Di Categorie: Lavoro Dipendente, Società: srl, srls, sas, sncPubblicato il: 21/01/2022Last Updated: 21/01/2022

Uno dei più apprezzati e richiesti benefit aziendali è rappresentato dai buoni pasto. Questi possono presentarsi nel formato tradizionale cartaceo o in formato elettronico. Si tratta di un benefit che il datore di lavoro mette a disposizione dei propri dipendenti e collaboratori al fine di sostenere le spese alimentari durante l’orario lavorativo. Di fatto, il lavoratore non è obbligato a utilizzare i buoni pasto. Può, infatti, decidere di impiegarli nell’acquisto di generi alimentari anche fuori dall’orario di lavoro, per esempio in occasione della spesa settimanale al supermercato. I buoni pasto possono possono essere portati interamente in deduzione dall’azienda. Vediamo insieme nel dettaglio come funzionano, a chi spettano e quali sono i vantaggi che comportano.

Come funzionano i buoni pasto?

Il punto di vista dei lavoratori

Che sia nel corso della pausa pranzo o in qualsiasi altro orario legato ai turni di lavoro, il lavoratore sceglie se consumare il pasto in modo autonomo, portandosi cioè il cibo da casa, oppure se recarsi presso ristoranti, bar, supermercati o altri pubblici esercizi, per trascorrere la pausa pranzo al di fuori dell’azienda. 

NOTA BENE: quanto appena dichiarato non vale nel caso in cui i locali dell’azienda in cui il dipendente lavora vanta una propria mensa.

Trattandosi di una spesa importante e per nulla trascurabile, il datore di lavoro il più delle volte prevede l’erogazione dei buoni pasto ticket restaurant. in questo modo, il lavoratore può utilizzarle il talloncino cartaceo o il codice digitale per pagare il pasto della giornata, o per fare la spesa alimentare presso un supermercato per esempio. L’unica accortezza che occorre avere riguarda la verifica dell’accettazione da parte dell’esercente della tipologia di buono pasto specifico. 

Il punto di vista del datore di lavoro

Pensando in ottica aziendale, è bene sapere che il datore di lavoro può portare in deduzione l’intero costo dei buoni pasto, recuperando anche tutta l’IVA. Le ditte individuali e i liberi professionisti in regime ordinario, infatti, beneficiano della deduzione del 75% e della detraibilità dell’IVA al 100%.

Buoni pasto: cartacei o elettronici

Le principali tipologie di buoni pasto sono 2: cartacei ed elettronici. La differenza non è solo fisica, ma riguarda anche la forma di pagamento e la tassazione prevista dalla Legge. Vediamo insieme le caratteristiche principali di entrambe le forme.

  1. Buoni pasto cartacei
    sono rappresentati dal classico blocchetto di ticket da utilizzare all’occorrenza. Si usano proprio come fossero delle banconote.
  2. Buoni pasto elettronici
    si tratta di una sorta di carte prepagate che ogni mese il datore di lavoro carica dell’importo totale spettante al lavoratore. 

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro?

Per Legge il datore di lavoro non è obbligato a fornire i ticket restaurant ai suoi dipendenti. Il suddetto obbligo, nel caso, deve essere disciplinato ed espressamente previsto all’interno del contratto stipulato tra l’azienda e il dipendente. 

Nel caso in cui il datore di lavoro decida di utilizzare i buoni pasto per i suoi dipendenti e collaboratori, il primo passo da compiere è contattare l’impresa che eroga i buoni pasto. Una volta acquistati e consegnati, sarà poi compito dei lavoratori identificare gli esercizi commerciali e ristorativi che accettano quel determinato tipo di buono. 

ATTENZIONE: non tutti i supermercati e i ristoranti o bar accettano i buoni pasto. Meglio accertarsene prima! Inoltre, c’è anche da sapere che il numero massimo di ticket usabili nella stessa giornata è pari a 8.   

La scadenza dei buoni pasto

Anche i buoni pasto hanno una scadenza. Generalmente questa corrisponde all’ultimo giorno dell’anno solare. In ogni caso, la data è riportata sul blocchetto dei ticket cartacei, oppure online in caso di ticket elettronici. Meglio consumare i buoni pasto per tempo. Non sempre, infatti, è possibile riceverne il rimborso in caso di scadenza. 


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