CHIUSURA SRL: Ecco come procedere

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(Last Updated On: 24 aprile 2018)

Chisuura SRL Costi

Chiusura SRL: come funziona? A quali oneri si va incontro?

A causa soprattutto della situazione economica attuale, capita spesso che le attività non vadano secondo le aspettative, e che quindi si sia costretti a chiudere, a volte anche in maniera dolorosa.

Infatti, la chiusura di una ditta individuale o di una semplice attività professionale è una procedura abbastanza snella a differenza della chiusura e liquidazione di società (di capitali o di persone), che è una procedura abbastanza complessa e difficilmente risolvibile in autonomia e molto spesso richiede l’intervento notarile (anche se non sempre).

Lo scioglimento e la liquidazione di una società di capitali consistono nella cessazione dell’attività, nella trasformazione delle poste dell’attivo in liquidità e nell’estinzione delle passività con la distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci.

Ci soffermiamo in questo articolo sulla procedura semplificata di liquidazione di una SRL, o di una SRL semplificata (la procedura è la stessa).

Quali sono le fasi della chiusura di una SRL?

La procedura di chiusura è caratterizzata da un preciso iter, per cui l’estinzione di una società sia SRL ordinaria che SRLs si articolata in tre fasi:

  • Accertamento della causa di scioglimento;
  • Procedimento di liquidazione con la nomina del soggetto liquidatore o dei liquidatori;
  • Cancellazione dal Registro delle Imprese con conseguente estinzione della società.

In alcuni casi è ammessa la possibilità di ricorrere alla procedura di scioglimento semplificata che non richiede la presenza del notaio, ma può essere svolta in autonomia dagli amministratori.

Quali sono le cause che portano allo scioglimento di una SRL?

Il codice civile all’art. 2484 declina quelle che sono le possibili cause che portano allo scioglimento di una società di capitali, nel dettaglio:

  • Per decorrenza del termine;
  • Per il conseguimento dell’oggetto sociale ovvero per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
  • Per l’impossibilità di funzionamento ovvero per la continuata inattività dell’assemblea;
  • Per la riduzione del capitale sotto il minimo legale, purchè i soci abbiano dichiarato in assemblea di non voler trasformare o ricapitalizzare la società;
  • Per le ipotesi indicati agli articoli 2437-quater e 2473;
  • Per deliberazione dell’assemblea;
  • Per altre cause previste nell’atto costitutivo o nello statuto.

Quando può essere adottata la procedura semplificata?

La procedura semplificata così come previsto dal Ministero dello Sviluppo Economico non può essere sempre adottata ma ci sono limitazioni sia nei soggetti che nei presupposti.
Infatti per poter accedere alla procedura semplificata è necessario che lo scioglimento della società sia avvenuto per una delle cause indicate sopra ad eccezione delle ultime due, ossia per delibera dell’assemblea o per altre cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto.

Pertanto è ammesso il ricorso alla procedura semplificata quando ad esempio la società ha conseguito l’oggetto sociale ovvero è impossibilitata a conseguirlo, se il capitale sociale è sceso sotto la soglia minima prevista dalla legge.

Chi può adottare la procedura semplificata?

La possibilità di accedere alla procedura di scioglimento della società in modo semplificato non è rivolta a tutte le società di capitali ma esclusivamente a quelle a responsabilità limitata.
Infatti le società per azioni sono escluse dalla procedura poiché è sempre richiesto l’intervento del notaio, dovendo questi eseguire la nomina del liquidatore in assemblea straordinaria.

In cosa consiste la procedura semplificata?

La Procedura semplificata è la possibilità riconosciuta alle società a responsabilità limitata di procedere all’estinzione senza avvalersi del notaio. È quindi l’organo amministrativo che accerta la causa di scioglimento e convoca l’assemblea dei soci per avviare il procedimento di liquidazione dell’attivo e del passivo della società.
In assemblea infatti i soci sono chiamati a deliberare:

  • Il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento in caso di pluralità;
  • La nomina dei liquidatori;
  • I criteri da seguire per la liquidazione.

Una volta effettuata questa fase e approvato il bilancio finale, è necessario depositare l’istanza di cancellazione della società dal Registro delle Imprese.
Infine la società dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate la cessazione della partita IVA e depositare i libri sociali presso il Registro delle Imprese.

Quali sono i costi per la chiusura di una SRL?

Naturalmente la procedura semplificata consente al contribuente un risparmio monetario in quanto non è previsto l’onorario spettante al notaio, tuttavia bisogna considerare che la procedura non è gratuita, ma le singole pratiche che devono essere presentate per lo scioglimento e la liquidazione hanno un costo, come i diritti di segreteria e l’imposta di bollo.

Come anticipato, le fasi della chiusura sono essenzialmente tre e per ognuna è necessaria la presentazione di una apposita pratica al registro imprese. Nel dettaglio le pratiche minime da presentare sono le seguenti:

1) accertamento della causa di scioglimento – l’amministratore (o amministratori o consiglio) accerta le cause di scioglimento con una determinazione che deve essere depositata in Camera di Commercio; il costo del deposito è pari a € 90 per diritti oltre € 65 di bolli;

2) apertura liquidazione e nomina liquidatori – l’assemblea, preso atto della determinazione dell’organo amministrativo, apre la fase di liquidazione e nomina contestualmente i liquidatori. Nello specifico occorre depositare presso il Registro delle Imprese il verbale di assemblea ordinaria contenente la nomina dei liquidatori; il costo del deposito è pari a € 90 per diritti oltre € 65 di bolli;

3) cancellazione dal Registro Imprese con chiusura Partita IVA, preferibilmente con deposito contestuale del bilancio di liquidazione; anche in questo caso il costo del deposito è pari a € 90 per diritti oltre € 65 di bolli.

Di conseguenza, quando le fasi sono 3, le spese vive sono pari ad € 465 euro minimo, a cui si aggiunge il costo per l’intermediario (commercialista in genere), che oltre a presentare le pratiche in Camera di Commercio, deve predisporre il bilancio finale di liquidazione ed effettuare gli adempimenti fiscali.

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2 commenti
  1. Davide
    Davide dice:

    Buongiorno ,

    esiste anche la possibilità di procedere ad una liquidazione volontaria oppure è solo una fase intermedia che precede la chiusura ?

    Quali vantaggi ci sono dichiarando ai creditori questa decisione ? Si possono bloccare ingiunzioni decreti etc?

    Davide

    Rispondi

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