Come richiedere il Rimborso IVA per beni acquistati all’estero

Come richiedere il Rimborso IVA UE per beni acquistati all'estero
 
(Last Updated On: 13 Marzo 2019)

Tempi e modalità di rimborso IVA sugli acquisti esteri per spese di viaggi, carburante, partecipazioni a fiere.

Capita spesso, nell’ambito dell’esercizio di un’impresa che opera in ambito internazionale, di recarsi all’estero e di acquistare beni e servizi. In questi casi, per gli acquisti effettuati nei paesi UE, quando il costo sostenuto è comprensivo della locale tassa sul valore aggiunto, con la Direttiva Europea 2008/9 (recepita in Italia con il D.L. 18/2010) è possibile richiedere il rimborso IVA estera, grazie a una procedura snella e relativamente rapida.
Per gli acquisti effettuati in Paesi extra UE, invece, l’IVA è recuperabile solo in presenza di particolari accordi tra Stati: attualmente, i Paesi coinvolti sono Svizzera, Norvegia e Israele.

Nel post di oggi forniamo una breve guida per la richiesta di rimborso IVA assolta in altri Paesi UE: soggetti interessati e modalità di richiesta del rimborso IVA annuale.

Come richiedere il Rimborso IVA UE?

I titolari di partita IVA che vantano un credito IVA verso uno stato UE possono presentare richiesta di rimborso iva europea tramite l’Agenzia delle Entrate. La domanda deve essere presentata utilizzando i Servizi Telematici (Entratel o Fisconline). La richiesta di rimborso va compilata in lingua italiana (ma è accettata anche quella in inglese e francese) con importi in euro. Può essere presentata per periodi non superiori all’anno e non inferiori a tre mesi (Direttiva 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, recepita con Dlg n. 18 del 2010).

Allo stesso tempo, i titolari di partita IVA stabiliti in altri Stati membri della Comunità Europea possono chiedere il rimborso dell’IVA assolta in Italia in relazione a beni e servizi ivi acquistati e importati, sempre che sia detraibile, presentando la richiesta di rimborso all’amministrazione finanziaria del proprio Stato che la trasmetterà, telematicamente, a quella italiana. La richiesta di rimborso può esssere:

  • trimestrale e può essere presentata a partire dal primo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento fino al 30 settembre dell’anno successivo;
  • annuale e può essere presentata a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello oggetto della richiesta di rimborso ed entro il 30 settembre dello stesso anno.

Se il contribuente vanta un credito IVA per un periodo inferiore a tre mesi, potrà richiederne il rimborso utilizzando la richiesta annuale. Ad esempio, se un contribuente è in possesso di fatture per i mesi di aprile e giugno (ma non di maggio) non può chiedere il rimborso per il II trimestre, ma lo potrà fare soltanto con la richiesta annuale. Per le richieste relative a un trimestre, l’importo minimo rimborsabile è di € 400 (per importi inferiori la richiesta sarà annuale); per le richieste annuali, invece, l’importo minimo rimborsabile è di € 50.

Scadenza domanda rimborso IVA UE

Scade il 30 settembre il termine ultimo per poter presentare le istanze di rimborso IVA da parte dei contribuenti stabiliti in uno Stato membro diverso da quello che effettua il rimborso.

Attenzione, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che ;il termine del 30 settembre, previsto dalla Direttiva 2008/9/CE, è perentorio e non prorogabile al successivo giorno lavorativo.

Quali i soggetti esclusi dal rimborso IVA UE?

La domanda di rimborso per l’IVA assolta in altri stati UE non può essere inoltrata quando il richiedente:

  1. non ha svolto un’attività d’impresa, arte o professione;
  2. è un contribuente minimo o un soggetto che si è avvalso del regime speciale per i produttori agricoli;
  3. ha effettuato unicamente operazioni esenti o non soggette che non danno diritto alla detrazione dell’imposta ai sensi degli articoli 19 e seguenti.

Per quali beni è possibile richiedere il rimborso IVA UE?

Le categorie di beni e servizi il cui acquisto dà diritto al recupero dell’imposta sono individuate da un’apposita tabella. La prima categoria comprende i vari tipi di carburante (benzina, diesel, GPL, gas naturale o biocarburante). Altre voci importanti riguardano la locazione dei mezzi di trasporto, i pedaggi stradali e le spese di viaggio, vitto e alloggio. In relazione ad ogni categoria, la tabella indica i Paesi UE che consentono il recupero dell’IVA.

Nella domanda di rimborso inviata via web, occorre inserire la descrizione dei beni per i quali si richiede il rimborso dell’IVA in base alla “Tabella contenente i codici da utilizzare per la descrizione dei beni acquistati” – pdf.

Come funziona il rimborso IVA Extra UE?

I soggetti non stabiliti nell’Unione Europea, ma in Stati con cui esistono accordi di reciprocità (Israele, Svizzera e Norvegia), possono chiedere il rimborso dell’IVA versata allo Stato italiano per i servizi e beni ivi acquistati e importati. Attenzione però:

  • sono ammesse soltanto richieste trimestrali e annuali. Non sono, quindi, più possibili richieste semestrali;
  • le richieste devono essere presentate entro il 30 settembre dell’anno solare successivo a quello di riferimento.

La richiesta di rimborso, che deve essere effettuata utilizzando il modello IVA 79 deve essere indirizzata a: Centro Operativo di Pescara – via Rio Sparto, 21 – 65129 Pescara.
La trasmissione può essere effettuata tramite:

  • consegna diretta;
  • servizio postale;
  • “corriere espresso”.

Negli ultimi due casi farà fede la data di spedizione. Non saranno ritenute valide le istanze pervenute via fax o per posta elettronica.
La struttura del modello prevede la possibilità per il richiedente di indicare il numero di telefono, fax e l’indirizzo e-mail per essere contattati dall’Amministrazione finanziaria e un nuovo campo per l’indicazione dell’esistenza o meno del pro-rata e i dati relativi al codice IBAN e Bic per il pagamento delle somme richieste a rimborso.

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