Direct Marketing, tutto sul venditore porta a porta

Venditori porta a porta e partita iva
 
(Last Updated On: 14 Marzo 2019)

Sei un venditore porta a porta e ti occupi di Direct Marketing? Non sai quali sono i tuoi obblighi fiscali e previdenziali? Continua a leggere questo articolo e scoprirai come metterti in regola risparmiando tasse e contributi…

Prima di analizzare in dettaglio gli adempimenti fiscali, previdenziali e assicurativi di un incaricato alla vendita cerchiamo di fare un pò di chiarezza e vediamo precisamente chi è un venditore porta a porta secondo la legge.

L’incaricato alla vendita diretta a domicilio è colui che, con o senza vincolo di subordinazione, promuove, direttamente o indirettamente, la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di imprese esercenti la vendita diretta a domicilio.

Di conseguenza, l’attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio può essere esercitata:

  • con vincolo di subordinazione, come rapporto di lavoro subordinato;
  • senza vincolo di subordinazione, con un contratto di agenzia;
  • senza vincolo di subordinazione e senza necessità di stipulare un contratto di agenzia, da soggetti che svolgono l’attività in maniera abituale, ancorché non esclusiva, o in maniera occasionale, purché incaricati da una o più imprese.

Nel prosieguo di questo articolo verrà analizzato il trattamento fiscale, previdenziale e assicurativo da parte dei soggetti che svolgono l’attività in maniera occasionale o abituale senza essere agenti.

Quando il venditore porta a porta deve aprire partita IVA?

I venditori porta a porta beneficiano di una soglia di esenzione pari a 5.000 euro annui perchè considerata attività occasionale sino al conseguimento di un reddito netto annuo, derivante da tale attività, non superiore ad € 5.000 (ovvero fino raggiungimento dei compensi lordi pari ad euro 6.410,26). Fino al raggiungimento di euro 6.400 circa, il venditore porta a porta non ha l’obbligo di aprire la partita IVA e di applicare l’IVA sui suoi compensi.

Superata la soglia dei compensi lordi di euro 6.410,26 (ovvero il reddito netto annuo di euro 5.000) il venditore porta a porta non potrà più essere considerato occasionale ma diventa “venditore porta a porta professionale” e deve:

  • aprire la partita IVA;
  • applicare l’IVA sui compensi percepiti;
  • tenere le scritture contabili.

Attenzione, quando un venditore porta a porta apre la partita IVA, diventando quindi a tutti gli effetti un venditore professionale, anche se non supera la soglia minima di € 6.400 sarà comunque soggetto passivo IVA e non potrà più essere considerato occasionale.

Venditori porta a porta e codice ATECO

I soggetti che svolgono l’attività di venditori porta a porta in maniera professionale quindi devono aprire la partita IVA tuilizzando il codice ATECO 46.19.02 – “procacciatore d’affari di vari prodotti senza prevalenza alcuna”.

ATTENZIONE, i venditori porta a porta non possono usufruire del regime forfettario poiché sono seggetti ad una disciplina fiscale propria del settore.

Come funziona l’INPS per i venditori porta a porta?

Dal 1° gennaio 2004, gli incaricati alle vendite a domicilio hanno l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata Inps solo qualora il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore ad € 5.000. Al superamento di detto limite, il venditore porta a porta deve:

  • iscriversi alla Gestione separata dell’Inps;
  • versare in contributi dovuti sulla parte di reddito eccedente i 5.000 euro (i contributi dovuti alla gestione separata sono per 1/3 a carico del contribuente venditore porta a porta e per 2/3 a carico dell’azienda mandante, contributi che dovranno essere versati entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento delle provvigioni).

Come si calcolano le imposte sui redditi?

I venditori porta a porta non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi, poiché i loro compensi sono soggetti a ritenuta fiscale a titolo d’imposta del 23% sul 78% delle provvigioni percepite.

Ecco un esempio:

Reddito netto = Reddito lordo * 78%

Pertanto, per un venditore con 15.000 euro di provvigioni annue il reddito netto risulterà pari ad euro 11.700 ed avrà subito ritenute a titolo di imposta per euro per euro 2.691.

Venditore porta a porta, IRAP E Studi di settore

Gli incaricati alla vendita porta a porta sono esonerati dalla presentazione e dal versamento dell’IRAP, e sono esclusi dagli studi di settore.

Devo iscrivermi all’INAIL?

I venditori porta a porta non sono soggetti all’iscrizione INAIL a prescindere dal reddito conseguito.

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2 Comments

  1. Avatar for christian

    Buongiorno,volevo sapere che requisiti deve avere un azienda per avvalersi degli i.v.d.?
    Poi un i.v.d. che lavora per più mandanti di diversi settori merceologici può unificare il tutto con la fiscalità i.v.d. anche con aziende che solitamente pagano tramite ritenuta d acconto o simili?
    Grazie dell eventuale risposta

    • Avatar for Vernieri Cotugno Dott.ssa Michela

      Gentile Christian,
      non ci sono particolari requisiti da parte dell’azienda mandataria.
      Una volta che apre partita iva dovrebbe fatturare a tutti anche quelle prestazioni che prima erano occasionali.
      Cordialità


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