RAVVEDIMENTO SPRINT

Ravvedimento sprint con l’0,2%

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Il ravvedimento conquista più spazio. Ecco cosa fare quando si dimentica di pagare alla scadenza.

 

 

Chi si ‘dimentica’ di pagare le imposte nei termini e rimedia in pochi giorni, avrà a disposizione un terzo tipo di rimedio. In pratica, al ravvedimento ‘breve’ o ‘mensile’, e al ravvedimento ‘lungo’ o ‘annuale’, si aggiunge il ravvedimento ‘sprint’.

Il ravvedimento ‘sprint’ può essere effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento, il ravvedimento ‘breve’ o ‘mensile’ può essere effettuato dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza; il ravvedimento ‘lungo’ o ‘annuale’ può essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione.

Con il ravvedimento ‘sprint’, da effettuare entro 14 giorni dalla scadenza, esteso a tutti i contribuenti, la sanzione ordinaria del 30%, applicabile sui tardivi od omessi versamenti di imposte, si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. La misura del 30%, che si riduce al 3% in caso di ravvedimento ‘breve o mensile’ entro trenta giorni, è infatti ulteriormente ridotta a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.

La misura varia dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni di ritardo. A partire dal quindicesimo giorno di ritardo fino al trentesimo giorno si applica la misura fissa del 3%, prevista per il ravvedimento ‘breve o mensile’.

L’estensione del ravvedimento ‘sprint‘ a tutti i contribuenti si è resa possibile a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 23, comma 31, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98. La modifica apportata, allo scopo di coordinare l’entità delle sanzioni al ritardo dei versamenti, ha disposto la soppressione, all’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 471/1997, delle parole «riguardanti crediti assistiti integralmente da forme di garanzia reale o personale previste dalla legge o riconosciute dall’amministrazione finanziaria».

Di conseguenza, l’articolo 13, comma 1 ora dispone che per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni, la sanzione del 30% oltre a quanto previsto dalla lettera a) del comma 1 dell’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997 è ulteriormente ridotta ad un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.

La lettera a) del comma 1, dell’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997 stabilisce che la sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza. La riduzione è di un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione.

Per vedere come può essere applicato il ravvedimento ‘sprint’, si può fare l’esempio di un contribuente che deve pagare un versamento Iva di 10 mila euro, relativo al mese di giugno, in scadenza il 16 luglio 2011, che slitta a lunedì 18 luglio. Il contribuente, però, esegue il versamento il 22 luglio 2011, cioè con un ritardo di 4 giorni. In questo caso, la sanzione applicabile è dello 0,2% per ogni giorno di ritardo, in totale 0,8 per cento.

Nel modello F24 del versamento che eseguirà venerdì 22 luglio 2011, egli dovrà indicare:
– l’importo di 10.000 euro, con il codice tributo 6006, per il versamento dell’Iva;
– l’importo di 80 euro, con il codice tributo 8904, per la mini-sanzione dello 0,8% sui quattro giorni di ritardo;
– l’importo di 1,67 euro, per i 4 giorni di interessi legali calcolati con il tasso annuo dell’1,5%, con il codice 1991 ‘interessi sul ravvedimento – Iva’;
l’importo totale di 10.081,67 euro.

Fonte: “Il sole 24 ore”

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