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Lavoro accessorio e voucher

LAVORO ACCESSORIO VOUCHER INPS
(Last Updated On: 31 Ottobre 2019)

Un lavoratore può essere retribuito attraverso i voucher INPS se la forma contrattuale sottoscritta è il lavoro accessorio. Si tratta di una collaborazione particolare che tutela il lavoratore offrendogli diversi vantaggi. Il lavoro accessorio è stato negli anni oggetto di numerose modifiche a livello normativo, salvo poi essere definito con maggiore precisione con la riforma del Jobs Act.

Le principali caratteristiche del lavoro accessorio

Si è parlato per la prima volta di lavoro accessorio con l’art. 70 del D.Lgs 276/2003, anche denominata Legge Biagi. Si tratta di una forma contrattuale che si differenzia per una serie di caratteristiche.

  • le modalità di esecuzione e gestione dell’attività lavorativa oggetto del contratto non sono riconducibili al lavoro subordinato, al lavoro autonomo, né alla collaborazione occasionale
  • la totalità dei compensi ricevuti a seguito di collaborazioni di lavoro accessorio non deve eccedere i 5.000 euro netti annui
  • il compenso per lavoro accessorio può essere corrisposto solo mediante i voucher INPS
  • le retribuzioni percepite da uno stesso datore di lavoro non devono eccedere i 2.500 euro
  • in un anno solare non possono essere lavorate più di 280 ore lavorative

NOTA BENE: spetta al datore di lavoro l’azione di verifica del raggiungimento del limite di compensi annuali. Egli stesso, infatti, ha il compito di richiedere al lavoratore una dichiarazione scritta di mancato superamento degli importi previsti dalla Legge.

Voucher lavoro accessorio: dove richiederli

Il compenso per le prestazioni lavorative disciplinate da un contratto di lavoro accessorio può essere erogato solo tramite i voucher lavoro accessorio. I suddetti buoni lavoro sono a importo fisso, comprendente la retribuzione che il prestatore riceverà e i contributi INPS e INAIL che andranno direttamente versati.
I voucher lavoro accessorio si acquistano direttamente sul sito web dell’INPS, presso gli uffici territoriali INPS, i tabacchini e le banche convenzionati, o presso gli uffici postali abilitati (in quest’ultimo caso, solo se la retribuzione sarà per un servizio di baby-sitting).

Il datore di lavoro dovrà sostenere un costo totale per ogni singolo voucher pari a 12,41 euro, di questi 9 euro corrispondono al compenso netto spettante al prestatore e 3,41 euro sono i contributi INPS e INAIL.

Tassazione dei voucher lavoro accessorio

I buoni lavoro utilizzati per erogare i compensi a seguito di una collaborazione sotto forma di lavoro accessorio, non sono tassati in quanto esenti da qualsiasi tipologia di imposta fiscale. La retribuzione totale ricevuta mediante i voucher, quindi, non deve essere dichiarata nel 730 o nel modello Unico PF. Per lo stesso principio, il datore di lavoro non ha l’obbligo di rilascio della Certificazione Unica per il prestatore di lavoro.

Come richiedere e attivare i voucher lavoro accessorio

A seguito dell’acquisto dei buoni lavoro, il datore di lavoro deve obbligatoriamente comunicare alla Direzione Territoriale l’inizio della collaborazione con il prestatore di lavoro. Le modalità di comunicazione sono telematiche: tramite sito web, sms o email. Prima della data di inizio, inoltre, la comunicazione relativa alla collaborazione deve essere fatta anche all’INPS con valenza ai fini INAIL.

Come incassare il valore dei voucher INPS

Per riscuotere i compensi ricevuti tramite voucher lavoro accessorio, occorre sapere dove è sono stati acquistati i buoni lavoro.

1) Posta o uffici INPS: riscossione presso qualsiasi ufficio postale

2) Online: riscossione tramite INPS card o bonifico intestato al prestatore

3) Tabaccheria: riscossione presso qualsiasi tabaccaio

d) Banca: riscossione presso filiali dello stesso circuito

Retribuzioni con voucher INPS e status familiare a carico

A prescindere dall’importo totale dei voucher INPS percepiti, lo status familiare di un familiare a carico non varia. I buoni lavoro, infatti, non concorrono al calcolo del reddito che permette a un prestatore di lavoro di essere fiscalmente a carico di altri soggetti. L’importo dei voucher, quindi, non si deve considerare nella valutazione del limite di reddito pari a 2.840,51 euro.

ESEMPIO
Figlio che saltuariamente ha collaborazioni di lavoro accessorio, retribuito attraverso l’erogazione dei buoni lavoro INPS per un totale annuale superiore a 2.840,51 euro. Essendo i redditi voucher INPS esenti da imposte fiscali, il figlio resta a carico dei genitori pur ricevendo un ammontare superiore al limite di reddito imposto.


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