.000 × 0,015% | €22,50 |
| Da €250.000 a €300.000: €50.000 × 0,013% | €6,50 |
| Totale prima delle riduzioni | €229,00 |
| Riduzione del 50% | €114,50 |
| Maggiorazione del 20% | €137,40 |
| Importo arrotondato da versare | €137 |
L’esempio riguarda una società senza unità locali e una Camera con maggiorazione del 20%. In altri casi l’importo può essere diverso.
Quanto paga una SRL costituita nel 2026?
Per le società che si iscrivono per la prima volta nel Registro delle Imprese durante il 2026, il diritto annuale non viene calcolato sul fatturato dell’anno precedente, perché manca una precedente annualità di riferimento.
Le nuove SRL e SRLS versano quindi, presso le Camere con maggiorazione del 20%, un diritto iniziale di €120 per la sede ed eventualmente €24 per ogni nuova unità locale, con le regole di arrotondamento applicabili.
Il pagamento può essere effettuato insieme alla pratica di iscrizione oppure, nei casi previsti, tramite F24 entro i successivi 30 giorni.
Dal periodo successivo, il diritto annuale sarà determinato secondo le regole applicabili alle società già iscritte.
Unità locali: quanto aumenta il diritto camerale?
Quando un’impresa ha una o più unità locali, il diritto annuale deve essere calcolato considerando anche tali posizioni.
Per le imprese soggette a diritto fisso, si utilizzano gli importi previsti per ciascuna categoria.
Per le società che pagano in base al fatturato, il diritto relativo a ciascuna unità locale è normalmente determinato nella misura del 20% di quello calcolato per la sede, con il limite previsto dalla normativa, applicando successivamente riduzioni, maggiorazioni e arrotondamenti.
Se le unità locali sono situate in province diverse, può essere necessario effettuare versamenti distinti alle rispettive Camere di Commercio, utilizzando i codici ente corretti.
Le unità locali situate all’estero di imprese con sede principale in Italia non sono soggette al diritto annuale camerale italiano per quella unità locale.
Quando si paga il diritto camerale nel 2026?
Per le imprese già iscritte, il termine di pagamento del diritto annuale coincide generalmente con quello previsto per il primo acconto delle imposte sui redditi.
La scadenza ordinaria per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è il 30 giugno 2026.
Per i contribuenti interessati dal differimento dei termini previsto nel 2026, la scadenza senza maggiorazione è stata spostata al 20 luglio 2026, con possibilità di versamento al 20 agosto 2026 applicando la maggiorazione prevista dello 0,80%.
Per i soggetti non interessati da tale differimento resta applicabile, quando consentito, il versamento entro i 30 giorni successivi al termine ordinario con maggiorazione dello 0,40%.
Le società con periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare o con particolari termini di approvazione del bilancio devono verificare la scadenza specificamente applicabile.
Per approfondire le scadenze fiscali, consulta anche saldo e acconto delle imposte: come funzionano.
Maggiorazione del 20% nel 2026: chi deve fare il conguaglio?
Il decreto ministeriale del 17 marzo 2026 ha autorizzato l’incremento del diritto annuale per il triennio 2026-2028 per le Camere di Commercio elencate nell’allegato al provvedimento.
La maggiorazione è entrata in vigore il 28 aprile 2026, ma riguarda il diritto annuale dell’intero 2026.
Le imprese che hanno già versato il diritto senza considerare l’incremento, prima dell’entrata in vigore del decreto, devono quindi verificare se sia necessario integrare il pagamento.
Per le Camere interessate, il conguaglio può essere effettuato entro il 30 novembre 2026 secondo le istruzioni camerali, senza sanzioni nei casi previsti.
Questa scadenza non rappresenta una proroga generale per chi ha omesso il versamento ordinario.
Prima di pagare, consulta la pagina della Camera competente e verifica se la maggiorazione del 20% è applicabile alla tua posizione.
Consulta la nota MIMIT sulle misure del diritto annuale 2026.
Come pagare il diritto camerale con F24
Il diritto annuale può essere versato tramite modello F24, compilando la sezione IMU e altri tributi locali.
| Campo F24 | Cosa indicare |
|---|---|
| Codice ente | Sigla della provincia della Camera di Commercio competente, secondo le istruzioni camerali |
| Codice tributo | 3850 |
| Anno di riferimento | 2026 |
| Importi a debito versati | Diritto annuale dovuto |
Quando sono dovuti versamenti a Camere diverse, è necessario compilare le righe corrispondenti ai diversi codici ente.
Il pagamento può essere effettuato anche attraverso il servizio nazionale delle Camere di Commercio, che permette di calcolare l’importo dovuto e accedere alle modalità di pagamento disponibili.
CALCOLA E PAGA IL DIRITTO ANNUALE SUL PORTALE UFFICIALE →
Il diritto camerale è deducibile dalle tasse?
Il diritto camerale è un costo collegato all’attività d’impresa e, nei regimi che prevedono la deduzione analitica dei costi, è generalmente deducibile secondo le regole fiscali applicabili.
Nel regime forfettario, invece, i costi dell’attività non vengono dedotti singolarmente: il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi, con le deduzioni specificamente ammesse.
Il diritto camerale, quindi, non viene sottratto analiticamente dal reddito forfettario.
Per approfondire leggi quali costi si possono scaricare nel regime forfettario.
Cosa succede se non pago il diritto camerale?
Il mancato, tardivo o insufficiente versamento può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi, oltre alle conseguenze amministrative previste dalla normativa.
Quando ricorrono le condizioni, è possibile regolarizzare spontaneamente il pagamento tramite ravvedimento operoso, utilizzando gli importi e i codici tributo corretti.
Le percentuali di sanzione applicabili non devono essere confuse con quelle previste in passato: per il diritto annuale occorre verificare la disciplina speciale del tributo e le istruzioni aggiornate della Camera di Commercio.
Nel 2026 il tasso legale degli interessi è pari all’1,60% annuo, da applicare per i periodi di ritardo cui si riferisce, secondo le regole del ravvedimento.
Il pagamento irregolare può inoltre incidere sul rilascio delle certificazioni camerali nei casi previsti.
Quando non è dovuto il diritto camerale?
Non tutti i titolari di Partita IVA sono obbligati al versamento.
Il professionista non iscritto al Registro delle Imprese, ad esempio, non paga il diritto annuale per la sola titolarità della Partita IVA.
Esistono inoltre specifiche regole per le imprese cessate, cancellate o sottoposte a determinate procedure. Non è però sufficiente che l’impresa sia inattiva o non abbia emesso fatture per escludere automaticamente l’obbligo.
Per le imprese già iscritte, la posizione al 1° gennaio è un elemento fondamentale per individuare il diritto dovuto nell’anno.
Domande frequenti sul diritto camerale 2026
Sì, se è iscritta al Registro delle Imprese ed è tenuta al versamento. Il regime forfettario non comporta di per sé l’esenzione dal diritto camerale.
Generalmente sì. Una SRL già iscritta al Registro delle Imprese può dover versare il diritto annuale anche in assenza di fatturato, applicando la misura prevista per il primo scaglione.
Per una nuova SRLS iscritta presso una Camera con maggiorazione del 20%, l’importo per la sede è generalmente pari a €120. Le eventuali unità locali comportano ulteriori importi.
Se l’impresa risultava iscritta al Registro delle Imprese al 1° gennaio 2026, il diritto annuale può essere comunque dovuto per l’intero anno. Occorre verificare la data di cancellazione e le regole applicabili.
Sì, attraverso i servizi messi a disposizione dal sistema camerale, quando disponibili per la posizione interessata. In alternativa si può utilizzare il modello F24.
Non necessariamente. La misura nazionale può essere incrementata per le Camere autorizzate. Inoltre, la presenza di unità locali in province diverse richiede un controllo specifico degli importi e dei codici ente.
Assistenza per apertura Partita IVA e adempimenti CCIAA
Il diritto camerale è soltanto uno degli adempimenti da considerare quando si avvia o si gestisce un’attività d’impresa.
Prima di aprire una Partita IVA è importante verificare se l’attività richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese, quale gestione INPS è applicabile e quali saranno i costi annuali.
Con Il Commercialista Online puoi ricevere assistenza per l’apertura della Partita IVA, le pratiche camerali e la gestione fiscale e contabile dell’attività.
Se affidi allo Studio la gestione contabile, l’apertura della Partita IVA e le pratiche di avvio della ditta individuale sono incluse nel servizio, secondo le condizioni previste. Restano esclusi gli eventuali diritti, tributi e oneri dovuti agli enti.
Puoi approfondire anche quanto costa aprire una Partita IVA e le differenze tra attività professionale e attività d’impresa.






2 risposte
I professionisti in regime forfettario non sono tenuti all’iscrizione al registro imprese e di conseguenza non devono versare diritto camerale … è corretto ??
Gentile Giuseppe,
corretto.
Cordialità