Di Categorie: Regime Forfettario, Regimi contabili, Società: srl, srls, sas, sncPubblicato il: 07/12/2021Last Updated: 16/12/2021

Chi supera il limite dei 65.000 euro previsto come soglia per aderire al Regime Forfettario deve aprire una SRL? Può sembrare banale, ma la risposta migliore in questo caso è “Dipende!”. Occorre infatti valutare più e diversi aspetti, meglio se con un commercialista. Da Forfettario a SRL infatti le cose cambiano e non poco!

Trasformare la propria attività in una SRL significa gestire una società con adempimenti e regole da seguire, che se non rispettate comportano perdite e danni. Procediamo per piccoli step. 

Da Forfettario a SRL: le differenze

Il regime forfettatio è un regime fiscale per le partite iva individuali. Non è possibile infatti costituire una società con il forfettario.
Questo primo punto esclude dal forfettario tutti quei progetti che prevedono due o più soggetti a capo. Per aderire al regime forfettario, inoltre, occorre rispettare una serie di requisiti di accesso e mantenimento, non sempre così scontati. 

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Una SRL è una società di capitali che prevede una persona giuridica che non coincide con la persona fisica. Si tratta di un soggetto distinto e indipendente. Se si opera con la società, è la società che guadagna, ha debiti e paga le tasse.

SRL e gestione dei soldi

Quando si è una partita iva individuale, non importa se in regime forfettario o in regime ordinario, le somme di denaro derivanti da consulenze, vendite, servizi, sono subito disponibili e utilizzabili dal titolare della partita iva. E questo può impiegarli e spenderli come meglio crede. 

Quando, invece, si tratta di un sociatà SRL, ciò che viene incassato e depositato sul conto della società, non può essere prelevato e speso a piacimento. I soldi realizzati con il business della SRL non possono essere prelevati da uno o più soci a piacimento.

Di fatto, la società di cui si è soci è paragonabile a un datore di lavoro. Il socio percepisce uno stipendio tutti i mesi, oltre a eventuali rimborsi spese (molte volte esentasse).

In aggiunta al compenso amministratore e ai rimborsi, esistono altre modalità per prelevare denaro da un SRL, ma ogni singola operazione necessita di una precisa pianificazione. Ecco perchè è fondamentale appoggiarsi a un commercialista.

Socio amministratore e guadagni

Può capitare di essere socio di capitali senza lavorare e senza amministrare la società. In questo caso, si ha diritto a percepire gli utili della SRL. Attenzione però! Solo dopo l’approvazione del bilancio e il rilascio del benestare alla distribuzione degli utili da parte di tutti i soci. 

NOTA BENE: se si è soci e amministratori, le entrate di denaro sono ovviamente due. Una relativa al compenso amministratore e una successiva in caso di distribuzione degli utili. 

Da Forfettario a SRL: gli adempimenti del socio

Abbiamo detto che se in regime forfettario, il soggetto con partita iva può gestire in autonomia entrate, uscite e adempimenti fiscali, con una SRL è diverso.
Prima di tutto occorre distinguere tra socio lavoratore e socio non lavoratore (di capitale). 

I soci di capitale non sono altro che investitori ai quali interessano solo gli utili della SRL. Questi soggetti non hanno alcun onere nel corso dell’anno. 

I soci lavoratori, invece, sono tenuti a pagare i contributi previdenziali alla gestione commercianti e artigiani INPS. Si tratta di circa 3.900 euro annui divisi in rate trimestrali di pari importo. 

ATTENZIONE: i contributi INPS devono essere versati dal socio e non dalla società. 

Quante tasse paga una SRL?

Oltre ai contributi INPS obbligatori per tutti i soci della SRL (o della SRLs), ci sono delle imposte a carico della società. 

Le principali sono l’IRES e l’IRAP, con un’aliquota rispettiva del 24% e del 3,9%. 

Al netto di tutte le imposte, si ottiene l’utile, che può essere distribuito tra i soci oppure reinvestito nella società. In caso di distribuzione, gli utili saranno ulteriormente tassati del 26%. Questo perchè per i soci si tratta di un reddito da capitale.

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Commenti
  1. Agostino Bugari 09/12/2021 at 17:10 - Reply

    i contributi INPS 3900 euro fino ai 15400 più o meno e dopo il 24% di quota in eccedenza del fatturato? Grazie

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