Gli step per aprire partita IVA: la guida completa 2023

Di Pubblicato il: 29/12/2022Categorie: Aprire Partita IVALast Updated: 19/01/2023

L’apertura della partita IVA è qualcosa che spaventa ancora molte persone. Un po’ per il rischio imprenditoriale, un po’ per il timore delle tasse, degli adempimenti e delle cartelle esattoriali… un po’ perché convinti che sia un’operazione complessa e con numerose insidie dietro l’angolo. Aprire partita iva in realtà richiede attenzione, ma con il supporto di professionisti esperti, è veloce e sicuro.

La scelta di aprire una P. IVA è alla base di più e diversi scenari: desiderio di essere un freelance, voglia di avviare il proprio business o la propria start-up, dovere legato all’iscrizione all’Albo e inizio dell’esercizio della professione.

Le domande, soprattutto all’inizio, sono molte. Occorre raccogliere informazioni il più possibile chiare e precise, senza rischiare di fare confusione. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere questa breve, ma essenziale guida. Illustriamo i passaggi principali da seguire per aprire la partita iva, senza il timore di incorrere in penali e sanzioni, chiarendo gli aspetti legati alle imposte e ai contributi previdenziali.

Dalla prestazione occasionale alla Partita IVA

Spesso prima di aprire partita I V A, la maggior parte dei lavoratori autonomi come Web Designer, Avvocati, Programmatori utilizzano una scorciatoia più semplice e veloce. Si tratta della prestazione occasionale che prevede l’emissione di una semplice ricevuta e l’applicazione di una trattenuta pari al 20% del compenso lordo (la cosiddetta ritenuta d’acconto).

Con la prestazione occasionale è possibile “provare” a entrare nel mondo del lavoro autonomo senza dover aprire Partita IVA. Attenzione, però, la ricevuta occasionale è uno strumento molto limitato e non può essere utilizzato per tutte le attività. Non è, infatti, possibile emettere una prestazione occasionale come artigiano o estetista; è invece possibile ricorrere alla prestazione occasionale per attività come il seo specialist o il copywriter.

Affinché una prestazione possa essere effettivamente considerata come occasionale occorre che si tratti di una collaborazione limitata nel tempo e non continuativa. Pertanto, quando l’attività perde il requisito dell’occasionalità e si trasforma in un lavoro abituale occorre necessariamente aprire Partita IVA a prescindere dal reddito percepito.

Come aprire Partita IVA in 3 semplici step

Visualizza articolo

I tempi per l’apertura Partita IVA sono molto brevi, generalmente occorrono meno di 24 ore per un libero professionista (per i quali non vi sono costi aggiuntivi) e un minimo di 10 – 15 giorni per le ditte individuali. La tempistica per l’apertura di una ditta individuale è maggiore in quanto occorre effettuare anche l’iscrizione al Registro delle Imprese (sezione Albo degli Artigiani o Camera di Commercio) tramite la procedura ComUnica e spesso è necessario presentare la SCIA.

Aprire una Partita IVA è un’operazione molto semplice che avviene direttamente online. I passi fondamentali sono essenzialmente tre e riguardano le scelte che andranno a influenzare l’andamento dell’attività anche negli anni successivi.

1. La scelta del Regime Fiscale: requisiti per aprire partita iva 2023

Per chi si appresta ad aprire partita IVA e rispetta determinati requisiti, c’è la possibilità di usufruire di un regime fiscale agevolato: il regime forfettario introdotto nel 2014 e modificato successivamente. Questo regime permette di risparmiare imposte e contributi ed è molto vantaggioso.

Possono accedere al regime forfettario le Partite IVA individuali che fatturano meno di 85.000 euro/anno e che sono in possesso di determinati requisiti.
Per maggiori info sul regime forfettario scarica il nostro ebook gratuito: Aprire la Partita IVA Agevolata.

Il regime forfettario prevede la deduzione dei costi a forfait sulla base di una percentuale che varia in base al Codice ATECO (il cosiddetto “coefficiente di redditività“).

Dedotti i costi calcolati in modo forfettario e gli eventuali contributi previdenziali versati si ottiene il reddito imponibile. Su tale importo occorre applicare l’imposta del 5% o del 15%.
Per approfondire quando applicare il 5% o il 15% leggi il nostro post: Regime Forfettario 5% o 15%? Quando?

Per simulare un calcolo su quanto si pagherebbe di imposte e contributi adottando il regime forfettario è possibile utilizzare il nostro tool gratuito: CALCOLA GRATIS IMPOSTE REGIME FORFETTARIO!

Quando non è possibile accedere al regime forfettario allora si deve optare per l’apertura della partita IVA in regime fiscale ordinario assoggettata ad IRPEF, addizionali comunali e regionali, IRAP se ne ricorrono i presupporti e IVA.

2. Come scegliere il Codice ATECO

Il codice ATECO (ATtività ECOnomica) è una combinazione alfanumerica per contraddistinguere le singole attività economiche. Occorre riportare questo codice al momento di aprire la Partita IVA.

La scelta del codice ATECO appropriato è fondamentale in quanto da esso, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, dipende il coefficiente di redditività per coloro che adottano il regime forfettario e la corretta gestione previdenziale a cui iscriversi.

3. Quali contributi pagare: INPS o Cassa di Previdenza?

Il terzo step riguarda proprio l’iscrizione alla gestione previdenziale appropriata. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto da questa scelta dipendono i contributi previdenziali da versare con la partita iva.

Per le attività riservate solo a quei professionisti che hanno superato un esame di abilitazione e/o che risultano iscritti ad un apposito Albo o Ordine Professionale, come ad esempio Medici, Notai, Avvocati, Commercialisti, esiste una Cassa Previdenziale specifica. Questo significa che, al momento di versare i contributi previdenziali, bisognerà attenersi alle regole e alle aliquote da essa indicate.

Per tutte le altre attività occorre iscriversi all’INPS. Attenzione, però, che i contributi dovuti variano a seconda dell’attività svolta. In particolare, per le ditte individuali occorre effettuare l’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, mentre per i professionisti senza cassa occorre iscriversi alla Gestione Separata INPS.

INPS e partita IVA per le ditte individuali

Le ditte individuali sono tenute ad iscriversi alla Gestione IVS dell’INPS Artigiani e Commercianti, versando i contributi fissi sul minimale.

Per i contribuenti che iniziano un’attività commerciale o artigianale adottando il regime forfettario, la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto uno sconto contributivo pari al 35% dei contributi fissi INPS da pagare alla Gestione Commercianti o Artigiani.

INPS e partita IVA per i professionisti “senza cassa”

I professionisti che non sono tenuti ad iscriversi in appositi Albi e che non hanno una cassa previdenziale autonoma (come ad esempio i freelance, i consulenti d’impresa, i consulenti informatici, e comunque tutti gli altri professionisti senza Albo), sono tenuti ad iscriversi all’INPS Gestione Separata e al pagamento dei relativi contributi.

Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata, il versamento avviene solo in proporzione al volume d’affari effettivamente prodotto. I contributi, infatti, si calcolano sul reddito imponibile.

Concludendo…

Se da un lato aprire Partita IVA potrebbe incutere timore, talvolta rappresenta un’opportunità per crescere professionalmente e per farsi strada nel proprio settore. Se poi si hanno i requisiti per usufruire del regime forfettario, le imposte da versare sono molto basse (5% o 15%) e non occorre applicare nemmeno la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi.




Ulteriori dubbi o domande? Ecco la nostra offerta dedicata a chi decide di aprire la partita IVA …

Il servizio è molto semplice ed è rivolto artigiani, freelance e a tutti i tipi di società.

Abbiamo pensato ad un’OFFERTA SPECIALE per chi apre partita IVA.

Acquistando la nostra consulenza via meet, skype o telefono della durata di 30 minuti, al costo scontato di euro 47 iva inclusa, per chi decide di affidare a noi la contabilità le pratiche di start-up sono in omaggio (apertura partita IVA, richiesta PEC, redazione oggetto sociale per le società, compilazione ed invio SUAP al Comune quando richiesto dalla normativa, attivazione società presso la CCIAA competente oltre che iscrizione INPS ed INAIL).

Consulenza Commercialista Online per Aprire Partita IVA
Consulenza Commercialista Online per Aprire Partita IVA
Commenti