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REGIME FORFETTARIO 2020

Regime Forfettario 5% o 15%? Quando?

Sommario
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(Last Updated On: 24 Ottobre 2020)

Stai pensando di avviare un’attività tutta tua come Freelance, Libero Professionista o Ditta Individuale? Bene, sei capitato nel posto giusto dove troverai un’utilissima guida per StartUpper e per il Regime Forfettario 2020.

Anche nel 2020 aprire la Partita IVA è molto conveniente grazie alla possibilità di aderire al Regime Forfettario al 5% e al 15%. Il Regime Forfettario, anche detto flat tax in quanto prevede un’aliquota agevolata fissa sulla tassazione. Attualmente, la Flat Tax o tassa “piatta” è prevista solo per le Partite IVA, con ricavi o compensi percepiti non sono superiori a 65.000 euro.

Ma quando applicare l’una o l’altra? Vediamo in quali casi si applica il Regime Forfettario 2020 con aliquota al 5%. Scopriamo insieme quali sono i requisiti necessari.

Quando Regime Forfettario 2020 5% o al 15% per Partite IVA?

Quali sono i requisiti necessari per usufruire del regime forfettario o Flat Tax al 15% o al 5%? Chi decide di aprire Partita IVA può beneficiare degli interessanti e convenienti vantaggi fiscali derivanti dall’adesione al Regime Forfettario 2020.

ATTENZIONE PERÒ: è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti.

È bene precisare subito che sono escluse dal Regime Forfettario le Società di persone, le Società di capitali, le Associazioni, le Cooperative.

Analizziamo di seguito quali sono i requisiti da rispettare sia per chi ha già una partita IVA sia per coloro che intendono aprire partita IVA 2020 adottando il nuovo regime forfettario 2020.

Ricavi o compensi inferiori a 65.000 euro

Coloro i quali hanno partita IVA e intendono avvalersi del regime forfettario 2020, devono necessariamente verificare che i ricavi conseguiti nel 2019, ovvero i compensi percepiti nel suddetto anno ragguagliati ad anno, non siano superiori a 65.000 euro.

Spese per dipendenti e regime forfettario 2020

Un’ulteriore verifica da effettuare riguarda i costi sostenuti nel 2019. In particolare, occorre appurare se sono inferiori a 20.0000 euro le spese per:

  • lavoratori dipendenti
  • lavoro accessorio di cui all’articolo 70 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276
  • collaboratori (es: borse di studio, CO.CO.CO)
  • lavoro a progetto ai sensi degli articoli 61 e seguenti del D.Lgs. 276/2003
  • utili da partecipazione agli associati di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c) TUIR
  • prestazioni di lavoro dell’imprenditore o del suo coniuge o figli o altri familiari

Redditi di lavoro dipendente e forfettario 2020

Il nuovo regime forfetario 2020 reintroduce il limite massimo di reddito pari 30.000 euro, riferito al reddito conseguito con l’attività di lavoro dipendente nell’anno precedente. Infatti, per adottare il regime forfettario è necessario non aver percepito nell’anno 2019 redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati (ad esempio pensioni) per un importo superiore a 30.000 euro.

NOTA BENE: non occorre considerare questo requisito quando il rapporto di lavoro è cessato nel 2019

Invariata la barriera all’ingresso introdotta nel 2019 relativa all’impossibilità di rientrare nel regime forfettario per coloro che nel biennio precedente erano assunti come dipendenti o collaboratori e che intendano svolgere l’attività professionale o d’impresa in maniera prevalente nei confronti del precedente datore di lavoro.

Partecipazioni in società di persone

La partecipazione in società di persone preclude l’accesso al regime forfettario anche nel 2020. Inoltre, non possono essere forfettari 2020 gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano ad associazioni di cui all’articolo 5 del DPR 917/1986.

Partecipazioni in SRL

Non possono usufruire del regime forfettario anche nel 2020 i contribuenti titolari di p. IVA (ditte individuali o liberi professionisti) che controllano direttamente o indirettamente srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività direttamente o indirettamente assimilabili a quelle svolte dal titolare di p. IVA. Pertanto, affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza di due aspetti:

  • controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o di associazioni in partecipazione
  • esercizio da parte delle stesse di attività indirettamente o direttamente analoghe a quelle esercitate dal titolare di partita iva

In assenza di una delle predette condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfettario.

Regime Forfettario al 15% o al 5%?

Nei casi in cui si sia in possesso dei requisiti appena elencati per accedere al Regime Forfettario, è prevista semplicemente l’applicazione di un’imposta sostitutiva unica al 15%.

Tuttavia, l’imposta sostitutiva scende al 5% per chi apre la Partita IVA.

Ma vediamo nel dettaglio chi può beneficiarne. L’imposta unica al 5% per i primi 5 anni di attività è riservata agli startupper ovvero a coloro che aprono per la prima volta una Partita IVA.

Ma, per poter beneficiare di questa interessantissima e conveniente opzione è necessario che la start-up non sia una mera prosecuzione di attività già svolte in precedenza in modo dipendente o autonomo, fatta esclusione dei casi in cui si tratti di periodi di praticantato obbligatorio per l’accesso ad arti o professioni.

Inoltre, il contribuente non deve aver esercitato un’attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni che precedono l’avvio dell’attività.

Cosa succede se si eccede la soglia dei 65.000 euro?

Una volta optato per il Regime Forfettario 2019, cosa succede se si supera la soglia dei 65.000 euro di ricavi?

A chiarire è intervenuta l’Agenzia delle Entrate: nel caso in cui si superi la soglia dei 65.000 euro, il Forfettario cessa a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito del limite di ricavi fissato dalla Legge di Bilancio 2019.






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