Il Commercialista Online

Cerca
contributi inps per artigiani e commercianti

Contributi INPS per Artigiani e Commercianti: aliquote, importi e esempi di calcolo

SOMMARIO

Se sei un artigiano o un commerciante (ditta individuale, società di persone o socio lavoratore di SRL), c’è un dato che nel 2026 devi avere chiarissimo: anche se guadagni poco o sei in perdita, i contributi INPS per Artigiani e Commercianti fissi li paghi comunque.

La ragione è semplice: la Gestione Artigiani e Commercianti prevede un reddito minimale su cui l’INPS calcola contributi obbligatori “di ingresso”. Nel 2026 questo minimale aumenta per effetto dell’adeguamento ISTAT.

Con la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Istituto ha comunicato ufficialmente importi e aliquote dovuti per il 2026 dagli iscritti alle Gestioni speciali autonome degli artigiani e dei commercianti.

In questo articolo trovi:

  • quanto pagherai nel 2026 (minimi e percentuali)
  • come si calcolano i contributi sul reddito eccedente il minimale
  • massimali e scaglioni
  • scadenze F24 da segnare in agenda
  • casi particolari (impresa familiare, soci, amministratori)
  • agevolazioni e riduzioni possibili (quando spettano e come si richiedono)

Contributi INPS per Artigiani e Commercianti: aumenta il minimale

La novità più concreta del 2026 è l’aumento del reddito minimale.

  • Reddito minimale 2026: 18.808,00 euro
  • Variazione: +1,4% (adeguamento ISTAT)

Conseguenza pratica: crescono i contributi fissi. Questo è il punto che spesso sorprende chi apre o gestisce una piccola attività: l’INPS “presume” che tu guadagni almeno il minimale. Se non ci arrivi, non importa: i contributi minimi restano dovuti (salvo specifiche riduzioni/agevolazioni).

Come funzionano i contributi INPS per artigiani e commercianti

Il sistema va letto “a due velocità”:

  1. Quota fissa sul minimale
    La paghi sempre, anche con reddito basso, perdita o fatturato zero.
  2. Quota variabile sul reddito eccedente il minimale
    La paghi solo se il tuo reddito (d’impresa) supera 18.808 euro.

Quindi, in modo molto operativo:

  • se il tuo reddito è ≤ 18.808 → paghi solo i fissi
  • se il tuo reddito è > 18.808 → paghi fissi + percentuale sulle eccedenze

Contributi fissi: quanto paghi anche se non guadagni

Sul minimale 2026 (18.808 euro), l’INPS indica i contributi annui dovuti.

Tabella contributi minimi 2026 (quota fissa)

CategoriaContributo annuo sul minimaleRata trimestrale (4 rate)Mensile equivalente
Artigiani4.521,36 €1.130,34 €376,78 €
Commercianti4.611,64 €1.152,91 €384,31 €

Questi importi includono anche il contributo maternità (0,62 €/mese) e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva per l’indennizzo cessazione attività.

In altre parole: nel 2026 la “soglia psicologica” è chiara

  • artigiano: circa 4.500 €/anno comunque
  • commerciante: circa 4.600 €/anno comunque

Aliquote: quanto paghi in percentuale

Le aliquote IVS restano sostanzialmente in linea con gli anni precedenti:

  • Artigiani: 24,00%
  • Commercianti: 24,48% (include lo 0,48% per indennizzo cessazione attività)

A queste si aggiunge il contributo maternità (importo fisso annuo).

Contributi sul reddito eccedente il minimale: scaglioni 2026

Quando superi 18.808 euro, non paghi “una percentuale unica su tutto”: l’eccedenza si divide in fasce.

Soglia intermedia indicata per il 2026: 56.224 euro.

Tabella scaglioni per eccedenze

Fascia di reddito (eccedenza)ArtigianiCommercianti
Da 18.808 a 56.22424,00%24,48%
Oltre 56.22425,00%25,48%

Massimale contributivo: oltre questa soglia non paghi più INPS

Esiste un tetto oltre il quale non si versa ulteriore contribuzione.

Per il 2026 vengono indicati due massimali (a seconda dell’anzianità contributiva, in particolare per chi è “nuovo iscritto” post-1995 vs iscritti precedenti). Valori riportati nelle sintesi 2026:

  • Iscritti “ante 1996”: 93.707 euro
  • Iscritti “dal 1996 in poi”: 122.295 euro

Superate queste soglie, la parte di reddito ulteriore non genera altri contributi.

Esempi pratici: quanto paghi davvero

Qui è dove molti imprenditori “sentono” davvero l’impatto.

Esempio 1: reddito 20.000 euro

Commerciante

  • contributo fisso: 4.611,64
  • eccedenza: 20.000 − 18.808 = 1.192
  • eccedenza × 24,48% = 291, (circa)

Totale indicativo: ~4.903 euro

Artigiano

  • contributo fisso: 4.521,36
  • eccedenza: 1.192
  • eccedenza × 24% = 286,08

Totale indicativo: ~4.807 euro

IMPORTANTE: anche a 20.000 euro di reddito, sei già vicino o sopra i 5.000 euro.

Esempio 2: reddito 40.000 euro

Commerciante

  • fisso: 4.611,64
  • eccedenza: 40.000 − 18.808 = 21.192
  • 21.192 × 24,48% = 5.187, (circa)
    Totale indicativo: ~9.799 euro

Artigiano

  • fisso: 4.521,36
  • eccedenza: 21.192
  • 21.192 × 24% = 5.086,08
    Totale indicativo: ~9.607 euro

Esempio 3: reddito 60.000 euro (commerciante)

Questo è l’esempio che rende evidente la “doppia velocità”.

  • Contributo fisso: 4.611,64
  • Da 18.808 a 56.224: 37.416 × 24,48% = 9.157 (circa)
  • Oltre 56.224 (fino a 60.000): 3.776 × 25,48% = 962 (circa)

Totale indicativo: ~14.730 euro.

Qui si vede bene una dinamica importante: superati certi livelli, l’INPS può assorbire una quota molto rilevante del reddito, spesso percepita come “oltre un quarto” del profitto.

Artigiani vs commercianti: differenze concrete

La differenza non è enorme sui minimi, ma esiste:

  • commerciante paga un po’ di più (per lo 0,48% aggiuntivo)
  • la struttura a scaglioni resta simile

Tabella confronto sintetico 2026

VoceArtigianiCommerciantiDifferenza
Aliquota base24,00%24,48%+0,48%
Minimo annuo4.521,36 €4.611,64 €+90,28 €
Mensile equivalente376,78 €384,31 €+7,53 €

Impresa familiare: attenzione, i minimi possono “moltiplicarsi”

Nell’impresa familiare e nei casi di collaboratori/coadiuvanti, un errore frequente è pensare che “paga solo il titolare”.

In realtà:

  • ogni soggetto assicurato può avere obbligo contributivo
  • spesso si applica un proprio minimale (in base all’inquadramento)

Risultato: una struttura con più familiari può generare un costo INPS complessivo sensibilmente più alto rispetto a una ditta “solo titolare”.

In questi casi è fondamentale ragionare prima su:

  • ruoli effettivi
  • iscrizioni necessarie
  • convenienza della struttura (anche societaria)

Scadenze INPS 2026: le date da segnare subito

I contributi fissi (minimali) si versano con F24 in 4 rate.

Tabella scadenze rate fisse

RataScadenza
1ª rata18 maggio 2026
2ª rata20 agosto 2026
3ª rata16 novembre 2026
4ª rata16 febbraio 2027

I contributi sulla quota eccedente (percentuale) seguono invece le scadenze fiscali dei redditi (saldo e acconti). Molte sintesi operative richiamano:

  • giugno/luglio (saldo + primo acconto)
  • novembre (secondo acconto)

Agevolazioni e riduzioni: cosa puoi sfruttare

Qui bisogna essere molto concreti: le riduzioni esistono, ma vanno richieste e non sempre sono cumulabili.

Riduzione 35% per regime forfettario (gestione artigiani/commercianti)

Se sei in regime forfettario e iscritto alla gestione artigiani/commercianti, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35%.

Punti chiave da ricordare:

  • la riduzione riguarda i contributi dovuti (inclusi spesso i minimi, secondo disciplina del regime agevolato)
  • la domanda si presenta nel Cassetto Previdenziale (adesione regime agevolato)
  • molte guide operative indicano una scadenza tipica “entro fine febbraio” per ottenere l’applicazione sull’anno (es. 28/02)

ATTENZIONE: valutala bene, perché ridurre i contributi oggi può incidere sull’accredito pensionistico complessivo domani (tema da affrontare con consulenza, soprattutto se la posizione contributiva è “corta”).

Riduzione 50% per over 65 già pensionati

Nel 2026 l’INPS ribadisce che i pensionati over 65 che continuano l’attività possono beneficiare della riduzione del 50% degli importi dovuti.

Riduzione 50% nuovi iscritti (misura avviata nel 2025)

L’INPS ha pubblicato indicazioni su una riduzione del 50% per nuovi iscritti nel 2025, con regole e limiti; se rientri in quel perimetro, l’effetto può proseguire per la durata prevista anche nel 2026.

Qui però la regola è: non improvvisare. Serve verificare:

  • data di prima iscrizione
  • requisiti soggettivi
  • compatibilità con altre riduzioni

Socio, amministratore e “doppia contribuzione”: dove si rischia di pagare due volte

Questo punto è tra i più delicati, perché spesso produce costi imprevisti.

Scenario tipico:

  • sei socio lavoratore (SRL o società di persone) → INPS artigiani/commercianti (minimali + eccedenze)
  • sei anche amministratore con compenso → INPS Gestione Separata sul compenso amministratore

In pratica potresti trovarti con:

  • contributi “di impresa” (artigiani/commercianti)
  • contributi “da amministratore” (gestione separata)

Non sempre la doppia iscrizione è automatica in ogni caso: dipende dall’attività concreta e dalle funzioni svolte. Ma il rischio operativo c’è, e va gestito con attenzione prima di impostare compensi e ruoli.

Se vuoi, qui la strategia di pianificazione non è “pagare meno a tutti i costi”, ma:

  • evitare sovrapposizioni non dovute
  • scegliere una struttura coerente (ruoli, attività, compensi)
  • documentare bene l’operatività

Come pianificare i contributi INPS per Artigiani e Commercianti

Sapere gli importi è necessario, ma non basta. La pianificazione si gioca su tre leve:

1) Forma giuridica e inquadramento corretto

Ditta individuale, SNC/SAS, SRL con socio lavoratore: l’inquadramento INPS cambia la dinamica dei minimi e delle eccedenze.

2) Previsione di reddito e cash flow

I contributi fissi sono rateizzati, ma arrivano sempre. Se la tua attività è stagionale, devi costruire un flusso di cassa che li assorba senza stress.

3) Agevolazioni: usarle solo se convengono

La riduzione 35% (forfettario) o la riduzione 50% (over 65 pensionati) possono essere utili, ma vanno valutate con obiettivo chiaro:

  • riduzione costo immediato vs accredito pensionistico
  • compatibilità con altre misure
  • durata e requisiti

Checklist operativa

  • Verifica il tuo inquadramento: artigiano o commerciante? Titolare o coadiuvante?
  • Metti a budget il minimo: 4.5k–4.6k anche in caso di reddito basso
  • Se superi il minimale, stima la quota eccedente con scaglioni
  • Segna le 4 scadenze F24 (maggio, agosto, novembre, febbraio)
  • Se sei forfettario, valuta e (se conviene) presenta la domanda di riduzione
  • Se sei socio e amministratore, verifica il rischio doppia contribuzione prima di definire il compenso

Nel 2026, l’aumento del minimale a 18.808 euro rende ancora più evidente un concetto: i contributi INPS artigiani e commercianti non sono “una percentuale”, ma un costo fisso di accesso alla gestione, che si aggiunge poi alla quota variabile quando il reddito cresce.

Per chi ha redditi bassi o discontinui, il vero tema è la sostenibilità del minimo.
Per chi ha redditi medi o alti, il vero tema è la pianificazione: scaglioni, massimali, struttura societaria, ruoli e agevolazioni.

Quanto si paga di INPS per artigiani e commercianti?

Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro. Questo significa che i contributi fissi obbligatori sono pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, anche in caso di reddito basso o nullo. Se il reddito supera il minimale, si applicano le aliquote percentuali sulla parte eccedente.

I contributi INPS si pagano anche se non fatturo nulla?

Sì. I contributi minimi artigiani e commercianti sono dovuti anche in caso di reddito pari a zero o in perdita. L’INPS calcola infatti i contributi su un reddito minimale stabilito annualmente, indipendentemente dal fatturato effettivo (salvo specifiche agevolazioni).

Come si calcolano i contributi INPS sul reddito eccedente il minimale?

Oltre il minimale di 18.808 euro, si applicano le aliquote IVS del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti fino a 56.224 euro. Sulla parte eccedente questa soglia, l’aliquota sale rispettivamente al 25% e al 25,48%, fino al massimale contributivo previsto per il 2026.

Quando si pagano i contributi INPS nel 2026?

I contributi fissi si versano in quattro rate trimestrali con modello F24 (maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo). I contributi percentuali sul reddito eccedente seguono invece le scadenze fiscali del saldo e degli acconti della dichiarazione dei redditi (giugno/luglio e novembre).

Esistono agevolazioni sui contributi INPS per artigiani e commercianti?

Sì. Nel 2026 è possibile beneficiare della riduzione del 35% per i contribuenti in regime forfettario che presentano apposita domanda all’INPS. Sono previste inoltre riduzioni del 50% per determinate categorie, come pensionati over 65 che continuano l’attività. È sempre necessario verificare i requisiti prima di richiedere l’agevolazione.

Cosa ne pensi?

5 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli