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30 novembre: cosa dobbiamo pagare? L’acconto!

Calcolo acconto imposte da UNICO
(Last Updated On: 27 Settembre 2019)

Scadenze imminenti e Modello UNICO con imposta a debito? Ecco come calcolare l’acconto sulle imposte per evitare salate sanzioni!

Tutti i titolari di partita IVA (società, ditte individuali e professionisti anche in regime agevolato) entro il 30 novembre devono calcolare e versare gli acconti di imposta. Vediamo come calcolare l’acconto e quando versarlo.

Come si calcolano gli acconti da versare?

In prossimità della scadenza per il versamento della seconda o unica rata di acconto sulle imposte dovute per l’anno 2016 relativo a IRPEF, IRES, IRAP o imposta sostitutiva per i regimi agevolati che dovranno essere versati da tutti coloro che hanno presentato la dichiarazione dei redditi (Modello Unico o 730) da cui risulta una imposta a debito.

Sono tenuti al versamento degli acconti coloro che hanno presentato il modello 730 o il modello UNICO con un’imposta a debito superiore ad € 51,65 per l’IRPEF (o imposta sostitutiva per i contribuenti minimi e forfettari) ed € 103 per l’IRES.

E’ possibile calcolare gli acconti con il metodo storico o con il metodo previsionale.

Con il metodo storico, gli acconti vengono calcolati sulla base dell’imposta risultante dalla dichiarazione presentata per l’anno precedente ed in particolare le imposte dovute sono:

  1. IRPEF: deve essere versato il 100% del debito riportato nel rigo RN26 della dichiarazione presentata (Modello Unico o 730) ;
  2. IRES: versamento dell’intero importo indicato nel rigo RN11 o RN28;
  3. Imposta sostitutiva: occorre versare l’intero importo riportato al rigo LM11 per i contribuenti minimi o LM39 per i contribuenti forfettari;
  4. IRAP: deve essere versato il 100% dell’importo risultante dal rigo IR21.

In alternativa al metodo storico, il contribuente può calcolare gli acconti dovuti con il metodo previsionale, ovvero quando prevede di realizzare per l’anno in corso un reddito sensibilmente diverso rispetto a quello dell’anno precedente può aumentare o diminuire l’acconto secondo le proprie aspettative di reddito per l’anno in corso.

Attenzione però, se le aspettative di un reddito inferiore non vengono confermate a consuntivo e quindi nel caso in cui il versamento determinato con il metodo previsionale risultasse inferiore a quanto dovuto, si applica la sanzione per insufficiente versamento del 30%, fatta salva la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso.

Versamento acconto: ecco le scadenze per il versamento

Gli acconti andranno versati con le seguenti modalità:

  1. in unica soluzione, entro il 30 novembre, se l’importo da versare è inferiore a € 257,52;
  2. in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore a € 257,52:
    • la prima, nella misura del 40%, entro il 16 giugno oppure entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%;
    • la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30 novembre.

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’acconto?

Il versamento dell’acconto va effettuato utilizzando il modello F24 e indicando un codice tributo diverso a seconda dell’imposta da versare e del soggetto che lo effettua.

Il codice tributo da indicare sul modello F24 sono i seguenti:

  1. 4034 per il versamento unico acconto IRPEF o seconda rata IRPEF;
  2. 2002 per il versamento a titolo di seconda rata o acconto unico IRES;
  3. 3813 per il versamento della seconda rata di acconto o unico acconto IRAP;
  4. 1791 per il versamento dell’unico acconto o seconda rata imposta sostitutiva contribuenti forfettari;
  5. 1794 per il versamento dell’acconto (unico o seconda rata) dell’imposta sostitutiva dai contribuenti minimi.

Esiste un limite per il versamento dell’acconto?

Se l’importo dovuto a titolo di acconto calcolato risulta inferiore a determinate soglie non deve essere versato, e più precisamente:

  • per le persone fisiche l’acconto deve essere versato solo se il debito è superiore ad € 51,65;
  • per le società di capitali occorre versare l’acconto solo se il debito è superiore ad € 20,66.

Cedolare secca: come funzionano gli acconti?

Anche coloro che hanno optato per il versamento della cedolare secca sui contratti di locazione devono calcolare gli acconti dovuti anche per questa imposta.

Per le scadenze e modalità di pagamento (acconto e saldo) le modalità sono le stesse dell’Irpef, mentre cambia la misura dell’acconto, pari al 95% dell’imposta dovuta per l’anno precedente.

In generale, l’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente.

Per il versamento degli acconti dovuti per la cedolare secca, con F24, vanno utilizzati questi codici:

  • 1840: Acconto cedolare secca locazioni prima rata
  • 1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

Leggi anche: Contratto cedolare secca: come funziona


E’ tutto chiaro fin qui?

Per ulteriori informazioni o per effettuare il calcolo degli acconti dovuti, non esitare a contattarci compilando il form che trovi nella pagina Preventivi oppure lasciando un commento qui sotto.

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