Compensazione crediti PA

EQUITALIA: Ecco come saldare i propri debiti

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Hai crediti con la PA che non riesci ad incassare? Hai allo stesso tempo cartelle esattoriali da saldare? Ora puoi di nuovo utilizzare i tuoi crediti per compensare le pendenze con il fisco.

Ecco come recuperare velocemente le tue fatture ancora non incassate: il MEF ha rinnovato per il 2017 la possibilità di utilizzare i propri crediti verso la PA in compensazione per saldare le pendenze fiscali.

Anche quest’anno, con il Decreto del 9 agosto, il MEF ha confermato la possibilità per professionisti e imprese che hanno dei debiti notificati con cartelle esattoriali di portarli in compensazione con i crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Inoltre, coloro che hanno presentato istanza di rottamazione possono ricorrere alla compensazione anche per il saldo delle rate ancora non pagate.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta e quali sono le modalità.

Come funziona la compensazione dei crediti PA?

Con la compensazione è possibile assolvere al pagamento di tutto o di una parte del proprio debito tributario utilizzando un credito tributario (come ad esempio in caso di imposte pagate in misura superiore) oppure con un credito verso la Pubblica Amministrazione non incassato.
Infatti, per coloro che hanno effettuato lavori per conto di una Pubblica amministrazione e non hanno ancora ricevuto il pagamento per la prestazione effettuata, è possibile utilizzare quel credito commerciale per pagare i debiti oggetto di cartelle di pagamento.

Indispensabile per procedere alla compensazione è che la Pubblica Amministrazione interessata, cioè l’ente debitore, provveda a certificare il credito.

Quali i requisiti del credito PA?

Affinché un credito possa essere utilizzato per compensare le cartelle esattoriali, è necessario che si tratti di:

  • crediti certificati non prescritti, certi, liquidi ed esigibili verso la PA (Stato, Regioni e province autonome, enti locali, enti del Servizio Sanitario Nazionale) per aver effettuato somministrazioni, forniture e appalti;
  • debiti tributari (dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali, riferiti “ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2016 (DM 9 agosto 2017, pubblicato  nella G.U. n. 194 del 21 agosto 2017).

Come richiedere la certificazione dei crediti PA?

Primo passo per poter procedere alla compensazione di un debito iscritto a ruolo con un credito nei confronti della Pubblica Amministrazione è il rilascio di una certificazione da parte di quest’ultima, ossia un riconoscimento dell’esistenza e dell’ammontare del credito.

La certificazione dei crediti va richiesta attraverso un’apposita istanza presentata all’ente debitore, utilizzando la Piattaforma dei crediti commerciali, disponibile sul sito http://crediticommerciali.mef.gov.it.
La Pubblica Amministrazione interessata deve rispondere alla richiesta di certificazione del credito entro 30 giorni dalla data di ricezione dell’istanza.

Il contribuente-creditore, ottenuta la certificazione, deve presentare l’originale all’Agente della Riscossione, il quale, dopo aver verificato la validità della stessa, dispone la compensazione, aggiornando la Piattaforma dei crediti commerciali.
L’Agente della Riscossione deve annotare l’importo del credito utilizzato in compensazione per il pagamento delle somme iscritte a ruolo sulla copia della certificazione rilasciata al contribuente-creditore.

Quali debiti possono essere compensati?

È possibile saldare un debito tributario attraverso la compensazione con crediti PA purché risultante da cartella di pagamento affidata all’Agente della Riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione – ex Equitalia) entro il 31 dicembre 2016.

In particolare è ammessa la compensazione totale o parziale del debito, ma la condizione è che la somma iscritta a ruolo sia inferiore o al massimo pari al credito vantato nei confronti di una PA.

Anche le rate della Rottamazione possono essere compensate?

Come anticipato in un recente post, dalla seconda rata relativa alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, con scadenza fissata per il 30 settembre (slittata al 2 ottobre), è stato possibile ricorrere alla compensazione dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Come funziona la compensazione?

Una volta ottenuta la certificazione del credito è possibile effettuare la compensazione utilizzando il modello F24 crediti PPAA, nel modello vanno indicati:

  • i dati identificativi del soggetto;
  • il numero di certificazione del credito attribuito dalla piattaforma;
  • nella sezione Erario il codice tributo “PPAA”, ossia “Crediti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni per il pagamento di somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario-articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602”.

L’unica modalità di compensazione ammessa è quella telematica utilizzando i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate.

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