CROWDFUNDING: FORMA ALTERNATIVA PER FINANZIARSI

CROWDFUNDING: FORMA ALTERNATIVA PER FINANZIARSI

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Il crowdfunding è un fenomeno ancora da scoprire anche se già diffuso, e può rappresentare una buona alternativa alle forme tradizionali di fund-raising per la realizzazione di progetti o iniziative imprenditoriali. Vediamo insieme quali sono i suoi aspetti essenziali.

Cos’è il crowdfunding?

Il crowdfunding è quello strumento che permette di ottenere le risorse necessarie a finanziare un progetto imprenditoriale, dalle forme più semplici a quelle più complesse, grazie al coinvolgimento di un gruppo di persone (crowd= folla) che conferiscono somme di denaro anche di modesta entità utilizzando le piattaforme online.

Quanti tipi di crowdfunding esistono?

Il crowdfunding si articola in differenti modelli essendo il fenomeno in continua evoluzione, e le principali forme sono:

  • Equity-based crowdfunding che è il modello regolamentato dalla Consob e il più rilevante al fine della nostra analisi. Attraverso l’equity crowdfunding l’investitore acquista una parte del capitale della società divenendone di fatto socio e partecipando alla sua vita;
  • Donation based crowdfunding è la modalità con cui vengono effettuate vere e proprie donazioni per sostenere un’iniziativa, sia di natura privata che di tipo sociale, senza però alcun ritorno economico;
  • Reward based crowdfunding che permette al promotore di un progetto di ottenere i finanziamenti necessari alla sua realizzazione dando ai sostenitori una “ricompensa” non sotto forma di denaro, ma generalmente relativa all’iniziativa stessa (ad esempio una copia del libro che hanno contribuito a pubblicare);
  • Social lending che consiste nell’ottenere un vero e proprio prestito senza utilizzare i canali tradizionali, ma da privati, spesso a condizioni più vantaggiose: peer to peer lending;
  • Royalty based crowdfunding è una recente evoluzione che permette di finanziare le iniziative e ottenere in cambio una parte dei profitti conseguiti.

Tutti possono utilizzare il crowdfunding?

In Italia è stata introdotta un’apposita normativa, D.L. n.179/2012, per disciplinare il fenomeno dell’equity crowdfunding, con l’obiettivo di incentivare la crescita economica e lo sviluppo delle start-up innovative.
Soltanto le start-up innovative e le PMI che possiedono i requisiti per qualificarsi come tali e che sono iscritte in una sezione speciale del Registro delle Imprese possono utilizzare tale strumento per ottenere i finanziamenti necessari senza le difficoltà del ricorso ai canali tradizionali.

Come vengono pubblicizzate le offerte?

Le start-up innovative possono offrire i propri strumenti sui portali online gestiti da banche o altri soggetti autorizzati dalla Consob. Su queste piattaforme sono presenti delle schede in cui sono indicate tutte le informazioni utili al potenziale investitore sulla start-up e sul tipo di investimento, in modo da consentirgli di compiere in maniera consapevole il proprio investimento.

È la Consob stessa l’autorità che vigila sul corretto funzionamento dell’operazione e che detiene l’elenco dei gestori di questi portali online.

Quali soggetti possono investire in crowdfunding?

Tutti i soggetti possono investire le proprie risorse in progetti finanziati con il crowdfunding. Nel caso dell’equity crowdfunding, trattandosi di un investimento rischioso poiché si acquistano titoli di capitale della società, è necessario che il gestore del portale sottoponga un questionario all’investitore privato per accertarsi della consapevolezza dei rischi connessi all’investimento e soltanto nel caso di esito positivo potrà autorizzare l’accesso al portale.
Sempre agli investitori privati è riconosciuta una particolare tutela che garantisce la possibilità di cambiare idea sull’investimento presentando una comunicazione al portale entro 7 giorni dall’adesione.

Come vengono tassate le risorse raccolte con il crowdfunding?

Le risorse raccolte mediante il ricorso al crowdfunding hanno una tassazione specifica a seconda del soggetto passivo che ha lanciato il progetto da finanziare, nel dettaglio:

  1. se si tratta di persona fisica, le risorse raccolte possono qualificarsi come reddito da lavoro autonomo o, se svolge attività commerciale, come proventi conseguiti nell’esercizio dell’impresa;
  2. se si tratta di start up o di PMI le risorse rientrano nel reddito d’impresa e saranno pertanto assoggettate a IRPEF o a IRES;
  3. se si tratta di imprese che utilizzano il modello reward-based crowdfunding, i fondi raccolti vanno considerati come sopravvenienze attive straordinarie in quanto proventi derivanti da eventi estranei alla gestione dell’impresa, con la possibilità di rateizzazione in 5 esercizi. Inoltre nel caso di raccolta con il meccanismo del pre-order (ossia la vendita di un prodotto o un servizio non ancora realizzato), il soggetto passivo dovrà considerare l’incidenza dell’IVA in quanto si tratta di compravendita di cosa futura;
  4. per le imprese no-profit e per gli enti non commerciali, se la raccolta dei fondi avviene nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione o di una ricorrenza ed è frutto di un’iniziativa occasionale, viene considerata al pari delle donazioni e pertanto è esclusa dalla tassazione.

Hai bisogno di ulteriori informazioni?

Per ulteriori informazioni non esitare a contattarci compilando il form che trovi nella pagina Preventivi oppure lasciando un commento qui sotto.

 

 

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