Gli aspetti fiscali per vendere eBook e corsi online

In tanti, tantissimi hanno dei dubbi sulle gestione fiscale per vendere infoprodotti online. Occorre aprire la partita iva? Bisogna emettere la fattura? Come si gestisce l’IVA? Sono le principali domande che spesso ci vengono rivolte.
Ecco, dunque, una breve guida riassuntiva con le principali nozioni da tenere bene a mente se vuoi iniziare a vendere infoprodotti. 

Vendere infoprodotti online: di cosa si tratta?

Siamo un po’ tutti alla ricerca di avere una rendita automatica che ci permetta di arrotondare o addirittura che rappresenti il core business degli introiti. La strada più comune, seguita da molti professionisti e non, è la realizzazione di video corsi e eBook su argomenti di nicchia e la creazione di infografiche di supporto agli utenti.

Se è bene partire dalle fondamenta del progetto, individuando focus, argomento, target e strategia di comunicazione, è altrettanto vero che occorre prestare molta attenzione anche agli aspetti fiscali!

Infoprodotti e fisco

Esiste un Regolamento Comunitario (Allegato 1 del Regolamento 2011/282/UE e modificato dal Regolamento Europeo numero 1041/2013), che elenca ciò che è considerato un servizio digitale:

  • vendita di immagini, testi e informazioni 
  • fornitura di film, musica, giochi
  • programmazione di manifestazioni politiche, culturali, artistiche, sportive  escientifiche
  • eLearning
  • commercio di siti web e we hosting
  • fornitura di software

Sebbene diverse tra loro, queste attività sono considerate dal Fisco come Commercio Elettronico Diretto poiché tutte le fasi, dalla transazione alla consegna, avvengono sul web. Il commercio elettronico diretto  comprende tutte le operazioni che si svolgono online, che abbiano per oggetto un bene e/o un servizio disponibili in forma digitale. 

Per il Fisco, vendere prodotti online significa offrire una prestazione di servizi, più precisamente servizi di eCommerce. 

Vendere infoprodotti online e partita IVA

Aprire la partita IVA è obbligatorio se si verificano le seguenti 3 condizioni:

1- Organizzazione stabile

2- Attività continuativa

3- Professionalità

Vendere infoprodotti online è certamente un’attività svolta in modo professionale e abituale. Non si tratta di qualcosa di occasionale, e prevede un flusso costante di operazioni. 

ATTENZIONE: il tanto citato limite dei 5.000 euro da non superare non è tra i punti principali caratterizzanti l’apertura della partita iva. Tale limite, infatti, riguarda solo la contribuzione INPS. 

Eccoci al dunque! Se hai un sito web e guadagno dalla vendita online di infoprodotti, hai l’obbligo di aprire la partita IVA sin da subito, anche se guadagni poco!

Non scoraggiarti! Aprire la partita iva non è difficile: sul nostro eBook gratuito trovi tantissime informazioni preziose e se non ti bastano puoi richiedere una consulenza con i nostri professionisti

Vendere infoprodotti online e fatturazione

La fattura è obbligatoria sono nelle transazioni B2B. Per le operazioni B2C (ossia a soggetti privati) non vige ancora l’obbligo, salvo esplicita richiesta da parte del Cliente al momento dell’acquisto. 

Gli step da seguire per vendere infoprodotti online

Riassumiamo brevemente i passaggi da seguire per iniziare a vendere infoprodotti online

  1. apertura partita iva (Codice ATECO 47.91.10)
  2. iscrizione alla Camera di Commercio, che prevede costi per bolli, diritti di segreteria e il diritto annuale (per un totale di circa 100€)
  3. presentazione SCIA in Comune
  4. iscrizione INPS e pagamento dei contributi (circa 3.600 euro)

I primi anni, per ridurre i costi, se ci sono le condizioni e i requisiti richiesti, è possibile aprire la partita iva aderendo al Regime Forfettario. Le imposte fisse in questo caso possono essere del 5% o del 15% e si può beneficiare di una riduzione INPS del 35%. Ricordati però, che chi aderisce al regime forfettario non può scaricare alcun costo e le tasse si pagano in base al coefficiente di redditività.

Esempio

Fatturato 7.000 euro

Coefficiente di redditività 40%

INPS 3.600 euro con riduzione INPS 35%: 2.340 euro

7.000*40% = 2.800 – 2.340 = 460*5% = 23 euro imposte da pagare

Totale tasse da pagare= 2.340+23 = 2.363 euro

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Il servizio è molto semplice ed è rivolto artigiani, freelance e a tutti i tipi di società.

Abbiamo pensato ad un’OFFERTA SPECIALE per chi apre partita IVA.

Acquistando la nostra consulenza via skype, meet o telefono della durata di 30 minuti, al costo scontato di euro 47 iva inclusa, per chi decide di affidare a noi la contabilità le pratiche di start-up sono in omaggio (apertura partita IVA, richiesta PEC, redazione oggetto sociale per le società, compilazione ed invio SUAP al Comune quando richiesto dalla normativa, attivazione società presso la CCIAA competente oltre che iscrizione INPS ed INAIL).

Consulenza Commercialista Online per Aprire Partita IVA
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Commenti
  1. Roberto 15/06/2022 at 09:46 - Reply

    Grazie per le sempre interessanti informazioni fornite.

    Se uno è un lavoratore dipendente a tempo indeterminato (e quindi versa già i contributi inps), aprendo la partita iva in regime forfettario,
    devo pagare i contributi inps o è esente?

    Nella situazione sopra indicata, affidandosi ad un commercialista, a quanto ammonta all’incirca il costo di apertura di una partita iva in regime
    forfetario con codice ateco 47.91.10?

    Un caro saluto.

    Roberto