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Ritardo Pagamento F24: Come Risolvere

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Non sei riuscito a versare un F24 prima della scadenza? Ecco le soluzioni offerte dalla legge.

Utilizzato in Italia per poter pagare la maggioranza dei tributi, premi e contributi, il modello F24 è definito unificato in quanto permette di effettuare il versamento con un’unica operazione, andando dunque a sostituire la maggior parte dei modelli utili per pagare i diversi tipi di tributo. Ma cosa accade quando il contribuente non riesce ad effettuare il pagamento in tempo? Ecco come muoversi.

RAVVEDIMENTO OPEROSO: come funziona?

Il ravvedimento operoso nasce con il fine di regolarizzare l’omesso o l’errato versamento dei tributi versando una sanzione ridotta a coloro che spontaneamente decidano di rimediare alle violazioni commesse. Consta infatti di una mini sanzione, definita appunto ‘Ravvedimento‘, la quale è calcolata in base al numero dei giorni di ritardo rispetto alla data di scadenza della tassa.
Fino al 2015 vi erano 3 tipi di Ravvedimento:

  • Sprint: sanzione ridotta dello 0,2% con pagamento entro 14 giorni dalla violazione;
  • Breve: sanzione ridotta dello 0,3% con pagamento dai 15 ai 30 giorni dalla violazione;
  • Lungo: sanzione ridotta del 3,75% per versamenti avvenuti entro il 31 esimo giorno in poi, fino ad un anno dalla scadenza della tassa.

Come è cambiato il ravvedimento dal 1 gennaio 2016?

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato le modalità di Ravvedimento concedendo al contribuente più tempo a disposizione per sanare la propria posizione nonchè sanzioni più ridotte.
Le nuove sanzioni sono dunque calcolate in questo modo:

  • Sprint: 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino al 14 esimo giorno dalla data di scadenza della tassa;;
  • Breve: 1,5% per pagamenti dai 15 ai 30 giorni;
  • Intermedio: 1,67% entro i 90 giorni;
  • Lungo: 3,75% entro 1 anno;
  • Ridotta: 4,2% entro 2 anni;
  • Lunghissimo: 5% con pagamento dopo i 2 anni.;

Un’altra novità della Legge 2016 è il ribasso del tasso di interesse legale, che passa dallo 0,5% allo 0,2%.

AVVISO BONARIO: come funziona?

Qualora il contribuente non provvede a sanare i mancati versamenti o gli eventuali errori attraverso il ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate invia un apposito Avviso Bonario contenente i risultati dell’incrocio tra i dati contenuti nell’anagrafe tributaria e le dichiarazioni fiscali inviate dal contribuente.

Attraverso l’avviso bonario, l’Amministrazione finanziaria provvederà dunque a:

  • correggere gli errori di calcolo riguardo le eccedenze delle imposte e dei contributi;
  • ridurre le deduzioni dal reddito, le detrazioni di imposta e i crediti di imposta indicate in maniera superiore rispetto ai limiti previsti dalla legge o che non spettano al contribuente in base ai dati dichiarati.

La sanzione prevista nell’avviso bonario è pari ad 1/3 di quella ordinaria, ovvero pari al 10% dell’imposta omessa o versata in modo errato. Per usufruire di questa sanzione ridotta occorre provvedere a quanto liquidato con l’avviso bonario entro 30 giorni dalla notifica di pagamento.

Nel caso in cui la risposta del contribuente non dovesse avvenire entro i limiti stabiliti, sarà inviata una cartella di pagamento con la sanzione del 30%.

E’ possibile rateizzare l’avviso bonario?

La risposta è si. La somma presente all’interno dell’avviso bonario potrà essere pagata in rate trimestrali. In base all’importo del debito, si deciderà il numero di rate in cui suddividerlo. Per gli importi sino a 5 mila euro, sono previste massimo 6 rate trimestrali. Per quanto riguarda cifre superiori, si può arrivare ad un massimo di 20 rate.
La prima rata è la più importante e deve essere versata entro 30 giorni dalla notifica di pagamento, altrimenti si decade dal beneficio della rateizzazione.
Per ciò che concerne le rate successive, sull’importo sarà calcolato un interesse del 3,5% annuo.

CARTELLA DI PAGAMENTO: come funziona?

La cartella esattoriale rappresenta l’ultima fase del processo sanzionatorio. Essa viene inviata al contribuente nel momento in cui non risponderà all’avviso bonario. La riscossione sarà notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell’accertamento e iniziale avviso di pagamento.
La sanzione è nettamente superiore rispetto a quella presente nell’avviso bonario, dunque sarebbe auspicabile evitare di arrivare a questa fase della riscossione.
Tuttavia, comunque se si riceve una cartella si ha comunque la possibilità di rateizzare la somma richiesta.
Equitalia ad esempio, mette a disposizione del contribuente un piano di rientro per dilazionare il debito.
Esistono due tipi di rateizzazione: ordinaria e straordinaria.
La rata ordinaria è messa in atto per i debiti non superiori ai 50 mila euro. Saranno previste un massimo di 72 rate, della durata di 6 anni e con una somma minima pari a 50 euro.
Il piano straordinario invece, prevede un massimo di 120 rate pari a 10 anni. Esso è utile per agevolare coloro che non sono in grado di pagare nei tempi minimi le sanzioni notificate. Questo sistema ha però dei limiti: esso potrà essere concesso solo in presenza di problemi reali e convalidati, e si adeguerà al reddito e alle caratteristiche dei richiedenti.
Superate le 5 rate non pagate, il piano di rientro decadrà automaticamente, con un relativo aggravamento della sanzione.

Se hai altre domande o dubbi puoi contattarci compilando il form sottostante.

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6 commenti
  1. Marco
    Marco dice:

    Salve, ho dimenticato di pagare un F24 di 60 euro per una ritenuta d’acconto , visto che era venerdì la banca lo ha pagato il lunedì mattina quindi tre giorni dopo! Devo pagare qualcosa e se si quanto ?

    Rispondi
  2. Cupani Davide
    Cupani Davide dice:

    Buongiorno vorrei un chiarimento se dovessi pagare un F24 imps in ritardo di 2 mesi a quanto ammonterebbe la sanzione? E il pagamento deve essere effettuato sempre in banca? Grazie.

    Rispondi
  3. Paola
    Paola dice:

    Ho pagato il diritto camerale il 19 giugno e non entro il 16 senza conteggiare gli interessi di € 0,18. Come li posso versare?

    Rispondi

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