Di Categorie: Novità fiscali e AdempimentiPubblicato il: 17/06/2021Last Updated: 17/06/2021

Il bonus sicurezza 2021 è noto anche come bonus antifurto, video sorveglianza e allarme. Di fatto non è un vero e proprio bonus, ma una detrazione fiscale fino al 50% dedicata alle spese sostenute per la messa in sicurezza della propria abitazione.

Vediamo insieme le caratteristiche principali, i requisiti e le modalità di richiesta. 

Chi sono i destinatari del Bonus Sicurezza 2021?

Tutti i soggetti che sono tenuti a pagare l’IRPEF, ossia l’imposta sui redditi, e che allo stesso tempo sostengono in prima persona i costi relativi agli interventi di messa in sicurezza dell’abitazioni, possono richiedere il Bonus Sicurezza 2021.

Tra questi, in determinate circostanze, sono potenziali richiedenti anche i seguenti soggetti

  • inquilini
    previa ovviamente dichiarazione di consenso da parte del proprietario dell’immobile per procedere all’installazione dei diversi dispositivi di sicurezza
  • comodatari
  • usufruttuari

Hanno la possibilità di beneficiare della detrazione fiscale fino al 50% per la messa in sicurezza dell’abitazione anche le seguenti figure:

  • soci di cooperative
  • imprenditori individuali
    (in riferimento esclusivamente agli immobili che non rientrano tra i beni strumentali)
  • società semplici in nome collettivo o in accomodata semplice
  • imprese familiari

Quali costi beneficiano del Bonus Sicurezza?

In linea generale, le spese detraibili che beneficiano del bonus sicurezza sono quelle sostenute per l’acquisto, l’installazione e il montaggio di sistemi di antifurto, videocitofonia, controllo degli accessi, videosorveglianza professionale a circuito chiuso. Applicazione di dispositivi volti alla protezione da fughe di gas, incendi e allagamenti.  

NOTA BENE: nel calderone delle spese detraibili ci sono anche i costi sostenuti per l’acquisto dei materiali da installare, per la chiamata e il sopralluogo dei tecnici, per la progettazione, il montaggio e la relazione di conformità dei lavori secondo quanto stabilito dalle leggi.

Le principali spese detraibili

Le principali spese riconducibili al Bonus Sicurezza  sono le seguenti:

  • installazione o rafforzamento di cancellate e recinzioni
  • apposizione di grate alle finestre
  • installazione di rilevatori di effrazione e di apertura
  • applicazione di vetri antisfondamento
  • installazione di porte blindate, catenacci, lucchetti, tapparelle metalliche con bloccaggi
  • inserimento di casseforti a muro
  • installazione di impianti di allarme, cineprese e fotocamere

NOTA BENE: a differenza di altri bonus, come per esempio il bonus mobilie il bonus elettrodomestici, la detrazione fino al 50% del bonus sicurezza non è legata a interventi di ristrutturazione dell’abitazione. 

ATTENZIONE: i costi previsti dalla stipula di un contratto con un istituto di vigilanza non sono compresi tra quelli che beneficiano del Bonus Sicurezza. 

Come si richiede la detrazione?

Per beneficiare della detrazione legata al Bonus sicurezza occorre eseguire il pagamento della fattura attraverso metodi tracciabili come il bonifico bancario o postale parlante. 

Nella causale occorre inserire i seguenti dati:

  • codice fiscale del beneficiario della detrazione fiscale 
  • partita iva o codice fiscale del beneficiario del pagamento
  • numero, data e importo della fattura
  • la dicitura: lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986

NOTA BENE: il soggetto che esegue il pagamento (titolare del conto bancario o postale) deve coincidere con chi ha richiesto i lavori di messa in sicurezza dell’immobile (proprietario, inquilino, comodatario)

Cessione del credito o sconto in fattura

In alternativa alla detrazione fiscale, è possibile usufruire del bonus sicurezza optando per la cessione del credito o per lo sconto diretto in fattura (in accordo con il venditore).
Chi opta per una delle seguenti soluzioni, è tenuto a inviare la pratica direttamente e per via telematica all’Agenzia delle Entrate. I dati da segnalare sono i seguenti:

  • codice fiscale del beneficiario
  • codice fiscale del fornitore
  • data e importa della fattura, comprensiva dell’IVA
  • indicazione relativa all’immobile se destinato all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo, oppure all’uso familiare e personale. 

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