Di Categorie: Novità fiscali e AdempimentiPubblicato il: 17/11/2022Last Updated: 17/11/2022

Il Decreto Aiuti Quarter estende per il 2022 il tetto dell’esenzione fiscale dei fringe benefit aziendali. Se fino a pochi giorni fa, questo era pari a 600 euro, dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto, la soglia sarà innalzata a 3000 euro. Il provvedimento è volto ad aiutare i dipendenti delle aziende private a sostenere il caro bollette e l’aumento generale dei prezzi legato all’inflazione. Precisiamo subito che l’erogazione del bonus 3000 euro è facoltativa e dipende dalle decisioni della singola azienda privata.

Scopriamo insieme tutti i dettagli sul bonus 3000 euro.

Che cosa è il bonus 3000 euro

Si tratta di un contributo concesso, limitatamente all’anno 2022, dai datori di lavoro privati ai propri dipendenti. Di fatto non è un vero e proprio bonus, ma un innalzamento della soglia massima legata al welfare aziendale (fringe benefit). In altre parole, è una forma di retribuzione non in denaro che si aggiunge allo stipendio; tale importo non è tassabile e non è oggetto di contribuzione perché non è considerato come reddito imponibile. 
Il contributo è riconosciuto facoltativamente, non è obbligatorio. Si tratta di una misura varata dal Governo in risposta agli aumenti dei costi dell’elettricità e del gas, e più in generale delle utenze domestiche. 

A fissare questa nuova soglia dei fringe benefit, valida esclusivamente per l’anno 2022, è stato il Decreto Aiuti Quarter approvato dal Governo il 10 novembre 2022 (pubblicazione in Gazzetta prevista entro e non oltre il 22 novembre 2022). 

Di fatto, questa agevolazione corrisponde a un ulteriore incremento rispetto a quanto già previsto nel Decreto Aiuti Bis, ossia il bonus 600 euro. Precisiamo, infatti, che in condizioni normali, la soglia dei fringe benefit, compresi i buoni acquisto, è pari a 258,23 euro l’anno. 

Chi sono i destinatari del Bonus 3000 euro?

Il bonus 3000 euro spetta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, ma in forza di una libera scelta delle aziende, come tutti i fringe benefit. 

Spetta ai datori di lavoro, infatti, stabilire le proprie politiche di Welfare aziendale, e decidere se riconoscere o meno i suddetti benefit ai propri dipendenti. 

NOTA BENE: sono considerati datori di lavoro, in caso si avvalgano di dipendenti privati, anche gli studi professionali, i lavoratori autonomi, gli enti pubblici economici e i soggetti che non svolgono un’attività commerciale. 

Sono considerati lavoratori dipendenti anche i collaboratori tipo CO.CO.CO, amministratori e lavoratori autonomi occasionali, oltre ad altri soggetti percettori di reddito di lavoro assimilato (tirocinanti). 

ATTENZIONE: non sono previsti limiti reddituali né di soglia ISEE per il riconoscimento del bonus 3000 euro. 

Sono esclusi dalla suddetta agevolazione tutti i lavoratori dipendenti statali. 

Quali sono le spese ammissibili nel bonus 3000 euro? 

Grazie al bonus 3000 euro è possibile coprire i costi di bollette della luce, del gas e dell’acqua che il lavoratore dipendente ha pagato nel corso del 2022. Sono pertanto incluse solo ed esclusivamente le bollette riferite alle utenze domestiche. Attenzione, inoltre, che le somme erogate per il rimborso delle utenze domestiche devono essere dell’energia elettrica, del gas naturale e del servizio idrico integrato. 

NOTA BENE: l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che le utenze possono riguardare anche immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti con titolo idoneo, sia esso proprietà, affitto o comodato, non solo dal lavoratore dipendente, ma anche dal suo coniuge o dai suoi familiari, a patto che le spese siano sostenute dal lavoratore, dal coniuge o da altro familiare.  

Come richiedere il bonus 3000 euro

Non sono necessarie domande per l’ottenimento del bonus, che come abbiamo più volte sottolineato non è un vero e proprio bonus, ma un fringe benefit. Di fatto, è il datore di lavoro che, su sua libera iniziativa, può decidere di attribuire il benefit incrementando di fatto la retribuzione senza dover pagare tasse e contributi. 

Gli importi dovuti sono quindi erogati direttamente in busta paga al lavoratore dipendente, a fronte della prova del pagamento delle fatture 2022. È compito del datore di lavoro verificare che i documenti giustificativi siano corretti e rientrino effettivamente nell’agevolazione. 

Fino a quando è valido il bonus 3000 euro?

Il benefit può essere concesso dal datore di lavoro fino al 12 gennaio 2023. 

Dal primo gennaio 2023, i datori di lavoro potranno concedere altri aiuti economici esentasse, come i buoni acquisto, ma con la soglia dei canonici 258,23 euro, salvo altre decisioni che verranno eventualmente prese dal Governo in futuro. 

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Commenti
  1. Renata 27/11/2022 at 14:12 - Reply

    Domanda il fatto che sia a discrezione del datore di lavoro può dare luogo a diversità di trattamento nello stesso?per chiarezza lo do ‘a chi voglio?

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