Come funziona la compensazione dei crediti verso la PA con i debiti tributari

Come fare per compensare cartelle e crediti verso la PA

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Hai debiti con Equitalia e vanti crediti verso la Pubblica Amministrazione? La compensazione tra cartelle esattoriali e crediti verso la P.A. è la soluzione al tuo duplice problema.

Con il D.M. del 27 giugno 2016 – in vigore dal 12 luglio con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – è stata prorogata anche per il 2016 la possibilità di compensare le cartelle esattoriali ricevute entro il 31 dicembre 2015 con i crediti vantati verso lo Stato, le Regioni, le Province e gli enti locali. Come per il 2015, sono rimaste invariate le modalità e le condizioni da rispettare per accedere alla compensazione. Vediamo come fare.

Cos’è la compensazione dei crediti?

La compensazione rappresenta una modalità di estinzione di un debito possibile quando tra le parti esiste un rapporto reciproco di debito/credito; nel caso specifico consiste nella possibilità riconosciuta all’impresa o al professionista di estinguere una cartella esattoriale utilizzando anche solo parzialmente un credito vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Quali sono i requisiti necessari per effettuare la compensazione?

Per essere valida la compensazione, occorre che il credito vantato nei confronti della PA rispetti alcune condizioni (art. 31-bis Legge 122/2010), ovvero:

  • i crediti per somministrazioni, forniture e appalti devono essere certi, liquidi, esigibili e non prescritti;
  • l’ammontare del credito deve essere pari o superiore al debito iscritto a ruolo;
  • il credito non deve essere stato ceduto ad un istituto di credito;
  • il credito deve essere certificato.

Quali debiti possono essere compensati? 

La normativa prevede che possono essere compensati i debiti notificati entro il 31 dicembre 2015 e rappresentati da cartelle di pagamento emesse da Equitalia o i debiti tributari derivanti da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Più precisamente:

  1. i tributi erariali, regionali e locali;
  2. i contributi previdenziali ed assistenziali;
  3. i premi per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali;
  4. le entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione;
  5. le imposte;

E’ possibile compensare anche gli oneri accessori, gli aggi e le spese affidate all’Agente della riscossione e le somme dovute a seguito di contenzioso tributario.

Cos’è la certificazione del credito?

Condizione indispensabile per procedere alla compensazione dei debiti tributari con i crediti verso la Pubblica Amministrazione è che quest’ultimi siano certificati da parte dell’ente debitore.

Con la certificazione del credito la Pubblica Amministrazione attesta l’ammontare, l’esistenza e la validità del credito stesso derivante da un contratto di somministrazione, di fornitura, di appalto o di prestazione professionale stipulato con il soggetto richiedente. Con la certificazione è possibile tracciare le eventuali successive operazioni di anticipazione, compensazione, cessione e pagamento, a valere sui crediti certificati.

Qual è l’iter da seguire per certificare il credito?

Per richiedere la certificazione del credito occorre registrarsi sul portale del Ministero dell’Economia e dell Finanze  e successivamente inviare un’istanza, tramite il portale, per la richiesta di Certificazione dei Crediti all’ente debitore.

Nell’istanza occorre riportare l’ente debitore e indicare dettagliatamente le fatture di cui si richiede la certificazione.

Inviata l’istanza, l’ente debitore verifica la richiesta ed entro 30 giorni dalla ricezione della stessa e rilascia la certificazione del credito, oppure ne dichiara l’insussistenza o inesigibilità inviando una comunicazione all’indirizzo PEC fornito nella richiesta.

Trascorsi i 30 giorni senza che l’ente debitore abbia provveduto a certificare il credito oppure a rigettare l’istanza, il soggetto richiedente può presentare istanza per la nomina di un Commissario ad acta, sempre mediante la piattaforma del MEF. Il Commissario ad acta dovrà provvedere entro 50 giorni dalla nomina a certificare il credito o a rigettare l’istanza per insussistenza o per inesigibilità.

Come avviene la compensazione del debito?

L’ente debitore invia la certificazione del credito a mezzo PEC al soggetto richiedente.

Con la certificazione, che attesta che il credito verso la PA è certo, liquido ed esigibile, è possibile richiedere ad Equitalia o all’Agenzia delle Entrate la compensazione con il debito tributario direttamente presso gli uffici competenti consegnando la certificazione del credito.

Equitalia o l’Agenzia delle Entrate effettuano ulteriori controlli e, se l’esito è positivo, procedono entro 10 giorni a compensare il debito tributario totalmente o parzialmente con il credito verso la PA, rilasciando apposita attestazione di avvenuta compensazione.

Se hai bisogno di aiuto per richiedere la certificazione dei tuoi crediti verso la PA, se vuoi trovare una soluzione per risolvere i tuoi problemi con Equitalia  o con l’Agenzia delle Entrate, chiedi un preventivo gratuito compilando (senza impegno) il modulo sottostante.

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