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abbattere l'utile SRL

Come abbattere l’utile della SRL

SOMMARIO

Hai una SRL e a fine anno ti trovi davanti a un F24 pesante? Non è inevitabile quanto sembra.
Ogni euro di utile della tua SRL viene tassato con l’IRES al 24% più l’IRAP al 3,9%. Su un utile di 100.000 euro, si parla di quasi 28.000 euro di imposte che escono dall’azienda. E se poi distribuisci l’utile rimasto come dividendo, il socio paga un altro 26%.
La doppia tassazione è reale. Ma l’utile non è un dato immutabile: è una variabile che si costruisce durante l’anno, e che, con gli strumenti giust, si può ridurre in modo significativo, legale e documentato.
Il problema è che la maggior parte degli imprenditori lo scopre solo a fine anno, quando il bilancio è già chiuso e le imposte sono cristallizzate. A quel punto resta poco da fare: paghi e rimandi al prossimo anno. Poi il prossimo anno arriva, e si ripete tutto. Ecco perché condividiamo con te questo articolo su come abbattere l’utile della SRL.

ATTENZIONE: abbattere l’utile in modo legale è una cosa. Gonfiare fatture, inserire costi personali come aziendali o costruire operazioni senza sostanza economica è un’altra, ed espone a sanzioni pesanti e rischio penale. Questo articolo parla esclusivamente di strumenti legali, documentati e fiscalmente inattaccabili.

Quanto vale davvero una pianificazione fiscale? I numeri

Per capire l’impatto concreto, partiamo da un esempio reale. Prendiamo una SRL con 100.000 euro di utile lordo.

ScenarioUtile imponibileIRES (24%)IRAP (3,9%)Totale imposte
Senza pianificazione100.000 €24.000 €3.900 €27.900 €
Con pianificazione fiscale65.000 €15.600 €2.535 €18.135 €
Risparmio35.000 € abbattuti8.400 €1.365 €9.765 € risparmiati

Quasi 10.000 euro l’anno risparmiati con strumenti completamente legali. Moltiplicato per 5 anni, parliamo di quasi 50.000 euro che restano in azienda invece di finire al fisco.

La novità del 2026: l’IRES premiale al 20%

Prima di parlare degli strumenti ordinari, c’è una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 436-444, L. 207/2024) che produce i suoi effetti sulla dichiarazione dei redditi 2026 relativa al 2025: l’IRES premiale.

Si tratta di una riduzione dell’aliquota IRES dal normale 24% al 20% per le società che nel 2025 hanno soddisfatto tre condizioni cumulative:

  1. accantonamento dell’utile 2024: almeno l’80% dell’utile 2024 deve essere stato destinato a una riserva speciale non distribuibile
  2. investimenti qualificati: almeno il 30% di tale riserva (e comunque non meno del 24% dell’utile 2023) deve essere stato investito in beni strumentali nuovi con caratteristiche Industria 4.0 o Transizione 5.0, entro il 31 ottobre 2026
  3. mantenimento dell’occupazione: il numero di dipendenti non deve essere diminuito rispetto alla media del triennio precedente, con almeno una nuova assunzione a tempo indeterminato

NOTA BENE: l’IRES premiale è valida solo per il periodo d’imposta 2025 (che si dichiara nel 2026). La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la misura agli anni successivi. Chi ha rispettato i requisiti nel 2025 la può applicare nella dichiarazione 2026; per il 2026 in poi l’aliquota torna al 24% ordinario.

Quanto vale? Su 100.000 euro di utile imponibile, la differenza tra il 24% e il 20% è 4.000 euro di IRES risparmiata senza dover abbattere l’imponibile.

Gli strumenti per abbattere l’utile SRL: la mappa completa

Al di là dell’IRES premiale, esistono diversi strumenti strutturali che riducono l’utile imponibile anno dopo anno. Eccoli in sintesi:

StrumentoCome abbatte l’utileVantaggio principale
TFMAccantonamento annuo deducibile per competenzaTassazione separata agevolata all’erogazione
Buoni pasto100% deducibili per la societàEsenti da tasse e contributi per il dipendente
Rimborsi speseDeducibili ai fini IRESEsenti per chi li riceve
Costi deducibiliRiducono direttamente l’imponibileRisparmio immediato su IRES e IRAP
Prestazioni accessorieCompensano i soci senza distribuire utiliNessuna doppia tassazione sui dividendi
Welfare aziendaleSostituisce reddito soggetto a INPS e IRPEFDeducibile per la società, esente per il socio

Strumento 1: Il TFM: la leva fiscale più potente per gli amministratori

Il Trattamento di Fine Mandato (TFM) è l’equivalente del TFR per i dipendenti, ma dedicato agli amministratori della SRL. È probabilmente lo strumento più efficace e al tempo stesso meno usato, soprattutto nelle PMI.

Come funziona

Ogni anno, la SRL accantona una quota di TFM che viene dedotta dal reddito d’impresa ai fini IRES nell’anno in cui viene accantonata (principio di competenza). L’amministratore non percepisce nulla nell’immediato: riceverà l’intero importo solo al termine del mandato.

Per la SRL: riduzione dell’utile imponibile ogni anno, con risparmio IRES immediato.

Per l’amministratore: al momento dell’erogazione, l’importo godede della tassazione separata, storicamente più vantaggiosa rispetto agli scaglioni IRPEF ordinari (che arrivano al 43%). La società applica una ritenuta a titolo di acconto del 20% e successivamente l’Agenzia delle Entrate applica l’aliquota media IRPEF degli anni precedenti.

Il risultato è un doppio vantaggio: la SRL paga meno IRES oggi, e l’amministratore paga meno IRPEF domani.

Il requisito della data certa: il punto critico

Qui sta la trappola in cui cadono molte aziende. Per essere deducibile per competenza e per garantire all’amministratore la tassazione separata, il TFM deve essere deliberato con data certa anteriore all’inizio del mandato.

In pratica:

  • deve esserci una delibera assembleare (o clausola statutaria) che attribuisce il TFM prima che l’amministratore accetti la nomina
  • un documento firmato privatamente senza data certa non è sufficiente
  • l’Agenzia delle Entrate, con la Circolare 105/2001 e l’Interpello 292/2021, ha ribadito che questo requisito è inderogabile

Cosa succede senza data certa: la società perde la deducibilità per competenza (gli accantonamenti devono essere ripresi a tassazione) e l’amministratore perde la tassazione separata, pagando l’IRPEF ordinaria sull’intero importo, fino al 43%.

ATTENZIONE: se stai nominando un nuovo amministratore, invia la delibera che attribuisce il TFM tramite PEC subito dopo la chiusura dell’assemblea e prima dell’accettazione della carica. Questo crea la data certa necessaria.

Strumento 2: Buoni pasto: deducibili al 100%, esenti per il dipendente

I buoni pasto sono uno degli strumenti più sottoutilizzati eppure più immediati per abbattere l’utile.

Per la SRL:

  • deducibili al 100% ai fini IRES
  • IVA al 4% interamente detraibile (per i buoni elettronici)

Per il dipendente:

  • non concorrono a formare il reddito da lavoro
  • esenti da contributi previdenziali, fiscali e assistenziali

I limiti giornalieri per persona nel 2026:

  • Buoni pasto elettronici: fino a 10 euro al giorno (esenzione)
  • Buoni pasto cartacei: fino a 4 euro al giorno

Funzionano anche in modalità smart working e sono semplici da gestire. Se hai dipendenti o collaboratori e non li stai usando, stai lasciando sul tavolo una deduzione gratuita.

ESEMPIO: un’azienda con 3 dipendenti che utilizza buoni pasto elettronici per 220 giorni lavorativi all’anno genera un costo deducibile di 3 × 10 × 220 = 6.600 euro con un risparmio IRES di circa 1.584 euro e IRAP di circa 257 euro.

Strumento 3: Rimborsi spese: deducibili per l’azienda, esenti per chi li riceve

I rimborsi spese (art. 51 del TUIR) sono flessibili e spesso sottosfruttati. Esistono tre modalità:

Rimborsi chilometrici

Calcolati sulle tabelle ACI aggiornate annualmente, sono esenti da imposte per il beneficiario e deducibili per la SRL. Ideali per chi si sposta frequentemente per lavoro (clienti, fornitori, trasferte).

Rimborsi forfettari

Un importo giornaliero fisso per coprire le spese di trasferta, senza necessità di raccogliere ogni scontrino. Più semplici da gestire ma con limiti normativi da rispettare.

Rimborsi a piè di lista

Rimborsano le spese effettivamente sostenute, documentate da ricevute e scontrini fiscali. Offrono la massima deducibilità, ma richiedono una gestione documentale rigorosa e sistematica.

attenzione i rimborsi devono essere relativi a spese effettivamente sostenute per l’attività aziendale. Spese personali fatte passare come trasferte di lavoro sono tra i primi obiettivi dei controlli fiscali.

Strumento 4: Costi deducibili: stai usando tutto quello che hai già?

Molte SRL pagano spese che sarebbero deducibili senza saperlo o senza documentarle correttamente. Ogni costo deducibile deve rispettare il principio di inerenza (art. 109 TUIR): deve essere strettamente connesso all’attività aziendale.

Tra le voci più comuni e spesso sottosfruttate:

  • consulenze professionali (legali, fiscali, strategiche, di marketing)
  • spese di formazione e aggiornamento del personale
  • costi per trasferte e spostamenti documentati
  • utenze e canoni relativi all’attività (telefonia, internet, software, affitti)
  • ammortamenti su beni strumentali (attrezzature, auto aziendali, computer)
  • spese di rappresentanza entro i limiti di legge (1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro)
  • interessi passivi sui finanziamenti aziendali (con limiti al 30% del ROL)

Un’analisi sistematica delle spese aziendali fatta con il supporto di un commercialista rivela quasi sempre margini di deducibilità non sfruttati. Non si tratta di inventare costi: si tratta di riconoscere quelli già esistenti e portarli correttamente in deduzione.

Strumento 5: Prestazioni accessorie: remunerare i soci senza distribuire utili

Le prestazioni accessorie sono un metodo alternativo alla distribuzione degli utili per remunerare i soci della SRL.

Il problema dei dividendi

Quando distribuisci utili come dividendo, la doppia tassazione è pesante:

  1. La SRL paga l’IRES al 24% sull’utile
  2. Il socio paga un’ulteriore ritenuta del 26% sul dividendo ricevuto

Su 100 euro di utile lordo, al socio arrivano circa 55 euro netti. Il 45% va al fisco.

Come funzionano le prestazioni accessorie

Invece di distribuire dividendi, il socio può ricevere un compenso per prestazioni effettivamente rese alla SRL (attività di consulenza, gestione, servizi specifici). Il vantaggio è duplice:

  • la società deduce il costo come spesa aziendale, abbattendo l’utile imponibile
  • il socio riceve una remunerazione che non subisce la doppia tassazione dei dividendi

ATTENZIONE: le prestazioni devono essere reali, documentate e congruenti con il mercato. Un socio che riceve 50.000 euro per una consulenza che non ha mai svolto, o per una prestazione del valore di mercato di 5.000 euro, è un segnale d’allerta per l’Agenzia delle Entrate. Le operazioni fittizie o sproporzionate configurano abuso del diritto.

Strumento 6: Welfare aziendale

Il welfare aziendale permette di erogare ai dipendenti (e in certi casi anche ai soci-lavoratori) beni e servizi che non concorrono al reddito da lavoro dipendente e sono al contempo deducibili per la società.

Esempi di benefit welfare esenti:

  • buoni acquisto e gift card
  • rimborsi per spese mediche o scolastiche
  • abbonamenti palestra o trasporti
  • previdenza complementare
  • asilo nido

La pianificazione fiscale non si fa a dicembre

Questo è forse il punto più importante di tutto l’articolo.

La maggior parte degli imprenditori pensa alla fiscalità una volta sola: a fine anno, quando il commercialista presenta il bilancio e arriva il conto delle imposte. A quel punto, le opzioni sono pochissime.

Gli strumenti che abbiamo descritto funzionano durante l’anno:

  • il TFM deve essere deliberato prima dell’inizio del mandato, non dopo
  • i buoni pasto devono essere attivati prima che le buste paga siano chiuse
  • i rimborsi spese devono essere documentati nel momento in cui avvengono
  • i costi deducibili devono essere pianificati e fatturati nell’anno di competenza
  • le prestazioni accessorie devono avere contratti firmati e attività documentata

La pianificazione fiscale è un processo continuo, non un’attività annuale. Richiede incontri periodici con il proprio commercialista, monitoraggio dell’utile in corso d’anno e interventi tempestivi. Chi la adotta come abitudine paga meno, tiene più liquidità in azienda e ha meno sorprese.

Cosa non fare: le pratiche che costano care

Per completezza, ecco le pratiche che sembrano utili per abbattere l’utile ma che in realtà espongono a rischi seri:

Fatture gonfiate o false
Configurano il reato di frode fiscale. Le sanzioni sono pesanti e il rischio penale è reale. L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati delle fatture elettroniche con i pagamenti e la contabilità.

Costi non inerenti
Spese personali fatte passare come aziendali: l’auto usata solo privatamente, le vacanze, la ristrutturazione della casa del titolare, vengono sempre più spesso contestate nei controlli. Il principio di inerenza (art. 109 TUIR) richiede un collegamento diretto e documentabile con l’attività aziendale.

Operazioni senza sostanza economica
Contratti di consulenza, prestazioni di servizi o operazioni che non hanno un reale contenuto economico sono il bersaglio principale degli accertamenti per abuso del diritto (art. 10-bis L. 212/2000).

Regola pratica: se uno strumento non è documentabile, non è giustificabile economicamente o non è coerente con l’attività aziendale, non usarlo. Il fisco non perdona le approssimazioni.

Il confronto finale: con e senza pianificazione

StrumentoImpatto stimato su 100.000 € di utileNote
TFM (accantonamento annuo)-10.000 / -20.000 €Dipende dal compenso dell’amministratore
Buoni pasto (3 dipendenti)-6.600 €10€/giorno × 220 giorni × 3 persone
Rimborsi spese documentati-5.000 / -10.000 €Varia in base all’attività
Costi deducibili non sfruttati-5.000 / -15.000 €Formazione, consulenze, ammortamenti
Prestazioni accessorie socivariabileIn base alla struttura societaria
Totale potenziale-26.600 / -51.600 €Risparmio IRES: 6.400-12.400 €
Abbattere l’utile della SRL è legale?

Sì, assolutamente. La normativa fiscale italiana, il TUIR (D.P.R. 917/1986), prevede una serie di strumenti specifici per ridurre l’utile imponibile in modo legale: costi deducibili, TFM, buoni pasto, rimborsi spese, welfare aziendale. La pianificazione fiscale non è evasione: è l’utilizzo consapevole degli strumenti che la legge già mette a disposizione. L’importante è che ogni operazione sia reale, documentata e coerente con l’attività aziendale.

Il TFM conviene sempre?

Il TFM è uno degli strumenti più potenti, ma non conviene a tutti. Funziona meglio quando l’amministratore ha un compenso significativo, il mandato è di lunga durata e la società ha utili costanti da abbattere. Richiede anche una corretta delibera con data certa anteriore al mandato: senza questo requisito si perdono tutti i benefici fiscali. È uno strumento da impostare con il supporto di un commercialista, non in autonomia.

Cosa succede se distribuisco utili invece di usare questi strumenti?

Distribuire utili come dividendi è la scelta più semplice ma anche la più costosa fiscalmente. L’utile viene prima tassato con l’IRES al 24% (più IRAP), poi il dividendo subisce un’ulteriore ritenuta del 26%. Su 100 euro di utile lordo, al socio arrivano circa 55 euro netti. Gli strumenti descritti in questa guida permettono di ridurre la tassazione complessiva in modo significativo, sia per la società che per il socio.

Posso abbattere l’utile anche se la mia SRL ha un fatturato basso?

Sì. La pianificazione fiscale non è riservata alle grandi aziende. Anche una SRL con ricavi contenuti può beneficiare di buoni pasto, rimborsi spese e costi deducibili. Il TFM e le prestazioni accessorie si adattano a qualsiasi dimensione. Naturalmente, l’impatto assoluto in euro è proporzionale all’utile: su 20.000 euro di utile il risparmio sarà minore che su 100.000, ma in termini percentuali rimane ugualmente significativo.

Quando è il momento giusto per iniziare a pianificare?

Il momento migliore è adesso: qualunque sia il mese dell’anno in cui stai leggendo. La pianificazione fiscale funziona solo se viene fatta in anticipo: strumenti come il TFM richiedono delibere formali prima dell’inizio del mandato, i costi devono essere di competenza dell’anno in corso, i rimborsi vanno documentati nel momento in cui avvengono. Se aspetti dicembre, hai già perso la maggior parte delle opportunità. Il secondo momento migliore era ieri. Il terzo è oggi.

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